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QUATTRO DECENNI DI PLAYS (il Teatro del Tempo tra la Pivano e la Von Franz) un ipertesto di Ottavio Rosati - 2° parte

  Secondo atto (psicodrammatico e teatrale): GLI ANNI OTTANTA

clicca per il primo atto - 

Musica: se è vero, come scrive Lyotard agli inizi del decennio, che si concludono le grandi narrazioni: anche nel campo della musica giovanile termina quella strada maestra partita vent’anni prima coi Beatles. In termini di popolarità il testimone passa agli U2 ma la vera novità è la scoperta della musica etnica, che anticipa la globalizzazione e trasmette nuovi mondi sonori.

 

1980 Psicodramma e Mnemodramma – Alessandro Fersen e Zerka Moreno – Tra Craxi e Lacan – Fernanda moglie saggia– Psicodramma su Marilyn da Carotenuto – Viaggio con la Pivano al Moreno Theatre di Beacon – Il film di Moreno alla Sorbonne – Psicodrammi alla libreria del teatro 1981 Morte di Lacan – Fernanda tra musica e scrittura – La Vergine degli Angeli – Roberto Capucci all’Opera – Il fantasma dell'Opera a Napoli – Pier Luigi Pirandello - Due attrici tra Moreno e Pirandello 1982 Spazio-radio allo psicodramma - Pirandello e lo psicodramma in Italia - Viaggi e recensioni liriche – Dora Kalf e la Sand Box– Zerka Moreno al museo del folklore  – Enrico IV di Romolo Valli – Aida fuori dal tempo –Il Rossini Opera Festival – Psicodramma in mongolfiera – "Guido i' vorrei che tu e Lapo e io..." – Cento milioni di lire o la maggior somma... – Aldo Carotenuto e il Diario di una segreta simmetria –Il film di Nelo Risi per Rai Cinema - Elda Ferri e Roberto Faenza  1983 Questa sera si recita a soggetto con Zerka Moreno - Clinica Turandot a Torre del lago - Sylvano Bussotti e il sociodramma per Puccini -  Nanda e la collana di Alice Tocklass - Doppi legami matrimoniali – Michael Mc Clure e il Festival di Villa Borghese – Turandot alla Scala – Il visone della Pivano - Fernanda regala a Ottavio una videocamera  1984 Mnemodramma a New York - Storie di gioielli – I fratelli Maggio e la scoperta di Rosalia – Lo psicodramma perverso di Tosca a Torre del Lago – Gretel Leutz al tempio di Esculapio –  Un anello di Fernanda tra le pietre - Disegnare un teatro di psicodramma – Josef Svoboda a Praga 1985 Arriva Francesco - Documentari su Moreno ed Erickson per Rai Radiotre – Fernanda e don Mario Picchi – Ottavio e Fernanda per Scott e Zelda - L'intervista a Paul Watzlawick – La biografia di Hemingway e il radiodramma di una dedica respinta –La nevicata del secolo e il contratto di Ottavio – Un varco tra due terrazze  1986 Telegramma a due mani – Il pazzariello a Torino - Pirandello e Moreno trionfano al Carignano – J. L. Moreno al Piccolo Teatro – La festa della torta e l’invenzione della scacchiera - "Cos'è più la virtù" – Censure e proteste - Chat steté in cornice Deco 1987 Lewis Yablonsky e lo psicocinema di Moreno - Il complesso Zeffirelli – L’asina d'oro di Trevi -  Il CeIS e il gioco dell'orologio –Consulenza a Bollingen - Fernanda sacrifica a una divinità sconosciuta - La sfinge di Axel Munthe a San Michele – Sogni di fuoco ad Anacapri – Un numero speciale della rivista - Pivano, Pinocchio e Pirandello - Il Teatro Stabile di Trieste 1988 "La mia Kasbah" – Rosati tra due interpretazioni - “Nobody loves me…” – L’amore annichilito - Un ciondolo da Scanno 1989 Grandi litigi sul Vero e il Falso Sè – Due ritratti di Lorenzo Tornabuoni – Pivano falsa vedova - Una Rondine da sposare - Mario Trevi e l'Accademia della Crusca.

1980
Ottavio,
 come inviato de Il Mattino di Napoli, porta Fernanda a un convegno su Alessandro Fersen e il suo 'Mnemodramma'.
Lei gli suggerisce di fare incontrare Fersen con Zerka Moreno organizzando un evento sullo psicodramma.


Tre anni dopo al Teatro Flaiano, Fersen consegnerà alla Moreno un'onoreficenza della città di Roma. Zerka a sua volta inviterà il maestro a New York per presentare il Mnemodramma al convegno dell'American Association of Group Psychotherapy and Psychodrama. E' un esempio del tipo di networking che Ottavio impara dalla Pivano.
 
Poco dopo F. si rifiuterà di presentare a Mondo Operaio (il Centro Culturale del PSI) 'Jouer, Jouir' dei Lemoine che esce come quinto numero di 'Atti dello psicodramma': Mi spiace, tesoro, ma non mi sento di stare tra Craxi e Lacan! I miei 
ragazzi beat non me lo perdonerebbero. 
Qualche tempo dopo Fernanda gli dirà:
Ti vedevo infelice con quei francesi e ti ho detto di no per spingerti a voltare pagina.

O. torna con F. al Moreno Institute di Beacon (N.Y.) con la Pivano che intervista Zerka Moreno per Il Corriere della Sera  sui rapporti tra lo psicodramma e il nuovo teatro americano. 
Nella vecchia redazione della Beacon House, 'il Frugamenti' trova in una scatola per terra una copia dello Psicodramma di un Matrimonio di Moreno  girato alla Sorbonne nel 1964 che ha cercato invano in Francia negli archivi della RTF.
Gli sembra di aver trovato il Graal. La porta in Europa, la copia in cassetta e, prima di restituirla, ne regala una copia a tutti i colleghi.

Certe volte Pivano gioca a fare la moglie saggia che spiega al marito come si deve muovere: quando su Paese Sera esce la prima intervista fatta a Ottavio, Fernanda gli dice di mandare a Luciana Sica un biglietto di ringraziamento;
O. le manda due bottiglie di Dom Pérignon e lei commenta: 
Non esagerare! Un biglietto è un omaggio. Lo champagne è plagio.



In occasione della prima della Marilyn di Lorenzo Ferrero al Teatro dell'Opera di Roma O. dirige un Socioplay per Anima nello studio di Aldo Carotenuto dove F. gioca il ruolo della Monroe.
Nella fase di sharing e analisi scoppia una discussione:
per O. Marilyn è una bellissima oca di plastica. Per F. è una povera ragazza disperata.
Carotenuto dà ragione a entrambi.

F. accompagna Rosati a Montpellier per in convegno della SEPT: 'La Sexuation en Psychodrame'. Lei si annoia e dice: non ho capito una parola un po' perché sono una povera scema... e poi perché i lacaniani non fanno niente per farsi capire, anzi...
Dopo la relazione di Ottavio scappano via come due ragazzini che fanno sega a scuola.

1981
Muore Jacques Lacan. In un articolo commemorativo per i quotidiani della AGL Rosati fa la storia del suo rivoluzionario percorso analitico e filosofico ma non menziona il tentativo dei Lemoine di collegare Lacan allo psicodramma.
Lacan è in tutti i sensi agli antipodi di Moreno.



