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L'AFFETTO di Paul Lemoine

"L'osservazione clinica... ci mostra che accanto alla rappresentazione entra in gioco un altro elemento, che pure rappresenta la pulsione e che può incorrere in una rimozione del tutto diversa da quella della rappresentazione.

Per designare quest'altro elemento della rappresentazione psichica si è imposto il termine di ammontare affettivo, esso corrisponde alla pulsione nella misura in cui quest'ultima si è staccata dalla rappresentazione e trova un modo di esprimersi proporzionato al suo valore quantitativo in processi che vengono avvertiti sensitivamente come affetti" (1 ).
Così si esprime Freud nel suo articolo sulla rimozione. Se dunque, l'affetto può subire un destino diverso dalla rappresentazione (oggi parleremmo del suo rappresentante, il Significante), non necessariamente subisce questo destino, dato che molto spesso l'affetto rimane collegato al significante.
Ma quando, nello psicodramma, si distacca dai significanti che lo portavano, quando si fissa, ad esempio, su rappresentazioni sostitutive, o ancora quando assume una colorazione o una intensità più ampie di quelle che aveva nel momento in cui l'avvenimento si è prodotto, o ancora quando il suo emergere è differito, lo si vede vivere per proprio conto, in tutta libertà.

I - Liberando l'affetto, il gioco crea l'avvenimento.

Il gioco ci illustra questa libertà dell'affetto rispetto al significante. Nella rappresentazione, l'affetto segue il proprio destino; e lo sgorgare della sensazione che l'accompagna crea l'avvenimento con cui il soggetto si trova nuovamente a confronto.
L'avvenimento del gioco deve senza dubbio molto all'immaginario, dato che la rappresentazione drammatica fa appello alle tracce mnestiche, cioè alle immagini e alle parole nascoste nella memoria, al simbolico perché nel gioco si condivide con gli altri partecipanti il proprio vissuto; ma ancor più deve al reale, perché l'affetto è vissuto come attuale a causa delle sensazioni che l'accompagnano. Sono queste sensazioni che rendono attuale, reale, l'azione psicodrammatica e che fanno vivere al presente le rappresentazioni a cui esse si ricollegano.
In ogni caso l'emergere dell'affetto segna l'abolizione della rimozione. Così, quando un partecipante, che ignora tutto della metapsicologia, considera un fallimento una rappresentazione durante la quale non ha provato nulla, ha senz'altro ragione di mettere in dubbio l'efficacia del terapeuta e di dirgli che non è avvenuto nulla. Veniamo ai nostri esempi.

Primo esempio

Marie-Chantal si è sentita male nel pomeriggio, quando il ginecologo le ha messo la spirale. Ha partorito da poco. Finisce con il parlare del parto e dell'atteggiamento molto presente del marito. Rappresentando la scena scoppia in lacrime, in un primo momento non sa perché. Ben presto rievoca un aborto naturale che aveva fatto un anno prima. È invasa da un'emozione che aveva successivamente annullato.


Durante il gioco dunque l'emozione l'ha colta a sua insaputa ed ella ha pianto per un lutto che non sapeva di non aver fatto, che credeva di aver cancellato con questa nascita.
Ve l'ha ricondotta la sfasatura dell'affetto provato rispetto al suo parto riuscito.

Secondo esempio

Si tratta di un caso di lutto non portato a termine anche nel caso di Suzanne. Ha perduto il padre quando aveva undici anni, ha compiuto oggi quaranta anni. Aveva iniziato a parlare, durante una seduta precedente, di una lettera del padre che rileggeva ogni tanto; questa lettera un giorno, al ritorno dalle vacanze, era ora scomparsa. Era tutto quello che le rimaneva di lui.
In un'altra seduta rappresenta un sogno in cui suo padre le telefonava. Lo faceva a casa della sorella maggiore, una zia di Suzanne ancora viva. In un primo momento è la zia che le annunciava l'avvenimento. "Ti passo papa" le diceva. Il padre le parlava come se fosse di ritorno da un viaggio: "Resterò da lei ancora qualche giorno per vedere come stanno i miei colleghi", le dice.
Suzanne scoppia in singhiozzi: "Provo lo stesso sentimento di lutto, la stessa sofferenza che ho provato al momento della sua morte".
Qui, l'affetto provato è proprio quello corrispondente al vissuto, è legato ad esso. Il suo emergere ci indica che si tratta di un lutto non portato a termine. Prova che l'analisi di questo lutto non è terminata, e cioè non è terminata l'analisi forse dei sentimenti ostili (rimorsi) o invece amorosi (troppo sessualizzati) che in simili casi vi sono legati.

