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"QUATTRO DECENNI DI PLAYS CON FERNANDA PIVANO" un ipertesto di Ottavio Rosati (prima parte)

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Questo ipertesto multimediale (con rimandi testuali, video e musicali) è un archivio dei fatti, degli amori e degli eventi
al centro della commedia 'Grandi Feste con Fuoco'
sulla mia relazione con la scrittrice Fernanda Pivano
e sul suo contributo all'affermazione dello psicodramma in Italia a partire dagli Anni Settanta.

La storia, indecente e spudorata è quella di migliaia di ore 
che il suo autore ha vissuto con l'americanista italiana più importante del secolo.
A conferma dell'idea, espressa da Henry Ellenberger ne 'La scoperta dell'inconscio' (1970)
e da Aldo Carotenuto nel 'Discorso sulla metapsicologia' (1982)
che le nuove frontiere della psicoterapia
non partono tanto dall'ambiente culturale in cui vissero i padri della psichiatria dinamica
quanto dai loro personali conflitti emotivi: no tension, no progress.

Plays pubblicherà l'ipertesto in quattro puntate, a  correzione dei 'Diari' della Pivano editi da Bompiani
dove la realtà del ragazzo che si è messo in gioco per tenere in vita una scrittrice amata e amante
 è stata radicalmente cancellata da una damnatio memoriae scorretta dal punto di vista storico
e psicotica e psicotizzante da quello psicologico.

L'oggetto scandaloso della negazione sta tutto nel disegno di Tommy e Papik 
(due bambini della Kasbah romana di via lungara, teatro degli eventi) 
che ritrae Fernanda in bicicletta tra il Duomo e il Colosseo con la filastrocca:
MILANO - ROMA, ROMA - MILANO / PEDALA PEDALA, FERNANDA PIVANO...
CON LA PIOGGIA, IL VENTO E LA BUFERA  / VIVA VIVA LA CORRIERA DELLA SERA.

Le scene del racconto sono tutte in sequenza cronologica ma alcune aprono delle finestre sullo sviluppo futuro di alcuni temi
secondo un'esperienza atipica del tempo ispirata al pensiero di Jung e Marie-Louise Von Franz.
Inoltre il lavoro propone al lettore una nuova accezione della parola 'psicodramma',
allargandola a esperienze di gioco e di azione alla Jodorowsky 
che nascono fuori dal tradizionale setting terapeutico,
tutte le volte cioè che la vita si fa vitale e smette di essere mortificante.
Perciò l'iper-testo amoroso e furibondo sulle prime avventure dello psicodramma in Italia
costituisce a sua volta uno psicoplay narrativo, se davvero,
come diceva Fernanda, il valore più importante di tutti è l'integrità.

E' in nome di questo valore che questo lavoro preferisce inevitare accuse
di follia pubblicitaria, esibizionismo e scorrettezza per aver incluso 
alcuni punti scottanti che sparirebbero in
una scrittura censurata e censurante utile solo a un Falso Sé discreto e opportunista
che terrebbe in vita una Pivano irreale, falsa e imbalsamata.

In psicodramma la platealità non è un vizio ma una virtù che non tutti si possono permettere
perché si basa su ciò che Pirandello ha chiamato 'Il piacere dell'onestà'.
E' la strada maestra per raggiungere modelli di comprensione più articolati
dove la lettura psicoanalitica col suo prudente culto della privacy
sta accanto a quella socio-economica, esistenziale, sistemica, artistica, etica..
in modo da accendere nel buio tante piccole luci. 

Hanno collaborato con generosa intelligenza alla redazione Francesco Marzano e Michela Land.

Gli acquerelli di Roma tra grandangolo e aperture alla Piranesi 
sono dell'architetto Jean Pattou
e descrivono bene il clima romantico e aperto all'impossibile del nostro psicodramma a 360 gradi,
soprattutto nei suoi primi decenni.
Per le foto dei pannelli del Tevere che commentano la crisi finale e la resurrezione
ringrazio Luciana Santioli che ha saputo cogliere la sovrapposizione di cultura e natura
che scorre sul fiume di Roma nel percorso tra Ponte Sisto e Castel S. Angelo (e viceversa).

 

  Primo atto (con Grandi Feste e Rivoluzioni): GLI ANNI '70 


Musica: sulla scia della rivolta del Sessantotto, impazza tra i ragazzi italiani la passione della musica rock, delle grandi discoteche alternative, dell'underground e della controcultura americana. Rispetto agli anni Sessanta (quando era percepita come una minaccia…) la musica rock entra definitivamente nel costume sociale, mentre il jazz ne esce. Il percorso di Herbie Hancock diventa per gradi una rivoluzione. Non c’è nessun pericolo ad ascoltare i Pink Floyd, gruppo simbolo del periodo. Persino l’urlo di rivolta del punk, alla fine di quella stagione, verrà presto ridimensionato. Si afferma invece il disimpegno della Disco-music.

Titan Avant Garde e Ciao2001 - Gianni Ottavio ed Ezra Pound a Spoleto - "Il Mondo" - Beat Hippie Yippie - L'intervista all' Hotel Hassler - Il club del Nembutal - Tenente frugamente - Ettore Sottsass - Io ti salverò - L'alchimista Silvano - Milano/Roma, Roma/Milano - Via della lungara - I poeti dell'autostop - Hermes e le cronache del nuovo sesso - Carotenuto, Hillman e la Von Franz - Lezioni di bicicletta - La Rivista di Psicologia Analitica e Atti dello Psicodramma - Terza pagina di Radio3 - Ginsberg e la controcultura americana - Jung e la cultura europea - L'uomo del magnetofono - Un lutto molto anticipato - Il cavolo di Natale - Feste fitzgeraldiane - Il Naropa Institute in Colorado - Plutonian Ode - Psicodramma lacaniano a Saint Tropez - Ginsberg a Castelporziano - I gatti di Sinè. 

1972
ArcanA pubblica 'beat hippie yippie' di Fernanda Pivano, l'americanista allieva di Pavese,
traduttrice del best seller 'Antologia di Spoon River' e di tre generazioni di scrittori americani.

 

Per il lancio di 'beat hippie yippie' l'editore Raimondo Biffi organizza a Roma un'intervista con Ottavio Rosati, 
giovane redattore capo di Titan AvantGarde e critico teatrale di Ciao 2001, 
la rivista musicale che considera la Pivano un'ambasciatrice delle avanguardie americane.

   

Fernanda vive a Milano, ha 55 anni. E' molto creativa ed ha un fascino straordinario ma è così disperata 
per la crisi del suo matrimonio con l'architetto Ettore Sottsass jr.
(nato anche lui nel 1917 e considerato uno dei più importanti designer europei)
da aver proposto a Biffi di fondare un Club del Nembutal.

