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QUATTRO DECENNI DI PLAYS (il Teatro del Tempo tra la Pivano e la Von Franz) un ipertesto di Ottavio Rosati - 3° parte

 

   Terzo atto (sorprendente): GLI ANNI '90

- clicca per il  primo, o il secondo atto - 

Musica: come già avviene in altre discipline, dal cinema al teatro, il rock prende due direzioni opposte. Da un lato il mercato e dall’altro la ricerca. Attraverso l’elettronica (la vera novità in termini di ascolto) i Massive Attack sono l’unico gruppo che riesce a tenere insieme le classifiche di vendita e la sperimentazione. Si parla ormai di post-rock.

Il divorzio Pivano-Sottsass - "Giocare il sogno Filmare il gioco" - Ginsberg a Spoleto - "Da Storia Nasce Storia" - Marylin all'Opera di Roma - Fernanda si ammala - Fabio e Teto - L'allevamento dei cacatoa a Cervia . Il pappagallo mangiaspaghetti e la tv dei ragazzi di Tokyo - Micio Kushi e Valerio Di Carlo - Evasione di Fernanda dal San Raffaele - La Rondine liberata - Uno psicodramma macrobiotico - Harold Brodkey all'Ateneo Veneto - Dalla Dolto a "Mattino in famiglia" - Morte di Ginsberg . Un sogno con Sottsass - Il pazzariello a Trastevere - La Pivano Cavaliere di Gran Croce - Armani e Trilussa - Compleanno all'Opera - Teto versus Veltroni  - Una telefonata al Grande Gatsby.


1990
Sono passati molti anni dalla storia d'amore di Ettore con la puttana di Barcellona.
Sottsass chiede il divorzio alla Pivano mentre si innamora del critico d'arte Barbara Radice che sposerà otto anni dopo, nel 1998.

Per Fernanda il divorzio è un trauma. Ottavio ha per lei una funzione antidepressiva che manterrà sempre. Sia ia per la matrice riparativa di molte sue relazioni oggettuali. Sia perché resterà innamorato di Fernanda fino alla fine e - come tutti gli innamorati - non capirà bene quello che succede tra loro. Per esempio che la Pivano confonde il diritto alla privacy con la negazione della verità.

Ettore Sottsass (che è stato aiutato dalla moglie agli inizi della sua professione) subisce un processo di colpevolizzazione e si assume i pesi economici del divorzio. Li gestirà con tale generosità che, alla morte di Fernanda, qualcuno (incredibile ma vero!) arriverà al punto di portare alla signora Radice-vedova Sottsass i conti della clinica della Pivano.

Ottavio è all'oscuro di tutto questo: ne verrà a conoscenza solo nel 2017 quando incontrerà Barbara Radice,
alla mostra per il centenario della nascita di Sottsass THERE IS A PLANET alla Triennale di Milano.
Intanto nel 1990 Ettore mette fine al matrimonio e invita Fernanda a sposarsi col suo "amico psicologo" di Roma.
Cosa che la psiche inconscia di lei farà ma al contrario. Cioè ritirando progressivamente l'investimento erotico-affettivo fatto su Ottavio e trasformandolo nel personaggio del marito responsabile del suo dolore. Questo giro di ruoli (per dirla in termini teatral-moreniani) avrà l'effetto di un trauma cumulativo e inesorabile che Ottavio riuscirà a focalizzare e superare solo molti anni dopo. (pdf di approfondimento)


Per Ottavio Rosati ormai sulla strada in uscita, Barbara 24/IX/2017                    Sept 2017A Barbara Radice, critico amoroso simpatica-mente in entrata, Ottavio

La riflessione sui risvolti inconsci di questa dinamica fa pensare che nell'albero psicogenealogico di una persona senza figli e senza parenti, un compagno (ufficiale o segreto) finisca per rivestire molti ruoli.
A meno che Le Mat smetta di fare il jolly per le vite degli altri arcani e si muova verso Le Bateleur.



Il modello teorico di J. L. Moreno coi suoi concetti di atomo sociale e di gioco di ruolo permette di comprendere le dinamiche di un sistema simile, mentre il modello psicoanalitico, centrato sul conflitto intrapersonale, è per molti versi inadeguato a renderne conto.

Nel 1990 anche Ottavio si muove in una nuova direzione come prova il suo "divorzio" dallo psicodramma analitico dei Lemoine.
Nella primavera Rosati chiede a Emanuele Luzzati di disegnare la locandina del workshop
 "Giocare il Sogno Filmare il Gioco" con Freud e Moreno che spuntano da un palco insieme ad Arlecchino e una  Animula vagula a cavallo della luna.

Ottavio realizza un nuovo genere di psicoplay bicamerale (anziché analitico) ispirato dal libro di Julian Jaynes sulla mente bicamerale 
prodotto dal CeIS di Torino in collaborazione col Centro Studi del Teatro Stabile e il Festival Cinema Giovani.
Le riprese video e il montaggio sono di Alfredo Muschietti. Rosati chiama come Ego Ausiliari gli attori Rosalia Maggio, Milena Vukotic e Alessandro Haber. 

Il workshop (con due gruppi) dura diversi giorni e si svolge nella palestra della comunità nel bosco di Superga
in una primavera che vibra di spontaneità, bellezza ed entusiasmo.

