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QUATTRO DECENNI DI PLAYS (il Teatro del Tempo tra la Pivano e la Von Franz) un ipertesto di Ottavio Rosati - 1° parte

                                                                                 

Michele Concina (erede universale di Fernanda Pivano), 

Enrico Rotelli e Maria Teresa Bricchi (curatori dei Diari di Fernanda Pivano)

con qualche dubbio, per le ragioni spiegate nelle ultime righe del quarto decennio.  

 

Avviso ai naviganti

Questo ipertesto multimediale (con rimandi ad articoli, foto, video e musiche) è un archivio dei fatti e misfatti al centro della commedia 'Grandi Feste con Fuoco' centrata sui conflitti di due innamorati, diversi per carattere e visione del mondo. E per età.
Il racconto parte dalla mia passione giovanile per l'americanista Fernanda Pivano e descrive come e perché i nostri sentimenti si intrecciarono ad avventure creative e ad eventi realizzati con i nostri amici. Tutto iniziò negli anni Settanta con l'introduzione dello psicodramma in Italia e incontri con Bernardo Bertolucci, Elda Ferri, Roberto Faenza, Silvana Gandolfi, Italo Moscati, Moreno CerquetelliRoberto CapucciZerka Moreno, Lewis Yablonsky, Allen Ginsberg, Gregory Corso, Marie Louise Von Franz, Mario Trevi, Paolo Tommasi, Vittorio Gassman, Romolo Valli, Rosalia Maggio, Aldo Carotenuto e Marco Greco, che culminarono nell'ideazione di un Teatro del Tempo. Cioè un nuovo genere di spazio terapeutico ispirato al Teatro di Psicodramma che Jacob Levi Moreno realizzò in America nel suo Istituto di Beacon (N. Y.) e che oggi ispira un gruppo di lavoro coordinato da Patrizia Burdi nell'ambito del Progetto WOIS.

Ma questo ipertesto parla anche del ruolo svolto in questa storia d'amore e di creatività, dalla psicoanalista Marie Louise Von Franz (la geniale allieva di C. G. Jung, studiosa delle fiabe e dell'alchimia) che compare in un sub-plot come immagine guida di Ottavio e acquista sempre più importanza fino a rivelarsi un personaggio risolutivo nel finale della storia. Un bizzarro esemplare di Fata Custode più saggia che turchina. Indimenticabile e sempre viva nel mio cuore.
Tutto ciò che l'ipertesto racconta è vero e documentato (persino i sogni, le visioni e le sincronicità) ma potrebbe infastidire i lettori che avessero una loro immagine delle due grandi scrittrici, entrambe molto discrete sulla loro vita privata, non priva di eccentricità. Perciò premetto il mio punto di vista: le persone di per se stesse non esistono; esistono solo gli incontri che fanno emergere diversi aspetti di una persona. Quelle del mio racconto non sono la Pivano e la Von Franz descritte su Wikipedia ma la mia Nanda e la mia Von Franz per come le ho conosciute e amate io.

1958: Ottavio ha 8 anni. Fernanda 41.

Se il cuore della storia sta nelle migliaia di ore che ho vissuto dal 1973 a stretto contatto con la meravigliosa (e terribile) americanista italiana, la testa segue l'dea, espressa da Henry Ellenberger ne La scoperta dell'inconscio (1970) e da Aldo Carotenuto nel Discorso sulla metapsicologia (1982) per cui le nuove frontiere della psicoterapia non partono tanto dall'ambiente culturale e  scientifico in cui vissero i padri (e i figli) della psichiatria dinamica, quanto dai loro personali conflitti emotivi col loro carico di miseria e nobiltà. Dove non c'è tensione emotiva non c'è bisogno di ricerca e non si crea nessun progresso culturale.

Trattandosi di un diario di affetti oltre che di fatti, premetto che nel quarto decennio, il tono lineare e persino umoristico della scrittura è lontano dalle condizioni di smarrimento e angoscia in cui sprofondai prima di guarire e ritrovarmi. D'altra parte non possiamo descrivere una tempesta se non uscendone, man mano che la scriviamo. In questo psicoanalisi e scrittura hanno lo stesso obiettivo: emergere dalle paludi delle emozioni sotto-corticali per entrare nei giardini (e negli orti) del pensiero creativo. Non ho scritto questa storia per rivelare dei segreti ma ho scoperto le radici segrete di questa storia man mano che la scrivevo.

Le tappe di questo datario (un decimo di quelle vissute nella realtà da Ottavio e Fernanda) entrano in scena in ordine cronologico ma ho utilizzato anacronie (flash-back, flash-forwards) ellissi, sovrapposizioni e due sincronicità come l'incendio al Festival del Cinema di Torino e il secondo battesimo del 2018, che sembrano legate a premonizioni di molti anni prima. Infatti alcune pagine dell'ipertesto aprono e chiudono delle finestre sul loro sviluppo futuro, secondo un'esperienza atipica e una concezione quantica del tempo ispirata al pensiero di Jung e Von Franz. Concezione che oggi diventa sempre più chiara a tutti grazie a libri divulgativi come L'ordine del tempo pubblicato nel 2017 dal fisico Carlo Rovelli o a mostre straordinarie come Gravity tenuta al MAAXI di Roma tra il 2017 e il 2018. 

Dal punto di vista di J. L. Moreno, padre della psicoterapia di gruppo, questo racconto (in cui l'autore non risparmia nessuno, nemmeno se stesso) propone una nuova accezione della parola psicodramma (o psicoplay), allargandola a esperienze di gioco, immaginazione attiva e psicomagia (il gioco terapeutico inventato dal genio di Alejandro Jodorowsky) con le quali la vita smette di essere mortificante e si fa più vitale. Perciò questo iper-testo affettuoso e furibondo sulla nascita dello psicodramma in Italia costituisce a sua volta uno psicoplay narrativo dove l'azione è personaggio e il personaggio è azione.

Agli eventuali lettori normotici che fossero assolutamente incapaci di sbagliare ma abituati ad accusare, ricordo che in psicodramma la platealità non è un peccato ma un lusso. Un lusso che però non tutti si possono permettere: la virtù che Pirandello ha chiamato Il piacere dell'onestà. Questo approccio permette di raggiungere modelli esplicativi dove la classica lettura psicoanalitica (col suo vecchio e prudente culto della privacy) si colloca accanto a quella socio-economica, esistenziale, sistemica, scientifica, artistica ed etica per accendere nel buio tante luci diverse che, messe insieme, danno una certa idea della realtà. Del resto Confucio diceva che l'uomo che fa molto fa molti errori, l'uomo che fa poco fa pochi errori. Chi non fa nulla non commette errori ma non è un uomo.

Ringrazio Pier Luigi Luisi, Michela Land ed Enrico Santori (il mio primo allievo) per aver collaborato alla revisione con la loro intelligente lettura.
Ringrazio di cuore il giovane psicodrammatista Francesco Marzano per come (tra analisi attiva e analisi reciproca alla Sandor Ferenczi) ha saputo alternare il ruolo di Ego Ausiliario in alcuni miei psicoplay a quello di Psico-attore in in alcuni miei enactment. Grazie a Francesco ho rimesso in atto nella vita reale diversi conflitti inespressi del rapporto con Fernanda Pivano, per poi elaborarli in colloqui a tre, nello studio di Stefano Carta, nel convento di Sidival Fila e nella cucina alchemica di Patrizia Burdi.

E poi ringrazio i tirocinanti e gli allievi della scuola di formazione IPOD PLAYS per gli psicodrammi diretti coraggiosamente da Lia Filippi e Chiara Giuliano che mi hanno permesso di realizzare in un setting d'eccezione (di cui mi parlò negli anni Ottanta Cesare Musatti) in cui ero l'unico protagonista-paziente in un gruppo fatto solo di psicologi. Un vero privilegio. E li ringrazio anche per aver scritto le loro reazioni alla lettura dell'ipertesto; il file dei loro commenti si trova alla fine dell'ipertesto. 

Gli stupefacenti acquerelli di Roma (tra grandangolo e aperture alla Piranesi) sono dell'architetto Jean PattouLi ho presi in prestito perché descrivono il clima romantico, entusiasta e fremente della storia d'amore tra Ottavio e Fernanda nei suoi primi decenni.

Per le foto dei vecchi pannelli letterari in rovina sul Lungotevere Castello (che ho utilizzato a commento del quarto decennio) ringrazio Luciana Santioli che col suo talento fotografico ha saputo cogliere la sovrapposizione di cultura, natura e vandalismo che scorre sul fiume di Roma.

Ringrazio infine il mio analista Stefano Carta per avermi aiutato a rinascere nel corso del quarto decennio. E per avermi segnalato il lavoro di Jaak Panksepp (lo psicobiologo candidato al Nobel) sulle origini neuroevolutive delle emozioni umane. La scoperta di Panksepp di sette sistemi neurologici sottocorticali responsabili degli stati affettivi di base, ha rappresentato per me una rivoluzione culturale e umana di prima grandezza in cui il suo allievo Antonio Alcaro mi ha fatto da scout.


La definizione dei sistemi neurologici di CURA e di PANICO DI SEPARAZIONE mi ha illuminato sul loro intreccio nella mia love story con la Pivano dove la ricerca, l'attaccamento e la cura sono intrecciati alla sessualità. E mi ha chiarito come e perché il Teatro del Tempo potrà contribuire alla terapia dei traumi affettivi. Il modello teorico di Panksepp mi ha spinto a riscrivere molte pagine dell'ipertesto alla luce di una nuova visione che scioglieva tanti interrogativi irrisolti, come il sole scioglie il ghiaccio. Grazie dunque al grande scienziato canddato al Nobel, ai suoi topolini che ridono e ai suoi assistenti che li solleticano. 