Sottsass ha una breve storia con una ragazza spagnola che descriverà nel suo libro 'Scritto di notte' (Adelphi).
Il primo trauma di F. però risale al giorno di matrimonio quando, portandola in casa tra le braccia,
Ettore scoppia a piangere all'idea di dover passare tutta la vita con lei.

Ai tempi di 'beat hippie yippie' Pivano ha appena inscenato a Milano un suicidio in un bagno con la porta a vetri.
Sottsass l'ha salvata in tempo ma poi ha avuto uno strano episodio di paralisi alle braccia.
Insieme hanno fondato le edizioni 'East 128' dal nome dalla stanza dell'ospedale americano in cui Fernanda salvò la vita di Ettore
quando la (...) cercò di ucciderlo con un virus.
I due creano cose meravigliose ma non procreano. 

Secondo un articolo di Vogue i due sono tra le dieci coppie più felici del mondo.  

 

Ottavio, allievo dello scrittore Juan Rodolfo Wilcock, ha 22 anni. Vive a Roma e sta per laurearsi in filosofia con una tesi
sulle varianti teatrali del trickster come Arlecchino.



Ama il cinema, il tennis e i libri di Jung sui fenomeni di sincronicità. 
Per avvicinarsi alla creatività e confrontarsi con l'inconscio, non sa ancora utilizzare le immagini ma solo il pensiero.

Suo padre Giovanni è un alto funzionario statale che alla nascita gli ha dato tre nomi 
corrispondenti a tre suoi familiari in conflitto tra di loro: praticamente un gruppo.

Giovanni in politica è liberale ma lui e sua moglie Mirella si rifiutano di chiamare il figlio col nuovo nome Ottavio
che Gianni si è dato in quinta elementare incantato dall'Uomo di Vitruvio,
intuendo che, senza Ottavio, Gianni non ce l'avrebbe fatta a vivere.

Giovanni e Mirella mettono al mondo anche Gianpaolo tre anni dopo O.
Non scrivono libri ma leggono molto.

Secondo un tema di Gianni, i due sono tra le dieci coppie più litigiose del quartiere.

A diciotto anni, turbato da fantasie gay non egosintoniche, 
Ottavio è andato a cercare il mitico analista Ernst Bernhard nella sua casa di via Gregoriana
e ha fatto le sue prime quattro sedute di analisi con la vedova Dora Bernhard che gli dice:
"Perché Lei si preoccupa della bisessualità? Lo sa che in molte coppie sposate il vero maschio è la donna?"
Lui onora le sedute con trentamila lire 
e una rosa che, secondo un biglietto di Dora, resterà fresca per due settimane.  

A vent'anni Ottavio è andato a vivere con la sua dolcissima ragazza
in un vecchio palazzo di via della lungara al di là di Ponte Sisto, a Porta Settimiana.
Scrive sul settimanale Il Mondo (Rizzoli) per cui ha intervistato  Aldo Fabrizi, Paolo Poli, Marlene Dietrich ed Ennio Flaiano.

Il direttore di Arcana considera O. "esperto nell'arte di frugare le menti" perché
al Festival di Spoleto per 'Ciao2001' è riuscito a far parlare Ezra Pound che non apre bocca da anni (clicca qui).
Biffi ha organizzato l'incontro romano tra Fernanda Pivano e il giovane fruga-menti, al Grand Hotel Hassler a Trinità dei Monti.



L'intervista per ArcanA, Dalla Pivano a Fernanda attraverso la Nandaesce a dicembre sulla rivista 'Cia Cook Book'
e sfocerà in un'altra intervista assai più lunga sulla controcultura e i movimenti underground, destinata a 
Il Mondo
che però si rifiuterà di pubblicare le idee della Pivano.

L'incauto tennista esce dallo Hassler, a sua volta "frugato" nella mente e nel cuore.
Si è innamorato alla follia della grande scrittrice piena di meraviglie 
che è bella e bionda come sua madre Mirella
ma ha fatto tutto quello che Mirella avrebbe voluto fare 
se, per occuparsi dei due terribili figli, non avesse dovuto rinunciare a laurearsi.
All'Università di Napoli. In lingue. Con una tesi su Dickens.

La presenza di Sottsass per Rosati non è un problema. Anzi. O. la colloca inconsciamente in una gradevole fantasia di riparentificazione:
 l'architetto e la scrittrice si sono sposati nel '49: giusto un anno prima della sua nascita.

Quando parla dell'amante spagnola di Sottsass, F. la chiama La puttana di mio marito.
Una delle frasi che F. ripete di continuo come un Mantra è: "Giuro che, se rinasco, rinasco puttana!".
O. lo chiama il Mantrananda.
Lei è molto elegante con un solo, piccolo difetto di origine complessuale;
non appena una cameriera sexy le passa davanti, dice per scherzo che è una puttana e che fa benissimo a esserlo.

O. è convinto che con la filosofia di Bertrand Russell e le teorie di Erich Fromm
riuscirà a salvare questa donna di talento
che non dovrebbe rovinarsi gli occhi a piangere solo perché il marito ha una giovane amante.
Per il frugamenti l'infelicità di Fernanda è assurda, straziante, insopportabile.
Lei deve reagire. Ottavio la aiuterà con tutte le sue forze. 

1973
A novembre Pivano invita Rosati per presentare beat hippie yippie con Piero Verni e Dario Salvatori
a Torino e alla libreria Arcana di Roma (clicca qui)

                          O. invita F. a venire  più spesso a Roma dove giocano a parlare di filosofia, poltiche culturali.
Quando la Pivano gli domanda chi sono i suoi scrittori preferiti, lui dice G. B. Shaw, B. Russell e Pirandello.
Poi si accorge che nessuno è americano e aggiunge Mark Twain.
Fernanda passa ore a insegnare a Ottavio molti segreti della scrittura
e a correggere tutte le cose sbagliate che gli hanno insegnato a scuola.
Gli spiega la differenza tra una pagina di Faulkner e una di Hemingway
e ascolta le obiezioni più ingenue con la stesso humour con cui le manda all'aria.
Grazie a lei Ottavio capisce che il personaggio è azione e l'azione è il personaggio.
Lui gliene sarà eternamente grato.

Qualche volta Pivano inverte i ruoli facendosi spiegare da lui Freud, Jung, Moreno... 
ma quando vanno a dormire è Winnicott lo psicologo che le piace di più.

Rosati fa di tutto per ricambiare e le traduce il teatro di Eduardo de Filippo.
La porta al Testaccio a mangiare la minestra d'arzilla e le mostra le meraviglie della Roma barocca e dei suoi angoli segreti.
Davanti ai resti del Tempio di Esculapio all'isola Tiberina, Fernanda si inchina pregando per la Pace nel Mondo
come farà nel 2001 a San Pietro davanti al Baldacchino di Bernini
E' l'unica volta in cui Ottavio la vedrà piangere.



