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CANTO DI NATALE (RAISAT) - 2006

 

L’unica versione diA Christmas Caroldi Dickens (il più famoso racconto di tutti i tempi) che non sia ancora stata fatta è quella di un socioplay televisivo che proponga la redenzione di Scrooge a una platea di attori-spettatori.
Questa edizione di Raisat, a cura di Alfredo Antonaros e Ottavio Rosati, va in onda in un clima di feroci discussioni tra l’emittente e il regista che i produttori escludono dal montaggio dove i centocinquanta minuti dell’evento realizzato al Teatro del Gusto di Raisat devono essere ridotti a 60.

Con questa produzione Plays propone al gruppo dei partecipanti un gioco multimediale dove si intrecciano i registri del teatro e del cinema a quelli della televisione, del video-jockey e persino della musica lirica. Per combinare Vita e Forma, Ottavio Rosati gira in estate i video di Marley e dei fantasmi "terapeutici" nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Ed è costretto a condurre il socioplay finale non nella famosa chiesa di Trastevere ma al Teatro della Città del Gusto di Roma, senza prove e con le riprese televisive di RaiSat Gambero Rosso.
Il tutto con esiti degni sia del dr. Moreno che di mr. Pickwick.
Il giorno dopo RaiSat monta un programma di un'ora e lo trasmette la Vigilia di Natale con quattro repliche tra Natale a Santo Stefano.

Da cosa nasce l'idea di questo workshop tra letteratura, rito e psicoterapia? Il lavoro parte da cuore, pancia e fegato ma pure da una riflessione storico-teorica che individua in "A Christmas Carol" dimensioni psicologiche di rilievo: Scrooge oggi non è più un uomo avaro ma sembra un soggetto malato di alessitimia (la sindrome di chi non ha spazio né parole per i suoi affetti). A sua volta il percorso dei tre Spiriti di Natale sembra alludere a una triplice psicoterapia, freudiana (Christmas Past), gruppale e moreniana (Christmas Present) e junghiana (Christmas Future). Da questo punto di vista il percorso di redenzione di Scrooge sarebbe dunque un rituale proto-terapeutico. 


PROLOGO 
(clicca qui per il video)
Con l'aiuto di don Matteo, parroco della Basilica di Santa Maria in Trastevere, Ottavio Rosati propone una nuova tesi secondo la quale Dickens nel suo racconto abbia fatto segreto riferimento alla parabola evangelica di Lazzaro ed Epulone, dandole un finale meno severo.

MARLEY
(clicca qui per il video)
Un video interattivo che invita lo spettatore a diventare spett-Attore, rispondendo con la sua voce al terrificante annunzio del socio di Scrooge.

 

 

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