  Primo atto (con Grandi Feste e Rivoluzioni): GLI ANNI '70 


Musica: sulla scia della rivolta del Sessantotto, impazza tra i ragazzi italiani la passione della musica rock, delle grandi discoteche alternative, dell'underground e della controcultura americana. Rispetto agli anni Sessanta (quando era percepita come una minaccia…) la musica rock entra definitivamente nel costume sociale, mentre il jazz ne esce. Il percorso di Herbie Hancock diventa per gradi una rivoluzione. Non c’è nessun pericolo ad ascoltare i Pink Floyd, gruppo simbolo del periodo. Persino l’urlo di rivolta del punk, alla fine di quella stagione, verrà presto ridimensionato. Si afferma invece il disimpegno della Disco-music.

Titan Avant Garde e Ciao2001 - Gianni Ottavio ed Ezra Pound a Spoleto - "Il Mondo" - Beat Hippie Yippie - L'intervista all' Hotel Hassler - Il club del Nembutal - Tenente frugamente - Ettore Sottsass - Io ti salverò - L'alchimista Silvano - Milano/Roma, Roma/Milano - Via della lungara - I poeti dell'autostop - Hermes e le cronache del nuovo sesso - Carotenuto, Hillman e la Von Franz - Lezioni di bicicletta - La Rivista di Psicologia Analitica e Atti dello Psicodramma - Terza pagina di Radio3 - Ginsberg e la controcultura americana - Jung e la cultura europea - L'uomo del magnetofono - Un lutto molto anticipato - Il cavolo di Natale - Feste fitzgeraldiane - Il Naropa Institute in Colorado - Plutonian Ode - Psicodramma lacaniano a Saint Tropez - Ginsberg a Castelporziano - I gatti di Sinè. 

1972
La casa editrice ArcanA pubblica 'beat hippie yippie' di Fernanda Pivano, l'americanista allieva di Pavese,
traduttrice del best seller Antologia di Spoon River e di tre generazioni di scrittori americani.

 

Per il lancio di beat hippie yippie l'editore Raimondo Biffi organizza a Roma un'intervista con Ottavio Rosati, 
un ragazzo che è redattore capo di Titan AvantGarde e critico teatrale di Ciao 2001
la rivista musicale che considera la Pivano un'ambasciatrice delle avanguardie americane.

  

Fernanda vive a Milano, ha 55 anni. E' molto colta e creativa ed ha un fascino straordinario ma è così disperata
per la crisi del suo matrimonio con l'architetto Ettore Sottsass jr.
(nato anche lui nel 1917 e considerato uno dei più importanti designer europei) da aver proposto a Biffi di fondare un Club del Nembutal per aspirati suicidi.

Sottsass ha una breve storia con una ragazza spagnola che descriverà nel suo libro Scritto di notte (Adelphi).
Il primo trauma di Fernanda però risale al giorno di matrimonio quando, portandola in casa tra le braccia,
Ettore scoppia a piangere all'idea di dover passare tutta la vita con lei.

Ai tempi di beat hippie yippie Pivano ha appena inscenato a Milano un suicidio in un bagno con la porta a vetri.
Sottsass l'ha salvata in tempo ma poi ha avuto uno strano episodio di paralisi alle braccia.
Insieme hanno fondato le edizioni 'East 128' dal nome dalla stanza dell'ospedale americano in cui Fernanda salvò la vita di Ettore avvelenato da un virus che, a detta di alcuni storici, gli era stato inoculato per farlo fuori.
I due sposi talentuosi creano cose magnifiche ma non procreano. 

Secondo un articolo di Vogue sono tra le dieci coppie più smart del mondo.
 

 

Ottavio, allievo dello scrittore Juan Rodolfo Wilcock, ha 22 anni. Vive a Roma e sta per laurearsi in filosofia
con una tesi in filosofia sulle varianti teatrali del trickster come Arlecchino. Sta finendo il servizio militare come sottotenente in Aereonautica. 
Ama il cinema, il tennis e si appassiona agli scritti di Jung sui fenomeni di sincronicità. 
 Per avvicinarsi alla creatività e confrontarsi con l'inconscio, non sa ancora utilizzare le immagini ma solo il pensiero. Legge molto ma non sta mai fermo.
Wilcock gli insegna l'amore per i cani e il mestiere della scrittura con sarcasmo per i luoghi comuni della classe media:
Sai che mi ha detto oggi tua madre al telefono? "Signor Wilcock, mio figlio non mi mangia..." Tu capisci in che guaio ti trovi?

Suo padre Giovanni è un Ispettore Generale delle Finanze. Gli vuole molto bene ma lo soffoca; all'anagrafe gli ha dato tre nomi
(Gianni, Giuseppe, Annibale) corrispondenti a tre suoi familiari (il nonno, il padre, il fratello primogenito)
in conflitto tra di loro: praticamente un nome-gruppo. Una folla. Una follia. Il problema inconscio del padre messo dentro suo figlio.

L'ispettore a casa sua è generoso e attento ma ogni tanto si dissocia e dà di matto. In politica è liberale ma Giovanni e Mirella 
si rifiutano di chiamare loro figlio col nuovo nome Ottavio che lui si è dato da solo, a dieci anni, osservando l'Uomo di Vitruvio.
Il disegno di Leonardo gli dice che un nuovo nome lo può salvere dalla famiglia e che da grande capirà come e perché.

I genitori mettono al mondo anche Gianpaolo tre anni dopo O. Non scrivono libri ma leggono molto.

Secondo un tema di Giannino, i due sono tra le dieci coppie più litigiose del palazzo.

A diciotto anni, turbato da fantasie gay non egosintoniche,  Ottavio è andato a cercare il mitico analista Ernst Bernhard nella sua casa di via Gregoriana  e ha fatto le sue prime quattro sedute di analisi con la vedova Dora Bernhard che gli dice una cosa inquietante:
Non lo sa, ragazzo mio, che un uomo sposato può avere una relazione omosessuale con la moglie?
Rosati onora le sedute con trentamila lire e una rosa che, secondo un biglietto di Dora, resterà fresca per due settimane.  

A vent'anni Ottavio è andato a vivere con la sua dolcissima ragazza
in un vecchio palazzo di via della lungara al di là di Ponte Sisto, a Porta Settimiana.
Scrive sul settimanale Il Mondo (Rizzoli) per cui ha intervistato Aldo Fabrizi, Paolo Poli, Eduardo de Filippo, Carmelo Bene, Marlene Dietrich, Ennio Flaiano e altri.

Il direttore di ArcanA considera O. "esperto nell'arte di frugare le menti" perché
al Festival di Spoleto per Ciao2001 è riuscito a far parlare Ezra Pound che non apre bocca da anni (clicca qui).
Biffi ha organizzato l'incontro romano tra Fernanda Pivano e il giovane fruga-menti, al Grand Hotel Hassler a Trinità dei Monti.
Spera che quel ventenne faccia dimenticare alla Pivano il Club del Nembutal.



L'intervista per ArcanA, Dalla Pivano a Fernanda attraverso la Nandaesce a dicembre su Cia Cook Book
e sfocerà in un'altra intervista assai più lunga sulla controcultura e i movimenti underground, destinata a 
Il Mondo
che però si rifiuterà di pubblicarla perché la Pivano ha una visione dell'America troppo alternativa e complessa per i lettori della rivista.

L'incauto tennista esce dallo Hassler, a sua volta frugato nella mente e nel cuore.
Si è innamorato alla follia della grande scrittrice piena di meraviglie 
che è bella e bionda come sua madre Mirella
ma ha fatto tutto quello che Mirella avrebbe voluto fare se, per occuparsi dei due figli maschi (terribili come Bibì e Bibò del Corriere dei Piccoli)
non avesse dovuto rinunciare a laurearsi in lingue con una tesi su Dickens. Come esigono sua madre Greca e il marito Giovanni.

La presenza del grande Sottsass accanto alla Pivano per Ottavio non costituisce un problema ma un piacere.
Rientra in una fantasia di riparentificazione con una coppia mitica e creativa. Un role playing psicodrammatico non una pulsione freudiana
visto che l'architetto e la scrittrice si sono sposati nel '49: giusto un anno prima della nascita di Ottavio.
Dunque alla perfezione per cambiare storia. Tanto più che STORIA è anagramma di ROSATI.

Quando parla dell'amante spagnola di Sottsass, F. la chiama La puttana di mio marito.
Una delle frasi che F. ripete di continuo come un mantra è: Giuro che, se rinasco, rinasco puttana!
O. lo chiama il Mantrananda.
La Pivano è una donna elegante con un solo difetto di origine complessuale:
non appena una cameriera sexy le passa davanti, dice per scherzo: è una puttana e fa benissimo a esserlo.

Ottavio è convinto che con la filosofia di Bertrand Russell, le teorie di Erich Fromm e il suo amore riuscirà a tirar fuori dalla disperazione questa grande scrittrice
che non dovrebbe rovinarsi gli occhi a piangere solo perché il marito ha una giovane amante spagnola di cui non resterà traccia. 
Per il frugamenti l'infelicità di Fernanda è assurda, straziante, insopportabile. Irragionevole.
Lei deve reagire. Ottavio la aiuterà con tutte le sue forze. Spellbound. Lui la salverà.
Da tutto e tutti. Anche dal senso di colpa che la tormenta per non aver corrisposto all'amore di Cesare Pavese.




1973
A novembre Pivano invita Rosati per il lancio di beat hippie yippie con Piero Verni e Dario Salvatori a Torino
(dove lei lo presenta a Nico Orengo di Einaudi e ad Angelo Pezzana della Hellas) e alla libreria ArcanA di Roma (clicca qui)

                          O. invita F. a venire più spesso a Roma dove parlano per ore di filosofia, politiche culturali.
Quando la Pivano gli domanda chi sono i suoi scrittori preferiti, lui dice G. B. Shaw, B. Russell, Sciascia e Pirandello.
Poi si accorge che nessuno di loro è americano e aggiunge Mark Twain e Conrad.