Terzo esempio

Forse ho già raccontato la storia della giovane donna venuta in psicodramma per liberarsi delle vertigini. Durante il gioco, con il marito e con il figlio, non si era verificato nulla. Si era limitata ad affermare semplicemente il suo dispiacere nel vedere il figlio catturato dal marito che non la prendeva abbastanza in considerazione. Solo quando, dopo la rappresentazione, un partecipante taglia bruscamente la parola al partecipante che commentava la scena, rompendo così un discorso che la riguardava, allora prova nuovamente un senso di vertigine. In questo caso si tratta di transfert laterale: fuori-gioco a sorpresa, si potrebbe dire, prova la vertigine dell'abbandono; è stato possibile dimostrarle, che proprio quella era la causa del suo malessere, dato che questo partecipante mette in atto ciò che rimprovera al marito e al figlio; invece in precedenza il rimprovero era riferito ai genitori che non la prendevano in considerazione.


Quarto esempio

Anche Charlotte, che ha rappresentato di nuovo con il padre una scena che l'aveva traumatizzata, non ha sentito nulla. Ma non appena dopo la rappresentazione, è di nuovo sola, impegnata in un soliloquio, improvvisamente viene invasa da una forte emozione.
Il sopraggiungere dell'affetto spostato provoca l'avvenimento solo con ritardo. Il terapeuta deve allora sottolinearlo se vuole che la paziente ricolleghi l'affetto alla sua vera fonte, se vuole attrarre l'attenzione sull'avvenimento: senza questa attenzione non ha luogo alcun inizio di analisi.

Quinto esempio

Nel caso di Euridyce è il doppiaggio del terapeuta che fa sorgere in lei una forte emozione.
Lei rappresentava una scena banale con un capo-reparto: lo sedu-ceva, ma nel momento in cui le sue manovre riuscivano tagliava corto. "È come nella mia vita sessuale", doppia il terapeuta, alludendo alla seduta precedente dove Euridyce parlava della scomparsa del desiderio sessuale nel momento in cui l'atto stava per compiersi. Dice di essere scossa dalla riflessione del terapeuta. Nonostante avesse deciso di lasciare il gruppo perché non le succedeva nulla, decide di restarvi.

Questi esempi mostrano come sia l'affetto a fornire al gioco la sua efficacia.
L'abolizione della rimozione dall'affetto si opera nel primo esempio mediante una rappresentazione indipendente da ciò che si sarebbe dovuto sentire (come il ricordo dell'avvenimento felice potrebbe far pensare).
Nel secondo caso l'affetto è invece legato al ricordo del lutto del padre e l'abolizione della rimozione consiste nel ritorno di ciò che si era provato. Si è anche visto (terzo e quarto caso) che l'affetto può emergere solo dopo il gioco. Oppure può esser provocato da un intervento del terapeuta (quinto esempio).
Che sia spostato, legato, differito o provocato, l'esito dell'affetto è indice di uno svelarsi dell'inconscio e di una scoperta della sua verità da parte del paziente.
Ci resta da evocare i transfert; essi sono all'origine degli affetti che compaiono nel gioco, l'affetto di lutto del gioco, e anche la modificazione di intensità degli affetti provocata dalla rappresentazione e che è necessario distinguere dalla ricerca, compiuta da Moreno, dell'acme drammatico.


II -Il transfert

Non si produce alcun effetto, non si modifica alcun affetto senza transfert.
Come abbiamo visto, il transfert laterale negativo opera nel terzo tempo: interviene un membro del gruppo che scatena una vertigine nella paziente.
Un altro aspetto del transfert laterale sta nella scelta del partner che rappresenta la scena. Quando Marie-Chantal sceglie il marito nel gruppo, opera una scelta affettiva; quel che prova per il partner motiva questa designazione come io ausiliare; è il transfert che lei fa su di lui a mobilitare i suoi affetti e a scioglierla in lacrime. Questa scelta costituisce di per sé uno degli elementi dell'analisi. Chiediamoci quindi sempre il perché di un certo partner, e come il soggetto lo vede.
Nel gioco, il transfert verticale si manifesta mediante la scelta di uno dei terapeuti. Nel caso di Suzanne (esempio secondo) il terapeuta è, senza dubbio, un personaggio paterno.
Così, verticale o laterale il transfert determina l'emergere dell'affetto. Scelta ogni volta mutevole, e perciò differente da quella dell'analista, partner votato una volta per tutte ad essere tutti i personaggi che assillano il paziente.
Lo psicodramma in questo senso ci rivela come si compie anche in analisi la duplice entrata in gioco della memoria e dell'affetto. Chiarisce quell'aspetto del transfert che fa sì che il racconto assuma tutta la sua attualità, e che l'affetto che lo sottende si ancori nel presente.
Ma l'affetto trasforma anche completamente l'esperienza originale: ne fa un avvenimento nuovo — nuovo per essere non vissuto ma rappresentato, cioè ricominciato e analizzato. Così molto spesso si giunge ad un lutto.