O. inizia a collaborare come critico di teatro lirico per i giornali della AGL dell'editore Caracciolo
e F. lo accompagna a tutti i Festival musicali italiani dove O. scopre l'amore della Pivano per la musica.
Lei è diplomata in pianoforte e insegna letteratura al Conservatorio di Milano.
La sua straordinaria modulazione della voce funziona anche quando parla da critico.
Certe volte Fernanda ne fa un uso seducente, artistico, magico ma pochi se ne rendono conto.



Al Teatro Sferisterio di Macerata durante un concerto di Montserrat Caballé, ascoltando la romanza 'La Vergine degli Angeli'
Fernanda piange di commozione e stringe la mano di Ottavio così forte da graffiarlo con le unghie.
A cena la Pivano si complimenta con la Caballe dicendo di aver sentito una volta, con Eugenio Montale,  La Forza del Destino alla Scala:
La Callas era davvero perfetta ma Lei, signora Caballé, ci appassiona di più 
perché è cattolica, spagnola e madre.

 Al Teatro dell'Opera di Roma Ottavio presenta a Fernanda il couturier Roberto Capucci, appassionato melomane,
con un esito divertente 
che in una pagina dei Diari viene riportato con qualche omissione. 



Molti anni dopo Plays dedicherà a Capucci il cortometraggio Le Code Le Ali (2014)
(con un commento psicoanalitico di Claudio Widmann) e il docufilm "R. C. Architetto di Venere" (2017).
Il progetto Capucci culminerà nello script del film La Moda Proibita: la storia di uno studente di psicologia napoletano
che vuole fare la sua tesi sul processo di individuazione del couturier che  (in contro tendenza al successo imprenditoriale di Giorgio Armani)  è passato dal mondo dell'Alta Moda a quello dell'Arte.

Dopo un reading di Allen Ginsberg e Le Roy Jones al San Carlo di Napoli dove Pivano va con Rosati,
tutti gli interpreti, rimasti a parlare nei camerini, si ritrovano imprigionati nel teatro chiuso e deserto.
O., per gestire un attacco di ansia di Fernanda, improvvisa nel foyer uno shock psicodrammatico
in cui salta fuori dal buio come il Fantasma dell'Opera gemendo le battute di Carmela la sorella del portirere in "Questi fantasmi" di Eduardo.

Nanda un po' si infuria, un po' ride. Ginsberg applaude, Le Roy Jones chiede la traduzione. Finalmente un vigile si accorge di loro e li salva. L'editore Tullio Pironti organizza grandi feste con pizze a piazza Dante. 
Nella sua recensione Ottavio omette l'incidente ma anni dopo lo descriverà in un articolo (clicca qui)

O. si rivolge a Zerka Toeman Moreno alla ricerca di possibili rapporti tra Pirandello e Moreno e Zerka in una lettera ipotizza  una catena di contatti che parte dall'attrice Elisabeth Bergners (allieva di Moreno)  e arriva a D'Annunzio tramite Eleonora Duse.

Grazie al nipote di Pirandello, l'avvocato Pier Luigi, O. scopre che Luigi (dopo lunghe trattative diplomatiche)
negli anni Venti era andato in Austria a riprendere il figlio Stefano che era stato fatto prigioniero dell'esercito austriaco,
negli anni in cui Moreno teneva sessioni di Teatro della Spontaneità allo 'Stegreiftheater' di Vienna.
D'altra parte il fatto che in una commedia scritta da ragazzo Gli uccelli dell'alto Pirandello avesse già intuito l'idea di un ribaltamento tra platea e palcoscenico, fa pensare a una rivoluzione teatrale sincrona in teatro e psichiatria.


1982
Rosati inizia a collaborare regolarmente con recensioni di libri a Spazio Tre di Rai-radio3 e ad altri programmi
dove segnala pubblicazioni italiane e straniere relative allo psicodramma
sull'esempio di quel che fa Carotenuto per affermare il pensiero di Jung accanto a quello di Freud.

 
 
Il quarto numero di Atti dello Psicodramma esce con una copertina tricolore,
dedicata a 'Pirandello e lo psicodramma in Italia' e articoli di Cesare Musatti e Giovanni Macchia.

F. partecipa al primo Convegno su 'Il Gioco in Psicoterapia Infantile Junghiana',
organizzato dall'Ospedale Bambin Gesù di Roma con Atti dello Psicodramma.
Qui incontra Dora Kalff che le piacerà molto e la intervista 
per Il Corriere della Sera (clicca qui) 
sulla sua tecnica analitica della Sand Box in cui il paziente entra in contatto con l'inconscio
creando delle composizioni simboliche di oggetti dentro una cassetta piena di sabbia.

A marzo la rivista di Ubaldini organizza insieme a Renato Nicolini, al Museo del Folklore a Trastevere
una conferenza di Zerka Toeman Moreno.
Fernanda e Ottavio offrono in suo onore  
un ricevimento al quale partecipano più di trecento persone affollate nel giardino della Kasbah.
 


Pivano collabora alla rivista di Rosati che parla sempre meno di Lacan e sempre più dell'asse Moreno-Pirandello.

Rosati prende le distanze dallo psicodramma analitico di Gennie e Paul Lemoine e dei loro allievi che gli sembra incapace di integrare punti di vista clinici e culturali esterni alla scolastica lacaniana.
Pivano lo incoraggia a fare un suo percorso clinico e creativo: I francesi che si innamorano del loro nazionalismo sono insopportabili.

Ottavio entra in contatto con Romolo Valli, che interpreta all'Eliseo Enrico IV con la regia di Giorgio de Lullo 
e lo presenta alla Pivano. I due si piacciono.

 

Alla stagione dell'Arena di Verona (che in un articolo O. chiama in stile kleiniano 'un ventre colmo di magie')
F. e O. arrivano dal lago di Garda in un caldo soffocante, dando
un passaggio in auto a due coniugi texani
(lei in stivali di cuoio nero coi tacchi a spillo) che dicono di lavorare come 'Chicken stranglers' (strangolatori di polli).
 

By hand? And how many chicken can you strangle in a day? (Strangolati a mano? E quanti al giorno?)
domanda Fernanda che calza scarpine rosse di Ferragamo.



Quella sera è la prima di Aida nella riproposta della mitica edizione del 1913 con cui si riaprì l'anfiteatro
per celebrare il Centenario della Nascita di Verdi, quando accorsero 200.000 spettatori in otto sere:
americani, argentini, inglesi, francesi, russi, tedeschi, spagnoli, olandesi
alla presenza di Boito, Mascagni, Puccini, Pizzetti, Zandonai, Illica, Montemezzi, Ricordi e Sonzogno.

Mentre Fernanda, traducendo il programma ai texani, racconta che nel '13
un salumaio vendette in una sera mille fiaschi di vino e 750 kili di prosciutto, Ottavio le bisbigla:
Immaginati questi due a spennare pollastri sulle gradinate durante la Marcia Trionfale...
L'americana capisce e precisa:
But we don't pluck chicken, we just strangle them! (Ma noi non li spenniamo. Gli tiriamo solo il collo).

E Fernanda: Yes
, we can see that, darling. (Certo cara, non abbiamo dubbi).

Quando l'ufficio stampa dell'Ente Lirico vede che Rosati è con la Pivano
li fanno accomodare in prima fila tra spettatori bellissimi, elegantissimi e stranierissimi 
che confidano di essere modelli noleggiati a un'agenzia di casting per dare tono alla prima.

