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QUATTRO DECENNI DI PLAYS (il Teatro del Tempo tra la Pivano e la Von Franz) un ipertesto di Ottavio Rosati - 2° parte

  Secondo atto (psicodrammatico e teatrale): GLI ANNI OTTANTA

clicca per il primo atto - 

Musica: se è vero, come scrive Lyotard agli inizi del decennio, che si concludono le grandi narrazioni: anche nel campo della musica giovanile termina quella strada maestra partita vent’anni prima coi Beatles. In termini di popolarità il testimone passa agli U2 ma la vera novità è la scoperta della musica etnica, che anticipa la globalizzazione e trasmette nuovi mondi sonori.

 

1980 Zerka Toeman Moreno e lo Stegreiftheatre - Pivano e il Teatro Off Off Off - Psicodramma e Mnemodramma – Alessandro Fersen e Zerka Moreno – Tra Craxi e Lacan – Fernanda moglie saggia– Psicodramma su Marilyn da Carotenuto – Viaggio con la Pivano al Moreno Theatre di Beacon – Il film di Moreno alla Sorbonne – Psicodrammi alla libreria del teatro 1981 Morte di Lacan – Fernanda tra musica e scrittura – La Vergine degli Angeli – Roberto Capucci all’Opera – Il fantasma dell'Opera a Napoli – Psicodramma al Babin Gesù - Pier Luigi Pirandello - Due attrici tra Moreno e Pirandello 1982 Spazio-radio allo psicodramma - Pirandello e lo psicodramma in Italia - Viaggi e recensioni liriche – Dora Kalf e la Sand Box– Zerka Moreno al museo del folklore  – Enrico IV di Romolo Valli – Aida fuori dal tempo –Il Rossini Opera Festival – Psicodramma in mongolfiera – "Guido i' vorrei che tu e Lapo e io..." – Cento milioni di lire o la maggior somma... – Aldo Carotenuto e il Diario di una segreta simmetria –Il film di Nelo Risi per Rai Cinema - Elda Ferri e Roberto Faenza  1983 Questa sera si recita a soggetto con Zerka Moreno - Clinica Turandot a Torre del lago - Sylvano Bussotti e il sociodramma per Puccini -  Nanda e la collana di Alice Tocklass - Doppi legami matrimoniali – Michael Mc Clure e il Festival di Villa Borghese – Turandot alla Scala – Il visone della Pivano - Fernanda regala a Ottavio una videocamera  1984 Mnemodramma a New York - Storie di gioielli – I fratelli Maggio e la scoperta di Rosalia – Lo psicodramma perverso di Tosca a Torre del Lago – Gretel Leutz al tempio di Esculapio –  Un anello di Fernanda tra le pietre - Disegnare un teatro di psicodramma – Josef Svoboda a Praga 1985 Arriva Francesco - Documentari su Moreno ed Erickson per Rai Radiotre – Fernanda e don Mario Picchi – Ottavio e Fernanda per Scott e Zelda - L'intervista a Paul Watzlawick – La biografia di Hemingway e il radiodramma di una dedica respinta –La nevicata del secolo e il contratto di Ottavio – Un varco tra due terrazze  1986 Telegramma a due mani – Il pazzariello a Torino - Pirandello e Moreno trionfano al Carignano – J. L. Moreno al Piccolo Teatro – La festa della torta e l’invenzione della scacchiera - "Cos'è più la virtù" – Censure e proteste - Chat steté in cornice Deco 1987 Lewis Yablonsky e lo psicocinema di Moreno - Il complesso Zeffirelli – L’asina d'oro di Trevi -  Il CeIS e il gioco dell'orologio –Consulenza a Bollingen - Fernanda sacrifica a una divinità sconosciuta - La sfinge di Axel Munthe a San Michele – Sogni di fuoco ad Anacapri – Un numero speciale della rivista - Pivano, Pinocchio e Pirandello - Il Teatro Stabile di Trieste 1988 "La mia Kasbah" – Rosati tra due interpretazioni - “Nobody loves me…” – L’amore annichilito - Un ciondolo da Scanno 1989 Grandi litigi sul Vero e il Falso Sè – Due ritratti di Lorenzo Tornabuoni – Pivano falsa vedova - Una Rondine da sposare - Mario Trevi e l'Accademia della Crusca.

1980
Cresce l'insofferenza di Rosati per il setting dello psicodramma analitico e i suoi limiti: spesso nel gruppo di pazienti seduti in cerchio su sedie che si impallano tra loro, non si riesce a vedere bene chi gioca. E' inevitabile che gli analisti dirigano il protagonista dando le spalle a qualcuno. Inoltre l'idea stessa di una seduta di psicodramma è una contraddizione in termini: l'interpretazione teatrale si fa stando in piedi, quella analitica stando su una sedia.
Rosati chiede a Zerka Toeman Moreno una copia di The Theatre of Spontaneity e la pianta del Beacon Theatre costruito in America negli anni Quaranta. 

Zerka invia anche il disegno di un bizzarro Teatro a Pianta Centrale con palchetti a corolla per lo Stegreiftheatre. 
Moreno lo presentò a Vienna all'Esposizione Internazionale delle Nuove Tecniche di Teatro organizzata dall'architetto Fredrich Kiesler nel 1924.

Più che una struttura teatrale realistica, il teatro a pianta centrale di Moreno sembra un mandala fatto di una dozzina di minuscoli anfiteatri disposti come i petali di un fiore. Ottavio scrive a Zerka:
...un teatro del genere è irrealizzabile in pratica ma è significativo dal punto di vista morale e psicologico perché in un anfiteatro classico, come il Colosseo o l'Arena di Verona il singolo spettatore sparisce come soggetto mentre è importante solo ciò che accade nella pianta centrale. Invece nello psicodramma ogni membro del gruppo è un mondo e, quando si esprime, diventa un piccolo anfiteatro in cui rappresenta la sua vita: ciò che gli altri vogliono farne e ciò che vuole farne lui. 
In effetti la pianta centrale non è importante di per sé stessa. Ciò che importa è la circolarità: il fatto che da una scena nasca un'altra scena, da storia nasca storia...

Una versione semplificata della stessa pianta (a SX nella tavola qui sotto) aiuta a farsi un'idea dell'intuizione che il giovane Moreno aveva in mente: 
Pdf di commento allo schema planimetrico disegnato nel 2018 


Il secondo disegno del teatro a pianta centrale di Moreno, con uno schema planimetrico realizzato nel 2018 dall'architetto Manuel Lentini - © PLAYS

Per certi versi il primo teatro di Moreno sembra l'immagine archetipica di un nuovo spazio di rappresentazione dei gruppi e dei sistemi dove la rigidità dei ruoli può essere messa in discussione, dove ogni spettatore può diventare un attore e un autore.
Come in alcuni disegni di Escher e nella massima di Ermete Trismegisto, Dio greco del logos e della comunicazione:
tutto ciò che è in alto è come ciò che è in basso, tutto ciò che è in alto è come ciò che è in basso...


Dal punto di vista formale la pianta di Moreno ricorda molto quella della chiesa di Santo Stefano RotondoRoma
che è stata spesso paragonata a un mandala per la sua struttura in cui l'altare è collocato al centro e non sul fondo della costruzione. Fa fatta però una distinzione importante tra le due strutture: Pdf di approfondimento


Ottavio vuole saperne di più sul primo modello viennese e Zerka gli racconta che anche Kiesler presentò all'Esposizione un suo teatro circolare realizzato in legno a grandezza naturale e che Moreno si infuriò e lo accusò di avergli copiato l'idea.
Il conflitto tra l'architetto e il regista fu così acceso che finì in tribunale. Sembra 
che nel teatro di Kiesler uno spettatore si muovesse su uno scivolo che permetteva di cambiare il suo punto di vista: 
probably it was a kind of carousel like in Wien Prater. 
Una caricatura dell'epoca apparsa sui giornali mostra un match di boxe tra gli autori dei due progetti, in cima al teatro di Kiesler:



Quando Rosati racconta questa storia alla Pivano, lei resta colpita dalla stranezza dei due progetti alternativi e un po' folli.
Qualche tempo dopo gli porta da Milano due immagini che Ottavio a sua volta gira a Zerka.
Una arriva da amici architetti di Sottsass (Kiesler veniva dalla scuola di Loos) e ritrare la complicata macchina teatrale che nel 1924 scatenò le proteste di Moreno.
L'altra è la foto di una performance del Living Theatre al Politecnico di Milano nel 1968 dove si vede al centro un ragazzo del pubblico che si spoglia per entrare anche lui in scena, passando dal ruolo di spettatore a quello di attore. 
Nella lettera di risposta Zerka commenta: really it is the perfect psychodramatic moment!
Nella foto del Living qui sotto un cerchio rosso indica gli attori e un cerchio giallo il ragazzo:




Fernanda dice a Ottavio che questa visione meta-teatrale europea degli Anni Venti anticipa di mezzo secolo quella del Teatro Off Off Off Broadway che in America avrebbe abbattuto la tradizionale distinzione tra platea e palcoscenico mettendo il pubblico in contatto con gli attori. 
Ottavio decide di andare con Fernanda al Beacon Institute dove Moreno ha costruito nel 1942 il primo teatro di psicodramma di America e del mondo. Troveranno un teatro-laboratorio oblungo, in legno, senza sipario ma con una scena circolare a tre livelli di altezza e una balconata dalla quale possono affacciarsi personaggi dominanti o figure di Super-Io:

 

Se lo confrontiamo a due anfiteatri moderni (piccoli o grandi) come quelli delle foto qui sotto, è evidente che a Beacon di circolare è rimasta sola l'area per l'azione, in fondo a un teatro di forma rettangolare come A Roma il Ridotto dell'Eliseo o il Teatro OFF OFF. I membri del gruppo erano seduti in posizione frontale rispetto alla scena come in un teatro normale, in attesa di entrare in scena.