Fernanda passa ore a insegnare a Ottavio i segreti della scrittura narrativa
e a correggere molte cose sbagliate che gli hanno insegnato al liceo dove ha superato la maturità con dieci in italiano e inglese e zero in matematica e fisica.
Pivano gli spiega la differenza tra una pagina di Faulkner e una di Hemingway
e ascolta le obiezioni più ingenue con la stesso humour con cui le manda all'aria.
O. impara che il personaggio è azione e l'azione è il personaggio. Gliene sarà eternamente grato anche quando capirà che non è sempre così.

Qualche volta Pivano inverte i ruoli facendosi spiegare da Ottavio Freud, Jung, Moreno. Winnicott è lo psicologo che piace di più a tutti e due.
Anni dopo lui capirà il perché:
con Fernanda passa dalla fantasticheria masturbatoria alla possibilità di vivere in modo immaginativo 
uno spazio tra la realtà e la fantasia in cui ciascuno dei due cerca e trova sé stesso e l'altro.
Nonostate la differenza di età, i due sentono forti emozioni e si amano per giochi.
E molti di questi plays mobilitano la realtà del corpo e dell'incontro che sono al centro dello psicodramma di Moreno.



Rosati fa di tutto per ricambiare i doni di Fernanda e le traduce il teatro di Eduardo de Filippo dal napoletano.
La porta al Testaccio a mangiare la minestra d'arzilla e le mostra le meraviglie della Roma barocca e dei suoi angoli segreti.
Davanti ai resti del Tempio di Esculapio all'isola Tiberina, lei si inchina pregando per la Pace nel Mondo
come farà nel 2001 a San Pietro davanti al Baldacchino di Bernini.
E' la prima volta che Ottavio vede piangere Pivano di commozione anziché di tristezza.

Rosati conclude il servizio militare come sottotenente in aereonautica con una nota finale di valutazione che lei trova molto divertente:
...trattasi di soggetto che, sebbene dotato di vasta cultura, si è dimostrato poco adatto alla vita militare.

Quando vede la bibliografia di F., O. resta sconvolto
dalla mole e dalla qualità del suo lavoro. Scopre che da anni lei scrive otto ore al giorno. La ammira e la ama sempre di più.
Quando lei arriva a Roma lui tocca il cielo con un dito:
Fernanda è bella, spiritosa, intelligente, coltissima, emozionante, femminile e musicale. Il trionfo di Afrodite, direbbe Hillman.
In questa fase lei non ha difetti e quelli che ha non contano. Solo a vederla in foto, Ottavio ha un'erezione.

Secondo il barman sono tra le dieci coppie più romantiche della casina Valadier.

Ottavio si sforza il più possibile di comportarsi come uomo adulto e serio perché non sospetta che i suoi vent'anni non sono un difetto ma offrono a Fernanda delle nuove emozioni.
Finché un mattino, mentre fanno colazione in un alberghetto dietro i Fori, si verifica un episodio che sembra uscito da un film di Gigi Proietti:

Un cameriere (senza nessuna scuola alberghiera) si china verso la signora
servendole il the e le bisbiglia in romanesco che poco prima l'ha vista
che scenneva le scale piegata in due, attaccata 'a ringhiera. E' 'na luna de miele, o no?
Poi si gira verso Ottavio ed esclama Bravo, eh! battendogli la mano sulla spalla.
La Pivano, abituata alle cinque stelle del Grand Hotel Hassler, è esterrefatta.
Ottavio dice: Scusa Fernanda, mi scuso per lui.
Lei ride e conclude: Come abbiamo fatto a cadere così in alto...


Fernanda spiega a Ottavio che la letteratura italiana dei suoi tempi era "tutta una fanfaronata"
rispetto a quella americana che invece parlava della RE-AL-TA' QUO-TI-DIA-NA!.
Lui non capisce e protesta che in Italia non c'è solo la prosa lirica di D'annunzio
ma il realismo di Pirandello, Verga, Tommasi di Lampedusa, Rigoni Stern, Sciascia...
per non parlare di Belli, Trilussa e Salvatore di Giacomo. La Pivano finge di dargli ragione.


Ottavio e Fernanda a ventidue anni. Lui nel 1972. Lei nel 1938.

Fernanda regala al sotto-tenente-tennista tutti i suoi libri e le traduzioni di Faulkner, Fitzgerald, Hemingway che O. ha già letto da bambino negli Oscar Mondadori di sua madre. A casa Rosati il nome della Pivano è sempre stato di casa.

A marzo O. presenta F. al suo primo Maestro Spirituale: l'avvocato Silvano Uttinacci,
studioso del Corpus Hermeticum di
Ermete Trismegisto e di Giuliano Kremmerz 
che, dietro una parete scorrevole di uno studio bianco, disegnato da Paolo Tommasi, nasconde un laboratorio di alchimia.

Silvano ha sempre aiutato Ottavio come un padre, incoraggiandolo a fidarsi delle sue doti intuitive e non solo del pensiero altrui.
A suo parere la Pivano arriva come un dono del Cielo.
Prepara un profumo d'ambra per Fernanda e la invita a non privare quel ragazzo dell'occasione che il destino offre a entrambi. 
Per celebrare "le nozze mistiche" il Maestro consegna a Rosati e Pivano due piastrine quadrate di Rame e Ferro con la sua benedizione. In futuro Fernanda dirà a Ottavio:
per sedurmi mi hai portato perfino dal tuo mago!

Durante un rito improvvisato al Fontanone del Gianicolo (dove nel 2001 Ottavio girerà la scena Mani del docufilm Generazioni d'amore)
i due immergono i piedi nella fontana, poi Fernanda infila le piastrine di metallo dentro due sacchetti di velluto cuciti da sua madre Mary che ha sempre detestato Sottsass.
In quel momento, sotto il monumento a Garibaldi, esplode il rituale colpo di cannone di mezzogiorno. Fernanda sobbalza stupefatta e dice:
Ma come ha fatto Silvano?

F. regala a O. una pesante sfera di cristallo.
Lui crede che sia un simbolo junghiano del Sé ma F. gli spiega che è un semplice presse papier di Venini.
O. dice "Ah, ecco!" ma in realtà non sa cosa sia un presse papier. Comunque sia, quel fermacarte diventa il suo simbolo di totalità.
E' solo la prima delle tante cose reali che O, scoprirà grazie a F. come:
i corrieri, l'Eco della Stampa, le matite 4B, le piante di ibisco, le acque minerali che costano più del vino...



Nelle centinaia di viaggi in auto Ottavio, tra baci e abbracci, le offre serenate caloriche del Mediterraneo
a base di monologhi 
di Totò ed Eduardo e canzonissime come Granada di Claudio Villa
che Nanda non ha mai sentito e con cui si diverte un mondo.
Anche perché Rosati scoppia a ridere negli acuti e resta senza fiato.

Ottavio non ha ancora esperienza clinica e non dispone di grossi riferimenti teorici,
però intuisce che la vera causa della sofferenza della Pivano non è il tradimento del marito ma un nucleo persecutorio inconscio.
Un oggetto interno, un Alien occulto che la invidia, la tormenta e rischia di distruggere la sua parte creativa e vitale.

Molti anni dopo, Rosati metterà a fuoco questa sua intuizione scoprendo il modello teorico de La Madre Morta di André Green:
inconsciamente F. ha interiorizzato la rigidità vittoriana del padre Riccardo banchiere e la lamentosità della madre Mary
che piange sempre perché non vorrebbe vivere lontano dalla figlia adorata.
F. si sente perseguitata dall'infelicità di Mary. Quando si sfoga con O. lui la rassicura come può e lei torna a sorridere.

F. viene a Roma sempre più spesso, anche due volte in una settimana.
A capodanno Maria Signorelli (la Regina dei Burattini) li invita a pranzo nella sua casa-museo di via Corsini
dove Fernanda incontra il coreografo Aurelio Millos, Paolo Tommasi e Lina Wertmuller
e scopre i carciofi alla giudia cucinati da Romolo che per trent'anni sarà il suo ristorante quotidiano.

Quando la Pivano torna a Milano, Ottavio si incupisce o si ammala. Resta senza saliva.
Un giorno che lui ha la febbre alta ed è solo, lei gli manda un pacco espresso che sembra A Casciaforte di Carosone:
dall'edizione americana di The Old Man And The Sea alle sue foto di ragazza, 
dal cioccolato del Sant Ambroeus alla sua bibliografia, dall'aspirina alle uova.
E aggiunge i due numeri di Pianeta Fresco l'introvabile rivista underground con i disegni di Sottsass,
Pivano direttore responsabile e Allen Ginsberg direttore irresponsabile.
Quando Ottavio sfoglia Pianeta Fresco, la febbre gli passa subito.

Quaranta anni dopo, Ottavio ipotizzerà che sul piano inconscio
due pianeti freschi usciti dalla coppia corrispondono ai due giovani figli/amanti della coppia: 
una femmina per lui, un maschio per lei.




Pivano e Rosati si telefonano mattina, pomeriggio, sera. Ogni giorno. Per anni. Prima dell'avvento dei cellulari.
Ma non si tratta solo di gioco e di attrazione erotica. Emerge una strana dinamica sul piano delle emozioni.
Per dirla nei termini di Jaak Pankseppil sistema neurologico Panico/Angoscia da separazione della scrittrice,
col suo bisogno vitale di attaccamento a una figura protettiva,
attiva nel ragazzo innamorato il sistema di
Amore-protezione che lo spinge a darle la massima copertura affettiva.