 L'Aida storica diretta da De Bosio è grandiosa ma la interrompono tre scariche di pioggia, un blocco del coro
e il forfait di Radames per stress alle corde vocali. 
Per rimpiazzarlo con un altro tenore dell'Ente Lirico, che quella sera sta dormendo coi tappi alle orecchie,
il sovraintendente ordina di entrare sfondando la porta di casa. 
La recita, iniziata alle otto, finisce davanti a centinaia di ombrelli aperti alle due e mezza del mattino
mentre decine di pullman aspettano di riportare gli spettatori alle loro città.
 
Fernanda, tenendo in mano le Ferragame zuppe, dichiara all'ufficio stampa dell'Arena:
Grazie, grazie. E' stato un bellissimo viaggio nel tempo.

Pivano segue Ottavio anche a Pesaro per i cinque spettacoli in programma dal 26 agosto all'11 settembre
al 3° Rossini Opera Festival che festeggia l'edizione critica delle opere del maestro.



Così circonfusa di musica, Fernanda ringiovanisce e sembra in viaggio di nozze.
Il portiere di un albergo la chiama signora Rosati e lei non fa una piega.
Ottavio, inebriato e rincretinito, fantastica che lo spazio-tempo della lirica in Italia
sia un mondo a parte che galleggia sulla realtà e che condividerà con Fernanda per tutta la vita.

A Pesaro Rosati le racconta un sogno in technicolor in cui si spostano, da Verona, a Spoleto, a Macerata,
a bordo di un teatrino di psicodramma attaccato a una mongolfiera/altoparlante.

Fernanda interpreta il sogno battendo le mani e citando Dante:
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento e messi in un vasel...
Ottavio conclude: ...che sul mare andasse, col gioco vostro e mio! (clicca qui per il testo di Dante)


Comincia così a prendere forma il progetto di realizzare, insieme alle facoltà di Psicologia, Medicina e Architettura, 
un Teatro Stabile di Psicodramma da mettere a disposizione di psichiatri e psicoterapeuti. 
E di tutti quei medici che vogliono potenziare l'effetto di farmaci e parole grazie a psicoplay tutt'altro che analitici ma con una forte carica emotiva,  realizzati col ricorso a luci, immagini e musiche
che riescano a raggiungere e trasformare l'inconscio profondo dei pazienti.

Questo spazio di psicoterapia con una regia video e un palco centrale e trasformabile  non è solo un sogno perché rientra nella ricerca clinico-scientifica sui sogni e sul rafforzamento del sistema immunitario alla base di ogni guarigione.

Il teatro terapeutico non andrebbe realizzato né dentro nè fuori di un ospedale
ma in un edificio con un'anima collocato nel giardino d
i un ospedale e aperto sul verde.



Un giorno sotto Pasqua negli anni Novanta, passando sotto la magnolia di via Corsini davanti all'Orto Botanco
Fernanda dirà a Ottavio, tenendogli la mano, di aver consegnato al suo avvocato
una lettera con le indicazioni di un lascito:
Ho lasciato scritto che al teatro di psicodramma, per il palcoscenico, andranno
cento milioni di lire o la maggior somma, secondo quello che ci sarà nella mia banca.

Ottavio è in uno stato di esaltazione ma non lo fa vedere.
Il giorno dopo, per calmarsi, va a Villa d'Este a Tivoli in bicicletta, andata e ritorno pedalando nel cielo tra i rami degli alberi.


A destra il cocker Duffy e tre allievi della scuola Ipod. L'opera al centro è opera di Sidival Fila (v. "The struggle of Jacob" 2016)

Pivano e Rosati stabiliscono di chiamare questo laboratorio: "Il Teatro del Tempo"
Non parleranno dei dettagli legali e O. non pensa a chiedere una copia della lettera.

Prima o poi la promessa di Fernanda si realizzerà per vie che lei non avrebbe potuto immaginare.



Rosati annuncia sui giornali della AGL il libro Diario di una segreta simmetria che a settembre Aldo Carotenuto
pubblica con Ubaldini con immediata risonanza internazionale. 

Il best seller si basa sulla scoperta del carteggio tra Freud, Jung e Sabine Spielrein che, agli albori della psicoanalisi, 

portò alla scoperta del transfert.
Carotenuto chiede consiglio alla Pivano su come presentare il libro in America.

Nel 1991 Ottavio inventerà con Rai3 e il Teatro Stabile di Torino un nuovo genere di intervista scenica, detta librodramma,
in cui Carotenuto gioca a soggetto con un gruppo i tre personaggi di Freud, Jung e Spielrein.
Lo psicoplay (di cui uscirà in edizione intregrale il DVD col libro Intervista multistrato ad Aldo Carotenuto
fa parte del programma televisivo 'Da Storia Nasce Storia' di Rai3.

La Pivano sarà presente in studio a Torino ma Ottavio non inviterà anche lei a realizzare il librodramma di un libro a lei caro.
Questo sarà sempre un suo rimpianto e un suo interrogativo senza risposta. (Clicca qui per un estratto video)


(Clicca qui per il testo)  

Dal best seller di Carotenuto Tania di Martino e Rosati ricaveranno per Rai Cinema 
la sceneggiatura di un film di Nelo Risi appoggiato dal presidente della Rai Liliana Cavani.
Putroppo un cambio politico dei vertici della Rai fermerà la produzione.

 La Pivano parlerà del libro di Carotenuto a Elda Ferri e Roberto Faenza che nel 2003 ne trarranno per Jean Vigo Italia 
il film 'Prendimi l'Animamolto più fedele alla verità storica di quello di Cronenberg del 2011.
Faenza invita Rosati a collaborare come consulente soprattutto sulle implicazioni ideologiche di Carl Jung.



Pivano e Rosati con Luigi Squarzina, direttore del Teatro di Roma, invitano Zerka Toeman Moreno a condurre al Flaiano 
il primo psicodramma tenuto in un teatro italiano 
a proposito di Questa sera si recita a soggetto di Pirandello, con la partecipazione di una dozzina di attori,
da allievi del Living Theatre fino a Elsa de Giorgi, diva degli Anni Quaranta.

Zerka anni prima ha subìto l'amputazione del braccio destro e Fernanda ha l'idea di circondarla di vecchie marionette disarticolate tratte dalla collezione della Signorelli; 
la Moreno userà la foto come copertina della sua autobiografia.
L'evento al Flaiano riscuote un forte successo di critica e pubblico. Molte persone restano fuori del teatro esaurito.

Sono passati undici anni dall'intervista per ArcanA: F. ha 66 anni, O. 33


In occasione del convegno 'Esotismo e colori locali nelle opere di Puccini' alla stagione lirica estiva di Torre del Lago,
Fernanda partecipa con Mosco Carner (biografo del maestro) al socioplay "Clinica Turandot"

L'improvvisazone coinvolge il gruppo di musicologi e critici grazie a una serie di blitz e giochi fuori programma
e piccole citazioni musicali realizzate al pianoforte dalla Pivano.
Non appena spunta fuori l'inconscio dei presenti Rosati li rassicura tornando a
psicanalizzare l'opera di Puccini attraverso il concetto junghiano di Anima
che Puccini articola tra la sanguinaria principessa e il rassicurante personaggio della povera Liù.