Il Teatro dell'Argine San Lazzaro di Savena (Bologna)                                                              The Circle in the Square (Broadway)

E' possibile pensare a un nuovo tipo di struttura e come realizzarla? Questo problema sfocerà nel progetto del Teatro del Tempo
e solo nel 2018 PLAYS comincerà a trovare la soluzione nella creazione di uno spazio fatto soprattutto di luci mobili, specchi e proiezioni.

Intanto, 
come inviato de Il Mattino di Napoli, Rosati va con Fernanda a un convegno su Alessandro Fersen e il suo Mnemodramma e lei (da maestra di networking) gli suggerisce di fare incontrare Fersen con Zerka Moreno organizzando in Italia un evento sullo psicodramma.


Tre anni dopo al Teatro Flaiano, Fersen consegnerà alla Moreno un'onoreficenza della città di Roma. Zerka a sua volta inviterà il maestro a New York per presentare il Mnemodramma al convegno dell'American Association of Group Psychotherapy and Psychodrama. 

Sempre nel 1980 Fernanda si rifiuterà di presentare a Mondo Operaio (il Centro Culturale del PSI) 'Jouer, Jouir' dei Lemoine che esce come quinto numero della rivista di Rosati Atti dello psicodramma
Mi spiace, tesoro, ma non mi sento di entrare tra Craxi e Lacan! I miei 
ragazzi beat non me lo perdonerebbero. 
Qualche tempo dopo Fernanda gli dirà:
La verità è che ti vedevo infelice con quei francesi e ti ho detto di no per spingerti a voltare pagina.

Ottavio e Fernanda vanno insieme al Moreno Institute di Beacon (N.Y.) dove la Pivano che intervista Zerka Moreno per Il Corriere della Sera  sui rapporti tra lo psicodramma e il nuovo teatro americano. 



Nella vecchia redazione della Beacon House, Rosati trova in una scatola per terra delle foto e una copia dello Psicodramma di un Matrimonio di Moreno  girato alla Sorbonne nel 1964 che ha cercato invano in Francia negli archivi della RTF.
Gli sembra di aver trovato il Santo Graal. La porta in Europa, la copia in cassetta e, prima di restituirla, ne regala una copia a tutti i colleghi. PDF di approfondimento

Nel 2017 sarà Marco Greco, curatore dell'archivio Schutzenberger, a trovare tutti i documenti video del lavoro di Moreno in Francia,
compreso quello girato da Roberto Rossellini che Rosati in origine confonde con quello girato da Jean Luc Leridon.


Certe volte Pivano gioca a fare la moglie saggia che spiega al marito come si deve muovere: quando su Paese Sera esce la prima intervista fatta a Ottavio, Fernanda gli dice di mandare a Luciana Sica un biglietto di ringraziamento; O. le manda due bottiglie di Dom Pérignon e la Pivano commenta: 
Non esagerare! Un biglietto è un omaggio. Lo champagne è plagio.



In occasione della prima della Marilyn di Lorenzo Ferrero al Teatro dell'Opera di Roma O. dirige un Socioplay per Anima nello studio di Aldo Carotenuto dove F. gioca il ruolo della Monroe. Nella fase di sharing e analisi scoppia una discussione:
per O. Marilyn è una bellissima oca di plastica. Per F. è una povera ragazza disperata. Carotenuto dà ragione a entrambi. 

F. accompagna Rosati a Montpellier per in convegno della SEPT La Sexuation en Psychodrame. Lei si annoia e dice:
non ho capito una parola un po' perché sono una povera scema... e poi perché i lacaniani non fanno niente per farsi capire, anzi...
Dopo la relazione di Ottavio scappano via come due ragazzini che marinano la scuola.


1981
Muore Jacques Lacan. In un articolo commemorativo per i quotidiani della AGL Rosati fa la storia del suo rivoluzionario percorso analitico e filosofico ma non menziona il tentativo dei Lemoine di collegare Lacan allo psicodramma.  Lo stile e il pensiero di Lacan gli sembrano sempre più agli antipodi di quelli di Moreno per il loro intellettualismo privo di emozioni e spontaneità che, naturalmente, ha un suo pubblico di praticanti e utenti. Che Ottavio comincia a trovare insopportabile.



Stefano Del Re, grande amico del liceo, propone a Ottavio di collaborare ai giornali della AGL dell'editore Caracciolo su argomenti di psicologia. Rosati ottiene anche il ruolo di critico lirico che gli permette di viaggiare con la Pivano che lo accompagna a tutti i Festival musicali italiani estivi dove O. scopre l'amore di lei per la musica.
Fernanda è diplomata in pianoforte e insegna letteratura al Conservatorio di Milano. La sua straordinaria modulazione della voce funziona anche quando parla da critico. Fernanda ne fa un uso seducente, artistico e qualche volta manipolatorio perché le consente di cavarsela con eleganza quando è messa alle strette sul piano razionale.



Al Teatro Sferisterio di Macerata durante un concerto di Montserrat Caballé, ascoltando l'aria 'La Vergine degli Angeli'
Fernanda piange di commozione e stringe la mano di Ottavio così forte da graffiarlo con le unghie.
A cena la Pivano si complimenta con la cantante dicendo di aver sentito una volta, con Montale,  La Forza del Destino con la Callas:
Lei, signora Caballé, è più appassionante 
perché è cattolica, spagnola e madre.
Nell'intervista pubblicata da Rosati la Caballè rivela un suo sogno ricorrente in cui sale, sale, sale sempre più in alto.

 Al Teatro dell'Opera di Roma Ottavio presenta a Fernanda Roberto Capucci, il couturier artista e appassionato di lirica. 
I due personaggi si incontreranno spesso nei salotti romani con un esito divertente riportato 
in una pagina dei Diari



Molti anni dopo Plays dedicherà a Capucci il cortometraggio Le Code Le Ali (2014)
(con un commento psicoanalitico di Claudio Widmann) e un documentario televisivo  (2017).
Il progetto Capucci culminerà nello script del film La Moda Proibita: la storia di uno studente di psicologia 
che vuole fare la sua tesi su  un sarto che passa dal mondo dell'Alta Moda a quello dell'Arte.

F. e O. vanno insieme a un reading di Allen Ginsberg e Le Roy Jones al Teatro San Carlo di Napoli dove alla fine tutti gli interpreti, rimasti a parlare nei camerini, si ritrovano imprigionati nel teatro chiuso e deserto.
O., per gestire un attacco di ansia di Fernanda, improvvisa nel foyer uno shock psicodrammatico in cui salta fuori dal buio come il Fantasma dell'Opera gemendo le battute di Carmela la sorella del portirere in "Questi fantasmi" di Eduardo.
Nanda un po' si infuria, un po' ride. Ginsberg applaude, Le Roy Jones chiede la traduzione. Finalmente qualcuno si accorge di loro e li salva. L'editore Tullio Pironti organizza grandi feste con pizze a piazza Dante. 

Nella sua recensione Ottavio omette l'incidente che anni dopo descriverà in un articolo (clicca qui)

Rosati si rivolge a Zerka Toeman Moreno alla ricerca di possibili rapporti tra Pirandello e Moreno e Zerka in una lettera ipotizza  una catena di contatti che parte dall'attrice Elisabeth Bergners (allieva di Moreno)  e arriva a D'Annunzio tramite Eleonora Duse.

