Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento del sito stesso.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

TERZA SCACCHIERA: "M'AM(M)A O NON M'AM(M)A"

Ireneo è un scapolo sui cinquanta anni, insegnante in un istituto tecnico, gay, che ha sempre vissuto da solo in un piccolo ma elegante appartamento. E’ entrato in analisi per superare la sua fragilità sentimentale ed è riuscito ad essere più assertivo nel lavoro e negli affetti. Nella prima fase dell’analisi è riuscito a differenziarsi da sua madre, a non imitarla, a non collaborare con lei nei pranzi di famiglia nel ruolo di vice-cuoca e vice-padrona di casa. Dopo una relazione molto deludente con un uomo più giovane di lui che lo ha ingannato lasciandolo amareggiato, Ireneo non è più riuscito, nonostante la sua avvenenza, ad avere storie significative e ha quasi smesso di cercarle. Ha però molto consolidato la sua identità maschile. Ad esempio, negli ultimi tempi ha saputo difendere il suo ruolo e i suoi desideri nella ristrutturazione di una grande villa di campagna che la madre ha donato a lui e ai suoi due fratelli sposati e con figli. Il paziente impara a non farsi imbrogliare con preventivi pompati dagli artigiani che lavorano per la casa. Da un po’ di tempo sogna poco ma porta a questa seduta due sogni.

        

Nel primo sogno è con la madre, in una versione molto benevola, che lo rassicura sul suo problema: stabilire l’identità di un personaggio misterioso.
Per rappresentare se stesso, Ireneo prende Sherlock Holmes. Per la madre prende una statuina a due del presepe dove una contadina, in modo dolce ma anche sicuro, tiene per le mani un bambino davanti a sé…

F: La madre spinge il bambino in avanti, vero?.

O: Sì, lo aiuta a prendere le distanze da lei, restando però alle sue spalle come un porto sicuro.

F: Nel sogno devono cercare un personaggio misterioso che non c’è. Che si fa in questi casi? Lo mettiamo o no?

O: Direi di sì. In parte perché questa immagine nel sogno è comunque presente. E in parte perché scegliendo una figura dagli scaffali il paziente farà un passo avanti nella definizione del personaggio misterioso. Sarà un po’ meno misterioso. Dopo un lungo intervallo di tempo, Ireneo sceglie una figura “dark” (tratta da Il Signore degli Anelli): un uomo completamente invisibile sotto una lunga cappa nera che brandisce una spada di ferro. La quintessenza dell’aggressività. Durante l’intervallo necessario a trovare la figura, io come analista sono scivolato in una sorta di torpore dal quale è emerso un sogno ad occhi aperti in cui immaginavo di riscattarmi da una mia recente impresa che mi ha dato filo da torcere.

F: In che senso?

O: Nel senso che, pur avendo vinto l'impresa sul piano di realtà, non ne ho ricavato tutta la felicità e la possibilità di esprimermi con gli altri che mi ero ripromesso. Fatto sta che, mentre Ireneo cerca il pupazzo misterioso, io faccio una fantasia in cui ribalto i ruoli con la persona che mi ha bloccato e la trasformo nel personaggio di una nuova impresa da cui nascono delle fotografie artistiche che raccontano l’intera storia. Sono molto soddisfatto. Mi sembra che sia tutto reale e a portata di mano.

F: Perché credi che questo tuo sogno a occhi aperti sia intervenuto durante la scacchiera di lui? Una comunicazione da inconscio a inconscio? Forse la vivacità della tua rêverie si riferisce a una parte della psiche inconscia di Ireneo che per lui al momento è inaccessibile?

O: Sì, proprio così. Nel frattempo Ireneo trova il personaggio in nero e lo colloca sulla scacchiera. Lo mette rivolto verso di me.

F: Non verso Ireneo e la madre?

O: No. E’ chiaro che l'uomo in nero non guarda loro: altrimenti non sarebbe misterioso. Guarda l’analista da cui vuole essere visto e lo fa dando le spalle a madre e figlio perché lui si muove verso il mondo. E’ la parte aggressiva del bambino che la madre contadina manda verso il mondo. Ha la stessa direzione. Si muove in fuori.

F: Cosa succede dopo la scacchiera?

O: Ireneo rimane intontito e silenzioso mentre io mi sento attivato e quasi riconoscente per il mio sogno ad occhi aperti.

F: E poi?

O: Nel secondo sogno Ireneo si trova sempre in compagnia della madre mentre assapora uno squisito piatto di polpo lesso che, anziché essere duro, è morbido come il pane. Per la scacchiera di questo secondo sogno, Ireneo mette al posto della madre, due tende vuote degli indiani Sioux collegate alla versione ologramma del Maestro di Anakin Skywalker creando un insieme dal punto di vista cromatico e ben composto. Per se stesso sceglie una figura mai usata prima da nessun paziente e tratta dalla serie dei fumetti italiani “Tex”: il “Sacro figlio del Sole”, un vegliardo in tunica seduto su un trono.

