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IL TITOLO VUOTO di Mario Ricci

"Quando mi sono recato per la prima volta a Parigi (1959) ero poco più di un turista. L'anno successivo m'installavo in casa di un amico pittore, vicino ai Campi Elisi, Questo non perché fossi colto da improvviso amore per questa città, che pure amo e ho amato, ma, semplicemente perché la Roma di allora mi sembrava davvero troppo piccola.
In quello stesso periodo i miei rapporti con il teatro erano, press'a poco, quelli di un comune spettatore. A Stoccolma, al Marionetteatern di Michael Meschke, ci sono andato più per bisogno che per convinzione. A quel tempo, infatti, mi autodefinivo pittore e per vivere a Parigi, facevo il corniciaio. Incontrato Meschke in casa di amici comuni, accettai con entusiasmo l'invito di andare a lavorare nel suo teatro di marionette; ciò significava finirla con le cornici e .... con la pittura.
La prima volta sono rimasto a Stoccolma circa otto mesi ed ho imparato quel tanto che si può imparare, manipolando marionette e burattini: esperienza di grande interesse oltre che affascinante."
Così Mario Ricci, uno dei protagonisti di quella scuola romana d'avanguardia che raggiunge quest'anno il suo decennale, ha descritto i suoi primi passi nel mondo del teatro.
Il primo spettacolo di Ricci, in collaborazione coi pittori Pasquale Santoro e Nato Frasca, è rappresentato a Roma la notte del Capodanno 1962-63 nella casa di Nello Ponente. Si chiamava Movimento numero uno per marionetta sola, e fu poi replicato in case private, gallerie d'arte, oltre che nella stanzetta di Viale Somalia del suo autore.
Il giorno dell'Epifania del 1964 alla galleria Arco d'Alibert,  Ricci presenta un nuovo spettacolo in collaborazione con Santoro.
Nello stesso anno Ricci affitta un ex-stalla, ex-bottega di marmista in vicolo delle Orsoline a Roma, trasformandola, con l'aiuto della moglie Gabriella Toppani e di altri amici, in un teatrino con venticinque posti comodi e trentacinque scomodi: Club Orsoline 15 che si apre nel dicembre del '64 con due spettacoli, uno dei quali in collaborazione con Castone Novelli: Movimento n. 1 per marionetta sola e Movimenti uno e due. Nel febbraio del '65, in collaborazione con lo scultore Libertucci, nasce Balletto due rappresentato insieme ad A di Gianni Novak, poeta e pittore. L'ultimo spettacolo della stagione consiste di tre pezzi, Por NO di Achille Perilli, Flash Fiction e Balletto due di Ricci. E' già evidente una delle costanti di questo teatro: cercare i suoi collaboratori tra gente che non sia di teatro: poeti, pittori, studenti....
Orsoline 15 apre la stagione '65-66 con due pezzi; il secondo, Varietà (in cui tre dive del cinema in cartone si scatenano in un can can accompagnato dalla musica di Mingus) , prevede l'intervento di un attore anche se non in funzione di attore tradizionale quanto di attore oggetto. Si forma così il Gruppo di sperimentazione delle Orsoline 15 che il pubblico e la critica di Roma impareranno lentamente a non confondere con un'iniziativa delle suore di un convento locale, da tempo scomparso.
Con l'arrivo dei collaboratori, Claudio Previtera, Deborah Hayes, Angelo Diana, Luigi Perrone, Tonino Campanelli oltre a Gabriella Toppani, Ricci passa dalla prima fase, giustamente definita artigianale, a quella del workshop teatrale di ricerca. Sul piano teorico egli sistema l'attore oggetto nel contesto di un teatro giocorito che riproponga attraverso gli archetipi teatrali delle reazioni prima che dei sentimenti. L'intenzione è di dare una prima lettura reattiva che catalizzi una serie di letture aperte il più possibile all'immaginazione dello spettatore.
In questo senso nel febbraio del '66 Ricci realizza, assieme a Varietà, Sacrifizio e Salomé, tre pezzi di circa trenta minuti con cui la compagnia partecipa insieme a Marowitz al festival internazionale del teatro universitario di Parma.