Rosati cerca il più possibile di comportarsi un uomo adulto
e non sospetta che il fatto di essere un ragazzo di vent'anni potrebbe anche essere una buona cosa. 

Fernanda gli spiega che la letteratura italiana dei suoi tempi era "tutta una fanfaronata"
rispetto a quella americana che invece parlava della "RE-AL-TA' QUO-TI-DIA-NA!".
Ottavio protesta che in Italia non c'è solo il lirismo di D'annunzio
ma il realismo di Pirandello, Verga, Tommasi di Lampedusa, Rigoni Stern, Sciascia...
per non parlare di Belli, Trilussa e Salvatore di Giacomo. La Pivano finge di dargli ragione.

Fernanda regala al tennista tutti i suoi libri,
e le traduzioni di Faulkner, Fitzgerald, Hemingway che O. ha già letto da bambino negli Oscar Mondadori di sua madre.
A casa Rosati il nome della Pivano è sempre stato di casa.

Quando vede la bibliografia di F., O. resta sconvolto
dalla mole e dalla qualità del suo lavoro. Scopre che da anni lei scrive otto ore al giorno.
La ammira e la ama sempre di più. Quando lei arriva a Roma lui tocca il cielo con un dito.
Fernanda è bella, spiritosa, intelligente, coltissima, emozionante, mitica e musicale.
Solo a vederla in foto, Ottavio ha un'erezione.



A marzo O. presenta F. al suo primo Maestro Spirituale: l'avvocato Silvano Uttinacci,
studioso del Corpus Hermeticum di
Ermete Trismegisto e di Giuliano Kremmerz 
che, dietro una parete scorrevole del suo studio (disegnato da Paolo Tommasi) nasconde un laboratorio di alchimia.

Silvano prepara un profumo d'ambra per Fernanda
e la invita a non privare quel ragazzo dell'occasione che il destino offre a entrambi. 
Per celebrare "le nozze mistiche" il Maestro consegna a O. e F. due piccoli quadrati di Rame e Ferro.

Durante un rito improvvisato con dei bracciali al Fontanone del Gianicolo
(dove nel 2001 Ottavio girerà la scena Mani del docufilm Generazioni d'amore)
Fernanda infila i quadrati di metallo dentro due sacchetti cuciti da sua madre Mary che ha sempre detestato Sottsass.
In quel momento, sotto il monumento a Garibaldi,
sparano il colpo di cannone di Mezzogiorno e Fernanda resta stupefatta: "Come ha fatto il tuo mago?".

F. regala a O. una pesante sfera di cristallo.
Lui crede che sia un simbolo junghiano del Sé ma F. gli spiega che è un semplice press papier di Paolo Venini.
O. dice "Ah, ecco!" ma in realtà non sa cosa sia un press papier.
Comunque sia, quel fermacarte diventa il suo simbolo di totalità.



E' solo la prima delle tante cose reali che O, scoprirà grazie a F. come:
i corrieri, l'Eco della Stampa, le matite 4B, i fiori di ibisco, le acque minerali che costano come il vino...

Nelle centinaia di viaggi in auto Ottavio, tra baci e carezze, le offre bombe caloriche del Mediterraneo a base di 
scene madri di Totò ed Eduardo e canzoni come Granada di Claudio Villa
che Nanda non ha mai sentito e con cui si diverte un mondo. Anche perché lui è un po' stonato.

Ottavio non ha ancora esperienza clinica e dispone di pochi riferimenti teorici,
però intuisce che la vera causa della sofferenza della Pivano non è il tradimento del marito ma un nucleo persecutorio inconscio.
Un oggetto interno, qualcosa che la invidia, la tormenta e rischia di distruggere la parte creativa e vitale di Fernanda.

Molti anni dopo, Rosati metterà a fuoco questa sua intuizione scoprendo il modello teorico de La Madre Morta di André Green:
inconsciamente F. ha interiorizzato la rigidità vittoriana del padre Riccardo banchiere e le accuse della madre Mary
che piange sempre perché non vorrebbe vivere lontano dalla figlia adorata.
F. si sente torturata dai continui lamenti di Mary. Quando si sfoga con O. lui la rassicura come può.

F. viene a Roma sempre più spesso, anche due volte in una settimana.
A capodanno Maria Signorelli (la Regina dei Burattini) invita a pranzo Ottavio nella sua casa-museo di via Corsini dove Fernanda
incontrerà il coreografo Aurelio Millos e scoprirà i carciofi alla giudia di Romolo alla Fornarina 
che per trent'anni sarà il suo ristorante quotidiano.

Quando la Pivano torna a Milano, Ottavio si incupisce o si ammala. Un giorno che lui ha la febbre alta ed è solo a casa,
lei gli manda per corriere un pacco espresso che contiene di tutto:
dall'edizione americana di 'The Old Man And The Sea' alle sue foto, dal cioccolato del Sant Ambroeus alla sua bibliografia,
dall'aspirina e le uova, ai due numeri di 'Pianeta Fresco' la rivista d'arte che ha creato con Sottsass.
Quando Ottavio la sfoglia la febbre gli passa subito.

Solo quaranta anni dopo, Ottavio ipotizzerà che sul piano inconscio
due pianeti freschi corrispondono ai due giovani figli/amanti della coppia: 
una femmina per lui, un maschio per lei.




Fernanda e Ottavio si telefonano mattina, pomeriggio, sera e notte.
Ogni giorno, per anni. Prima dell'avvento dei cellulari:
Fernanda soffre di angoscia di separazione e non è semplice accontentarla.
Così, se lui è in viaggio per lavoro, scende dal treno, la chiama col telefono a gettoni e risale di corsa.

Ogni tanto a F. scappa di chiamarlo Ettorino, finché Ottavio fa un sogno buffo con la musica de L'Elisir d'Amore
in cui afferra un megafono e le ordina: "E adesso devi chiamare Sottsass: Ottaviucciooo..."

D'altra parte, quando Fernanda dice che Ettore le ha rovinato la vita tradendola con la ragazza spagnola,
Rosati minimizza il problema:
"Ma basta! In fondo è la stessa cosa che fai tu con me," sentenzia. "Secondo Jung un matrimonio senza amanti non si regge in piedi!" 

O. si preoccupa di tenere d'occhio i complessi suoi e della Pivano:
per anni batterà a macchina scrupolosamente tutti i sogni dove compare F. e cerca di analizzarli.
Non a caso uno degli amici di Fernanda con cui O. va più d'accordo è l'artista concettuale Luca Patella.
F. dice a tutti, ridendo, che Ottavio è un tipo viscerale che si traveste da fanatico cool.