Grazie al nipote di Pirandello, l'avvocato Pier Luigi, O. scopre che Luigi (dopo lunghe trattative diplomatiche) negli anni Venti era andato in Austria a riprendere il figlio Stefano prigioniero dell'Austria, negli anni in cui Moreno teneva sessioni di Teatro della Spontaneità allo Stegreiftheater di Vienna.
Forse in quell'occasione Pirandello scoprì la rivoluzione teatrale di Moreno. Tuttavia, in una commedia scritta da ragazzo (Gli uccelli dell'alto), Luigi aveva già avuto la stessa idea del ribaltamento tra platea e palcoscenico. 
Da maggio a ottobre Ottavio tiene un corso di formazione in psicodramma per gli operatori dell'ospedale per l'infanzia Bambin Gesù di Roma. In un paio di occasioni la Pivano lo accompagna fingendo di essere una collega nel ruolo di osservatore silenzioso e si divertono a farla franca:
"Te l'avevo detto io che ero all'altezza," scherza lei. "E poi a che mi serve aver fatto il training in silenzi lacaniani a Parigi se non lo posso usare?"


1982
Rosati inizia a collaborare regolarmente con recensioni di libri a Spazio Tre di Rai-radio3 e ad altri programmidove segnala pubblicazioni italiane e straniere relative allo psicodramma come vede fare a Carotenuto per affermare il pensiero di Jung accanto a quello di Freud.

 
 
Il quarto numero di Atti dello Psicodramma: Pirandello e lo psicodramma in Italia 
esce con una copertina tricolore. Contiene articoli di Cesare Musatti e Giovanni Macchia.

La Pivano partecipa al primo Convegno su 'Il Gioco in Psicoterapia Infantile Junghiana', organizzato dall'Ospedale Bambin Gesù di Roma con Atti dello Psicodramma.
Incontra Dora Kalff che le piacerà molto e la intervista 
per Il Corriere della Sera (clicca qui) sulla sua tecnica analitica della Sand Box in cui il paziente entra in contatto con l'inconscio creando delle composizioni simboliche di oggetti in una cassetta piena di sabbia.

A marzo la rivista di Ubaldini organizza insieme a Renato Nicolini, al Museo del Folklore a Trastevere
una conferenza di Zerka Toeman Moreno.
Fernanda e Ottavio offrono in suo onore 
un ricevimento al quale partecipano più di trecento persone affollate nel giardino della Kasbah.
 


Pivano collabora alla rivista di Rosati che parla sempre meno di Lacan e sempre più dell'asse Moreno-Pirandello.

Rosati prende le distanze dallo psicodramma analitico di Gennie e Paul Lemoine e dei loro allievi che è incapace di integrare punti di vista clinici e culturali esterni alla scolastica lacaniana.
Pivano lo incoraggia a fare un suo personale percorso clinico e creativo: il nazionalismo dei francesi è solo provincialismo.

Ottavio entra in contatto con Romolo Valli, che interpreta all'Eliseo Enrico IV con la regia di Giorgio de Lullo 
e lo presenta alla Pivano. I due si piacciono e si capiscono da prima donna a primo uomo. Scambiando spesso i ruoli.

 

Ottavio, inviato dal suo giornale a recensire l'estate lirica in Italia, porta Fernanda all'Arena di Verona. Lei è contentissima e carica in auto tre valige di vestiti. Gli alberghi di Verona sono strapieni e trovano posto in un residence al lago di Garda.
Il pomeriggio della prima, danno 
un passaggio a una coppia di texani: lei in stivali di cuoio nero coi tacchi a spillo, lui col cappello da cow boy.
 
Fernanda con scarpine rosse di Ferragamo domanda che lavoro fanno e l'americana risponde:
'Chicken stranglers' (strangolatori di polli). Parlano di cavalli, caccia e pesca. 
Quando Ottavio domanda Do you like Hemyngway? Fernanda gli sussurra Stronzo! La texana risponde We prefer Mac Donald.
But we don't pluck chicken. We just strangle them!

Fernanda traducendo il programma racconta che nel '13 un salumaio vendette in una sera mille fiaschi di vino e 750 kili di prosciutto.
Ottavio bisbiglia a Fernanda: 
Immagino una regia con questi due che entrano in scena sugli elefanti con 750 polli da spennare vivi...



Quella sera è la prima di Aida nella riproposta della mitica edizione del 1913 con cui si riaprì l'anfiteatro
per celebrare il Centenario della Nascita di Verdi, quando accorsero 200.000 spettatori in otto sere:
americani, argentini, inglesi, francesi, russi, tedeschi, spagnoli, olandesi
alla presenza di Boito, Mascagni, Puccini, Pizzetti, Zandonai, Illica, Montemezzi, Ricordi e Sonzogno.
Si respira un'aria euforica ed esaltante come se al centro dell'Arena volteggiasse Hermes-Mercurio tra scintille e clessidre che si ribaltano.
L'attesa dello spettacolo è già spettacolo. Il tempo è fuori del tempo: Fernanda ha trent'anni. Ottavio trentuno.
Hanno messo al mondo due bambini gemelli: Lucio e Lucia.

Quando l'ufficio stampa dell'Ente Lirico scopre che Rosati è venuto con la Pivano li manda in prima fila tra spettatori bellissimi, elegantissimi e altissimi che in realtà sono modelli noleggiati da un'agenzia di moda di Milano per dare tono alla prima.

 L'Aida storica diretta da De Bosio è grandiosa ma la interrompono tre scariche di pioggia, uno sciopero selvaggio del coro e il forfait di Radames per stress alle corde vocali. Lo rimpiazzano con un altro tenore che arriva dopo un'ora perché sta dormendo coi tappi alle orecchie e non sente il telefono. 
La recita, iniziata alle otto, finisce davanti a centinaia di ombrelli aperti alle due e mezza del mattino
mentre decine di pullman aspettano di riportare gli spettatori alle loro città.
 
I due texani sono entusiasti e chiedono se l'opera italiana è sempre così.
Mentre Fernanda si sfila le scarpette zuppe di pioggia, arriva il sovraintendente per farsi firmare dalla Pivano una copia di Spoon River.
Lei, riferendosi a Eugenio Montale, dice: Come si sarebbe divertito Eusebio stasera!
Ottavio conclude: Grazie. E' stato davvero un viaggio nel tempo.

Pivano segue Ottavio anche a Pesaro per i cinque spettacoli in programma dal 26 agosto all'11 settembre
al 3° Rossini Opera Festival che festeggia l'edizione critica delle opere del maestro.



Così circonfusa di musica, Fernanda ringiovanisce e sembra in viaggio di nozze.
Il portiere di un albergo la chiama signora Rosati e lei non fa una piega.
Ottavio non lo se ne rende conto ma è inebriato su almeno tre dei sistemi sottocorticali descritti da Panksepp  (sesso, gioia, ricerca)
e fantastica che lo spazio-tempo della lirica in Italia
sia un mondo a parte che galleggia sulla realtà e che condividerà con Fernanda per tutta la vita.

A Pesaro Rosati le racconta un sogno in technicolor in cui si spostano, da Verona, a Spoleto, a Macerata,
a bordo di un teatrino di psicodramma attaccato a una mongolfiera/altoparlante.
Fernanda interpreta il sogno battendo le mani e citando Dante:
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento e messi in un vasel...
Ottavio conclude: ...che sul mare andasse, col gioco vostro e mio! (clicca qui per il vero testo di Dante)


Comincia così a prendere forma il progetto di realizzare, insieme alle facoltà di Psicologia, Medicina e Architettura, 
un Teatro Stabile di Psicodramma da mettere a disposizione di psichiatri e psicoterapeuti. 
E di tutti quei medici che vogliono potenziare l'efficacia terapeutica di farmaci e parole grazie a un nuovo genere di psicoplay con una fortissima carica emotiva, realizzabile col ricorso a luci, immagini e musiche in grado di raggiungere e trasformare l'inconscio profondo dei pazienti. 

Questo spazio di psicoterapia con una regia video e un palco centrale e trasformabile rientra nella ricerca clinico-scientifica sui sogni e sul rafforzamento del sistema immunitario alla base di ogni guarigione.
Il teatro terapeutico andrebbe realizzato in uno spazio terapeutico realizzato nel giardino di un ospedale ma non al suo interno. Deve essere 
aperto sulla luce e sul verde. Questa condizione logistica è molto importante.


Lo spazio del comune di Siena scelto nel 2000 per i seminari di IPOD - ph Andrea Bassega © PLAYS

Un giorno sotto Pasqua negli anni Novanta, passando sotto la magnolia di via Corsini davanti all'Orto Botanico
Fernanda dirà a Ottavio di aver consegnato al suo avvocato
una lettera con le indicazioni di un lascito:
Ho lasciato scritto che al teatro di psicodramma, per il palcoscenico, andranno
cento milioni di lire o la maggior somma, secondo quello che ci sarà nella mia banca.
Ottavio entra in uno stato di esaltazione ma si vergogna e non lo fa vedere.
Il giorno dopo, per calmarsi, va a Villa d'Este a Tivoli in bicicletta, andata e ritorno pedalando nel cielo tra i rami degli alberi.