La stagione 1966-67 inizia con I viaggi di Gulliver che inaugurano la tradizione di intitolare gli spettacoli con opere o nomi celebri e affascinanti allo scopo di incuriosire un pubblico tremendamente svogliato e convincerlo così a riempire la saletta per lo più tremendamente vuota. Naturalmente nessuno spettatore assisterà ai viaggi di Gulliver né alle avventure di Edgar Allan Poe la cui prima è dell'aprile del 1967.
A Maggio il gruppo deve sloggiare dal teatrino di vicolo delle orsoline, malgrado la cortesia della proprietaria del locale. Ricci ha esaurito i suoi creditori; le cambiali vanno in protesto; bisogna chiudere. In Ottobre la compagnia inaugura il teatro La Ringhiera di Mole con Edgar Allan Poe e Illuminazione in collaborazione con Umberto Bignardi e Nanni Balestrini. A Dicembre Ricci parte per la prima tournée europea, in Polonia toccando Lodz, Varsavia, Lublino, Crakovia .... L'anno successivo, ad Aprile, Edgar Allan Poe e Sacrifìcio edilizio sono presenti al Festival di Nancy. In Maggio Edgar Allan Poe e Illuminazione partecipano al Werkraumtheater di Monaco di Baviera insieme al Living, all' Open Theatre, allo Young Vie di Londra.
Nell'Ottobre del 1968, assente Claudio Previtera, entrano a far parte del gruppo due giovani pittori: Carlo Montesi e Mario Romano. Nasce così James Joice lo spettacolo che fa conoscere il lavoro di Ricci in tutta Europa e che, invitato ad Experimental III di Francoforte, riscuoterà un successo vivissimo. La televisione tedesca proietta buona parte dello spettacolo di cui la stampa parla felicemente.
Nel Febbraio del '69 Ricci e il suo gruppo trasformano uno scantinato di lungotevere Melimi in teatrino che da allora sarà la sede stabile della compagnia: l'Abaco.
Nella stagione '69-70, tornato nel gruppo Claudio Previtera, si realizza Il barone di Münchausen invitato alla Akademie Der Kunste di Berlino.
Nel Maggio 1970 debutta al Palazzo Grassi di Venezia Re Lear: da un'idea di gran teatro di William Shakespeare nel quadro del 'Primo incontro-Seminario teatri di ricerca'. Ripreso in Italia nella stagione '70-71, lo spettacolo viene portato in tournée a Parigi, Londra, Bringhton, Amsterdam. Precedentemente il gruppo ha tratto dallo spettacolo un telefilm per i servizi sperimentali della televisione che però non soddisfa del tutto Ricci e poco alcuni componenti del gruppo, ma che vincerà il I premio Salsamaggiore della critica per la migliore regia di un telefilm sperimentale.
Ricci riceve l'invito a partecipare alle Olimpiadi di Monaco di Baviera nel quadro della manifestazione Spielstrasse insieme al Marionetteteatern di Menschke, al City Street Caravan, al Mixed media Company, al Terayama giapponese, a Jerome Savary. Poiché il soggetto dello spettacolo sono i giochi, Ricci sceglie quelli di Berlino del 1936; poi, quando gli si fa sapere che per ragioni di ordine pubblico non sarebbe possibile realizzare questo tema, passa alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932. Lo spettacolo, rappresentato nel recinto Olimpionico, ogni volta alla presenza di circa diecimila spettatori di ogni nazionalità, patiti più dello sport che del teatro, susciterà un vasto biasimo che sfocia nell'aggressione fisica da parte dei più scalmanati.
Lo stesso anno con Moby Dick il gruppo di Ricci partecipa al festival internazionale di Edimburgo, al Bitef di Belgrafo e raggiunge Amsterdam.
Ricci collabora allo stabile di Roma con Il lungo viaggio di Ulisse nella stagione 1972-73; nella stagione '73-74 con Le tre melarance, replicato anche a Bonn e a Belgrado. Sempre a Bonn nel Giugno del 1975 Ricci realizza nella Marketplatz della capitale, uno spettacolo per strada: Giochi sulla sabbia, modificando lo spazio urbano con interventi di tipo strutturale per coinvolgere il cittadino, come tale, non come spettatore; sempre a Bonn nasce La foresta incantata.
L'ultimo spettacolo dell'anno è Barbablé che debutta al Quirino tra le reazioni eccezionalmente divergenti di un pubblico di abbonati perplessi e di fedeli intenditori.

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