Dal punto di vista emotivo "il frugamenti" diventa il caregiver di Nanda, cosa che impressiona tutti.
Ad esempio, quando Ottavio è in viaggio per lavoro, scende dal treno, la chiama col telefono a gettoni e risale di corsa.
Fernanda lo chiama anche in piena notte e lui la tranquilizza. Farla felice è la prima cosa e lo fa sentire un eroe forte e virile 
perché O. può dare a lei quello che non ha mai potuto dare a sua madre che ha rinunciato a lavorare per fare la casalinga.
Non a caso, in tre decenni, Rosati prepara migliaia di tazze di the mentre Pivano, una sola volta, sbatte per lui le uova di uno zabaione al caffè. Solo per fargli bissare un gioco ben riuscito.

Ogni tanto lei fa un lapsus e lo chiama Ettorino, finché Ottavio fa un sogno freudiano con la musica de L'Elisir d'Amore
in cui afferra un megafono e grida: Adesso basta! Telefona a tuo marito e chiamalo Ottaviuccio!

Quando Fernanda dice che il tradimento di Sottsass le ha rovinato la vita, Rosati minimizza il problema:
Sciocchezze! In fondo è la stessa cosa che fai tu con me. Un matrimonio senza amanti non si regge in piedi.
E poi, hai sposato un genio non un geometra! Che importa se ti tradisce?
 Voi siete una coppia a statuto speciale.
Non siete mica iscritti all'Opus Dei. Siete gli amici italiani di Kerouac, Ginsberg e Corso...



Rosati costringe Pivano a leggere Psicologia e alchimia di Jung ma lei (non essendo un tipo di pensiero introverso) non ne resta entusiasta come lui sperava. 
Quando la Pivano va in Svizzera per incontrare Thimoty Leary, ricercato dall'Interpol, Ottavio si fa promettere che non prenderà nemmeno una goccia di LSD. Poi le manda un telegramma

STAI ATTENTA - STOP - TORNA PRESTO - STOP - RICORDATI CHE HAI GIURATO - STOP - PUNTO ESCLAMATIVO - STOP -

O. da psicologo in erba si preoccupa di tenere d'occhio i complessi suoi e della Pivano:
per anni batterà a macchina scrupolosamente tutti i sogni dove compare F. e cerca di analizzarli.
Non a caso uno degli amici di Fernanda con cui O. va più d'accordo è l'artista concettuale Luca Patella.
F. dice a tutti, ridendo:
Ottavio in realtà è un uomo viscerale che si traveste da fanatico cool.



Rosati entra in analisi con Aldo Carotenuto (capofila del movimento junghiano in Italia)
che generosamente gli propone di pagargli le sedute in futuro quando comincerai a guadagnare... sta tranquillo.
O. lo riferisce alla Pivano che lo abbraccia e dice:
Oh, tesoro, questo è l'inizio di una grande professione. Dio ti benedica!
Grazie all'affetto e all'esempio della scrittrice e dell'analista, Ottavio trova finalmente il tipo di rispecchiamento 
che ha sempre cercato. In 
futuro sarà felice quando riuscirà a dare a ragazzi e ragazze in cerca d'autore, lo stesso aiuto che ha ricevuto da Carotenuto.

I primi regali che Fernanda fa a Ottavio (
dei biglietti da visita e un temperamatite di ottone)
sono significativamente piccoli, preziosi e chiusi in un astuccio di pelle.
Nonostante il suo fascino e il suo lavoro sui beat, i figli dei fiori e la controcultura americana,
la Pivano si rivela una signora astemia e quasi incorporea, assai diversa dai suoi eroi. Alcune esperienze che fa alla kasbah con Ottavio costituiscono per lei una novità assoluta.
Nel suo CervelloMente (direbbe il neuropsicologo Panksepp) si scoprono linee metropolitanee in attesa di inaugurazione.
Dal punto di vista dello psicodramma si potrebbe parlare di giochi di warming up o di rodaggio della Spontaneità, fuori dall'astuccio di pelle.

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In quella che trent'anni dopo, nei Diari della Pivano del 2008 verrà definita come "La farsa Roma-Barcellona",
(in cui Sottsass e Pivano pattuiscono di passare i week end in città diverse)
Fernanda continua a fare grandi viaggi all'estero con Ettore che per lei sono vitali come l'ossigeno.
Ottavio è così felice della felicità di lei che non si rende conto di soffrire di angoscia di separazione.
 
Intanto vive piccole storie coetanee che sul piano degli affetti lasciano a Fernanda l'importanza centrale.

In autunno F. prende in affitto insieme a O. l'appartamento n.20 nel vecchio palazzo di Trastevere,
(dove O. ha già abitato da solo all'interno 18)
e dove, durante i soggiorni romani di F., abiteranno insieme per trent'anni.
E' la casa che Pivano descriverà in tante interviste e nel romanzo La mia Kasbah. 
A Natale organizzano alla kasbah una grande festa intorno a un venditore di caldarroste e a un piccolo cedro del libano
coperto di collanine beat fatte da Nanda per gli amici.
Ottavio pianterà l'albero nel giardino dove diventerà più alto del palazzo di via Garibaldi,  uno de
gli l'alberi più grandi di Trastevere. 

F. racconta a O. che qualcuno manda a Sottsass delle lettere anonime che lo avvertono Tua moglie è una puttana. Al tempo stesso F. riceve delle telefonate dove qualcuno sibila che suo marito la tradisceOttavio cerca di scherzare su questo girotondo tra Schnitzler e Feydeau e strappa alla Pivano qualche risata.

O. porta F. al suo circolo del tennis, alla processione della Madonna Fiumarola sul Tevere
e a Campo de' Fiori che la entusiasma perché i profumi del mercato e delle botteghe le ricordano la sua Genova.
Un giorno di primavera si toccano le mani in pubblico e si baciano sotto il monumento a Giordano Bruno mentre svolazzano i gabbiani e girano i turisti.
Ma come Trombolino? Un bacio in piazza... E se ci vedono? Che vergogna!
Veramente terribile, risponde lui, scopriranno che non sei fatta di carta ma di carne. Come i gatti, le rondini e gli esseri umani!

Nello stesso punto di Campo de Fiori molti anni dopo (nel 2017) Rosati condurrà 
(con l'accompagnamento musicale del "Ponentino Trio") per l'Ordine degli Psicologi, il socioplay 'L'Amore in Piazza',
dove racconterà un suo sogno ricorrente sulla vergogna paralizzante,
uno stato della mente che affligge più i critici e gli psicologi che gli scrittori e i teatranti.

Si ritrova a San Pietro o nella platea del Teatro alla Scala o all'Accademia dei Lincei su una poltrona di velluto
e si sente a disagio come quando da piccolo lo piazzavano in cucina sul vasino 
dove restava bloccato dalla vergogna per ore come il tappo di se stesso. Senza il coraggio di farla fuori.
In questi sogni Ottavio spesso è in smoking con un papillon di carta igienica.

Con L'Amore in Piazza, lo psicodrammatista, oltre a liberare i contenuti degli altri,
realizza un corpo a corpo coi passanti e tira fuori anche i suoi oggetti interni (il Bastone Freudiano e il Cappello-Vasetto) senza nessuna vergogna. 
Se il tempo esiste, sono passati 44 anni dalla crisi di imbarazzo di Fernanda Pivano, Madonna dei Beat, e Ottavio sta performando on the road con gli allievi di Ipod Plays
che interagiscono coi passanti, li fermano e, giocando giocando, li toccano.
Oppure tutto avviene nello stesso momento e i gabbiani che svolazzano sulla piazza sono gli stessi.
Decida il lettore.

A Roma O. porta F. al Teatro Quirino e all'Eliseo a vedere Pirandello intepretato da Romolo Valli e Eduardo de Filippo.
Quando Rosati dice che il monologo delle tre corde di Ciampa nel Berretto a sonagli è degno di Shakespeare
e molto più profondo di Kerouac litigano per la prima volta. E litigano tutta la sera.

Fernanda si diverte e gira tra le bancarelle della Festa de' Noantri a viale Trastevere.
Da antropologa partecipante come Margareth Mead, la Pivano mangia la porchetta, beve un goccio di vino e le gira subito la testa perché, a differenza di tutti i suoi scrittori, da Fitzgerald a Bukowsky, non regge l'alcool.



Sotto Natale, O. la porta a spasso intorno alle fontane di piazza Navona che appaiono nei titoli di coda di Generazioni d'Amore dove Fernanda canterà la canzone Domo Dozo col suo testola musica della PFM.



F. dichiara a tutti che Milano è la città dove si lavora e guadagna e Roma la città dove si vive e si spende.
Pivano e Rosati discutono continuamente perché lui, più si innamora, più diventa polemico.

A maggio O. invita F. al Convegno Internazionale Jung e la cultura europea (con relatori provenienti da Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Svizzera)
e le presenta Carotenuto che già conosceva la Pivano per fama. I due si piacciono molto.

Una sera che F. e O. hanno parcheggiato a Santa Maria in Trastevere, Pivano
lascia in auto una borsa col manoscritto del suo nuovo libro Cronache del Nuovo Sesso 
sulla rivoluzione dei costumi sessuali in America e nel mondo.
Stranamente la sua dattilografa Leonora non ha fatto nessuna copia del libro che Fernanda ha portato a Roma
per consegnarlo alla casa editrice Einaudi a via Gregoriana.
Un ladro apre il portabagagli e ruba la borsa col libro. Tragedia.



Il giorno dopo, una donna telefona all'hotel Hassler (non si sa perché) chiedendo come riscatto di fare una donazione a un orfanotrofio.
O. e F. ne fanno tre in tre orfanotrofi ma il manoscritto non torna indietro: 
 Cronache del Nuovo Sesso sono sparite nel nulla. Ritrovarlo oggi sarebbe un colpo editoriale.

Freud direbbe che l'atto mancato di Fernanda nasce dal suo senso di colpa per essere passata
da un rispettabile Pathos melanconico a imbarazzanti esperienze di Eros e Himeros.
E soprattutto (direbbe Jung) di Anteros con tutte le sue contraddizioni,
visto che nei miti Anteros a volte collabora alle generazioni d'amore e a volte strappa al fratello Eros le penne.