Ho presentato nel 1974 numerosi esempi del fatto che il gioco scatena la messa in moto di un processo privilegiato di analisi che giunge a produrre lutto (2). Mostrai allora che il gioco, facendo ritornare un genitore morto metteva in moto il processo della parola e rendeva possibile nel transfert la riappacificazione con chi non era più, grazie alla risposta provocata dal gioco. Anche recentemente (3) ho raccontato la storia di una donna, entrata in psicodramma senza saperlo, per farvi il lutto del padre e in che modo la rappresentazione di un sogno aveva permesso l'analisi del suo desiderio e il felice esito della cura.
Non vi ritornerò quindi ora se non per sottolineare a qual punto, nel gioco, il transfert e gli affetti permettano l'abolizione delle rimozioni e la messa in atto dei ricordi. L'una e l'altra permettono a un individuo di riprendere il proprio posto nel discorso delle generazioni. Infatti il solo posto possibile è un posto di discorso. Se il discorso del lutto è inibito dal rimorso, la colpa o l'odio, o anche da un amore troppo sessualizzato per un genitore, il lutto non può essere fatto. Fare il proprio lutto è infatti fare la pace con il morto, cioè sbloccare l'affetto che sottende il discorso tenuto con lui al di là della tomba. La liberazione dell'affetto è la migliore prova dell'abolizione della rimozione.

III - Le variazioni di intensità dell'affetto e la ricerca dell'acme moreniano

Le variazioni di intensità dell'affetto mostrano quanto il gioco, sostituendosi all'esperienza princeps, raggiunge l'inconscio e scatena un nuovo vissuto. Quando in psicodramma l'avvenimento si produce non ha mai del tutto le stesse caratteristiche, per il solo fatto che viene ripreso per essere rappresentato.
Jean ha perduto il padre da alcuni anni; singhiozza rappresentando la scena della morte del padre. Ora, si ricorda che allora non aveva manifestato nulla, non aveva potuto provare nulla.
Ero anche stato colpito, quando scrivevo sul lutto (1974), dalla grande emozione di un figlio che, grazie al sostituto paterno rappresentato per lui dall'io ausiliare, aveva potuto liquidare un lutto che l'invadeva totalmente. Allora ero stato testimone di questa abolizione della rimozione.
Se l'intensità della scena crea l'avvenimento, è tuttavia, lo si vede, perché l'affetto, è accompagnato dai significanti del passato.
Che dire allora della tecnica di Moreno, di provocare l'acme drammatico? Se non che, Moreno ha avuto una giusta intuizione comprendendo il ruolo dell'affetto nel gioco e l'effetto di liberazione e di lutto che quello provocava? Ha avuto però il torto di volerlo ottenere esaltandolo a" qualsiasi costo. La verità, cioè un discorso, e non l'affetto, produce il lutto. È inutile volerlo amplificare a scapito della sua rappresentazione, volerlo privilegiare senza abolire contemporaneamente la rimozione collegata alle tracce mnestiche e alle immagini che la accompagnano, dal momento che sono, come ci dice Freud, le rappresentazioni (i loro rappresentanti, i significanti) a dare agli affetti il loro carattere e la loro tonalità. Sono i significanti che debbono ritornare, l'affetto si produrrà in sovrappiù.
Notiamo incidentalmente che questa critica vale anche per i sostenitori del “grido primario” (4): a cosa serve esprimere l'emozione se non la si ricollega ai significanti che la fanno sorgere?