O. entra in analisi con Aldo Carotenuto (capofila del movimento junghiano in Italia)
che con generosità gli propone di pagare le sedute negli anni futuri.
Quando O. lo riferisce alla Pivano lei lo abbraccia e dice: "Oh tesoro, questo è l'inizio di una grande professione."
Grazie al sostegno e all'esempio della scrittrice e dell'analista, Ottavio trova un rispecchiamento stereofonico
per cui è felice di pagare qualunque prezzo.

Nel 2008 un vecchio analista Kleiniano, gli dirà: "Tu hai un problema: la Fernanda buona del passato
ha creato una traccia neuronica così forte che nemmeno la Fernanda cattiva riesce a cancellarla. 
E' un bel problema. Ma è un problema. Stai pagando un mutuo,"

In quella che trent'anni dopo, nei 
Diari della Pivano del 2008 sarà definita come "La farsa Roma-Barcellona",
(in cui Sottsass e Pivano avrebbero pattuito di passare i week end in città diverse)
Fernanda continua a fare grandi viaggi all'estero col marito. 
Da parte sua Ottavio vive delle storie coetanee che sul piano degli affetti lasciano a lei l'importanza centrale.

In autunno F. prende in affitto insieme a O. l'appartamento n.20 nel vecchio palazzo di Trastevere,
(dove O. ha già abitato da solo all'interno 18)
e dove, durante i soggiorni romani di F., abiteranno insieme per trent'anni.
E' la casa che Pivano descriverà in decine di interviste e nel romanzo "La mia Kasbah". 

F. racconta a O. che Sottsass ha avuto delle lettere anonime con su scritto "Tua moglie è una puttana."
Al tempo stesso F. a Roma riceve delle telefonate dove qualcuno dice "Tuo marito ti tradisce" e riattacca.
Ottavio sottolinea l'assurdità di questo girotondo e strappa  alla Pivano qualche risata.

O. porta F. al suo circolo del tennis, alla processione della Madonna Fiumarola sul Tevere
e a Campo de' Fiori che la entusiasma perché i profumi del mercato le ricordano un po' la sua Genova.
Una sera di primavera, si baciano sotto il monumento a Giordano Bruno,
mentre svolazzano i gabbiani e passeggiano i turisti: 
"Ma come Trombolino?" sussurra lei con voce babish, "un bacio in piazza... E se ci vedono? Che vergogna!"

Nello stesso punto di Campo de Fiori molti anni dopo (nel 2017) Rosati condurrà,
con l'accompagnamento musicale del "Ponentino Trio", per l'Ordine degli Psicologi, il socioplay 'L'Amore in Piazza',
dove racconterà un suo sogno ricorrente sulla vergogna paralizzante
(un complesso che affligge i critici e gli psicologi più che gli scrittori e i teatranti).

Nel sogno O. si ritrova a San Pietro o nella platea del Teatro alla Scala su una poltrona di velluto
e si sente a disagio come quando da piccolo lo piazzavano in cucina sul vasino 
dove restava bloccato per ore come un tappo senza fare niente.
Nel sogno Ottavio è in smoking con un papillon di carta igienica griffato 'Hermes'.

Con 'L'Amore in Piazza', lo psicodrammatista, oltre a liberare i contenuti degli altri,
tira fuori anche i suoi oggetti interni (il Bastone Freudiano e il Cappello-Vasetto) senza censure o blocchi. 
Se il tempo esiste, sono passati solo 44 anni dalla crisi di imbarazzo della Pivano.
Altrimenti tutto avviene nello stesso momento e i gabbiani che svolazzano sulla piazza sono gli stessi.

A Roma O. porta F. al Teatro Quirino e all'Eliseo a vedere Romolo Valli e Eduardo de Filippo.
Lei si diverte e gira tra le bancarelle della Festa de' Noantri a viale Trastevere.
Da antropologa partecipante come Margareth Mead, la Pivano mangia la porchetta, beve un goccio di vino
e le gira la testa perché, a differenza di tutti i suoi scrittori, da Fitzgerald a Bukowsky, è astemia.



Sotto Natale, O. la porta a spasso intorno alle fontane di piazza Navona 
che appaiono nei titoli di coda di Generazioni d'Amore
dove Fernanda canterà la canzone Domo Dozo scritta da lei, con la musica della PFM.



F. dichiara a tutti che Milano è la città dove si lavora e Roma la città dove si vive.
Pivano e Rosati discutono continuamente perché lui, più si innamora, più diventa polemico.

A maggio O. invita F. al Convegno Internazionale dedicato a 'Jung e la cultura europea'
(con relatori provenienti da Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Svizzera)
e le presenta Carotenuto che conosce la Pivano per fama. I due si piacciono molto.

Una sera che F. e O. hanno parcheggiato a Santa Maria in Trastevere, lei
lascia in auto una borsa col manoscritto del suo nuovo libro 'Cronache del Nuovo Sesso' 
sulla rivoluzione dei costumi sessuali in America e nel mondo.
Stavolta la sua dattilografa Leonora non ha fatto nessuna copia del libro e Fernanda lo ha portato a Roma
per consegnarlo alla casa editrice Einaudi a via Gregoriana.
Un ladro apre il portabagagli e ruba la borsa col libro. Tragedia.


Il giorno dopo, una donna telefona chiedendo come riscatto di fare una donazione a un orfanotrofio.
O. e F. ne fanno tre ma il manoscritto non sarà mai restituito: 
 le Cronache del Nuovo Sesso sono sparite nel nulla.

Freud direbbe che l'atto mancato di Fernanda nasce dal suo senso di colpa per essere passata
da un rispettabile Pathos melanconico a censurabili esperienze di Eros e Himeros.
E soprattutto (direbbe Jung) di Anteros con tutte le sue contraddizioni,
visto che nei miti Anteros a volte ricambia Eros, a volte gli strappa le penne.



A leggerla da un punto di vista psicoanalitico, la dichiarazione della Pivano
«Io non bevo, non fumo, non prendo la droga e sono rimasta fedele a mio marito per tutta la vita”,
non è una semplice bugia ma una parziale verità.
Infatti è il punto di vista di una delle quattro identità che vivono in Fernanda.
Una accanto all'altra, tutte capaci di grande amore: per il suo lavoro, per suo marito, per il suo suo ragazzo, per la sua immagine pubblica.
Come i petali di un suo quadrifoglio simile a un mandala quadripartito. Armonico e ben strutturato.

Il giovane frugamenti è furibondo per la perdita del libro 
e accusa Fernanda di aver fatto qualcosa tra un aborto e un infanticidio.
Così lei si avvilisce e Ottavio corre fuori e le porta una rosa strappata da un giardino.