O. e F. amano molto il Festival che mantiene il sapore di una festa musicale gestita con entusiasmo
da un villaggio di pescatori che hanno dato alle strade il nome delle opere di Puccini (via Gianni Schicchi, via Turandot, via Butterlfly...). 
Il registro del Gioco si combina a quello dell'Arte e il direttore artistico Sylvano Bussotti (sostenuto dal PCI)
difende la bizzarria del socioplay dalle proteste di un austero critico presente al convegno.



La stagione di Torre del lago è breve ma ha un pubblico internazionale che a Fernanda piace. 

Una sera a cena, Pivano racconta a Ottavio di quando Alice Toklas le ha regalato la collana di corallo
che ora lei porta al collo e che era della sua compagna Gertrude Stein.
Poi gli rivela che Sottsass non è il suo primo marito:

Pivano aveva già sposato un milionario gay (americano) da cui si è separata dopo la prima notte di nozze,
scappando in pigiama e pelliccia perché "lui pretendeva di consumare il matrimonio".



O. le fa notare l'analogia con l'archetipo di Turandot che taglia le teste dei pretendenti
e il paradossale doppio legame di un marito 
che scopre la sua eterosessualità latente nel momento in cui sua moglie la rifiuta.

Come vedi, Turandot castra il maschile che la corteggia...

"Sottsass però," replica Fernanda, "mi ha conquistata."



Cosa? Sei tu che hai conquistato lui! L'unico che ti ha conquistato sono io.

Così gemendo, Ottavio afferra il calice del vino, lo spezza e si taglia il dito:

"Certamente, tesoro. Questo è fuori discussione. Però adesso stai attento a non rovinarti la giacca di lino che è l'unica che hai. Dammi la mano, fammi vedere dove ti sei tagliato. Ma Santo Cielo... guarda il sangue..."

Tornati a Roma, Rosati fa leggere alla Pivano i libri di Edmund Bergler, uno psicoanalista viennese autore di studi
sul masochismo, l'omosessualità  e il blocco dello scrittore. Lei li trova difficili ma bellissimi.

A settembre O. accompagna F. al Festival dei Poeti di Villa Borghese 
dove intervista il poeta californiano Michael McClure sulla sua poesia dei leoni basato sul Beast Language
con versi animali e ruggiti che il pubblico romano non apprezza molto.
Ottavio decide che vanno benissimo per uno psicodramma e infatti nei gruppi si rivelano perfetti per la fase del riscaldamento e non solo.

Un'altra Turandot apre la stagione lirica della Scala in un'edizione diretta da Maazel e Zeffirelli.
E' la prima occasione mondana in cui Fernanda e Ottavio compaiono insieme a Milano in un contesto pubblico 
e lui si è comprato il suo primo smoking a via Condotti pagandolo in due rate corrispondenti a due seminari di fine settimana.

Pivano esce di casa dentro un visone stretto e lungo fino ai piedi che rischia di provocare un attacco animalista.

E questa pelliccia che è? Un omaggio a Hemingway?

Non ricominciare, adesso.

Sembri un totem di orso, per non dire peggio.


Cioè?

L'erezione di un orso in letargo.

E come fa ad avere un'erezione se dorme?

Sogna di scopare. Comunque un visone è pericoloso. E se per strada i ragazzi ti gettano addosso la vernice?

Hai ragione, tesoro. Saranno duecento metri ma è meglio prendere un taxi. 

Dentro e fuori la Scala, Pivano è accolta e fotografata come una stella e Ottavio
è orgoglioso di lei e felice della sua gioia. 

Alla cena stampa dopo lo spettacolo, quando Fiorella Minervino domanda a Fernanda "Chi è il tuo giovane accompagnatore?"  la Pivano risponde:
"Lui è Ottavio, il critico che mi ha portato. Ora te lo presento ma stai attenta che è un Frugamenti."



A Milano Ottavio trascina una Fernanda al Teatro della Cannobiana dove Antonio Calenda presenta lo spettacolo  'Na sera e Maggio basato sul repertorio dell'avanspettacolo napoletano
di Pupella, Beniamino e Rosalia Maggio, sottogruppo di quindici fratelli di cui sei figli d'arte.




'Na sera e maggio commuove ed entusiasma tutti gli spettatori al punto che, uscendo dal teatro,
Fernanda è in lacrime e dice (anzi 'canta-suona') a Ottavio una di quelle frasi che gli spezzano il cuore:
"Loro lo sanno, sai tesoro, che non lavoreranno insieme mai più!".

Rosati è così attratto dalla spontaneità di Rosalia (più solare di Pupella) che decide di lavorare con lei

e lo farà nel 1991 prima in teatro e poi in televisione.

Per Natale Fernanda (che per anni ha comprato a Sottsass le sue prime macchine fotografiche)
regala a O. un nuovo modello di videocamera. Entusiasmante.
Rosati vorrebbe inaugurarla facendo durante il pranzo delle interviste sulla storia della famiglia
ma tutti si tirano indietro e sabotano le riprese finché lui prima si irrita poi esplode.

"Tesoro, ho avuto paura che ti venisse un infarto," commenta Fernanda mentre tornano a casa. 

"Per l'amor di Dio, se vuoi fare il regista, lascia perdere i ricordi dei nonni e fai qualcosa di professionale."

O. cerca invano di entrare come uditore al Centro Sperimentale di Cinematografia 
dove, otto anni dopo, Grazia Volpi lo chiamerà a dirigere una troupe di studenti per il suo docufilm su Fernanda. 

1984
Rosati accompagna Alessandro Fersen a New York per presentare il Mnemodramma
14 aprile al Roosvelt Hotel in occasione del
42° Congresso dell'American Association of Group Psychotherapy and Psychodrama.  
Incontra Jonathan (il figlio di Moreno), Jonathan Fox e Gretel Leutz alla quale fa un'intervista sul suo rapporto con Moreno.
Poi passa una settimana di studio al Beacon Institute. 



Fernanda torna con Ottavio a Torre del Lago dove, al convegno 'I libretti di Puccini e la letteratura del suo tempo', presenta
Lo psicodramma perverso di Tosca 
uno speech in cui analizza un sistema triangolare di bugie e inganni che alla fine si rivela catastrofico per tutti. 
A suo parere il 
doppio legame del personaggio di Tosca sta nel fatto di essere una cantante
sia sul piano della realtà che su quello della finzione:
Ma stammi attento di non farti male! Con scenica scienza io saprei la movenza... E cadi bene!
Come la Tosca in teatro.

 

Il triangolo edipico tra Scarpia, Cavaradossi e Tosca è pervertito dal fatto che è il perfido barone (Papa-Padre-Re) 
a voler sottrarre la donna a Mario (Figlio Ribelle) come in una famiglia psicotica.

"Quando fai questi tuoi balletti sei proprio bravo," dice Nanda. "Però me lo rispieghi, che non ho capito niente?"

O. partecipa allo 'Psicodramma di Esculapio' organizzato da Gretel Leutz al Tempio di Pergamo 
in quella che oggi è la Turchia e un tempo fu la Magna Grecia.
F. stavolta non se la sente di accompagnarlo ma gli affida un anellino indiano da offrire al Dio della Medicina
nascondendolo tra le rovine del tempio dove i medici curavano i pazienti mettendo in scena dei sogni. (clicca qui).

