Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento del sito stesso.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

QUARTA SCACCHIERA: "IL DADO TROTTA"

 

Ottavio: La settimana dopo, Ireneo mi porta un sogno che sembra la continuazione di quelli che abbiamo appena visto.

Nel sogno si trattava di appurare attraverso una ricerca genetica l’identità di una persona che era morta bruciata.

Francesco: Sembra la stessa persona che cercava la settimana precedente insieme alla madre. Tanto più che aveva scelto un pupazzetto nero come il carbone.

O: Infatti. Per evitare troppe interpretazioni, lo invito a fare una nuova scacchiera e qui succede una cosa davvero bizzarra. Per la figura misteriosa prende un’immagine scolpita nel legno che rappresenta un uomo completamente ritorto su se stesso. Che ne pensi?

F: Uno stato totalmente entropico e bloccato. Una figura chiusa su se stessa, no? Molto Yang, cioè secca, asciutta. Impenetrabile dall’esterno e indifferente all’esterno.

O: Proprio così. Ma qui accade una piccola e divertente sincronicità: nel prendere la figura cadono dal mobiletto di vetro due oggetti. Uno è la figura filiforme di un’africana di cui si spezza la base. E fin qui, niente di straordinario. Succede spesso che dagli armadietti cada qualcosa per terra. Solo che cade anche qualcosa di molto rumoroso che comincia a saltellare sul pavimento come un piccolo canguro. Questo qualcosa è un dado rosso a trenta facce che, saltellando come la lampada da tavola della Pixar, finisce al centro di un piatto piazzato sotto un tavolino esattamente davanti ai miei occhi. Canestro!

F: Il dado, oltre ad evocare il fuoco per via del colore, è quello che usano i giocatori nei giochi di ruolo, sia con le carte che con le pedine. Tipo Dungeons & Dragons.

O: Davvero? Questo non lo sapevo.

F: Quindi è un moltiplicatore di ruoli che si lancia pure per trovare i livelli di forza, difesa, attacco corrispondenti ai personaggi.

O: Fantastico! Complimenti! Quindi se la figura di legno è Yang, il dado è un’istanza estremamente Yin. Un moltiplicatore dinamico di giochi, immagini e situazioni.

F: In cosa consisterebbe la sincronicità?

O: Nel fatto che questo secondo oggetto si impone all’attenzione non per scelta causale ma per puro caso. Non mi era capitato mai nulla del genere facendo una scacchiera.

F: E il paziente come l’ha vista?

O: Si è molto divertito anche perché il dado sembrava vivo. Delle centinaia di oggetti raccolti nelle vetrine è l’unica in grado di rimbalzare dentro la stanza e fare canestro. Questo polo opposto a quello asciutto, chiuso e disidratato del personaggio bruciato, sembra una risposta offerta senza parole dal setting della scacchiera.

F: E’ un acting out del gioco!

O: Proprio così. E come tale l’ho presentato a Ireneo. Inoltre, gli ho regalato il dado perché lo portasse con sé.

F: E questo è un acting out del magister ludi.

O: Infatti. E’ un’istigazione al gioco che evoca l’archetipo del mutaforme e della mercurialità contrapposta all’aspetto depressivo e saturnino del misterioso personaggio bruciato.

Sky Bet by bettingy.com