      

F: E il polpo?

O: Per il polpo prende una figura estremamente bizzarra, anche questa mai usata prima da nessuno. Una divinità Maya piatta di colore marrone.

F: Infatti è piatta come un biscotto.

O: Un biscotto di cioccolata con i canditi. Friabile, morbido. Altro che polpo!

F: Ovvio! Il polpo in questo secondo sogno è morbido e lo gusta con la madre perché è “conquistato”: ciò è possibile grazie alla prima parte del sogno dove la madre lo accompagna ad andare avanti, anziché tenerlo legato a sé.

O: Infatti, sì. Ireneo, anni prima, aveva un atteggiamento e uno stile molto femminile: nei pranzi di famiglia, si poneva come un doppio di sua madre: cucinava con lei, apparecchiava con lei, lavava i piatti con lei e al posto di lei. Salvo poi lamentarsi dell'egoismo delle mogli dei fratelli che non avevano mosso un dito.

F: Durante le sedute...

O: Certo. Non davanti a loro. Tutto questo è cambiato e ha fatto sì che le mogli dei fratelli ora collaborano attivamente alle cene di Natale e Pasqua mentre Ireneo rimane seduto a tavola come i fratelli.

F: Le femministe avrebbero da ridire...

O: Capisco ma il mio punto di vista è un po' viziato... Anche nel lavoro, si comporta in modo adulto, come i fratelli maschi. Per esempio ha rimproverato un tecnico assenteista ed è riuscito a fare luce su un vecchio conto in sospeso.

F: Questa situazione mi ricorda l’emancipazione del protagonista del film “Guillaume e i ragazzi a tavola” di Guillaume Gallienne dove un ragazzo della buona borghesia francese, da gay frustrato e inibito (come in “Prayers for Bobby”) diventa un uomo gay realizzato e trova anche una donna.

O: Dunque, le gioie della bisessualità. Non si priva di niente! Buon per lui!

F: Comunque a me alcune cose della scacchiera non sono chiare. Per esempio, che la madre sia rappresentata dalle tende degli indiani e dal Maestro evanescente che gli sta davanti.

O: A me quelle gradevoli tende aperte e custodi hanno fatto pensare ad una funzione di contenimento da cui il Maestro poteva allontanarsi sapendo che poteva rientrare: l’evoluzione della statuina del Presepe con la madre e il bambino. Naturalmente la mia lettura è soggettiva e suscettibile di critiche o di obiezioni. Non manca di una sua logica, ma so che è discutibile. La scacchiera non è più soggettiva o “artistica” del costrutto teoretico offerto da un analista tradizionale. I due livelli sono identici nell’essere ugualmente opinabili e relativi.

F: Anzi, la scacchiera essendo figurativa ed artistica ha un po’ più i piedi per terra perché, se non altro, si costruisce su delle libere associazioni e delle libere letture che sono sotto gli occhi di tutti e possono essere fotografate.

O: Sì, è evidente che un altro analista vedrebbe in quelle tende e in quel Maestro altri significati e avrebbe le sue ragioni. Nell’offrire il mio punto di vista io non penso che sia l’unico ma che sia il modo migliore per dare un senso al paradosso di un polpo che diventa morbido e che viene offerto da una madre benevola. Se il polpo cede sotto i denti si spiega che l’idolo Maya fatto di pietra sia effettivamente simile ad un biscotto al cioccolato con canditi, anche per il suo spessore. Se la madre è protettiva ed empatica, le tende aperte parlano del suo housing: sono delle libere associazioni a questo nuovo ruolo che contiene ma non blocca.

F: Questo lo capisco ma non lo sento molto.

O: A che punto è il tuo lavoro psicologico sulla conquista di uno spazio creativo connesso alla lotta?

F: Beh, è cominciato recentemente ed è accaduto che mia madre ha approvato certe mie prese di posizione polemiche nei confronti di alcuni parenti.

O: Nel tuo caso tua madre ti segue ma non ti orienta. Sei tu che fai il lavoro e per fortuna lei ti viene dietro. Allora sono probabili due cose: che questa scacchiera (fantasticheria compresa) davanti a te non avrebbe avuto lo stesso esito; la seconda cosa (e nel dirlo so che è una tesi indimostrabile) è che Ireneo non avrebbe scelto gli stessi oggetti.

F: In che senso?

O: Nel senso che il paziente può usare solo gli oggetti interni maturati nella psiche dell’analista. Ma per questo si fa l’analisi didattica. Lo vedremo ancora. Per ora basta.

Sky Bet by bettingy.com