Questo piccolo rito crea un problema perché una guardia, vedendo Ottavio chinato per terra con un gioiello in mano,
lo accusa di averlo tirato fuori dalle rovine e di volerlo trafugare.
Dopo un momento di angoscia aggravato dal fatto che nessuno dei turchi parla inglese 
tutto si risolve a gesti lasciando l'anello di Fernanda nelle mani della polizia invece che tra le pietre.
"Non ti dispiacere, caro," dirà lei. "Per me è la stessa cosa."

Naturalmente a Pergamo l'incidente è subito oggetto di uno psicodramma dove Rosati,
in preda a un attacco di asma allergica all'idea di finire nelle carceri di Istambul, viene curato da antichi sacerdoti del Dio
che lo addormentano con una bevanda e gli appaiono nel sogno in forma divina.

Un'allieva bionda di Gretel Leutz interpreta il ruolo della Pivano che (nel sogno dentro il gioco)
Ottavio presenta ad Esculapio come una grande americanista che si avvelena col cioccolato.
Tutto finisce in un mare di risate e senza più asma.

Dopo il viaggio a Pergamo, Rosati si sente saturo di lirica e fa continuamente 
sogni su un teatro di psicodramma moderno.
Ne parla con Fernanda ma non le dice che secondo lui, tra chi potrebbe realizzare il progetto c'è Sottsass.
Tra gli architetti menziona Tadao AndoLa Chiesa della luce La Cappella sull'acqua.



Le parla con entusiasmo anche di Josef Svoboda, lo scenografo mago della luce e inventore della Laterna Magika
che non oserà mai incontrare perché, secondo Ottavio, non vive a Praga ma in un mondo fuori dal mondo.

 

Svoboda è un genio assoluto, autore di bozzetti e fotografie che ispireranno il logo di Plays
e negli anni 2000  il diploma della Scuola di Formazione IPOD dove non doveva esserci nulla di burocratico
ma solo un'immagine per trasmettere lo spirito dello psicodramma oggi.

Fernanda gli regala dei libri sull'architettura dei teatri e una scatola di matite ad acquerello:
"Questo teatro comincia a disegnarlo tu," dice lei.
Ma io non sono un architetto...
"Fellini disegna tutti i suoi film e non è un architetto."
In questi sogni il teatro è sempre in mezzo a un giardino. 
"Allora vai a disegnare, qui dietro, all'Orto Botanico. Abbracciati a un albero e fatti aiutare dalla tua Von Franz."
E tu come fai a sapere che io parlo via-albero con la Von Franz?
"Sono una povera scema ma non sono né cieca né sorda. Oppure valla a trovare in Svizzera."
Meglio via-albero. Von Franz ce l'ha un po' coi gruppi.
"Come vuoi. Basta che disegni. Altrimenti vieni su di malumore."

 

1985
Nasce Francesco l'allievo napoletano che, dopo Enrico Santori, sarà uno dei complici più leali di Ottavio
e che nel 2010 lo aiuterà a sistemare i frammenti di un suo trauma e tutte le miniature de 'La Scacchiera'.
Per non parlare della sua assistenza multitasking nel docufilm di Plays su Roberto Capucci.



Il 6 giugno Ottavio ha 35 anni. Fernanda 68. Francesco un giorno.

Fernanda collabora a due documentari che Ottavio realizza per Rai radio3 per 'Fatti, Documenti, Persone'
con A. Cecchi Paone e che sopravviveranno grazie al canale YouTube di IpodPlays:
'La mia voce ti accompagnerà' su Milton Erickson e la nuova ipnosi
e 'Il Piacere dell'Acting Out' sulla nascita dello psicodramma, con Dario Fo nel ruolo di J. L. Moreno.  

Fernanda incontra a Milano Paul Watzlawich e Ottavio le dà una mano a intervistarlo
per Il Corriere della Sera sulle nuove frontiere della psicoterapia (clicca qui);

Rai Radio2 trasmette 'Zelda: una Generazione Perduta', uno sceneggiato radiofonico in dieci puntate 
scritto da Pier Paola Bucchi, 
sulla moglie e il mondo di Francis Scott Fitzgerald, interpretato da Marina Malfatti.
Per ogni puntata Pivano ha scritto i commenti letterari mentre Rosati ha curato delle note psicoanalitiche 
sul disturbo della personalità di Zelda e i contrasti della celebre coppia.





F. pubblica con Rusconi il libro Hemingway dedicato a A Gianni Ottavio Rosati.
Lui non gradisce la cosa perché non crede affatto che Hem amasse gli animali come sostiene Pivano nel libro:
Altrimenti farebbe come Gerard Durrell che li proteggeva anziché ammazzarli.
Non basta accarezzare ogni tanto un gatto se poi ti scateni tra caccia e pesca! 

Tutto questo sfocia in un grosso litigio tra F. e O.

Nel programma Terza Pagina di Rai radio-tre, al quale collabora con recensioni di libri e riviste di psicoanalisi,
Rosati dedica una puntata al libro della Pivano creando una specie di autodramma radiofonico
in cui rifiuta ufficialmente la dedica del libro 
e parla del conflitto tra il grande genio letterario di Hemingway e il disturbo della personalità
che lo portò a suicidarsi come il padre.

In redazione sono un po' perplessi ma lo lasciano fare.
Fernanda è seccata ma Rusconi le dice che è tutta pubblicità.

Durante la grande nevicata del decennio Ottavio, con una complicata manovra tra Roma e Ancona, 
conquista il suo secondo contratto di affitto alla Kasbah per l'appartamento n.19.
Lo collega al n.20 aprendo un passaggio tra le due terrazze e crea un primo studio di psicodramma con luci e musica.
Fernanda è contenta di lasciargli a disposizione casa sua quando non è a Roma.

1986

Al Teatro Stabile di Torino diretto da Ugo Gregoretti, la complicità tra Rosati e Pivano
funziona a meraviglia come un matrimonio vincente,
soprattutto nei momenti più difficili della produzione quando c'è un nemico da cui difendersi.

Per salvare  il sociodramma pirandelliano su 'Ciascuno a suo modo' da certe manovre di potere
che lo hanno lasciato senza sede e senza budget,
O. e F. mandano insieme da Roma un telegramma che farà riaprire le porte del Teatro Stabile:

PERCHE' RAPPRESENTARE UNO SCANDALO FALSO
QUANDO SI PUO' RAPPRESENTARE UNO SCANDALO VERO
-STOP-PUNTO INTERROGATIVO-STOP

OTTAVIO ROSATI ET FERNANDA PIVANO (clicca qui)


Ottavio salva la situazione chiamando da Napoli la banda di un Pazzariello che,
in conformità al Living Newspaper di Moreno a Vienna,
mette sottosopra i passanti raccontando per le strade a suon di tamburi la trama ordita dal potere della borghesia e sventata dal potere della Spontanità.



Pivano partecipa all'evento con Zerka Moreno e al convegno del 
Centro Studi su Pirandello e Moreno. 
A Torino e a Roma Ottavio e Fernanda festeggeranno il grosso successo di pubblico e di stampa
col quale hanno rivelato l'asse Moreno/Pirandello. Per anni lo chiameranno 'il nostro colpo grosso'.