F. lo accarezza e gli dice: Grazie tesoro: ricordati che non devi spendere di meno ma guadagnare di più.
Per O. la frase è uno shock che segna il passaggio da un'etica cattolica a un'etica protestante a lui del tutto ignota:
I Rosati contano un prozio filantropo con un fratello francescano e una sorella missionaria.
Il padre della Pivano invece era un grosso banchiere, sia pure rovinato dalla guerra.

F. convince O. a non perdere tempo con il mondo dell'università per cui lei nutre timore e disprezzo.
Fernanda e Ottavio diventano amici di Gianfranco Draghi, intellettuale e artista fiorentino, nudista e allievo di Ernst Berhard 
che è stato anche presidente dell'AIPA e passano una settimana di vacanze al mare col suo gruppo di alievi e le sue due mogli
di cui una è la figlia di Konrad Lorenz.

Nella casa di Trastevere O. organizza i primi gruppi di psicodramma da cui nasceranno
la rivista e la scuola romana di psicodramma
mentre F. e O. ospitano amici scrittori, da Ginsberg e Corso fino a Erica Jong, Michael Mc Clure e Jay Mc Inerney.
Nanda suona il pianoforte, lavora, piange, sorride, si lascia andare a varie premure-

Grazie all'affetto dei nuovi amici romani, F. un po' alla volta diventa un nuovo tesoro nazional-rionale di Trastevere:

quando esce di casa, camminando piano piano, i negozianti seguono il suo percorso passo per passo, badando che nessuno la disturbi o la scippi.
Il ristorante Romolo le riserva il tavolo dove mangiava Trilussa.
Alla Kasbah, Tito Schipa jr. e Adriana Ruvolo, organizzano per lei Grandi Feste Fitzgeraldiane.
Pivano riceve continuamente inviti di ogni genere. Dice: "A Roma non faccio la Dolce Vita ma una Vita Dolce sì."

O. porta avanti il suo primo training in psicodramma a Parigi con gli analisti lacaniani Gennie e Paul Lemoine.
e comincia a collaborare a Rai radio3 e alla 'Rivista di Psicologia Analitica'.



Al ritorno dal viaggio in Giappone con Sottsass, F. porta in regalo a O. una maschera del Teatro No
che è la versione tridimensionale della maschera che compare sul Bulletin della SEPT dei Lemoine.
Rosati vede nel dono di Fernanda la premonizione di uno psicodramma più vitale e creativo di quello analitico.

L'anno si  conclude con una lettera di Silvano Uttinacci che,
in riferimento agli interessi di psicoanalisi e psicodramma di Ottavio dice: "Il tuo percorso è diverso ormai..."


1974
O. è sempre più entusiasta di F., del loro incontro e della vita in generale. Accanto a lei ogni cosa zampilla bellezza ed entusiasmo.

La complessualità Edipica di Ottavio prende una piega positiva secondo il modello classico di Freud:
la psicoanalisi rivela che, nell'inconscio di O., Sottsass non si configura come un Rivale da Soppiantare
ma come un Modello di Creatività e un Alleato per salvare F.

Una volta che Rosati incontra l'architetto sull'ascensore a Milano,
nella loro famosa casa di via Manzoni con dodici porte finestre sul parco,
 
sono entrambi in imbarazzo ma si stringono la mano:
"Molto lieto... Piacere... Come sta?... Chi, io o Fernanda?..."


F. insiste perché O. faccia un complicato oroscopo con uno dei primi computer in circolazione.
In cambio accetta di compilare alcuni test, come il TCFS di Sacks, (fatto di frasi da completare).
Ma nella riga dove dovrebbe indicare l'età, F. scrive scherzosamente maleducato!

O. insiste perché Fernanda entri in analisi e lei a Milano va dalla junghiana Silvia Montefoschi.

 

Rosati e Carotenuto invitano Pivano a collaborare al numero della Rivista di Psicologia Analitica dedicato a Psicologia e Società, 
per cui lei scrive l'articolo 'Denaro e jeans, potere e fiori'.
Nello stesso numero O. pubblica 'Cronometro, Pendola, Prassi',
una conversazione sul tempo con il parapsicologo olandese Wilhelm Tenhaeff. 

Mentre Pivano pubblica con Feltrinelli 'Poesia degli Ultimi Americani', Rosati inizia a 
condurre dei gruppi di psicodramma analitico alla Libreria del Teatro di Roma.

Lavora anche come psicologo scolastico per uno strano "Ente per la Protezione morale del Fanciullo"
nelle classi differenziali della campagna intorno a Padova,
dove arcigne maestre gli dicono che è "un uomo cattivo" perché propone 
un discorso sull'educazione sessuale dei bambini

Una sera Fernanda gli fa una sorpresa; parte da Milano e viene a trovarlo a Padova.
Lui la porta a cena al Gran Caffè Pedrocchi dove spende tutto quello che ha ed è costretto a chiederle
i soldi per il treno di ritorno a Roma. Quando Pivano scopre quanto poco lo pagano, gli dice che anche lei da ragazza
andava a insegnare a scuola con i treni merci che trasportavano il bestiame
ma che la guerra è finita da un bel pò.
Ottavio si licenzia e trova subito lo stesso lavoro a Roma con un compenso migliore.

Muore in America Jacob Levi Moreno, il padre dello psicodramma e della terapia di gruppo
che vuole essere ricordato come colui che ha introdotto il riso e lo humour in psicoterapia.
Per Ottavio è un dramma: come perdere Totò e Bertrand Russell in un colpo solo.



Rosati vorrebbe avere 
"un pappagallo da spalla" ma non può ancora permetterselo.
Così, durante un lungo viaggio Sottsass-Pivano in America, 
raccoglie sotto la Porta Alchemica di Piazza Vittorio dei gattini abbandonati e Luis un ragazzo austriaco,
confuso e ridotto a vivere sotto un ponte dove un'anziana prostituta Mamma Roma lo sfama e gli lava i vestiti.



Il ragazzo si attacca a Ottavio al punto che, in estate, a Firenze, scende dal treno per Vienna
e lo rintraccia a Lavinio alla casa al mare dei Rosati
dove O. lo fa dormire nella sua automobile per non disturbare i genitori:

"E adesso quel biondino lì chi sarebbe? Non bastava la Pivano?
Niente niente, tu fossi omosessuale? Sarebbe meglio morto!
Comunque fallo entrare a farsi una doccia e mangiare qualcosa di caldo, 
povero ragazzo, che sono giorni che gli porti i panini di nascosto.
Tu, figlio mio, sei pericoloso... Ci vuoi proprio mettere a cavallo di un ciuccio..."