In conclusione

Nel gioco l'affetto ritrova il suo destino, e cioè liberarsi per tornare a fissarsi su un significante. La scena rappresentata costituisce un avvenimento solo nella misura in cui l'affetto trasforma il passato del racconto in presente “... gli affetti e i sentimenti corrispondono a processi di scarica, le cui manifestazioni ultime vengono percepite come sensazioni (interiori)” (Freud, L'inconscio, in Opere, vol. 8, ed. cit., pag. 61 ). Quando il gioco è efficace, cioè quando rimette in moto un discorso che si era irrigidito, allora vengono provate queste sensazioni. Sarebbe quindi illusorio credere che solo i fatti accaduti nella vita siano reali. L'esperienza del gioco mostra che un altro reale può accadere, a condizione che, grazie al transfert, l'affetto lo investa a sufficienza per dargli una nuova direzione e un nuovo destino.

(1 ) S. Freud. La rimozione, in Opere vol. 3. Boringhieri. pp. 42-3.
(2) Cfr. Lo psicodramma e la sua funzione di lutto.
(3) Cfr. Per una teoria psicoanalitica dello psicodramma.
(4)L'A. si riferisce alla "Primal Therapy" di Arthur Janov. una psicoterapia non analitica basata sulla liberazione del paziente dalle sue difese e orientata alla catarsi vocale e motoria delle sue tensioni più profonde. Cfr. A. Janov, The Primal Scream, Delta Book, New York. 1970 e The Primal Revolution. Touchstone Book, New York. 1972. (N.d.O.R.)


SUMMARY / RESUMÉ / ZUSAMMENFASUNG / RESUMEN
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SUMMARY / RESUMÉ / ZUSAMMENFASUNG / RESUMEN

Emotion
The psychodramatic scene works as a revelation only when it produces present emotion—even when the event which causes the emotion belongs to the past. A number of examples demonstrate how emotion, in psychodrama, may be shifted, bound, postponed, or directly stimulated.
Freeing emotion by means of transference on the therapist or on fellow participants means freeing oneself from repression. Giving emotion a new direction and a new destiny implies mourning. It is, however, useless to amplify emotion in itself, as Morenian psychodrama tends to do, without eliminating repressions linked to mnemic-traces. What is important is bringing the signifiers back into play; emotion will follow suit.

L'affect
Le jeu dramatique représenté en psychodrame a une fonction révélatrice seulement s'il permet l'effleurement d’un affect dans le présent même si l'événement est lointain. Quelques exemples montrent comment l’affect en psychodrame peut être déplacé, lié, différé ou provoqué.
Libérer l’affect par l’intermédiaire du transfert sur le thérapeute ou sur les compagnons de jeu équivaut a libérer le refoulement. Donner à l’affect une nouvelle direction et un nouveau destin signifie faire le deuil.
Il est pourtant inutile d'amplifier l’affect en lui-même comme on tend à le faire dans le psychodrame de Moreno, sans abolir les refoulements liés aux traces mnésiques. L'important est que les signifiants retournent au jeu: l’affect suivra.

Die Zuneigung
Die im Psychodrama dargestellte dramatische Szene erfüllt ihre enthüllende Funktion nur dann, wenn sie das Zutagetreten einer Zuneigung in der Gegenwart gestattet, auch wenn das gespielte Ereignis der Vergangenheit angehört. Einige Beispiele zeigen, wie im Psychodrama die Zuneigung verschoben. gebunden, verzögert oder provoziert werden kann.
Die Zuneigung über den Transfert auf den Therapeuten oder die Spielgefährten freizulegen bedeutet, die Verdrängung beseitigen. Der Zuneigung eine neue Richtung und ein neues Schicksal geben heisst trauern. Es nützt jedoch nichts, die Zuneigung als solche zu erweitern, wie es im Moreni-Psychodrama geschieht, ohne die Verdrängung zu beheben. die mit den Erinnerungsspuren zusammenhängt. Wichtig ist, dass die Ausdrücke im Spiel wiederkehren. Die Zuneigung wird nachfolgen.

El afecto
La escena dramàtica representada en psicodarma tiene una funciòn reveladora sólo si permite que aflore un afecto en el presente, aùn cuando el acontecimiento jugado sea lejano en el tiempo,
Algunos ejemplos muestran como el afecto en psicodrama puede ser cambiado de sitio, relacionado, difendo o provocado. Liberar el afecto a través de la transferencia sobre el terapeuta o sobre los companéros de juego equivale a liberar la represión. Dar al afecto una nueva dirección y un nuevo destino significa hacer el duelo. Sin embargo, es inùtil ampliar el afecto en si mismo, como tiende a hacerse en el psicodrama de Morene, sin abolir las represiones ligadas a las huellas mnémicas. Lo importante es que los significantes retornen en el juego: el afecto vendrà luego.

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