Qualche settimana dopo, un 
articolo di Luciana Sica su 'Paese Sera' annuncia che Fernanda Pivano al Piccolo Teatro di Milano 
con Cesare Musatti, Luigi Zoja, Roberto de Monticelli, Giovanni Boria, Donata Miglietta e altri, 
presenta l'edizione italiana dei tre volumi di Psychodrama di J. L. Moreno, che Rosati ha curato per Ubaldini.

Giorgio Strehler dice alla Pivano che forse parteciperà all'incontro ma poi non arriva.
Ottavio, che lo ammira molto, capisce che per alcuni versi lo psicodramma è l'essenza stessa del teatro
ma da punto di vista dello spettacolo è la sua ombra, il suo totale ribaltamento.
Al Piccolo Teatro, Strehler è ciò che Esculapio è a Pergamo: un Dio. Il Dio.

A conclusione dell'evento milanese Giovanni Boria dirigerà uno psicoplay di Alessandro Cecchi Paone.



Altre presentazioni del libro avvengono con Gianni Montesarchio e Girolamo Lo Verso alle Università di Roma, Palermo, Padova.

A Roma, il 27 febbraio, dopo un incontro organizzato da Ubaldini e dal Teatro di Roma al Flaiano,
Fernanda alla Kasbah ha l'idea di festeggiare il libro di Moreno invitando gli amici di Ottavio a
una Torta Morena con creme 
ispirate al pensiero di Freud, Jung, Klein, Lacan e Winnicott.

"Finalmente abbiamo rivalutato Moreno", dice lei. "Gli altri sono solo il contorno. Vuoi una fetta di torta, Trombolino?"

Osservando la Torta Morena Ottavio ha l'intuizione di una nuova tecnica psicodrammatica
con cui potrà gestire i momenti di crisi della Nanda
e che avrà un riscontro clinico tra i suoi primi allievi: Renata Biserni, Enrico Santori, Lorella Versari, Luciana Santioli: 
La Scacchiera.

Si tratta di uno 'psicodramma da tavolo, a due' (integrabile anche nei gruppi) 
dove il paziente-protagonista può rappresentare il gioco dei ruoli conscio/inconscio
muovendo sulla scacchiera decine di personaggi in cerca d'autore.

Le miniature (che all'inizio del gioco erano solo di animali) funzionano come scacchi
da spostare su una base rigida e numerata anziché morbida e informe come quella della Sand Box di Dora Kalff.



Fernanda contribuisce alla nascita della Scacchiera portando a Roma decine di statuine
trovate durante i suoi viaggi con Sottsass. La prima di tutta è quella di un fantasma.
Per questo, nel 2001, quando Rosati realizzerà con Cinecittà Holding il DVD 'Fantasmi'
su Moreno e Pirandello con Leo Gullotta, lo aprirà con la dedica:
A Fernanda per i fantasmi che abbiamo visto insieme.


Pivano pubblica con Rusconi il suo primo romanzo 'Cos'è più la virtù (romanzo quasi d'amore)'
(clicca qui per l'intervista su 'Tutto Libri')
O. protesta perché Fernanda ha eliminato dalle storie del libro tutto il loro reale calore erotico  
nonostante il suo impegno a favore della controcultura e della liberazione sessuale:
Questo libro è come una Traviata senza i violini 
a meno che i tuoi violini non stiamo suonando fuori dal teatro, il che è ancora più grave!

Fernanda ribatte che il muro della vita privata è invalicabile:

  Questo è solo un libro di fiction. Io sono una scrittrice.
Anche io sono uno scrittore. E un giorno scriverò la verità. Quanto è vero Dio!
Non saresti un gentiluomo. Devi rispettarmi, se vuoi essere corretto. 
Come sarebbe a dire corretto? Che devo mentire?
Rispettoso della mia narrazione.
E tu rispetta la mia che oltretutto è più vera della tua. Ciascuno a suo modo.
Ricordi il nostro telegramma:
"perché raccontare uno scandalo falso quando si può raccontare uno scandalo vero?"
Sei troppo psicodrammatico.
Non si può essere troppo psicodrammatici, Fernanda. O lo si è. O non lo si è.

Ottavio protesta che Fernanda
è preda dello stesso complesso persecutorio e vittoriano che le ha fatto perdere le 'Cronache del Nuovo Sesso'. 
Ora lei ha perso l'occasione di scrivere, anziché un romanzo quasi d'amore, il suo romanzo d'amore:
un libro sulla sua vera vita, anziché sulla vita degli altri scrittori.
Perché non ha scritto un romanzo coraggioso che poteva aiutare a vivere molte persone?

Le discussioni su questo conflitto pirandelliano durano ore.
Una volta che tornano a Roma in auto da Firenze, Ottavio si accorge che la prossima uscita dell'autostrada
è quella di Bologna. Mentre litigavano stavano andando verso Milano e nessuno dei due se ne era accorto.

L'analista di Rosati gli dà un'interpretazione del conflitto:
da bambino Ottavio sognava l'arrivo di un nuovo bambino/a in casa sua e ha vissuto un trauma per un aborto che mise a rischio la vita di sua madre.
Il romanzo-bambino che Ottavio vuole salvare, a ben vedere, è un libro suo, il libro che deve scrivere lui, non quello che ha scritto Fernanda con tutte le sue difese. 

Ottavio si tranquillizza. Regala a Fernanda 'Chat steté', uno dei disegni più divertenti di Sinè 
(montato in una cornice Deco)
e glielo appende in camera da letto sopra i cuscini, tra ceste e valigie piene di vestiti,
alcune residenti, altre che fanno su e giù tra Roma e Milano.

Tutti i vestiti che Fernanda porta alla kasbah sono in buste di cellofan con un biglietto e un sacchetto di lavanda:
Nanda, questa tua stanza sembra il magazzino dei Costumi Tirelli! 
Tu non sai cosa sembra la tua, Trombolino.
Vuoi dire un casino? E allora dillo, anzi scrivilo.


 
1987
Ottavio traduce il libro di Lewis Yablonsky, uno dei primi allievi americani di Moreno,
e lo intervista per ADP sui rapporti tra psicodramma e televisione.
Yablonsky e la Pivano incoraggiano Rosati a realizzare in Italia la profezia dello psicocinema di Moreno.
Lui si schernisce ma Fernanda (nel ruolo di moglie saggia) insiste perché Ottavio ci pensi seriamente.

Dopo una serie di psicoplay a Palma de Majorca e Madrid per il CeIS, O. rallenta il lavoro
alla scuola di formazione di Castelgandolfo, iniziato nove anni prima,
per realizzare col montaggio di Alfredo Muschietti il suo primo documentario, Il gioco dell'orologio,
basato su casi clinici delle CCTT e 'I sei personaggi' di Pirandello.
Dopo tre mesi le stesse persone che glielo ha commissionato si preoccupano delle riprese video e gli dicono di fermarsi.



A questo punto l'obiettivo di realizzare il cortometraggio sullo psicodramma
per O. diventa una questione di vita o di morte e la Pivano lo appoggia in pieno.
Ne deriva un braccio di ferro più andreottiano che drammatico con Juan Corelli ex coreografo e vice presidente del CeIS.
Don Mario Picchi invece resta favorevole alla conclusione del lavoro.

Un altro problema è che secondo il suo analista didatta, l'impresa video di Ottavio deriva da un temibile 'complesso Zeffirelli'.
Perciò Rosati chiede una consulenza a Marie-Louise Von Franz dopo averle inviato per lettera una serie di sogni.