Il giovane frugamenti stavolta non consola la Pivano ma si arrabbia per la perdita del libro
accusando Fernanda di aver fatto un atto mancato, qualcosa tra un aborto e un infanticidio.
Lei ci resta male e Ottavio corre fuori a prenderle un fiore e, siccome non ha soldi, lo strappa dall'Orto Botanico.
F. lo accarezza e gli dice: 
Che bella rosa, Trombolino, grazie! Ma ricordati che non devi spendere di meno. Devi guadagnare di più.

Per O. la frase è uno shock che segna il passaggio da un'etica monetaria cattolica a un'etica protestante a lui ignota:
I Rosati contano un prozio filantropo con un fratello francescano e una sorella missionaria.
Il padre della Pivano invece era un grosso banchiere, rovinato dal fascismo e dalla guerra.

Fernanda e Ottavio diventano amici di Gianfranco Draghi, intellettuale fiorentino, artista e analista junghiano allievo di Bernhard
e passano una settimana di vacanze nudiste a Positano col suo gruppo di allievi
e le due mogli di Draghi di cui una, bellissima, è figlia di Konrad Lorenz.

Nella casa di Trastevere O. organizza i primi gruppi di psicodramma da cui nasceranno
la rivista e la scuola romana di psicodramma
mentre F. e O. ospitano amici scrittori, da Ginsberg e Corso fino a Erica Jong, Michael Mc Clure e Jay Mc Inerney.
Nanda suona il pianoforte, lavora, piange, sorride, si lascia coprire di premure e, ogni tanto, recita il suo Mantrananda:
Giuro che se rinasco, rinasco puttana.

Grazie all'affetto dei nuovi amici romani, F. un po' alla volta diventa un nuovo tesoro nazional-rionale di una Trastevere
che è ancora popolare e non radical chic. Quando esce di casa i negozianti e le vecchie contrabbandiere di sigarette seguono il suo percorso badando che nessuno la disturbi.

Al ristorante Romolo la signora Marisa le riserva il tavolo dove mangiava Trilussa. 
Alla Kasbah, Tito Schipa jr. e Adriana Ruvolo, organizzano per Nanda Grandi Feste Fitzgeraldiane.
Pivano riceve continuamente inviti di ogni genere. Dice: A Roma non faccio la Dolce Vita ma una Vita Dolce sì.

A leggerla dal punto di vista dei circuiti emotivi di base, direbbe Panksepp che,
oltre a quello della Sessualità, sono implicati i sistemi sottocorticali della Ricerca, della Cura e del Gioco
che concorrono tutti al Rischio della Felicità. Il vero oggetto di censura della Pivano, la sua vergogna, sarà questo:
aver trovato la Felicità oltre alla Sessualità.

O. porta avanti il suo primo training alla SEPT di Parigi con gli analisti lacaniani Gennie e Paul Lemoine.
Lo chiamano psicodramma analitico ed è più intellettuale che intelligente essendo privo di corporeità e di immaginazione.
Rosati comincia a collaborare a Rai radio3 e alla Rivista di Psicologia Analitica.




Al ritorno da un lungo viaggio in Giappone con Sottsass, F. porta in regalo a O. una maschera Ko-omote del Teatro nō
che è la versione tridimensionale di quella che compare sul Bulletin della SEPT dei Lemoine.
Rosati vede nel dono di Fernanda la premonizione di uno psicodramma più vitale e creativo di quello analitico.
Comincia a capire che esistono molti generi di psicodramma.

L'anno si conclude con una lettera di Silvano Uttinacci che, vedendo i nuovi interessi di psicoanalisi e psicodramma di Ottavio, lo saluta: 
Il tuo percorso è diverso ormai...


1974
O. è sempre più entusiasta di Fernanda, del loro incontro e della vita in generale. Accanto a lei ogni cosa zampilla bellezza ed entusiasmo.

A settembre Fernanda racconta a Ottavio un sogno che fa coppia con quello del megafono:
Ho sognato che mi ordinavi di andare con mio marito. Io ci vado con orrore, poi, accarezzandolo, gli dico Ottavio! 
Sottsass si infuria. 

La complessualità Edipica di Ottavio prende una piega atipica secondo il modello classico di Freud:  
molti anni dopo, elaborando la situazione con l'analista freudiano Claudio Modigliani
continuerà a dire che nel suo inconscio Sottsass non si è mai configurato come un Rivale da Soppiantare
ma come un Ideale dell'Io, un modello di creatività e un Alleato per salvare la vita di Fernanda.

Vuol dire che Lei si sentiva "un collaboratore" del marito?
Proprio così: il salvataggio di Fernanda per me è stato come un film realizzato in coproduzione. 
Ah ecco... quindi Ottavio non era un terzo incomodo. Sarebbe uno di casa...
Certamente. Lei, professore, sa poco dello psicodramma. Ma vede... il mio Edipo ha dei lati strani 
come la libreria Carlton di Sottsass
Di cosa sta parlando?
E' una libreria capolavoro, coi fianchi obliqui. Sembra un uomo con le braccia alzate. 
Ma questa analogia, dottore, non fa di Lei un architetto. Un complesso coi fianchi obliqui non è un'opera d'arte.
Il complesso certamente no. Ma il racconto del complesso magari sì.
E in che consisterebbe questo racconto?
In opere di Plays ovviamente.

Una volta che a Milano Rosati incontra Sottsass sull'ascensore, nella casa di via Manzoni
con dodici porte finestre sul parco, 
sono entrambi in imbarazzo ma si stringono la mano: 
Lei è Sottsass, vero? - Lei è Rosati? - Molto piacere, come sta?... - Chi, io o Fernanda?...


F. insiste perché O. faccia un complicato oroscopo con uno dei primi computer in circolazione.
In cambio accetta di compilare alcuni test, come il TCFS di Sacks, (fatto di frasi da completare).
Ma nella riga dove dovrebbe indicare l'età, F. scrive scherzosamente maleducato!



O. insiste perché Fernanda entri in analisi e lei a Milano va dalla junghiana Silvia Montefoschi.
Non troppo volentieri.

 

Rosati e Carotenuto invitano Pivano a collaborare al numero della Rivista di Psicologia Analitica dedicato al tema Psicologia e Società
per cui lei scrive l'articolo 'Denaro e jeans, potere e fiori'.
Nello stesso numero O. pubblica 'Cronometro, Pendola, Prassi',
una conversazione sul tempo con il parapsicologo olandese Wilhelm Tenhaeff. 

Mentre Pivano pubblica con Feltrinelli Poesia degli Ultimi Americani, Rosati inizia a 
condurre dei gruppi di psicodramma alla Libreria del Teatro di Roma.

Lavora anche come psicologo scolastico con l'Ente per la Protezione morale del Fanciullo 
nelle classi differenziali di paesini di campagna intorno a Padova,
dove lo pagano pochissimo e in ritardo e dove due maestre contadin-baffute gli dicono che è "un uomo cattivo"
solo perché osa proporre un corso 
sull'educazione sessuale dei bambini.


Una sera Fernanda gli fa una sorpresa; parte da Milano con un'autista e viene a trovarlo a Padova.

Lui la porta a cena al Gran Caffè Pedrocchi dove per una sogliola al burro spende quasi tutto quello che ha in tasca
ed è costretto a chiederle in prestito qualche lira per il biglietto di ritorno a Roma
(all'epoca gli psicologi scolastici devono anticipare le spese all'Ente Morale).
Quando Pivano scopre quanto lo pagano, scoppia a ridere e gli dice: 
Da ragazza anche io andavo a insegnare col treno-merci per il bestiame, Trombolino, però la guerra è finita... svegliati!

O. si licenzia da Padova e trova subito un lavoro simile, a Roma Trastevere dove gli danno carta bianca e gli offrono un compenso molto più alto. 
Con i primi guadagni riempie il terrazzo della Kasbah di ibischi giganti. 
Con gli anni le piante diverranno così grandi che Pivano le donerà all'orto botanico a via Corsini dove diventano amici del capo giardiniere
e dove Rosati organizza con la Facoltà di Biologia uno psicoplay in cui i pazienti danno voce ai fiori.

Un pomeriggio che Rosati e Pivano restano chiusi dentro l'Orto, lui la convince che l'unico modo per uscire è scavalcare il cancello dal lato sul Gianicolo e, tra un urlo e un lamento, finalmente anche lei ci riesce, strappandosi un po' il vestito.
Alla fine arriva un vigile a chiedere:
Tutto bene, signora? Le stanno dando fastidio? Conosce questo ragazzo?
Sì, grazie. E' il mio analista.

"Un giorno, tesoro, devi scrivere un libro con queste avventure," dice Fernanda a Ottavio. "Ti serve un agente: prova con Erich Linder. Anche se è un filibustiere..."

Muore in America Jacob Levi Moreno, il padre dello psicodramma e della terapia di gruppo
chiedendo ai suoi allievi di essere ricordato come l'uomo che ha introdotto lo humour in psichiatria.
Per Ottavio è un dolore come quello per la morte di Totò e Bertrand Russell.

Dopo la scomparsa di Moreno, O. fa un sogno ricorrente in cui lo vede dirigere come un coreografo
un balletto psicodrammatico di danzatori vestiti di lana bianca che sembrano capre.
Il sogno si ripete per mesi, poi si dirada e sparisce nell'inconscio da cui è emerso.

Venti anni dopo a Londra, mentre dirige un incontro sullo psicodramma e le costellazioni familiari,
Ottavio si meraviglia di ritrovare le immagini del sogno del 1974 nel balletto 'Swan Lake' di Matthew Bourne, tratto dal Lago dei cigni di Čajkovskij e citato nel finale del film Billy Elliot  dove Adam Cooper interpreta Billy da adulto.
Emerge così una spiegazione del sogno:
la rivoluzione di Moreno, a differenza di quanto accade in psicoanalisi,
passa per la liberazione del corpo (la danza) e mira allo svincolo dai legami della famiglia originaria (Billy Elliot).
A ben vedere, le capre di questo coming out artistico sono cigni.
Ben presto saranno dei Teti: Pappagalli terapeutici.