A destra il cocker Duffy e tre allievi della scuola Ipod. L'opera al centro è opera di Sidival Fila (v. "The struggle of Jacob" 2016)

Pivano e Rosati decidono di chiamare questo laboratorio: "Il Teatro del Tempo"
Non parleranno mai dei dettagli legali e O. non pensa a chiedere una copia della lettera
di cui, alla morte della Pivano, non si troverà nessuna traccia. Ma la promessa di Fernanda resta viva e reale.
Ottavio sente che il progetto si realizzerà comunque, magari per vie che Fernanda non avrebbe potuto immaginare.
In ogni caso anche grazie a lei. Molti la aiuteranno a mantenere la sua promessa.



Rosati annuncia sui giornali della AGL il libro Diario di una segreta simmetria che a settembre Aldo Carotenuto
pubblica con Ubaldini con immediata risonanza internazionale. 

Il best seller si basa sulla scoperta del carteggio tra Freud, Jung e Sabine Spielrein che, agli albori della psicoanalisi, 

portò alla scoperta del transfert.
Carotenuto chiede consiglio alla Pivano su come presentare il libro in America.

Nel 1991 Ottavio inventerà con Rai3 e il Teatro Stabile di Torino un nuovo genere di intervista scenica, detta librodramma,
in cui Carotenuto gioca a soggetto con un gruppo i tre personaggi di Freud, Jung e Spielrein.
Lo psicoplay (di cui uscirà in edizione integrale il DVD col libro Intervista multistrato ad Aldo Carotenuto
fa parte del programma televisivo 'Da Storia Nasce Storia' di Rai3.

La Pivano sarà presente in studio a Torino ma Ottavio non inviterà anche lei a realizzare ilo psicoplay di un libro a lei caro.
Questo sarà sempre un suo rimpianto e un suo interrogativo senza risposta. (Clicca qui per un estratto video)


(Clicca qui per il testo)  

Dal best seller di Carotenuto Tania di Martino e Rosati ricaveranno per Rai Cinema 
la sceneggiatura di un film di Nelo Risi appoggiato dal presidente della Rai Liliana Cavani.
Purtroppo un cambio politico dei vertici della Rai fermerà la produzione.

 La Pivano parlerà del libro di Carotenuto a Elda Ferri e Roberto Faenza che nel 2003 ne trarranno per Jean Vigo Italia 
il film 'Prendimi l'Animamolto più fedele alla verità storica di quello di Cronenberg del 2011.
Faenza invita Rosati a collaborare come consulente soprattutto sulle implicazioni ideologiche di Carl Jung.



1983
Pivano e Rosati con Luigi Squarzina, direttore del Teatro di Roma, invitano Zerka Toeman Moreno a condurre al Flaiano 
il primo psicodramma tenuto in un teatro italiano 
a proposito di Questa sera si recita a soggetto di Pirandello, con la partecipazione di una dozzina di attori,
da allievi del Living Theatre fino a Elsa de Giorgi, diva degli Anni Quaranta.

Zerka anni prima ha subìto l'amputazione del braccio destro e Fernanda ha l'idea di circondarla di vecchie marionette disarticolate tratte dalla collezione della Signorelli; la Moreno userà la foto come copertina della sua autobiografia.
L'evento al Flaiano riscuote un successo di critica e pubblico. Molte persone restano fuori del teatro esaurito.

Sono passati undici anni dall'intervista per ArcanA: F. ha 66 anni, O. 33


In occasione del convegno 'Esotismo e colori locali nelle opere di Puccini' alla stagione lirica estiva di Torre del Lago,
Fernanda partecipa con Mosco Carner (biografo del maestro) al socioplay "Clinica Turandot"

L'improvvisazione coinvolge il gruppo di musicologi e critici grazie a una serie di blitz e giochi fuori programma
e piccole citazioni musicali realizzate al pianoforte dalla Pivano.
Non appena spunta fuori l'inconscio dei presenti Rosati li rassicura tornando a
psicanalizzare l'opera di Puccini attraverso il concetto junghiano di Anima
che Puccini articola tra la sanguinaria principessa e il rassicurante personaggio della povera Liù.


DX: La foto di Fernanda da bambina che Mary Pivano ha regalato a Ottavio  - © PLAYS

O. e F. amano molto il Festival che mantiene il sapore di una festa musicale gestita con entusiasmo
da un villaggio di pescatori che hanno dato alle strade il nome delle opere di Puccini (via Gianni Schicchi, via Turandot, via Butterfly...). 
Il registro del Gioco si combina a quello dell'Arte e il direttore artistico Sylvano Bussotti (sostenuto dal PCI)
difende la bizzarria del socioplay dalle proteste di un austero critico presente al convegno.



La stagione di Torre del lago è breve ma ha un pubblico internazionale che a Fernanda piace. 

Una sera a cena, Pivano racconta a Ottavio di quando Alice Toklas le ha regalato la collana di corallo
che ora lei porta al collo e che era della sua compagna Gertrude Stein.
Poi gli rivela che Sottsass non è il suo primo marito:

Pivano aveva già sposato un milionario gay (americano) da cui si è separata dopo la prima notte di nozze,
scappando in pigiama e pelliccia perché "lui pretendeva di consumare il matrimonio".



O. le fa notare l'analogia con l'archetipo di Turandot che taglia le teste dei pretendenti
e il paradossale doppio legame di un marito 
che scopre la sua eterosessualità proprio nel momento in cui sua moglie la rifiuta.

Come vedi, Turandot castra il maschile che la corteggia...

"Sottsass però," replica Fernanda, "mi ha conquistata."



Cosa? Sei tu che hai conquistato lui! L'unico che ti ha conquistato sono io.

Così gemendo, Ottavio afferra il calice del vino, lo spezza e si taglia il dito:

"Certamente, tesoro. Questo è fuori discussione. Però adesso stai attento a non rovinarti la giacca di lino che è l'unica che hai. Dammi la mano, fammi vedere dove ti sei tagliato. Ma Santo Cielo... guarda il sangue..."

Tornati a Roma, Rosati fa leggere alla Pivano i libri di Edmund Bergler, uno psicoanalista viennese autore di studi
sul masochismo, l'omosessualità e il blocco dello scrittore. Lei li trova difficili ma bellissimi.

A settembre O. accompagna F. al Festival dei Poeti di Villa Borghese 
dove intervista il poeta californiano Michael McClure sulla sua poesia dei leoni basato sul Beast Language
con versi animali e ruggiti che il pubblico romano non apprezza molto.
Ottavio decide che vanno benissimo per uno psicodramma e infatti nei gruppi si rivelano perfetti per la fase del riscaldamento e non solo.

Un'altra Turandot apre la stagione lirica della Scala in un'edizione diretta da Maazel e Zeffirelli.
E' la prima occasione mondana in cui Fernanda e Ottavio compaiono insieme a Milano in un contesto pubblico 
e lui si è comprato il suo primo smoking a via Condotti pagandolo in due rate corrispondenti a due seminari di fine settimana.

Pivano esce di casa, elegantissima, dentro un visone color miele stretto e lungo fino ai piedi.
Ottavio è a bocca aperta sia perché lo trova splendido, sia perché è indignato:

E questa pelliccia che sarebbe? Un altro omaggio a Hemingway?
Non ricominciare, adesso. Non mi va di litigare
Sembri un totem di orso. Anzi l
'erezione di un orso in letargo.
E come fa ad avere un'erezione se dorme?
Sogna di scopare con l'orsa maggiore. Comunque questa pelliccia è pericolosa. E se per strada ti gettano addosso la vernice?
Hai ragione, tesoro. Saranno duecento metri ma andiamoci in taxi. 

Dentro e fuori la Scala, Pivano è accolta e fotografata come una stella e Ottavio è orgoglioso di lei e felice della sua gioia. 
Alla cena stampa dopo lo spettacolo, quando Fiorella Minervino domanda a Fernanda "Chi è il tuo giovane accompagnatore?"  la Pivano risponde:
Lui è Ottavio Rosati, il critico che mi ha portato. Ora te lo presento ma stai attenta che è un Frugamenti.



A Milano Ottavio trascina una Fernanda al Teatro della Cannobiana dove Antonio Calenda presenta lo spettacolo  'Na sera e Maggio basato sul repertorio dell'avanspettacolo napoletano
di Pupella, Beniamino e Rosalia Maggio, sottogruppo di quindici fratelli di cui sei figli d'arte.



Dal basso: Pupella, Rosalia e Beniamino Maggio

'Na sera e Maggio commuove ed entusiasma il pubblico. Uscendo dal teatro,
Fernanda è quasi in lacrime e dice (anzi 'canta-suona') a Ottavio una di quelle frasi che gli spezzano il cuore:
Sai, tesoro: i fratelli Maggio lo sanno che non lavoreranno insieme mai più!.

Rosati è così incantato dalla spontaneità di Rosalia (più solare di Pupella) che giura di lavorare con lei

e ci riuscirà nel 1991 prima in teatro e poi in televisione.