Dopo qualche mese di amicizia e psicodrammi, Luis si ricorderà che il suo vero nome è Leo,
ritroverà alla stazione una valigia coi suoi documenti e tornerà dalla madre a Vienna.
Poi sposerà una gallerista collezionista di Escher con la quale farà un'enorme fortuna.
Restando negli anni sempre amico di 
Ottavio.



Questa storia incrocia quella della scuola di psicodramma nello spazio e nel tempo
e culmina in una 
sincronicità che avverrà, 34 anni dopo, tra Roma e Vienna.

Dopo un'estate passata in varie città europee girando dei video per Cacatoa (un film comico sui pappagalli), 
i due amici tornano nelle loro città e alle loro occupazioni. 
Ottavio è in crisi con la Pivano e, per la terza volta, aspetta l'autorizzazione del Ministero della Ricerca ad aprire la Scuola di Psicodramma.
Leo, grazie a un detective, ha finalmente scoperto chi è il suo genitore biologico ma non ha il coraggio di incontrarlo: 
oltretutto il veccho signore abita nella strada di Vienna dove Jacob Levi Moreno teneva il suo 'Stegreiftheater' negli anni Venti.

Un giorno che decide di presentarsi al genitore, senza appuntamento,
Leo resta paralizzato davanti alla casa e chiama il suo amico a Roma:
 Ottavio è in bicicletta a Trastevere ma col cellulare lo incoraggia, passo per passo, a salire le scale fino al pianerottolo e suonare il campanello.

Nel momento preciso in cui a Vienna il padre di Leo apre la porta,
Ottavio è arrivato alla Kasbah e sul portone gli consegnano la busta 
con il decreto ministeriale che autorizza l'apertura della Scuola di formazione.
Tutto questo avverrà nel 2008 un anno prima della morte della Pivano. 

1975
L'analisi della Pivano con la Montefoschi non produce grandi risultati,
anzi sfocia in polemiche transferali sulla mancanza di femminismo di F., che raggiungono toni offensivi.

Dopo averle fatto un test di tipologia junghiama, O. suggerisce a F. di rivolgersi a Carotenuto
con cui lei farà degli incontri saltuari ma efficaci.

Anche con Carotenuto e Fernanda, O. mette insieme un atomo sociale a tre, legato alla sua riparentificazione.
Più che una fantasia è un gioco. E il setting di questo gioco è psicodrammatico più che analitico.

Facebook non esiste ancora ma Fernanda e Ottavio decidono di fare un nuovo genere di rete epistolare:
scrivono i sogni relativi al loro rapporto e li condividono con gli amici che li vogliono leggere.

Milano

Nei sogni di Fernanda e Ottavio emergono le implicazioni profonde del loro para-psicodramma a 360°.
Quando è in viaggio con Sottsass, F. manda i suoi sogni a O. per posta.

 Berlino

Per tutto l'anno Ottavio porta la Pivano al Parco Nazionale d'Abruzzo
a respirare il cielo stellato e ad avvistare orsi, lupi e camosci.

In autunno si fermano alla città natale di O., Sulmona dove lei acquista rametti di confetti colorati da regalare agli amici
e resta incantata dalle architetture medievali. Una sera scoprono dietro l'acquedotto romano un artigiano che fa amache di corda. 
Fernanda dice che sono belle come strumenti musicali e che bisogna suonarne una subito. 
La mattina dopo, mentre la legano a due faggi della camosciara, spunta fuori una volpe che si ferma e li fissa.
Sembra quasi che stia per parlare. Come in una favola.

Nei Diari della Pivano la storia (che lei definirebbe dolcissima) dell'amaca sarà censurata così:
...ne avevo comprato una che naturalmente non ho mai usato, solo per l'emozione di aver trovato una specie di reperto...
poi mi avevano portato in un bosco per poterla appendere tra due alberi...
avevo anche provato a sdraiarmici ma l'involucro vigliacco che era diventato il mio corpo
mi aveva fatto vivere un momento di paura.

1976
Mentre si conclude la storia d'amore di Sottsass con la ragazza spagnola, descritta nel 2010 nel libro "Scritto di notte",
il legame tra F. e O. diventa sempre più importante anche se la Pivano milanese, 
attraverso un meccanismo di scissione, gestita con abilità,
talvolta nega la sua vita a Roma. Oppure la minimizza, secondo i contesti e i momenti. 

Quando è a Roma Fernanda non solo è felice ma è orgogliosa di presentare Rosati ai suoi amici.
In pubblico non perde l'occasione per lodarlo e per dargli la battuta
con uno stile e una freschezza che Ottavio non ha mai incontrato prima.

Forse la finzione delle 'Maschere Nude' si combina al gioco di ruoli dello psicodramma.
Ottavio diventa amico intimo di PierLuigi Pirandello nipote di Luigi e figlio del pittore Fausto,
con cui fino al 2002 realizzerà diversi sociodrammi sulla famiglia e sul teatro di Pirandello.

Barbara Radice (seconda moglie di Sottsass) nel libro 'Perché Morte non ci separi' (Electa, 2017)
racconta che una sera del 1976, a Venezia,
davanti a lei, a Sottsass e a Vittorio Gregotti (presidente della Biennale Arte),
Fernanda dichiara, nel panico generale: 
"Sai, Vittorio, da quando Ettore va con le puttane io sono costretta ad andare coi ragazzini" (Clicca qui)

Tra case editrici, psicoanalisi e campi di tennis, Ottavio non sa di giocare in un Gioco delle parti 
dove un'immagine di 'ragazzino' 
(dalle parti del Duomo)
nasconde il suo ruolo di Uomo e di Salvatore (dalle parti del Colosseo).

Come faceva alla kasbah l'eccentrico Lorenzo Tornabuoni che quando tornava dall'edicola,
con snobismo wildiano, nascondeva 'Panorama' dentro le riviste porno:
ciò che la Pivano nasconde nel 'ragazzino' è il panorama degli affetti di Fernanda. 

Dopo aver lavorato come redattore per la 'Rivista di Psicologia Analitica',
Rosati fonda 'Atti dello Psicodramma' (Ubaldini ed.)
dedicato "allo psicodramma analitico e allo studio dell'inconscio nel teatro".
Pivano fa parte del comitato di redazione con Italo Moscati, Arturo Schwarz, Rodolfo Wilcock  
e collabora con articoli sullo psicodramma e il Nuovo Teatro di America (clicca qui).

O. chiama Pablo Echaurren come disegnatore della rivista
che esce in collaborazione col 'Bulletin de la SEPT, Revue du Psychodrame Freudien'.
ADP offre riassunti degli articoli in quattro lingue e ottiene le prime recensioni.

O. si carica di tutti i ruoli, da quello di redattore e amministratore a quello di correttore di bozze e fattorino.
Un giorno che protesta con la casa editrice, il suo amico Mario Ubaldini gli risponde:
"Ottavio, senza questa rivista tu non sei nessuno.
Fattelo spiegare dalla Pivano. E adesso andiamoci a fare un giro con la Maserati."