Lei si ricorda della radio-intervista fatta nel 1977 a Roma
e riceve Rosati nella sua torre a Bollingen dove in poche ore gli dà un grande aiuto.

Von Franz gli dice che non è in ballo un complesso ma un'evoluzione della sua tipologia.
Secondo i sogni la determinazione a lavorare come regista e non solo come analista,  
parte dall'inconscio ed è irrinunciabile perché 
costringe Ottavio a integrare la sua funzione attualmente in ombra (la Sensazione Estroversa)
schiacciata e distorta da quella dominante (il Pensiero Introverso) dove Gianni si è dovuto rifugiare sin da bambino
per sopravvivere ai conflitti della sua famiglia.


Un disegno di Mario Trevi regalato a Ottavio nel 1977 - © PLAYS

Von Franz domanda a O. se per caso il Pensiero Introverso è la funzione dominante anche del suo analista didatta.
In tal caso, almeno su questo problema, il maestro potrebbe stentare ad aiutare il suo allievo. 

A sua volta Trevi, da studioso rigorosissimo, in un suo articolo chiamerà ironicamente la Von Franz "l'Asina d'Oro"
per un paio di errori storici trovati nel libro che lei ha scritto su 'L'Asino d'oro' di Apuleio.

Nel corso di due brevi incontri a Bollingen la grande allieva di Jung racconta a Ottavio
alcuni mitologemi che al momento lo emozionano profondamente e che capirà solo quando
le potrà leggere e studiare a fondo grazie a un libro del 1997: Archetypal Patterns in Fairy Tales.

Al suo ritorno a Roma, Rosati è così entusiasta dell'incontro con la Von Franz
che, per la prima e unica volta, Fernanda manifesterà una certa gelosia nei confronti di un'altra donna.
Comunque è grazie all'aiuto delle due grandi scrittrici, che Rosati inizia a lavorare sullo Psicocinema di Moreno.

Dopo un viaggio in Egitto, F. racconta a Ottavio di essere rimasta con Sottsass di notte in una piramide 
dove ha bruciato un braccialetto di stoffa davanti a una Sfinge. Quando lo dice a Carotenuto lui commenta:
"Hai sacrificato la tua identità a una divinità sconosciuta". 
Pivano ha una reazione emotiva così forte che sta per svenire.

Per fare uno psicoplay in cui Fernanda possa interagire con una Sfinge, Ottavio la porta ad Anacapri, alla villa di Axel Munthe il medico svedese autore de 'La Storia di San Michele' (1932)
e invita Fernanda ad accarezzare la grande statua di marmo che si affaccia sul mare.

Nel momento stesso in cui la sfiora, degli ammiratori della Pivano si avvicinano con cordialità napoletana 
e la invitano a presentare il suo romanzo alla piazzetta di Capri.
Fernanda si dimentica dello psicoplay ma resta incantata dalle feste, dalla luce, dal volo degli uccelli migratori e dal panorama. 
Come se la guardiana di San Michele l'avesse accolta con un abbraccio. 
Ottavio tocca il cielo con un dito perché vede Fernanda felice.



Passano la notte all'Hotel Gatto Bianco dove O. fa un sogno in cui lui e Nanda sorvolano il mare, a cavallo della sfinge
finché vedono che sull'isola coppie di giovani si baciano sotto stormi di rigogoli gialli e verdi
mentre divampano le fiamme di un incendio.
Fernanda nel sogno si spaventa e dice a Ottavio una frase incomprensibile:
Mi piacque il fuoco, amore. Ma non lo saprò.

Lui si sveglia gridando ai ragazzi di salvarsi e lei lo calma.

Queste strane parole gli resteranno in mente per anni fino al 2001
quando (dopo l'incendio al Festival di Torino) Rosati leggerà un'intervista dove Fernanda racconta
 un rimprovero che suo padre le fece ai tempi della guerra. E dove emerge una chiave per capire il sogno di Anacapri del 1987.

 
Esce il settimo numero di 'Atti dello psicodramma' con un articolo della Pivano.

F. fa un sogno dove manovra un grande Pinocchio di legno come quello che le ha donato Ottavio a Natale. 
Gli regala il testo autografo e gli chiede il suo parere.
Il Sogno-Pinocchio si trova nell'area studenti della scuola di formazione  (N.d.r.)
La lettura sottolinea la differenza tra le maschere che rivelano una parte segreta e quelle che la coprono:
il sogno allude al Falso Sè protagonista del secondo romanzo d'amore che Fernanda sta scrivendo.

Il Teatro Stabile di Trieste invita Rosati a collaborare al programma dell'edizione di 'Ciascuno a suo modo' 
di Pirandello diretta da Giuseppe Patroni Griffi
(la quarta dopo la prima del 1924, quella di Luigi Squarzina del 1961 e quella in chiave di sociodramma del 1986) 

Al Politeama di Trieste Fernanda abbraccia la sua amica Caterina Boratto 
che interpreta il ruolo di Madama Pace, un grande personaggio che dice pochissime parole. 


1988
La Pivano pubblica per Rusconi il suo secondo romanzo, 'La mia Kasbah' dove riporta
nello stile minimalista di Dorothy Parker vicende e psicodrammi avvenuti nel palazzo di Trastevere,
però utilizzando cammuffamenti e alterazioni degni di un caso clinico.
Nel libro F. scinde il personaggio di Ottavio in due parti: Gigi (l'amante lontano) e Nico (l'amico premuroso).

I capitoli "Lo psicodramma di Nico" e "L'alluvione" si ispirano a episodi del '78 che,
 Ottavio descrive senza alterazioni 
nel racconto  
"Psicoplay di topi a Ponte Milvio e di gatti a Saint Tropez".

  Sulla prima copia del romanzo donata a O. Fernanda scrive: 
"A Gianni Ottavio Nico protagonista assoluto di questa storia senza malizia".
La copertina scelta da Rusconi però è maliziosa e il quadrifoglio sotto la dedica sembra sbilenco.
Non è più un mandala.
I petali ricordano la testa e il seno della donna nel quadro di Schiele tra il nome e il titolo del libro.

O. fa notare alla Pivano che per la seconda volta il Vero Sé libidico è nascosto da un Falso Sé virtuoso
come un Pinocchio di legno, che tormenta Sottsass, Ottavio e Fernanda stessa.

Rosati pubblica sul n.38 della Rivista di Psicologia Analitica (Discorso sull'Inconscio, a cura di A. Carotenuto)
l'articolo Interpretazione del gioco e interpretazione nel gioco in psicodramma.


Fernanda Pivano nel 37 al ballo col Principe di Piemonte - © PLAYS

Fernanda sostituisce il suo classico Mantra-Nanda (Giuro che, se rinasco, rinasco puttana
con uno più breve e cinguettato: Nobody loves me. Poverina... 
In riferimento al Tango delle Capinere e al Ballo del Mattone, Ottavio lo chiama Il Valzer dell'Annichilito 
scherzando sul suo racconto del ballo di debutto da ragazza.