Per Natale Fernanda (che per anni ha comprato a Sottsass le sue prime macchine fotografiche)
regala a Ottavio un nuovo modello di videocamera. Il dono è entusiasmante e lui vorrebbe inaugurarla facendo delle interviste sulla storia della sua famiglia durante il pranzo di Natale a casa dei genitori dove è invitato con la Pivano. 
Però tutti si tirano indietro e sabotano le riprese. Ottavio prima insiste, poi 
si irrita e alla fine esplode.

Tornando a casa in auto, Fernanda gli dice:
Tesoro, ho avuto paura che ti venisse un infarto. Davvero! I tuoi si sono comportati in modo vergognoso...

Per l'amor di Dio, se vuoi davvero fare il regista, lascia perdere le intervistine ai nonni e fai qualcosa di serio e professionale.

O. cerca in tutti i modi di entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia, anche come semplice uditore
ma non lo accettano per limiti di età e il suo persecutore interno gli impedisce di cercare altre strade.

Se gli dicessero che, o
tto anni dopo, Grazia Volpi lo chiamerà al CSC proprio per dirigere un film su Fernanda 
non ci crederebbe.
Eppure questo mezzo miracolo succederà e O. non si fermerà davanti a niente per trovare l'altro mezzo.


1984

Rosati accompagna Alessandro Fersen a New York per presentare il Mnemodramma
14 aprile al Roosvelt Hotel in occasione del
42° Congresso dell'American Association of Group Psychotherapy and Psychodrama 
Incontra Jonathan (il figlio di Moreno), Jonathan Fox e Gretel Leutz alla quale fa un'intervista sul suo rapporto con Moreno.
Poi passa una settimana di studio al Beacon Institute ospite di Zerka Moreno. 



In estate Fernanda torna con Ottavio a Torre del Lago dove, al convegno 'I libretti di Puccini e la letteratura del suo tempo', presenta
Lo psicodramma perverso di Tosca 
una conferenza in cui analizza un sistema triangolare di bugie e inganni che alla fine si rivela catastrofico per tutti. 
A suo parere il 
doppio legame del personaggio di Tosca sta nel fatto di essere una cantante
sia sul piano della realtà che su quello della finzione:
Ma stammi attento di non farti male! Con scenica scienza io saprei la movenza... E cadi bene!
Come la Tosca in teatro.

 

Il triangolo edipico tra Scarpia, Cavaradossi e Tosca è pervertito dal fatto che è il perfido barone (Papa-Padre-Re) 
a voler sottrarre la donna a Mario (Figlio Ribelle) come in una famiglia psicotica.

Fernanda lo ascolta e applaude, poi gli dice:
Quando fai questi tuoi balletti teorici sei proprio bravo. Si vede che Rodolfo Wilcock ti ha insegnato l'ironia. Però me lo rispieghi, tesoro, che non ho capito niente?

O. partecipa allo 'Psicodramma di Esculapio' organizzato da Gretel Leutz al Tempio di Pergamo 
in quella che oggi è la Turchia e un tempo fu la Magna Grecia.
F. stavolta non se la sente di accompagnarlo ma gli affida un anellino indiano da offrire al Dio della Medicina
nascondendolo tra le rovine del tempio dove i medici curavano i pazienti mettendo in scena dei sogni. (clicca qui).

Questo piccolo rito crea un problema perché una guardia, vedendo Ottavio chinato per terra con un gioiello in mano,
lo accusa di averlo tirato fuori dalle rovine e di volerlo trafugare.
Dopo un momento di angoscia aggravato dal fatto che nessuno dei turchi parla inglese tutto si risolve a gesti lasciando l'anello di Fernanda nelle mani della polizia invece che tra le pietre. "Non ti preoccupare, caro," dirà Fernanda. "Per me è la stessa cosa. L'anello è arrivato in Magna Grecia."

Naturalmente a Pergamo l'incidente è subito oggetto di uno psicodramma dove Rosati,
in preda a un attacco di asma allergica all'idea di finire nelle carceri di Istambul, viene curato da antichi sacerdoti del Dio
che lo addormentano con un brodo di papaveri e gli appaiono nel sogno in Forma Divina.

Un'allieva bionda di Gretel Leutz interpreta il ruolo della Pivano. Nel finale dello psicodramma
Ottavio presenta Fernanda ad Esculapio come una grande scrittrice che si avvelena col cioccolato e il Dio la sculaccia fino a quando lei promette di smettere. Tutto finisce in un mare di risate. L'asma è sparita.

Dopo il viaggio a Pergamo, Rosati si sente saturo di lirica e fa continuamente  sogni su un teatro di psicodramma moderno.
Ne parla con Fernanda ma non osa dirle che tra chi potrebbe realizzare il progetto c'è Sottsass.
Tra gli architetti Rosati immagina Tadao Ando 
e le mostra due capolavori: La Chiesa della luce La Cappella sull'acqua.



O. parla con entusiasmo anche di Josef Svoboda, lo scenografo mago della luce e inventore della Laterna Magika di Praga.

 

Svoboda è un genio assoluto, autore di bozzetti e fotografie che ispireranno il logo di PLAYS
e negli anni 2000  il diploma della Scuola di Formazione IPOD PLAYS dove non ci sarà 
nulla di burocratico
ma solo un'immagine fatta di luci, tratta da opere di Svoboda che trasmette lo spirito dello psicodramma oggi.

Fernanda regala a Rosati dei libri sull'architettura dei teatri e una scatola di matite ad acquerello:
"Questo teatro comincia a disegnarlo tu," dice lei.
Ma io non sono un architetto...
"Fellini disegna tutti i suoi film e non è un architetto."
In questi sogni il teatro è sempre in mezzo a un giardino. 
"Allora vai a disegnare, qui dietro, all'Orto Botanico. Abbracciati a un albero e fatti aiutare dalla tua Von Franz."
E tu come fai a sapere che ogni tanto io parlo via-albero con la Von Franz?
"Sarò una povera scema ma non sono né cieca né sorda. Oppure valla a trovare in Svizzera. Ti accompagno, se vuoi."
No. grazie. Meglio la comunicazione via-albero. La Von Franz ce l'ha un po' coi gruppi.
"Come vuoi. Però fai i disegni. Altrimenti vieni su di malumore."

 

1985
Nasce Francesco Marzano, l'allievo napoletano che, con Enrico David Santori, sarà uno dei migliori complici di Ottavio.
Nel 2010 il neo psicologo in tirocinio a IPOD aiuterà Rosati a ricucire i frammenti di un suo trauma e a mettere in ordine l'archivio della scuola.
Dal 2014 gli darà un'assistenza multitasking nella realizzazione del progetto Capucci e del Teatro del Tempo.
Il meglio di Napoli: sempre meno testardo, sempre di buonumore, sempre più bravo.

Il 6 giugno 1985 Ottavio ha 35 anni. Fernanda 68. Francesco un giorno.


F. esce dal ruolo di microfonista sul set de "Le Code Le Ali" con Roberto Capucci - 2013 - ph Filippo Orrù - © PLAYS

Fernanda collabora a due documentari che Ottavio realizza per Rai radio3 per la serie Fatti, Documenti, Persone
con Alessandro Cecchi Paone e che resteranno in vita grazie al canale YouTube di IpodPlays: La mia voce ti accompagnerà su Milton Erickson e la nuova ipnosi
e Il Piacere dell'Acting Out sulla nascita dello psicodramma, con Dario Fo nel ruolo di J. L. Moreno.  

Fernanda incontra a Milano Paul Watzlawich e Ottavio le dà una mano a intervistarlo
per Il Corriere della Sera sulle nuove frontiere della psicoterapia (clicca qui);

Rai Radio2 trasmette Zelda: una Generazione Perduta, uno sceneggiato radiofonico in dieci puntate 
scritto da Pier Paola Bucchi, 
sulla moglie e il mondo di Francis Scott Fitzgerald, interpretato da Marina Malfatti.
Per ogni puntata Pivano ha scritto i commenti letterari mentre Rosati ha curato delle note psicoanalitiche 
sul disturbo della personalità di Zelda e i contrasti della celebre coppia.





F. pubblica con Rusconi il libro Hemingway dedicandolo a A Gianni Ottavio Rosati.
Lui non gradisce la cosa perché non crede affatto che Hem amasse gli animali come Pivano sostiene nel libro:
Lo so che è un grandissimo scrittore ma questo non c'entra! Se davvero amasse gli animali, farebbe come Gerard Durrell che li proteggeva e se li portava sulla spalla guardandoli negli occhi, anziché ammazzarli. Non basta circondarti di gatti a casa se poi ti scateni a uccidere meravigliosi animali a caccia e a pesca! Che schifo! Sai che direbbe Freud, Fernanda? Hem era un genio complessato: Pesce grosso-cazzo piccolo.