1977
Grazie ai suoi primi onorari O. può anche andare con F. a Londra.
Rosati la porta anche a Parigi a un Convegno Internazionale di Macrobiotica dove incontra per la prima volta
Michio Kushi, il successore di Oshawa e ottiene una prima consultazione che le servirà anni dopo.

Alla fine di agosto O. porta F.  
al VII Congresso Internazionale di Psicologia Analitica tenuto a Roma nei locali del CNR.



La sera, prima di un concerto a Sant'Ivo alla Sapienza, entra nel chiostro la mitica Marie-Louise Von Franz 
(una delle analiste più geniali e peggio vestite/pettinate d'Europa) tra due domenicani alti e belli come angeli.
Ottavio è emozionato anche perché lei sembra perplessa, a vedere un ragazzo sotto braccio a un'elegantissima signora.

.

Rosati crede che Von Franz stia disapprovando la loro differenza di età e decide di affrontarla.
Le fa un baciamano alla siciliana e le propone un'intervista per Rai radio3 sul rapporto tra immaginazione attiva e psicodramma.

Marie-Louise sul piano del pensiero introverso si rivela il controtipo psicologico di Fernanda. Per molti versi è la sua Ombra

Da quel momento O. fantasticherà che, in caso di necessità, mentre fa jogging al Gianicolo
può sempre collegarsi alla più grande allieva di Jung in Svizzera abbracciando il tronco di un albero
e parlarle attraverso le fronde-antenne mosse dal vento, ricevendo sempre ottimi consigli e interpretazioni.



Ovviamente si rende conto che si tratta di una sua follia arborea. 
Tuttavia questa immaginazione attiva lo tranquillizza e continuerà a farla anche dopo la morte della Von Franz.
L'autodramma dell'albero non lo ha mai deluso. A un certo punto gli salverà la vita.

Il giorno dopo, a cena da Carotenuto, O. avvicina James Hillman di cui ha già recensito due libri alla radio
e gli presenta la Pivano come la più importante americanista italiana.

Lei parla dei Figli dei Fiori e Hillman le spiega l'archetipo del Puer Aeternus.
La mattina dopo O. aiuta Fernanda a preparare l'intervista 'In quel Beat c'è un fanciullino' che escirà a settembre su Il Messaggero di Roma.



Poco dopo Fernanda racconta a Ottavio che un giornalista napoletano barbuto e cicciottello,
una sera che Rosati era fuori Roma, si è presentato alla Kasbah con una pastiera 
e le è saltato addosso senza tanti complimenti (e senza nessun risultato)
gridando "Dammi il buco!" (l'episodio è riportato in forma soft anche nei 'Diari').
Rosati lo va a cercare in redazione per sbattergli in faccia la pastiera e
subito dopo la Pivano passa al Corriere della Sera con un articolo 2 (contratto di collaboratore fisso).

Luigi Squarzina, direttore del Teatro di Roma invita O. a scrivere un'introduzione allo "psicodramma"
de L'uomo del magnetofono di J. J. Abrahams  messo in scena come commedia al Teatro Flaiano da Mario Ricci  (clicca qui).

A Milano Sottsass, dopo aver portato via i suoi vestiti da casa, restituisce alla Pivano l'anello nuziale
e inizia una nuova relazione con Barbara Radice che diventerà la sua seconda moglie. 
Pivano chiede al marito di restituirle le chiavi. 
Ottavio sente di dover intensificare il lavoro su se stesso: comincia a fare yoga e gioca a tennis anche due ore al giorno.

Ottavio e Fernanda sono inseparabili.
Il ragazzino è così innamorato di Fernanda che quando va a prenderla a Fumicino ferma l'automobile 
e piange all'idea che un giorno lei non ci sarà più.
Pivano gli disegna bellissimi quadrifogli e piccoli ritratti come 'Ottavio/Trombolino'
nei quali O. osserva che gli ha messo le corna. Lei risponde che non sono corna ma antenne.

Alla Kasbah O. alterna appassionate discussioni sul significato della vita e della letteratura
a grandi feste e psicoplay minimalisti dove cura la Nanda infelice,
come 'Il cavolo di Natale' ispirato a Sandor Ferenczi e Donald Winnicott.

I due a Roma si presentano reciprocamente gli amici.
O. presenta a F. Pier Luigi Pirandello, Silvano Uttinacci e Maria Signorelli la burattinaia.
F. gli fa conoscere i Santucci, Luca Patella, Natalia Ginzburg, Silvana Gandolfi,
Carla Vasio, Lino Matti e soprattutto quello che Ottavio considera il più grande giornalista/scrittore di Italia:
Indro Montanelli.



Una sera che F. lo porta a cena a casa di Montanelli a piazza Navona, Ottavio è felicissimo.

Oltretutto scopre che la moglie Colette Rosselli, è niente meno che la 'Donna Letizia'
autrice di quel manuale di buone maniere che da bambino O. leggeva insieme a 'L'amante di Lady Chatterley', 
per capire cosa deve fare un vero uomo.

O. racconta che un giorno a scuola, per seguire una regola di Donna Letizia
("...un uomo deve sempre entrare in una stanza prima della donna, per controllare che non ci siano pericoli..."),
una professoressa di matematica gli aveva dato una sberla dicendo: 
"Maleducato, non lo sai che le signore hanno sempre la precedenza!"

Montanelli commenta: "Come vedi, i pericoli non stanno dentro le stanze ma dentro le donne".
Fernanda e Ottavio scoppiano a ridere così forte che rischiano di strozzarsi. 'Donna Letizia' no.

O. fa il suo primo viaggio di studio al Beacon Institute (New York)
dove incontra colleghi di tutto il mondo e scopre l'importanza del gioco e della catarsi che
nello psicodramma analitico, come quello dei Lemoine, sono ridotti al minimo. 



In attesa di tornare a Beacon con Fernanda, la mette in scena come personaggio con una psicologa argentina
in uno psicodramma diretto da Zerka Moreno che continua in back stage fuori dal teatro.

1978
A Roma si verifica un incidente emblematico che sembra l'esatto contrario della scomparsa delle 'Cronache del nuovo sesso'.
Due giovani in moto scippano la borsa di F. con una busta che contiene una grande somma di denaro
e la polizia le dice che non la vedrà mai più.
Invece la borsa viene trovata il giorno dopo sotto casa di Luigi Squarzina che, conoscendo Rosati,
la manda alla vicina Libreria del Teatro perché lui la consegni alla Pivano.



La polizia è sbalordita: non si capisce perché nella borsa, dopo tanti giri, ci siano, ancora tutti i soldi e il portafoglio.
Forse i motociclisti erano dei lettori della scrittrice che, vedendo il suo nome sui documenti, si sono pentiti.