Un giorno Ottavio alza la voce e confessa a Fernanda che da questo giro di valzer il suo amore per lei viene annichilito,
cosa degna di una povera scema come Marilyn
(che si lamentava di non avere nessuno con cui andare a cena mentre l'America era ai suoi piedi)
ma non di una donna intelligente, sensibile e colta come Fernanda.
Poi le regala un ciondolo in oro preso a Scanno in Abruzzo con un biglietto:



Un altro giro di valzer. Nobody loves me:
Nessuno mi ascolta, mi porta al cinema e a teatro, mi copre di baci, 

mi sogna, mi telefona, mi pensa, mi odia, mi legge, mi fa gli psicoplay, mi riempie di gatti, mi scrive, mi sgrida,
mi nutre, mi sfancula, mi ingioiella, mi sniffa, mi prende all'aeroporto, mi accarezza, mi insidia la virtù...

Nobody loves me:  Nessuno fa per me tutto quello che in realtà tu fai.
Quindi tu sei Nessuno. Nihil. Ti ho annichilito.

Fernanda sembra capire e lo abbraccia. Gli dà il suo nuovo libro e una foto del '37, bellissima.



Ottavio parla di Nobody loves me con Carotenuto che dice:

"Non è solo vittimismo femminile. Potrebbe essere una cosa più grave. Ma anche tu con quel ciondolo...
Non mi hai detto una volta che tua madre portava il costume delle donne di Scanno?
Stai attento: l'acting out non è uno psicodramma. Dovresti saperlo meglio di me!"


1989
Il pittore Lorenzo Tornabuoni, per ringraziare di uno psicodramma sui suoi quadri di nudo,
regala a Rosati due ritratti: uno fotografico di O. e uno ad olio di F. con la mano a tapparle la bocca.
Lorenzo dice a Ottavio di mettere il ritratto della Pivano a destra della foto e di inondarlo di musica.


F. dichiara sempre più spesso in pubblico che lei è sempre stata fedele al marito traditore
e comincia a vestirsi di nero come una vedova a vita (o una scannese).
Un po' alla volta affiora un complesso autonomo che il talento narrativo e attoriale di F.
impone sul piano dei mass media lasciando quasi tutti convinti e persino commossi.

Un giorno che gli parla dei falsi pudori di Fernanda, Carotenuto gli dice che, come pudori, non sono falsi ma veri
e gli fa notare che dalla parola Hermes derivano due aggettivi: 
ermetico cioè chiuso ed essoterico cioè esplicito.
Poi tira fuori dalla sua immensa libreria 
un libro di impostazione archetipica su Hermes-Mercurio
appena pubblicato in Venezuela da Raphale López-Pedraza e che in Italia sarà tradotto solo nel 2003.



Questo gioco di ruolo di F. (pubblico e privato) resiste a ogni forma di interpretazione, umorismo e psicoplay di Ottavio.
Fernanda si rappresenta nel ruolo di uno strano tipo di vedova/vittima fedele di Sottsass
che in realtà è vivo, premuroso e presente nella vita di lei come del resto lo è Ottavio.


Da questo momento nel rapporto tra F. e O. subentrano le sublimazioni della Venere Celeste 
che mettono da parte le gioie della Venere Terrestre.
Per scelta della Pivano, l'erotismo esce di scena, sostituito dall'attaccamento affettivo di una coppia 
che si nutre di abbracci, fiducia e protezione. 

O. si fidanza "in casa" con 
La Rondine una ragazza bella, intelligente e introversa che frequenta da anni.
Fernanda, che la conosce e la apprezza come studiosa e biblista, non manifesterà mai nessuna gelosia. 
Dice a Ottavio che, se un giorno sposerà la Rondine, lo accompagnerà all'altare.

Una temibile ventata di normalizzazione soffia anche sul lavoro a causa della legge Ossicini che inizia a
regolarizzare la professione di psicologo secondo criteri sempre più formalizzati.

Rosati entra nell'Albo degli Psicologi e nell'Albo degli Psicoterapeuti "per chiara fama" cioè senza dover sostenere l'esame di stato. Può anche continuare la formazione di allievi con il loro riconoscimento legale
ma capisce che la fase pionieristica dello psicodramma in Italia sta per concludersi.

Presto la scuola IPOD dovrà chiedere al MiUR il suo riconoscimento tenendo conto di criteri legati più al potere dell'Università che alla forza della Spontaneità, dell'Arte e della Cultura.
Plays sembra la parola più giusta per procedere su sentieri bicamerali perché si riferisce sia al gioco che al teatro.



L'ultima seduta dell'anno, che è anche l'ultima del decennio, Ottavio parla col suo analista didatta
Mario Trevi che si liscia i baffi come fa nei momenti in cui si esprime con socratica ironia: 

Sa a cosa pensavo ieri sera, professore? Ci sono ruoli e situazioni reali per cui il nostro vocabolario non ha ancora le parole.
Saranno tre o quattro. Mi sono accorto che due di queste parole mancanti riguardano me e Fernanda.

Sarebbe a dire, Ottavio?

Per esempio non esiste una parola per definire una donna senza figli, cioè che non ha figli o che li ha persi.



Vero, l'ho pensato spesso anche io: si può dire 'orfano' ma non il contrario.
Forse perché per la mentalità giudaico-cristiana è una situazione triste, anzi inconcepibile.

Appunto. Le parole rendono reali i fatti e le esperienze. Una donna così si potrebbe chiamare 'pivana'.
Donna che non ha figli: pivana!

Perché non scrive all'Accademia della Crusca, Ottavio? Dico sul serio...
con la considerazione di cui gode Fernanda... potrebbero anche pensarci.

E nemmeno esiste una parola per definire il ruolo di un ragazzo o un uomo giovane
che sente un profondo legame di protezione, amore e cura per una donna più grande
che ha l'età di sua madre...

Ma non è sua madre...

Infatti è il contrario di sua madre. Appunto.

Questa parola di cui Lei ha bisogno non esiste perché sarebbe destabilizzante per i miti della famiglia tradizionale.
La società difende i suoi stereotipi di ruolo e scoraggia le novità suggerite dall'anima. Finché può. 
Di un giovane si può dire al massimo che è un protetto. Ma per il collettivo il protettore o tutore è sempre chi è più adulto.

Ma non è vero, professore! Non è sempre così.

Ha ragione, Ottavio: non è sempre vero. Ma per l'uomo massa questa situazione è destabilizzante quindi inconcepibile.
Ho conosciuto una giovane donna che proteggeva un artista assai più avanti negli anni di lei e senza più un soldo.
I figli biologici, che si erano presi tutto e non aiutavano il padre, dicevano che la ragazza era un'avventuriera o... 

Una puttana?

Sì. In mancanza della parola giusta usavano parole volgari e improprie, di questo tipo.

Quindi Fernanda e Ottavio sono inconcepibili.

Voi due siete concepibili e reali, almeno per chi vi conosce. Ma facilmente definibili, sul piano del collettivo, no.
Non lo siete. A meno che, anche qui, non si inventi una nuova parola.
Che so:
'Ottavio': dicesi di uomo giovane che ama e protegge, come un tutore, un'amabile signora più grande di lui...

Quindi... Rosati sarebbe un 'ottavio'?

E Fernanda una 'pivana'. Sì... Se scrive all'Accademia me lo faccia sapere. 
E con questo per oggi abbiamo finito.

Pivano ha 72 anni, Rosati 39. Sono passati 17 anni dal loro incontro.
Trevi ha 65 anni.


Francesco è piccolo e gioca con le automobiline.
Non sospetta che da grande farà gli psicoplay.

- clicca per il terzo atto - 

 

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