Nel programma Terza Pagina di Rai radio-tre, al quale collabora con recensioni di libri e riviste di psicoanalisi,
Rosati dedica una puntata al libro della Pivano creando una specie di autodramma radiofonico in cui rifiuta ufficialmente la dedica del libro e parla della barriera tra il genio letterario di Hemingway e il disturbo della personalità che lo portò a togliersi la vita come suo padre. In redazione sono un po' perplessi ma lo lasciano fare. Fernanda è molto arrabbiata ma Rusconi le dice che è tutta pubblicità.

Durante la grande nevicata del decennio, Rosati, con una complicata manovra tra Roma e Ancona, 
conquista il suo secondo contratto di affitto alla Kasbah per l'appartamento n.19.
Lo collega al n.20 aprendo un passaggio tra le due terrazze e crea un primo studio di psicodramma con luci e musica.
Fernanda è felice di lasciargli a disposizione anche casa sua quando non è a Roma.

Maria Signorelli regala a Ottavio una scultura di fil di ferro e lana che rappresenta Luigi Pirandello.
La ha realizzata per lui e ha richiesto nove mesi di gestazione.



1986

Al Teatro Stabile di Torino diretto da Ugo Gregoretti, la complicità tra Rosati e Pivano
funziona a meraviglia come in un matrimonio vincente,
soprattutto nei momenti più difficili della produzione quando c'è un nemico da cui difendersi.
Per salvare  il sociodramma pirandelliano su 'Ciascuno a suo modo' da una potente signora che, non potendo impossessarsene, lascia
il progetto senza teatro e senza budget,
O. e F. mandano insieme da Roma alla signora un telegramma che farà riaprire le porte del Carignano:

 (clicca qui)


Ottavio salva la situazione chiamando da Milano Luigi Ciminaghi (il fotografo del Piccolo Teatro) e da Napoli la banda di un Pazzariello che,
in conformità al Living Newspaper di Moreno a Vienna,
mette sottosopra il centro di Torino raccontando per le strade a suon di tamburi una manipolazione del progetto e un ricatto sventati grazie alla forza della Spontaneità di cui parla Moreno.



Pivano partecipa all'evento con Zerka Moreno e al convegno del Centro Studi su Pirandello e Moreno. 
A Torino e a Roma Ottavio e Fernanda festeggeranno il grosso successo di pubblico e di stampa
col quale hanno rivelato l'asse Moreno/Pirandello. Per anni lo chiameranno 'il nostro colpo grosso'.



Qualche settimana dopo, un 
articolo di Luciana Sica su 'Paese Sera' annuncia che Fernanda Pivano al Piccolo Teatro di Milano 
con Cesare Musatti, Luigi Zoja, Roberto de Monticelli, Giovanni Boria, Donata Miglietta e altri, 
presenta l'edizione italiana di Psychodrama di J. L. Moreno, che Rosati ha curato per Ubaldini.

Giorgio Strehler dice alla Pivano che forse parteciperà all'incontro ma poi non arriva.
Ottavio, che lo ammira molto, capisce che per alcuni versi lo psicodramma è l'essenza stessa del teatro
ma che, dal punto di vista dello spettacolo, è la sua Ombra, il suo ribaltamento a favore del pubblico.
Del resto, al Piccolo Teatro, Strehler è ciò che Esculapio è a Pergamo: un Dio. Ma un Dio diverso.

A conclusione dell'evento milanese Giovanni Boria condurrà uno psicoplay di Alessandro Cecchi Paone.



Altre presentazioni del libro avvengono con Gianni Montesarchio e Girolamo Lo Verso alle Università di Roma, Palermo, Padova.


Ph Turi Rapisarda - © PLAYS

A Roma, il 27 febbraio, dopo un incontro organizzato da Ubaldini e dal Teatro di Roma al Flaiano,
Fernanda alla Kasbah ha l'idea di festeggiare il libro di Moreno invitando gli amici dello psicodramma intorno a
una Torta Morena con creme 
ispirate al pensiero di Freud, Jung, Klein, Lacan e Winnicott.

"Finalmente abbiamo rivalutato il genio di Moreno", dice lei. "Gli altri sono solo il contorno. La vuoi una fetta di torta, tesoro?"

Osservando la Torta Morena Ottavio ha l'intuizione di una nuova tecnica psicodrammatica
senza gruppo, con cui potrà gestire i momenti di crisi della Nanda
e che avrà un riscontro clinico tra i suoi primi allievi: Renata Biserni, Enrico Santori, Lorella Versari, Luciana Santioli: 
La Scacchiera.

Si tratta di uno 'psicodramma da tavolo, a due' (eventualmente integrabile anche nei gruppi) 
dove il paziente-protagonista può rappresentare i suoi giochi di ruolo tra conscio e inconscio
muovendo sulla scacchiera decine di personaggi in cerca d'autore.

Le miniature (che all'inizio erano solo di animali) funzionano come scacchi
da spostare su una base rigida e numerata anziché morbida e informe come quella della Sand Box di Dora Kalff.



Fernanda contribuisce alla nascita della Scacchiera portando a Roma decine di statuine
trovate durante i suoi viaggi con Sottsass. La prima di tutta è quella di un fantasma.
Per questo, nel 2001, quando Rosati realizzerà con Cinecittà Holding il DVD 'Fantasmi'
su Moreno e Pirandello con Leo Gullotta, lo aprirà con la dedica:
A Fernanda per i fantasmi che abbiamo visto insieme.


Pivano pubblica con Rusconi il suo primo romanzo Cos'è più la virtù (romanzo quasi d'amore)
(clicca qui per l'intervista su 'Tutto Libri')
O. protesta perché Fernanda ha eliminato dal libro la loro storia affettiva ed erotica trasformando Ottavio in un altro personaggio melenso e privo di tensioni:  
Che fine fanno la controcultura e la liberazione sessuale? Hai fatto La Traviata senza violini.
Calmati, tesoro. Perché urli?
Perché urlo? Prima fai la beat con l’urlo di Ginsberg e poi fai la virtuosa nascondendo la nostra storia.

 Ma il muro della vita privata è invalicabile. La nostra storia non c'entra. Questo è un libro di fiction. Io sono una scrittrice.
Anche io sono uno scrittore. E scriverò la verità.
Non saresti un gentiluomo. Devi rispettare il mio punto di vista, se vuoi essere corretto. 
Ma questi sono punti di vita, non di vista. Che vuol dire corretto? 
Tu scrivi quello che vuoi di te ma senza coinvolgermi.
Ma per scrivere di me devo per forza raccontare chi fa parte del mio mondo. Altrimenti come faccio?

Le discussioni su questo conflitto tra Vero Sé- Falso Sé durano ore con grandi citazioni di Pirandello e Winnicott e autori di romanzi autobiografici, da Primo Levi a John Fante, da Herman Hesse a Karen Blixen...
Una volta che tornano a Roma in auto da Firenze, Ottavio si accorge che la prossima uscita dell'autostrada
è quella di Bologna. Mentre litigavano stavano andando nella direzione opposta e nessuno dei due se ne era accorto.

L'analista gli dà un'interpretazione del suo turbamento:
da bambino Ottavio sognava l'arrivo di un nuovo bambino/a in casa sua e ha vissuto un trauma per un aborto che mise a rischio la vita di sua madre.
Il romanzo-bambino che Ottavio vuole salvare, a ben vedere, è un libro suo, il libro che deve scrivere lui, non quello che ha scritto Fernanda con tutte le sue auto-censure. Se Rosati non lo scrive e non lo pubblica, sarà lui a fare un aborto, non lei.

Ottavio si tranquillizza. Regala a Fernanda 'Chat steté', uno dei disegni più divertenti di Sinè (montato in una cornice Deco)
e glielo appende in camera da letto sopra i cuscini, tra ceste e valigie piene di vestiti, alcune residenti, altre che fanno su e giù tra Roma e Milano.

Tutti i vestiti che Fernanda porta alla kasbah sono in buste di cellofan con un biglietto e un sacchetto di lavanda:
Nanda, questa tua stanza sembra il magazzino dei Costumi Tirelli! 
Tu non sai cosa sembra la tua, Trombolino.
Vuoi dire un casino? E allora dillo, anzi scrivilo. A Roma sei in un casino... gioioso che ti ha salvato dal club del Nembutal!


 

1987

Ottavio traduce il libro di Lewis Yablonsky, uno dei primi allievi americani di Moreno,
e lo intervista per ADP sui rapporti tra psicodramma e televisione.
Yablonsky e la Pivano incoraggiano Rosati a realizzare in Italia la profezia dello psicocinema di Moreno.
Lui si schernisce ma Fernanda (nel ruolo di moglie saggia) insiste perché Ottavio ci pensi seriamente.