Alla Kasbah Fernanda riceve decine di giovani che, odorosi di marijuana e piedi non lavati, 
arrivano da ogni parte, anche in autostop, per portarle canzoni, poesie 
e farle domande sul significato dell'esistenza e su quello che devono fare della loro vita.



Lei risponde a tutti che il valore più importante è l'integrità,
poi si dispera perché i giovani le danno un'enorme responsabilità ma lei non si sente un guru.
Un giorno Ottavio le risponde:
"Senti bene, Fernanda: tu per anni sei andata a cercare i beat in America. E' ovvio che oggi i ragazzi cercano te in Italia.
Se temi che loro scoprano il tuo grande Ego, stai tranquilla perché  tu hai pure una grande Anima."
Fernanda lo guarda come se il guru fosse lui, scoppia a ridere e lo bacia. E Ottavio ride anche lui e dice: 
"Oddio... ma che ho detto? Chi ha parlato?"

 In Liguria la madre di Fernanda, Mary ha chiuso il suo villino per entrare in una casa di riposo di Bogliasco
e, poiché Rosati va a Genova per lavoro, Fernanda lo prega di andarla a trovare.
Mary è molto affettuosa con Ottavio e gli chiede proteggere F. per sempre. Lui glielo giura.
Prima che parta, Mary gli consegna una busta piena di foto di famiglia
che a lui rivelano dinamiche segrete. 
Alcune mostrano la somiglianza fisica tra una madre all'antica con le braccia conserte sul petto e sua figlia. 
Ma la tensione delle mani rivela l'identificazione di Fernanda nel padre Riccardo.

A dicembre Mary Pivano muore. Fernanda è tormentata dai sensi di colpa.
Ottavio cerca di aiutarla con brevi psicodrammi realizzati con la tecnica della sedia vuota e
poi, invertendo il ruolo terapeutico come faceva Sandor Ferenczi nell'analisi reciproca,
parla a Fernanda di sua madre Mirella. 

Fernanda non si capacita che una donna del Sud possa apostrofare il figlio come un suo "sottoprodotto" 
e poi regalargli un'automobile comprata con i suoi risparmi.

F. (nel ruolo di intervistatrice) e O. (nel ruolo di macchinista) 
entrano nella troupe del documentario di Costanzo Allione Fried Shoes, Coocked Diamonds
girato in Colorado al Naropa Institute di Boulder con Allen Ginsberg, Thimoty Leary e Gregory Corso (clicca qui).
Mentre F. e Diane di Prima, a seni nudi sotto il sole, traducono poesie,  O. va a cavallo nelle montagne con un collega canadese.

Tutto questo esplole in un
Plutonian Psicoplay con Allen Ginsberg.

 

Quando Ottavio, entusiasta di Boulder, non vuole più tornare in Italia, Allen gli dà ragione mentre
la troupe, italianamente, si ferma per tre giorni ad aspettare che il pazzo cambi idea.
F. si infuria ma, arrivati a New York, lo perdona.

Una notte, durante un'alluvione a Ponte Milvio, O. si carica F. sulle spalle e la porta fuori dall'acqua 
in uno psicodramma in stile Indiana Jones in cui lei grida "Stai attento ai topi!" e lui ride ma la salva come un eroe.

1979
O. accompagna F. con Allen Ginsberg al Festival Internazionale dei Poeti
sulla spiaggia di Castel Porziano  e la salva dal crollo del palcoscenico.
Proteggere Fernanda (bambina indifesa) è un complesso permanente per cui O. si allena in palestra e in analisi.
Sogna spesso di soccorrerla come un eroe, da terremoti, attacchi terroristici, fascisti, fantasmi e orribili corteggiatori.
A lei fa ovviamente piacere.

O. regala a F. una bicicletta rossa e le dà lezioni di guida a via Giulia;
Tommy e Papik, due bambini della Kasbah, fanno un disegno della Nanda in bicicletta tra il Duomo e il Colosseo:
Milano-Roma, Roma-Milano, Pedala Pedala, Fernanda Pivano
Con la Pioggia il Vento e la Bufera, Viva Viva la Corriera della Sera.

 

Uno psicoplay sul panico da bicicletta di Fernanda con una catarsi
fa emergere dall'inconscio pivanico tre rigide proibizioni che le sono state impartite da bambina:

1. non salire mai su una bicicletta,
2. non toccare mai il suo corpo o quello degli altri,
3. non maneggiare mai i soldi e far pagare i negozianti dalla cameriera.

Questi imperativi vittoriani sembrano legati alla rimozione di sesso e denaro (Freud e Marx) divinità portatrici di vergogna
e da adorare in segreto.

Una dozzina d'anni dopo, quando O. e F. incontreranno Tinto Brass alla prima di Monella,
 Fernanda riconoscerà, senza troppa amarezza, nella ragazza bella, sexy e libera di andare in bicicletta, 
il valore dell'Ombra evocata nel suo Mantrananda ("Giuro che se rinasco, rinasco puttana!")
e accosterà il film di Brass alla canzone 'Bocca di Rosa' di Fabrizio de Andrè
che Fernanda considera l'amico più caro e il più grande poeta italiano vivente.

Questo cerchio si chiuderà nell'estate del 2017,
quando Rosati farà da testimone alle nozze di Brass con la sua musa Caterina Varzi
che, dopo aver salvato il regista da un ictus col suo amore, riceve da Tinto 
il mandato di custodire il suo archivio e la sua dignità.



Alla fine degli anni Settanta O. convince Fernanda a fare una blefaroplastica perché, a furia di piangere per Sottsass,
le palpebre le sono calate sugli occhi al punto che non riesce a leggere bene.
Il risultato è ottimo e la ringiovanisce da molti punti di vista.

 

O. convince F. così rinfrescata ad accompagnarlo a Saint Tropez ai gruppi di Psicodramma Lacaniano
di Gennie e Paul Lemoine della SEPT dove la Pivano sonnecchia tutto il tempo
e si limita a interpretare magnificamente il ruolo di un gatto parlante.
Sembra un'attrice e piace a tutti.

O. inizia a raccogliere per Fernanda le cartoline dei gatti di Siné: Pa chat, Chat plin, Chat renton...
Le incornicia e gliele mette in camera da letto.
Ogni mattina lei dopo la doccia si irrora di borotalco e fa vari gatti in modo incantevole.
Se lui la insidia lei gli dà delle zampettate sulle mani.
Poi inclina la testa e sospira: 
"Peccato che è troppo tardi per fare un bambino... tesoro mio... peccato..."

 
Plays pubblicherà la seconda parte del lavoro ('Gli anni Ottanta') a settembre.
 

 

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