1975
L'analisi di Fernanda con Silvia Montefoschi non produce grandi risultati, anzi sfocia in polemiche transferali sulla sua mancanza di femminismo della Pivano che raggiungono toni offensivi.

Dopo averle fatto un test di tipologia junghiana, O. suggerisce a F. di rivolgersi a Carotenuto
con cui lei si prende e farà degli incontri saltuari ma efficaci.

Facebook non esiste ancora ma Fernanda e Ottavio decidono di fare un nuovo genere di rete epistolare:
scrivono i sogni relativi al loro rapporto e li condividono con gli amici che li vogliono leggere.
(Da Milano - Da Berlino)

Nei sogni di Fernanda e Ottavio emergono le implicazioni profonde del loro para-psicodramma a 360°.
Quando è in viaggio con Sottsass, F. manda i suoi sogni a O. per posta.
Per tutto l'anno Ottavio porta la Pivano al Parco Nazionale d'Abruzzo a respirare il cielo stellato e ad avvistare orsi, lupi e camosci.
In autunno si fermano alla città natale di O., Sulmona dove lei acquista rametti di confetti colorati da regalare agli amici e resta incantata dalle architetture medievali. Una sera scoprono dietro l'acquedotto romano un artigiano che fa amache di corda. 

Fernanda dice che sono belle come strumenti musicali e che bisogna suonarne una subito. 
La mattina dopo, mentre la legano a due faggi della camosciara, spunta fuori una volpe che si ferma e li fissa.
Sembra quasi che stia per parlare. Come in una favola. Fernanda è emozionata quasi impaurita.

Nei Diari della Pivano invece la storia dell'amaca diventa una banalità da Touring Club perché qualcuno (forse Fernanda stessa) taglia tutto ciò che la rende poetica.
 



1976
Mentre si conclude la storia d'amore di Sottsass con la ragazza spagnola che Ettore descriverà a 360 gradi nel libro Scritto di notte del 2010,

il legame tra F. e O. diventa sempre più importante anche se la Pivano milanese, con un meccanismo di scissione, talvolta nega la sua vita a Roma.
Oppure la minimizza, secondo i contesti e i momenti. Con perizia narrativa.

Quando è a Roma Fernanda è orgogliosa di presentare Rosati ai suoi amici e non perde l'occasione per lodarlo e per dargli la battuta
con uno stile e una freschezza che Ottavio non ha mai incontrato prima in nessuna donna.

A leggerla con più simpatia che irritazione, la dichiarazione della Pivano:
Io sono rimasta fedele a mio marito per tutta la vita,
deriva dalla mente magico-onnipotente in cui ci si illude di inventare la realtà in cui viviamo. Più che una bugia, sembra una parziale verità.



E' il punto di vista di una delle quattro identità che fino agli anni 2000 vivranno in Fernanda Pivano.
Una accanto all'altra, tutte capaci di amore: per il suo lavoro, per suo marito, per il suo ragazzo e per la sua immagine pubblica.
Tutte vere. Tutte parti di un tutto. Come i petali di un suo quadrifoglio simile a un mandala quadripartito. Armonico e ben strutturato.

Per quel che riguarda il petalo della vita intima, il fascino e la potenza della "proesia" (un cocktail di prosa e poesia) di Fernanda
nei libri e persino nelle dediche ai libri, capitalizzano su quelle dimensioni della malinconia, dello struggimento e di quel rimpianto crepuscolare che Jung attribuisce all'archetipo di Anima.
Fernanda la conosce bene nella letteratura americana e nella musica e sa come celebrarla alla kasbah.

Ottavio ne resta affascinato e si difende facendo ricorso a commenti teorici
di cui, per bocca di Fernanda, Anima si prende gioco:

Caro Ottavio - i tempi degli oggetti d'avorio sono finiti - sono finiti anche i tempi degli ibischi?

Resteranno i tempi dei meccanismi di difesa e del ritiro delle proiezioni e tutto il resto -
a te interessano di più - e a me? Nanda 1976

Mentre la finzione delle Maschere Nude si combina al gioco di ruolo dello psicodramma,
Ottavio diventa amico di famiglia dei Pirandello, grazie all'avvocato Pier Luigi, nipote di Luigi e figlio del pittore Fausto Pirandello,
con cui fino al 2002 realizzerà diversi sociodrammi sulla famiglia e sul teatro dell'autore dei Sei personaggi.

Il critico d'arte Barbara Radice (seconda moglie di Sottsass) nel libro Perché Morte non ci separi (Electa, 2017)
racconta che una sera del 1976, a Venezia,
davanti a lei, a Sottsass e a Vittorio Gregotti (presidente della Biennale Arte), la Pivano dichiara, nel panico generale: 
Sai, Vittorio, da quando Ettore va con le puttane io sono costretta ad andare coi ragazzini (Clicca qui)

Tra case editrici, psicoanalisi e campi di tennis, Ottavio non sa di giocare in un Giuoco delle parti 
dove l'immagine di ragazzino 
(dalle parti del Duomo) occulta i suoi ruoli di ragazzo e di uomo (dalle parti del Colosseo).
Un po' come faceva alla kasbah il pittore Lorenzo Tornabuoni che quando tornava dall'edicola,
da vero snob, nascondeva Panorama dentro le riviste porno gay perché si vergognava di leggere un settimanale che separava i fatti dalle opinioni.
Ciò che la Pivano nasconde dietro l'immagine del ragazzino non è la sua tardiva scoperta del sesso ma quella degli affetti, dei discorsi e dei tanti gesti che la tengono in vita.

Dopo aver lavorato come redattore per la Rivista di Psicologia Analitica, Rosati fonda Atti dello Psicodramma (Ubaldini)
dedicato "allo psicodramma analitico e allo studio dell'inconscio nel teatro".
La Pivano fa parte del comitato di redazione con Italo Moscati, Arturo Schwarz, Rodolfo Wilcock  
e collabora con articoli sullo psicodramma e il Nuovo Teatro di America (clicca qui).

O. chiama Pablo Echaurren come disegnatore della rivista
che esce in collaborazione col Bulletin de la SEPT, Revue du Psychodrame Freudien.
ADP offre riassunti degli articoli in quattro lingue e ottiene le prime recensioni.
Ottavio inizia una corrispondenza con Zerka Toeman Moreno, direttrice del Moreno Institute, ma non osa ancora invitarla a collaborare perché, dal punto di vista dei parigini, lo psicodramma di Moreno è un'eresia.

O. si carica di tutti i ruoli, da quello di redattore e amministratore a quello di correttore di bozze e fattorino.
Un giorno che parla del suo stress, l'editore Mario Ubaldini, che lo tratta da amico, gli risponde:

Ottavio, fatica e non ti lamentare. Senza questa rivista tu non sei nessuno. Fattelo spiegare dalla Pivano. E adesso andiamo a farci un giro in Maserati.




1977
Rosati vorrebbe avere un pappagallo da spalla ma non può ancora permetterselo.
Così, durante un viaggio Sottsass-Pivano in America, raccoglie sotto la Porta Alchemica di Piazza Vittorio dei gattini abbandonati e Luis, un ragazzo austriaco affamato, confuso e ridotto a vivere sotto un ponte dove una vecchia prostituta lo sfama e gli lava i vestiti.

Il ragazzo si attacca a Ottavio al punto che, in estate, a Firenze, scende dal treno con cui ritorna a Vienna 
e lo rintraccia alla casa al mare dei Rosati dove O. lo fa dormire nella sua automobile per non disturbare i genitori:

E adesso quel biondino lì chi sarebbe? Non bastava la Pivano?
Niente niente, tu fossi omosessuale? Sarebbe meglio che fossi morto! (clicca qui)
Comunque fallo entrare a farsi una doccia e mangiare qualcosa di caldo. 
Povero ragazzo, che sono giorni che gli porti i panini di nascosto!
A chi credi di farci fessi? 
Che figura ci fai fare? Ci vuoi proprio mettere a cavallo di un ciuccio...

Questo festival di doppi legami raggiunge l'apice quando Ottavio esce un attimo e sua madre dice al ragazzo:
Stai attento che Gianni è pericoloso.

Dopo qualche mese di amicizia e psicodrammi, Luis si ricorderà che il suo vero nome è Leo,

ritroverà alla stazione una valigia coi suoi documenti e tornerà finalmente dalla madre a Vienna
dove sposerà una gallerista d'arte studiosa di Escher con la quale farà fortuna. 
I due, anche da ricchi, resteranno negli anni grandi amici di 
Ottavio.



Questa storia incrocia quella della scuola di psicodramma nello spazio e nel tempo 
e, 34 anni dopo, culmina in una 
sincronicità tra Roma e Vienna:
dopo un'estate passata in varie città europee girando dei video per Cacatoa (un film comico sui pappagalli), 
Leo e Ottavio tornano nelle loro città e alle loro occupazioni. 
Rosati aspetta con ansia e stress il riconoscimento del MIUR per la sua Scuola di Psicodramma che è stato già rifiutato due volte da una commissione che di psicodramma è competente come lui lo è dei ministeri.
Leo, grazie a un detective privato, ha scoperto chi è il suo vero genitore biologico che lo ha respinto da bambino ma non ha il coraggio di incontrarlo:
l'uomo ha una nuova famiglia e abita nella strada di Vienna dove Jacob Levi Moreno aprì il suo Stegreiftheater negli anni Venti.
Insomma Leo e Ottavio sono entrambi in attesa di un riconoscimento.
Un giorno che decide di presentarsi al genitore, Leo resta paralizzato dall'ansia davanti alla casa e chiama Rosati a Roma:
Ottavio sta andando a casa in bicicletta ma lo segue col cellulare e lo incoraggia, passo per passo, a salire le scale fino al pianerottolo e suonare il campanello.

