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SOGNO SULLA WASTE LAND CON ETTORE SOTTSASS ARCHITETTO di Ottavio Rosati 1993

Sogno fatto 8 anni prima di realizzare "Generazioni d'amore" con l’archivio fotografico Sottsass. Ero a Poggio Martino in Toscana nella villa dei nonni della mia fidanzata Emanuela ed eravamo sul punto di sposarci.

Sono in viaggio con Ettore Sottsass architetto,  l'ex marito di Fernanda.

Entriamo nello spazio buio di un cineclub femminista, qualcosa tra il club della Rosa e il Filmstudio, a prendere con noi la Nanda e portarla via.
Io grido: “Nanda vieni: c’è pure Ettore!”. Mi fa piacere pensare alla reazione delle femministe ingelosite dal doppio tradimento di una donna. Guardo Ettore negli occhi e gli spiego che però non voglio turbare Nanda. Provo un certo imbarazzo perché è in ballo un mio bisogno segreto di poter comunicare alla pari con Sottsass. Ho in mano una cinepresa e uno story board con appunti e disegni.
Mi muovo poco e respiro appena. Mi frena il timore di fare cose non gradite, di sbagliare. La parte espressiva di me, attraverso l’alleanza con Sottsass, sta uscendo nel mondo esterno. Voglio passare da un rapporto segreto e duale con Nanda a una gioco di ruoli a tre in cui trovare due nuove relazioni a due: quella tra me ed Ettore e quella tra lei e lui…
Siamo solo agli inizi e mi muovo con cautela e riconoscenza come se avessi in mano un oggetto prezioso ma fragile. Mi esprimo poco rispetto al mio modo di fare abituale perché ho rinunciato a starmene dentro un bozzolo segreto e tendo all’estroversione.
Voglio avere un buon rapporto con ciascuno dei due, anzi vorrei ristabilire una verta armonia tra loro due. Quando Ettore porta una fila di fogli bianchi con disegni e progetti io sono seduto su un banco di scuola. Qualche pagina schizza via per terra e mi sembra bellissima. Questi fogli sono a cavallo tra il mondo del pensiero teorico e quello della realizzazione concreta, Ettore sa usare la testa, gli occhi e le mani per costruire cose che provengono da lui ma servono agli altri. Le creazioni architettoniche, a differenza delle costruzioni psicoanalitiche, possono essere abitate anche da chi non ne capisce il senso. Possono essere utili e piacere a tutti a vari livelli.

Sottsass crea opere di felicità, aggiunge alla realtà oggetti che saranno amati dalle persone. Per un artista come Ettore  l’immaginario non è solo un pianeta segreto in cui rifugiarsi ma una dimensione della mente da realizzare concretamente con la materia e da mostrare al mondo.

Nel sogno sono felice e faccio una domanda da adolescente cercando l’approvazione di Fernanda: “Questi sono progetti editoriali per una rivista, appunti di studio o materiali per una mostra?”
Per  due volte Ettore poggia la sua mano sulla mia come farebbe un padre con un figlio. Provo una esaltazione: questo è un passo avanti nel riconoscimento della mia esistenza. Chissà se Nanda ha capito quanto è forte il nostro desiderio di giocare i ruoli di padre e figlio?

Ettore ce l’ha anche bel nome: jr.
Del resto se Fernanda non può darmi un figlio, può almeno  darmi un padre, farmi sentire figlio di un uomo ricco di talento figurativo.
Si vede un’isola di fantasia dove crescono uccelli come alberi… E’ la mia waste land: terra desolata di sogni salutari.

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