Dopo una serie di psicoplay a Palma de Majorca e Madrid per il CeIS, O. rallenta il lavoro
alla scuola di formazione di Castel Gandolfo, iniziato nove anni prima,
per realizzare col montaggio di Alfredo Muschietti il suo primo documentario, Il gioco dell'orologio,
basato su casi clinici delle CCTT e 'I sei personaggi' di Pirandello.
Dopo tre mesi le stesse persone che glielo ha commissionato si preoccupano delle riprese video e gli dicono di fermarsi.



A questo punto l'obiettivo di realizzare il cortometraggio sullo psicodramma
per O. diventa una questione di vita o di morte e la Pivano lo appoggia in pieno.
Ne deriva un braccio di ferro (più andreottiano che moreniano) con Juan Corelli ex coreografo e vice presidente del CeIS.
Don Mario Picchi invece resta favorevole alla conclusione del lavoro.

Un altro problema è che, secondo Mario Trevi il suo analista didatta, l'obiettivo di Ottavio non deriva da una vocazione ma da un precario 'complesso Zeffirelli'.
Perciò Rosati chiede una consulenza a Marie-Louise Von Franz dopo averle inviato per lettera una serie di sogni.
Lei si ricorda della radio-intervista fatta nel 1977 a Roma
e lo riceve nella sua torre a Bollingen dove in poche ore gli dà un grande aiuto.

Von Franz gli dice che, a suo parere, non è affatto in ballo un complesso ma un'evoluzione in atto della sua tipologia.
Secondo i sogni la determinazione a lavorare come regista e non solo come analista,  
parte dall'inconscio ed è irrinunciabile perché 
costringe Ottavio a integrare la sua funzione attualmente in ombra (la Sensazione Estroversa)
schiacciata e distorta da quella dominante (il Pensiero Introverso) dove Ottavio si è dovuto rifugiare sin da bambino
per sopravvivere ai conflitti della sua famiglia.


Il disegno elaborato nel video-bricconaggio "I cani dell'Acqua Marcia"- © PLAYS

Von Franz domanda a O. se per caso il Pensiero Introverso è la funzione dominante anche del suo analista didatta.
In tal caso, almeno su questo problema, il maestro potrebbe stentare ad aiutare il suo allievo. 

A sua volta Trevi, da studioso rigorosissimo, in un suo articolo chiamerà ironicamente la Von Franz "l'Asina d'Oro"
per un paio di errori storici trovati nel libro che lei ha scritto su 'L'Asino d'oro' di Apuleio.

Nel corso di due brevi incontri a Bollingen la grande allieva di Jung racconta a Ottavio
alcuni mitologemi che al momento lo emozionano profondamente e che capirà solo quando
le potrà leggere e studiare a fondo grazie a un libro del 1997: Archetypal Patterns in Fairy Tales.

Al suo ritorno a Roma, Rosati è così entusiasta dell'incontro con la Von Franz
che, per la prima e unica volta, Fernanda manifesterà una certa gelosia nei confronti di un'altra donna.
Comunque è grazie all'aiuto delle due grandi scrittrici, che Rosati inizia a lavorare al progetto Psicocinema di Moreno.

Dopo un viaggio in Egitto, F. racconta a Ottavio di essere rimasta con Sottsass di notte in una piramide 
dove ha bruciato un braccialetto di stoffa davanti a una Sfinge. Quando lo dice a Carotenuto lui commenta:
"Hai sacrificato la tua identità a una divinità sconosciuta". 
Pivano ha una reazione emotiva così forte che sta per svenire.

Per fare uno psicoplay in cui Fernanda possa interagire con una Sfinge, Ottavio la porta ad Anacapri, alla villa di Axel Munthe il medico svedese autore di un romanzo autobiografico meraviglioso: La Storia di San Michele (1932)
e invita Fernanda ad accarezzare la grande statua di marmo che si affaccia sul mare.

Nel momento stesso in cui la sfiora, degli ammiratori della Pivano si avvicinano con cordialità napoletana 
e la invitano a presentare il suo romanzo alla piazzetta di Capri.
Fernanda si dimentica dello psicoplay della sfinge ma resta incantata dalle feste, dalla luce, dal volo degli uccelli migratori e dal panorama. 
Come se la guardiana di San Michele l'avesse accolta con un abbraccio. 
Ottavio tocca il cielo con un dito perché vede Fernanda felice.



Passano la notte all'Hotel Gatto Bianco dove O. fa un sogno in cui lui e Nanda sorvolano il mare, a cavallo della sfinge
finché vedono che sull'isola coppie di giovani si baciano sotto stormi di rigogoli gialli e verdi
mentre divampano le fiamme di un incendio.
Fernanda nel sogno si spaventa e dice a Ottavio una frase incomprensibile:
Mi piacque il fuoco, amore. Ma non lo saprò.
Lui si sveglia gridando ai ragazzi di salvarsi e lei lo calma.

Queste strane parole gli resteranno in mente per anni fino al 2001
quando (dopo l'incendio al Festival di Torino) Rosati leggerà un'intervista dove Fernanda racconta
 un rimprovero che suo padre le fece ai tempi della guerra. E dove emerge una chiave per capire il sogno di Anacapri del 1987.

 
Esce il settimo numero di 'Atti dello psicodramma' con un articolo della Pivano.

F. fa un sogno dove manovra un grande Pinocchio di legno come quello che le ha donato Ottavio a Natale. 
Gli regala il testo autografo e gli chiede il suo parere.
Il Sogno-Pinocchio si trova nell'area studenti della scuola di formazione  (N.d.r.)
La lettura sottolinea la differenza tra le maschere che rivelano una parte segreta e quelle che la coprono:
il sogno allude al Falso Sè protagonista del secondo romanzo d'amore che Fernanda sta scrivendo.

Il Teatro Stabile di Trieste invita Rosati a collaborare al programma dell'edizione di Ciascuno a suo modo 
di Pirandello diretta da Giuseppe Patroni Griffi
(la quarta dopo la prima del 1924, quella di Luigi Squarzina del 1961 e quella in chiave di sociodramma del 1986) 

Al Politeama di Trieste Fernanda abbraccia la sua amica Caterina Boratto 
l'attrice che interpreta il ruolo di Madama Pace, un grande personaggio che dice pochissime parole. 




1988
La Pivano pubblica per Rusconi il suo secondo romanzo, 'La mia Kasbah' dove riporta
nello stile minimalista di Dorothy Parker vicende e psicodrammi avvenuti nel palazzo di Trastevere,
però utilizzando camuffamenti e alterazioni come si fa per narrare un caso clinico.
Nel libro F. scinde il personaggio di Ottavio in due parti: Gigi (l'amante lontano) e Nico (l'amico premuroso).

I capitoli "Lo psicodramma di Nico" e "L'alluvione" si ispirano a episodi del '78 che,
 Ottavio descrive senza alterazioni 
nel racconto  
"Psicoplay di topi a Ponte Milvio e di gatti a Saint Tropez".

  Sulla prima copia del romanzo donata a O. Fernanda scrive: 
"A Gianni Ottavio Nico protagonista assoluto di questa storia senza malizia".
La copertina scelta da Rusconi però è maliziosa e il quadrifoglio sotto la dedica sembra sbilenco.
Non è più un mandala.
I petali ricordano la testa e il seno della donna nel quadro di Schiele tra il nome e il titolo del libro.


La Pivano taglia la torta-libro fatta da Adriana - Ph. courtesy Marcello Ballicu - © PLAYS

O. fa notare alla Pivano che per la seconda volta il loro Vero Sé libidico è nascosto da un Falso Sé vittoriano,
bugiardo come un Pinocchio, che perseguita tutti: Sottsass, Ottavio e Fernanda stessa.
Rosati decide di reagire e per la presentazione romana del libro organizza un socioplay a sorpresa ispirato al Totò de L'Oro di Napoli.

Quando Fernanda esce dalla kasbah sottobraccio a Water Pedullà per andare al Teatro in Trastevere, Fernanda scopre sugli spalti di Porta Settimiama la banda di un Pazzariello arrivato da Napoli, la stessa che Rosati ha chiamato al Teatro Carignano nel 1986 per il socioplay su Pirandello e Moreno.
Enzo Scutellaro richiama l'attenzione dei passanti al suono di piatti, trombette e pitipù. Al suo fianco c'è Ottavio vestito da marinaio, che batte il tamburo e annuncia il libro in chiave napoletan-popolare:
Attenzione! Battaglione! / Ora passa la Pivano / col romanzo svergognato / che ci lascia senza fiato...