Nel momento in cui a Vienna il padre di Leo apre la porta al figlio abbandonato da bambino, Ottavio alla Kasbah trova la lettera del MiUR che finalmente autorizza l'apertura della scuola IPOD PLAYS. 

Tutto questo accadrà nel 2008, un anno prima della morte della Pivano. 

Grazie ai primi proventi del suo lavoro clinico, O. può finalmente andare con F. a Londra e a Parigi.
A Roma O. inizia a creare per F. quelli che chiama gioielli alternativi montando in rame radici di agata con emulsioni di quarzo. F. li lascia nell'armadio di Roma mentre porta su e giù i capolavori d'oro creati per lei da Sottsass e Arnaldo Pomodoro
Però quelli fossili li indossa spesso e dice a tutti con orgoglio che glieli ha fatti Ottavio in collaborazione col tempo.

Alla fine di agosto O. porta Fernanda  
al VII Congresso Internazionale di Psicologia Analitica tenuto a Roma nei locali del CNR
sul tema "Oggi Jung".



La sera, prima di un concerto a Santa Cecilia, entra nel chiostro la mitica Marie-Louise Von Franz 
(una delle analiste più geniali e peggio vestite/pettinate d'Europa) tra due domenicani alti e belli come angeli.
Ottavio è emozionato. Gli sembra che lei sia perplessa a vedere un ragazzo sotto braccio a un'elegantissima signora.
Nel timore paranoico che Von Franz disapprovi la loro differenza di età, decide di prenderla di petto.
Si avvicina. Le fa un baciamano alla siciliana e le propone un'intervista per Rai radio3 sul rapporto tra immaginazione attiva e psicodramma. Von Franz sorride e accetta. 



La sera dopo Rosati sarà incaricato da Carotenuto di portarla in auto a casa sua insieme a un paio di altri grossi junghiani e Ottavio per la fretta farà una conversione contromano su via Nomentana.
Quando Michael Fordham osserva: But it is forbidden! e Ottavio napoletanamente risponde: Forbidden but possible,
vanno tutti in visibilio e Marie-Louise conclude: Here it is the Italian puer!

Come mostra l'intervista girata da Francoise Selhover nel 1982, Von Franz è un genio del pensiero introverso. Per molti versi è l'Ombra di Fernanda, il suo controtipo psicologico.
Ottavio nel 1977 ignora che lei vive nella torre di Bollingen insieme alla sua compagna Barbara Hannah
 (24 anni più grande di lei) con l'incoraggiamento di Jung.

Da quel convegno romano in poi O. fantasticherà che, in caso di necessità, mentre fa jogging al Gianicolo
può collegarsi in Svizzera alla più grande allieva di Jung abbracciando il tronco di un albero
e parlarle attraverso le fronde-antenne mosse dal vento. Ricevendo sempre ottimi consigli e interpretazioni.



Ovviamente si rende conto che si tratta di una sua follia arborea. 
Tuttavia questa immaginazione attiva lo tranquillizza e continuerà a farla anche dopo la morte della Von Franz.
L'autodramma dell'albero (intervallato da un paio di vere sedute) non lo ha mai deluso. Nella crisi del quarto decennio gli salverà la vita.

Il giorno dopo, a cena da Carotenuto, O. avvicina James Hillman di cui ha appena recensito due libri alla radio
e gli presenta la Pivano. 
Lei parla dei Figli dei Fiori e Hillman le spiega l'archetipo del Puer Aeternus.
La mattina dopo Ottavio aiuta Fernanda a preparare l'intervista 'In quel Beat c'è un fanciullino' che escirà a settembre su Il Messaggero di Roma.



Poco dopo Fernanda gli dice che un giornalista napoletano barbuto e cicciottello,
una sera che Rosati era fuori Roma, si è presentato da lei alla Kasbah con una ciambella di babà
e quando lei gli ha restituito la ciambella, le è saltato addosso
gridando Non è questo il buco che voglio (l'episodio è riportato in forma soft anche nei Diari).

Ottavio lo va a cercare in redazione per sbattergli in faccia un serie di babà-bombe a mano e
subito dopo la Pivano passa al Corriere della Sera con un "Articolo 2" (contratto di collaboratore fisso).


Luigi Squarzina, direttore del Teatro di Roma invita O. a scrivere un'introduzione allo "psicodramma"
de L'uomo del magnetofono di J. J. Abrahams messo in scena come commedia al Teatro Flaiano.

A Milano Sottsass, dopo aver portato via i suoi vestiti da casa, restituisce alla Pivano l'anello nuziale
e inizia una nuova relazione con Barbara Radice che sposerà nel 1998
Mentre Pivano chiede al marito di restituirle anche le chiavi,
Ottavio intensifica la psicoanalisi, comincia a fare yoga e gioca a tennis anche due ore al giorno.

Rosati (il ragazzino) è così innamorato di Fernanda che quando va a prenderla all'aereoporto ferma l'automobile in una piazzola
e scoppia a piangere all'idea che un giorno lei non ci sarà più. Piange così a lungo che arriva all'aeroporto in ritardo. Problemi di tempo.
Pivano gli disegna bellissimi quadrifogli e piccoli ritratti come 'Ottavio/Trombolino'
nei quali O. osserva che gli ha messo le corna. Lei risponde che non sono corna ma antenne.

Alla Kasbah O. alterna appassionate discussioni sul significato della vita e della letteratura a grandi feste e psicoplay minimalisti, come 'Il cavolo di Natale' ispirato a Sandor Ferenczi e Winnicott.

I due a Roma si presentano reciprocamente gli amici.
O. presenta a Fernanda il suo migliore amico del liceo Stefano Del Re, Pier Luigi Pirandello, Arturo Schwarz.
F. gli fa conoscere i Santucci, Luca Patella, Natalia Ginzburg, Silvana Gandolfi,
Carla Vasio, Lino Matti e soprattutto quello che Ottavio considera il più grande giornalista/scrittore di Italia:
Indro Montanelli.


Maria Signorelli e Indro Montanelli

Una sera che F. lo porta a cena a casa di Montanelli a piazza Navona, Ottavio è felicissimo.
Scopre che la moglie Colette Rosselli, è niente meno che la 'Donna Letizia' autrice di quel manuale di buone maniere degli anni Sessanta che da bambino O. leggeva insieme a L'amante di Lady Chatterley, per imparare come si comporta un vero uomo.

Arrivati al caffè, O. racconta che un giorno a scuola, per seguire una regola del libro di Donna Letizia 
(L'uomo deve sempre entrare in una stanza prima della donna, per controllare che non ci siano pericoli...)
la professoressa di matematica gli aveva dato uno scappellotto dicendo: Maleducato! Non lo sai che le signore hanno sempre la precedenza?

Montanelli commenta: Come vede, amico mio, i pericoli non stanno dentro le stanze ma dentro le donne.
Fernanda e Ottavio ridono. Donna Letizia no.
Che fai, Colette, dice Montanelli, non ti prendi le tue responsabilità?
Una vera signora, conclude la Pivano, non si giudica mai.


Zerka Toeman Moreno - ph Stefano Cavalli - © PLAYS

Dopo un lungo scambio di lettere con Zerka Moreno, O. fa il suo primo viaggio di studio al Beacon Institute (New York)
dove incontra colleghi di tutto il mondo e scopre l'importanza del gioco e della catarsi che
nello psicodramma analitico dei Lemoine sono ridotti al minimo.
Entrare in contatto con Moreno è come incontrare un grande nonno, scavalcando i pregiudizi di genitori che lo conoscono poco e male.



In attesa di tornare a Beacon con Fernanda, O. la mette in scena come personaggio scegliendo dal gruppo come attrice una giovane psicologa argentina in uno psicodramma diretto da Zerka Moreno che si prolunga in qualche backstage.

1978

A Roma si verifica un incidente emblematico che sembra l'esatto contrario della scomparsa di Cronache del nuovo sesso.
Due giovani in moto scippano la borsa di F. con una busta che contiene una grande somma di denaro  e la polizia le dice che non la vedrà mai più. Invece la borsa viene trovata il giorno dopo sotto casa di Luigi Squarzina che, conoscendo Rosati, gliela manda alla Libreria del Teatro perché lui la consegni alla Pivano.



La polizia è sbalordita: non si capisce perché nella borsa, dopo tanti giri, ci siano, ancora tutti i soldi e il portafoglio.
Fernanda dice che forse i ragazzi erano dei beat che, vedendo il suo nome sui documenti, si sono pentiti. Anni dopo Moreno Cerquetelli farà un'altra ipotesi:
gli scippatori hanno gettato per terra la borsa quando si sono accorti che la polizia li stava inseguendo.

Alla Kasbah Fernanda riceve decine di giovani che, odorosi di marijuana, sudore e piedi sporchi, 
arrivano da ogni parte, anche in autostop, per portarle canzoni, poesie.
Vengono a parlare del significato dell'esistenza e chiedono alla Pivano che devono fare della loro vita.



Lei risponde a tutti che il valore più importante è l'integrità,
e si dispera con Ottavio perché i giovani le danno un'enorme responsabilità. Dice: Io non sono un guru ma solo una povera scema.
Un giorno Ottavio le risponde:
Senti bene, Nanda: tu per anni sei andata a cercare i beat in America. Si capisce che oggi i ragazzi cercano te in Italia.
Se hai paura che vedano il tuo grande Ego, stai tranquilla perché tu hai pure una grande Anima. Vai bene così. Tranquilla!
Fernanda lo guarda fisso, scoppia a ridere e lo bacia. E Ottavio ride anche lui e dice: 
Oddio... che ho detto? Chi ha parlato?