La Kasbah è sottosopra. Si ferma il traffico via lungara. Arrivano fotografi e turisti richiamati dal frastuono.
I clacsoni richiamano i carabinieri della caserma di via Corsini per fermare tutto ma riconoscono che la terrazza di Porta Settimiana fa parte della kasbah e l'evento non richiede il permesso del comune. Fernanda si diverte e ride come una bambina.
Al teatro si esauriscono tutte le copie del libro. Lei invita a cena tutta la banda e si offre invano di pagare l'onorario del Pazzariello Scutellaro.
Carotenuto si complimenta per l'idea. Tito Schipa lo definisce un evento radical chock.
Ma il problema del Falso Sè di Fernanda resta irrisolto. Nel 2018 Ottavio fa un sogno in cui lui e Fernanda non riescono a tenere due cani al guinzaglio e lui le dice:
Hai scritto un libro falso mentre potevi scrivere il tuo libro più bello: un romanzo d'amore che sarebbe passato alla storia.


Rosati pubblica sul n.38 della Rivista di Psicologia Analitica (Discorso sull'Inconscio, a cura di A. Carotenuto)
l'articolo Interpretazione del gioco e interpretazione nel gioco in psicodramma.


Fernanda Pivano nel 1937 al ballo delle debuttanti col Principe di Piemonte - © PLAYS

Fernanda sostituisce il suo classico Mantra-Nanda (Giuro che, se rinasco, rinasco puttana
con uno più breve e cinguettato: Nobody loves me. Poverina... 
In riferimento al Tango delle Capinere e al Ballo del Mattone, Ottavio lo chiama Il Valzer dell'Annichilito 
scherzando sul suo racconto del ballo di debutto da ragazza.

Un giorno Ottavio alza la voce e confessa a Fernanda che da questo giro di valzer il suo amore per lei viene annichilito,
cosa degna di una povera scema come Marilyn
(che si lamentava di non avere nessuno con cui andare a cena mentre l'America era ai suoi piedi)
ma non di una donna intelligente, sensibile e colta come Fernanda.
Poi le regala un ciondolo in oro preso a Scanno in Abruzzo con un biglietto:



Un altro giro di valzer. Nobody loves me:
Nessuno mi ascolta, mi porta al cinema e a teatro, mi copre di baci, 

mi sogna, mi telefona, mi pensa, mi odia, mi legge, mi fa gli psicoplay, mi riempie di gatti, mi scrive, mi sgrida,
mi nutre, mi sfancula, mi ingioiella, mi sniffa, mi bacia, mi prende all'aeroporto, mi accarezza, mi insidia la virtù...

Nobody loves me:  Nessuno fa per me tutto quello che in realtà tu fai.
Quindi tu sei Nessuno. Nihil. Ti ho annichilito.

Fernanda sembra capire e lo abbraccia. Gli dà il suo nuovo libro e una foto del '37, bellissima.



Ottavio parla di Nobody loves me con Carotenuto che dice:

"Non è solo vittimismo femminile. Potrebbe essere una cosa più grave. Ma anche tu con quel ciondolo...
Non mi hai detto una volta che tua madre portava il costume delle donne di Scanno?
Stai attento: l'acting out del ciondolo non è uno psicodramma. Dovresti saperlo meglio di me!"


1989
Il pittore Lorenzo Tornabuoni, per ringraziare di uno psicodramma sui suoi quadri di nudo,
regala a Rosati due ritratti: uno fotografico di O. e uno ad olio di F. con la mano a tapparle la bocca.
Lorenzo dice a Ottavio di mettere il ritratto della Pivano a destra della foto e di inondarlo di musica.


F. dichiara sempre più spesso in pubblico che lei è sempre stata fedele al marito traditore
e comincia a vestirsi di nero come una vedova a vita (o una scannese).
Un po' alla volta affiora un complesso autonomo che il talento narrativo e attoriale di F.
impone sul piano dei mass media lasciando quasi tutti convinti e persino commossi.

Un giorno che gli parla dei falsi pudori di Fernanda, Carotenuto gli dice che, come pudori, non sono falsi ma veri
e gli fa notare che dalla parola Hermes derivano due aggettivi: 
ermetico cioè chiuso ed essoterico cioè esplicito.
Poi tira fuori dalla sua immensa libreria 
un libro di impostazione archetipica su Hermes-Mercurio
appena pubblicato in Venezuela da Rafael López-Pedraza e che in Italia sarà tradotto solo nel 2003.



Questo gioco di ruolo di F. (pubblico e privato) resiste a ogni forma di interpretazione, umorismo e psicoplay di Ottavio.
Fernanda si rappresenta nel ruolo di uno strano tipo di vedova/vittima fedele di Sottsass
che in realtà è vivo, premuroso e presente nella vita di lei come del resto lo è Ottavio.


el rapporto tra F. e O. subentrano le sublimazioni della Venere Celeste 
che mettono da parte le gioie della Venere Terrestre.
Per scelta della Pivano, l'erotismo esce di scena, sostituito dall'attaccamento affettivo di una coppia 
che si nutre di abbracci, fiducia e protezione. 

O. si fidanza ufficialmente con 
La Rondine una ragazza bella, intelligente e introversa che frequenta da anni.
Fernanda, che la conosce e la apprezza come studiosa e biblista, non manifesterà mai nessuna gelosia. 
Dice a Ottavio che, se un giorno sposerà la Rondine, lo accompagnerà all'altare.

Una temibile ventata di normalizzazione soffia anche sul lavoro a causa della legge Ossicini che inizia a
regolarizzare la professione di psicologo secondo criteri sempre più formalizzati.

Rosati entra nell'Albo degli Psicologi e nell'Albo degli Psicoterapeuti "per chiara fama" cioè senza dover sostenere l'esame di stato. Può anche continuare la formazione di allievi con il loro riconoscimento legale
ma capisce che la fase pionieristica dello psicodramma in Italia sta per concludersi.

Presto la scuola IPOD dovrà chiedere al MiUR il suo riconoscimento tenendo conto di criteri legati più al potere dell'Università che alla forza della Spontaneità, dell'Arte e della Cultura.
Plays sembra la parola più giusta per procedere su sentieri bicamerali perché si riferisce sia al gioco che al teatro.



L'ultima seduta dell'anno, che è anche l'ultima del decennio, Ottavio parla col suo analista didatta
Mario Trevi che si liscia i baffi come fa nei momenti in cui si esprime con socratica ironia: 

Sa a cosa pensavo ieri sera, professore? Ci sono ruoli e situazioni reali per cui il nostro vocabolario non ha ancora le parole.
Saranno tre o quattro. Mi sono accorto che due di queste parole mancanti riguardano me e Fernanda.

Sarebbe a dire, Ottavio?

Per esempio non esiste una parola per definire una donna senza figli, cioè che non ha figli o che li ha persi.



Vero, l'ho pensato spesso anche io: si può dire 'orfano' ma non il contrario.
Forse perché per la mentalità giudaico-cristiana è una situazione inconcepibile.

Appunto. Le parole rendono reali i fatti e le esperienze. Una donna così si potrebbe chiamare 'pivana'.
Donna che non ha figli: pivana!

Perché non scrive all'Accademia della Crusca, Ottavio? Dico sul serio...
con la considerazione di cui gode Fernanda... potrebbero anche pensarci.

E nemmeno esiste una parola per definire il ruolo di un ragazzo o un uomo giovane
che sente un profondo legame di protezione, amore e cura per una donna più grande
che ha l'età di sua madre...

Ma non è sua madre...

Infatti è il contrario di sua madre. Appunto.

Questa parola di cui Lei ha bisogno non esiste perché sarebbe destabilizzante per i miti della famiglia tradizionale.
La società difende i suoi stereotipi di ruolo e scoraggia le novità suggerite dall'anima. Finché può. 
Di un giovane si può dire al massimo che è un protetto. Ma per il collettivo il protettore o tutore è sempre chi è più adulto.

Ma non è vero, professore! Non è sempre così.

Ha ragione, Ottavio. Ma per l'uomo massa questa situazione è destabilizzante quindi inconcepibile.
Ho conosciuto una giovane donna che proteggeva un artista assai più avanti negli anni di lei e senza più un soldo.
I figli biologici, che si erano presi tutto e non aiutavano il padre, dicevano che quella ragazza era un'avventuriera o... 

Una puttana?

Sì. In mancanza della parola giusta usavano questa.

Quindi Fernanda e Ottavio sono inconcepibili.

Voi due siete concepibili e reali, almeno per chi vi conosce. Ma facilmente definibili, sul piano del collettivo, no.
Non lo siete. A meno che, anche qui, non si inventi una nuova parola.
Che so:
'Ottavio': dicesi di uomo giovane che ama e protegge, come un tutore, un'amabile signora più grande di lui...

Quindi... Rosati sarebbe un 'ottavio'?

E Fernanda una 'pivana'. Sì... Se scrive all'Accademia me lo faccia sapere. 
E con questo per oggi abbiamo finito.

Pivano ha 72 anni, Rosati 39. Sono passati 17 anni dal loro incontro.
Trevi ha 65 anni.



Francesco è piccolo e gioca con le automobiline a Napoli.
Non sa che da grande parteciperà a psicodrammi e para-psicodrammi su questa storia.

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