Su spinta di Aldo Carotenuto, Rosati inizia la sua seconda analisi con Mario Trevi, considerato uno dei più rilevanti analisti di scuola junghiana.
Un giorno che Ottavio gli parla del sentimento di indegnità provati nel leggere Mitobiografia di Bernhard,
Trevi gli dice:
Si ricordi che anche Bernhard aveva un'ombra e non era nemmeno piccola. L'ombra infatti è proporzionale alla luce.
C'è una storia dell'allievo che scopre il Maestro in attività sessuali orgiastiche e ne rimane deluso, sgomento. "Ma come!" gli dice.
E il maestro per tutta risposta tira fuori il suo pene e orina nell'aria un arcobaleno che scintilla e fa:

"Ecco... quando anche tu saprai fare così..."


Nanda desnuda da piccola - © PLAYS

In Liguria la madre di Fernanda, Mary, ha chiuso il suo villino per entrare in una casa di riposo di Bogliasco
e un giorno che Rosati va a Genova per lavoro, Fernanda lo prega di andarla a trovare.
Mary sembra una donna tranquilla che non ha lo charme di sua figlia.
Parlano tutto il pomeriggio ie prendono il the. Siccome la veranda è piena di gelsomini profumatissimi Ottavio ne mette qualcuno nell'acqua calda e Mary si diverte: dice che lo farà anche lei e che ogni volta penserà a lui.
La madre di Nanda è molto affettuosa con lui e lo tratta come un parente: gli regala una scatola di crumiri piena di foto di famiglia. 
Prima che parta gli prende le mani e gli chiede di proteggere sua figlia per sempre.
Lui si commuove e glielo promette (potrebbe essere stato un errore perché manterrà la promessa a rischio di non proteggere se stesso).

,

In quei mesi il frugamenti ha iniziato a studiare l'importanza delle fotografie in psicoanalisi e,
quando apre la scatola che gli ha donato Mary, nota prima di tutto che in casa del banchiere Pivano nessuno tocca nessuno.



Poi osserva che la tensione delle mani di alcune istantanee rivela l'identificazione di Fernanda nel padre Riccardo
piuttosto che con la madre che resta sempre in secondo piano a braccia conserte.
I ritratti invece catturano la bellezza di Fernanda isolata come un pezzo da collezione ma sembrano meno significativi
anche se lo fanno struggere di un'assurda nostalgia per un passato in cui lui non c'era.

A dicembre Mary Pivano muore. Fernanda è tormentata dai sensi di colpa.
Ottavio cerca di aiutarla con degli psicodrammi a due realizzati con la tecnica della sedia vuota, 
poi le propone di invertire il ruolo terapeutico come faceva Sandor Ferenczi nella sua analisi reciproca.

Ottavio parla a sua volta del suo rapporto difficile con la madre Mirella, che è stata una madre più che buona finché lui era un bambino ma non riesce a contenere la sua aggressività e a rispecchiarlo come adulto: Lo sai che non è mai venuta a trovarmi a casa mia? 

Ottavio confessa alla Pivano che nel 1973, poco prima di incontrarla all'Hotel Hassler per l'intervista di ArcanA, si era verificata una scenata tragicomica. Sua nonna, in cucina, davanti a sua madre, in preda a un attacco di matriarcato ciociaro, gli aveva dato una sberla perché lui si era permesso di usare tutto il suo stipendio per fare un regalo di matrimonio e lui gliela aveva restituito tale e quale, lasciando le due donne senza parole.
Fernanda scoppia a ridere e dice:

Un vero anarchico! Invece di porgere l'altra guancia... 
Ho restituito la sberla. Non avevo scelta. Ero pure in divisa... Mi sono liberato dell'umiliazione.
Fammi capire: e dopo sei venuto a intervistarmi allo Hassler?
Certo. Però prima di uscire ho fatto la doccia.



Fernanda stenta a credere che Mirella, per quanto alienata dal matrimonio,
possa apostrofare il figlio come un suo "sottoprodotto" e poi regalargli un'automobile comprata con i suoi risparmi.



Ottavio regala a Fernanda il libro di Erich Newmann The Great Mother pregandola di leggerlo.
Lei ricambia con la prima edizione de L'altra America negli anni Sessanta, dicendogli che è un'antologia degli
scrittori che hanno preso a schiaffi la madre America. Però fa un lapsus e dedica il libro a Gianni anziché a Ottavio:
Girano i soli, ruotano le lune caro Gianni che cosa succederà di te? Brucerò incensi perché ti succedano solo cose belle. Nanda 1978



Quando Ottavio la legge fa anche lui un lapsus fuori dal tempo che sembra un esagramma dell'I-King:
brucerò incendi (non incensi)... Fernanda scoppia a ridere e dice: addirittura!
Il momento resta indelebile nella memoria come una premonizione dell'incendio del 2001
descritto nella quarta parte di questo ipertesto.

In estate F. (nel ruolo di intervistatrice) e O. (nel ruolo di assistente tecnico) 
entrano nella troupe del documentario di Costanzo Allione Fried Shoes, Coocked Diamonds
girato in Colorado al Naropa Institute di Boulder con Allen Ginsberg, Thimothy Leary e Gregory Corso (clicca qui).

Mentre F. e Diane di Prima, a seni nudi sotto il sole, traducono poesie,  O. va a cavallo nelle montagne con Robert, un collega canadese. Quando torna ritrova Fernanda sulla sua sedia, 
imperturbata e imperturbabile nel locale pieno di fumo dove i suoi poeti e gli studenti del Naropa, 
sdraiati per terra, si sono strafatti con ogni genere di funghi ed erba.
Lei invece sembra irreprensibile, col suo blocco degli appunti e una bottiglietta di acqua minerale. Evian naturalmente.

Tutto questo tra sessioni di meditazione tibetana, sit-in anti nucleari a Rocky Flats e un Plutonian Psicoplay di Allen Ginsberg.

 

Quando Ottavio, entusiasta del paradiso di Boulder, non vuole più tornare in Italia, solo Allen gli dà ragione
mentre la troupe, italianamente, si ferma per tre giorni ad aspettare che il pazzo cambi idea.
F. si infuria ma, arrivati a New York, Pivano e Rosati fanno pace.
Lui la invita a teatro a vedere Cats.


A Roma, una notte, durante un'alluvione a Ponte Milvio, Rosati si carica la Pivano sulle spalle e la porta fuori dall'acqua torbida che ha circondato l'automobile,
in un gioco di ruolo all'Indiana Jones in cui Fernanda grida Stai attento ai topi! e Ottavio, ridendo e arrancando, la salva.
Sono entrambi appesi a un filo ma poi ce la fanno.




1979
O. accompagna F. con Allen Ginsberg al Festival Internazionale dei Poeti
sulla spiaggia di Castel Porziano e la salva dal crollo del palcoscenico di cui parlarono tutti i giornali.
Proteggere Fernanda (bambina indifesa) è un bisogno permanente per cui O. si allena in palestra e in analisi.
Sogna spesso di soccorrerla come un eroe o un Super-eroe. A lei fa piacere. A lui pure.

O. regala a F. una bicicletta rossa e le dà lezioni di guida a via Giulia;
Tommy e Papik, due bambini della Kasbah, fanno un disegno della Nanda in bicicletta tra il Duomo e il Colosseo:
Milano-Roma, Roma-Milano, Pedala Pedala, Fernanda Pivano
Con la Pioggia il Vento e la Bufera, Viva Viva la Corriera della Sera.

 

Uno psicoplay sul panico da bicicletta di Fernanda con una catarsi
fa emergere dall'inconscio pivanico tre rigide proibizioni che le sono state impartite da bambina:

1. non salire mai su una bicicletta,
2. non toccare mai il suo corpo o quello degli altri,
3. non maneggiare mai i soldi e far pagare i negozianti dalla cameriera.

Questi imperativi vittoriani sembrano legati alla rimozione di sesso e denaro (Freud e Marx)
che in realtà sono divinità portatrici di vergogna e da adorare in segreto.

Una dozzina d'anni dopo, quando O. e F. incontreranno Tinto Brass alla prima di Monella,
 Fernanda riconoscerà, senza amarezza, nella ragazza bella, sexy e libera di andare in bicicletta, il valore dell'Ombra evocata nel suo Mantrananda.
Da parte sua Ottavio accosterà il film di Brass alla canzone 'Bocca di Rosa' di de Andrè che Fernanda considera il più grande poeta italiano vivente.

Questo cerchio si chiuderà nell'estate del 2017,
quando Rosati (con gli allievi Gina, Francesco e Roberta) farà da testimone alle nozze di Brass con la sua musa Caterina Varzi l'avvocatessa passata al cinema che, dopo aver salvato col suo amore Tinto da un ictus, accoglie il mandato di custodire il suo archivio e la sua dignità.

Alla fine degli anni Settanta O. convince Fernanda a fare una blefaroplastica perché, a furia di piangere per Sottsass,
le palpebre le sono calate sugli occhi e non riesce quasi a leggere.  Il risultato la ringiovanisce da molti punti di vista.

 

O. convince F. così rinfrescata ad accompagnarlo a Saint Tropez ai gruppi di psicodramma lacaniano
di Gennie e Paul Lemoine della SEPT dove la Pivano sonnecchia tutto il tempo e si limita a interpretare magnificamente il ruolo di un gatto parlante. Sembra un'attrice e piace a tutti per come dice miao.

O. inizia a raccogliere per Fernanda le cartoline dei gatti di Siné: Pa chat, Chat plin, Chat renton...
Le incornicia e gliele mette in camera da letto.
Ogni mattina lei dopo la doccia si spruzza di borotalco come fosse cocaina e fa un repertorio di gatti incantevole.
Se lui la insidia eroticamente coi suoi gatting out, lei gli dà piccole zampettate sulle mani. Poi inclina la testa e sospira: 
Peccato che è troppo tardi per fare un bambino... tesoro mio... peccato...

 
SX: Rosati bambino - DX Pivano chat steté


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