Per la prima volta nella storia dello psicodramma un gruppo di pazienti-giocatori ha a sua disposizione un repertorio di materiali scenografici ed attrezzerie selezionate dai magazzini del Teatro Stabile di Torino e caricati su due camion diretti a Superga.
Si presenta sul set anche Fiorenzo Gianani un musicista che improvviserò alla tastiera i commenti musicali degli psicodrammi.
Il laboratorio funziona. Ha un grande successo e riscuote recensioni favorevoli su diversi giornali italiani.

Fernanda partecipa alla prima giornata, a condizione di non entrare nelle riprese di Muschietti:
Ho lavorato tutta la notte a scrivere un articolo per il Corriere, tesoro. Magari un'altra volta sarò bicamerale anche io...
Torno a Milano. Tanto tu hai la Rondine al tuo fianco.



La Rondine, oltre a essere per sei anni una fidanzata incantevole, colta e intelligente, è tra le ragazze più simpatiche del workshop.
Fernanda non ne è gelosa e, con la sua tipica eleganza, si offre di fare da testimone se un giorno Ottavio e la Rondine si sposeranno,
cosa che non avverrà perché O. (svolgendo il ruolo di padrino al battesimo di suo nipote Giovanni) si rende conto che la vita coniugale non fa per lui.
Inaspettate emozioni lo attendono dietro l'angolo e gli daranno ragione nel sentirsi in torto con la Rondine.

Qualche mese dopo, O. accompagna F. alla prima di Hydrogen Jukebox con Allen Ginsberg e Philippe Glass al Festival di Spoleto, dove 23 anni prima, nel 1967, Ginsberg era stato arrestato davanti alla Pivano per aver letto una canzone con versi osceni. 

Ottavio riabbraccia Allen per la prima volta dai tempi di Boulder e lo ospita a casa sua alla kasbah. 
La notte Ginsberg va da solo ai Fori Romani alla ricerca delle arene del sesso dove impazza il demone Pan.



1991
In una festa di lancio al Teatro Carignano di Torino, Fernanda presenta insieme a Carotenuto il programma di O. Da Storia Nasce Storia di Raitre con la regia di Claudio Bondì, nato dal successo di Giocare il Sogno Filmare il Gioco e basato su psicoplay degli spettatori. Il programma va in onda in prime time.

Questa volta Rosati aggiunge ai materiali scenici del Teatro Stabile (diretto da Luca Ronconi) quelli del Teatro dell'Opera di Torino
dove trova tre statue di stoffa di Emanuele Luzzati: il Re, la Regina e il Diavolo che diventano gli emblemi edipici del set.
Si realizza così per la prima volta nella storia dello psicodramma l'utopia dello psicocinema di Moreno.
Anche se la Pivano non ha collaborato concretamente alla produzione, Ottavio è riuscito a farcela anche perché aveva al suo fianco Fernanda che lo spronava a realizzare il progetto.

Il lavoro nasce in collaborazione con la Facoltà di Psicologia di Roma-Sapienza.
Ha la supervisione gruppoanalitica di Giusi Cuomo Napolitani e riscuote un ampio successo di pubblico e un inaspettato successo di critica
Laura Carassai su La Stampa lo definisce il successo teatrale televisivo dell'anno. Negli anni futuri, diverse persone diranno a Ottavio: 
La mia vita è cambiata dopo aver visto Da Storia Nasce Storia. 
L'Italia ha reso omaggio a Moreno, lo psicologo che ha messo il tele (l'intesa reciproca) al centro della sua visione dell'uomo. 

+

L'attrice napoletana Rosalia Maggio (sorella di Pupella Maggio), scritturata come Ego ausiliario, ottiene un successo personale
come protagonista di un suo psicodramma dove fa la catarsi di un momento terribile della sua vita.
Rivela che anni prima, rimasta senza una lira, era stata sul punto di "fare la puttana" per strada pur di dar da  mangiare alle figlie. Ma che, un attimo dopo aver incrociato in TV lo sguardo di Papa Giovanni, le arrivò una telefonata del produttore De Laurentis che la salvò con un'improvvisa offerta di lavoro: un miracolo televisivo.

Dopo l'intervento della mitica Maggio, al Teatro Carignano rischia di cadere il soffitto del teatro dagli applausi. Beniamino Placido su La Repubblica parla di una storia degna di De Sica e Balzac. Luca Ronconi invece è scettico: dice a Rosati che lo psicodramma della Maggio gli ricorda un po' troppo il monologo del miracolo ("La Madonna delle rose") in Filumena Marturano di Eduardo de Filippo.


I realizzatori di DSNS per Rai3 e il TST: Lucia Campione, Giovanni Mondino, Luca Ronconi, Pietro Crivellaro, Bianca Maria Pontillo.

Fernanda è felice per il successo del programma di Ottavio ma sembra sgomenta. Qualcosa sembra preoccuparla.
A Torino non dirà mai il suo Mantrananda (Giuro che se rinasco, rinasco puttana) forse a causa della storia raccontata da Rosalia che un po' la commuove e un po' la spiazza, visto che la frase preferita di Rosalia (Detesto i falsi pudori!) è più in linea con la poetica dei figli dei fiori che con lo stile di casa Pivano.

Emerge lentamente il Complesso Vittoriano della Pivano, cioè il timore che, dopo il successo mediatico degli psicodrammi di Rosati, il suo legame con Ottavio possa diventare di pubblico dominio mandando all'aria l'immagine pubblica della moglie tradita, ma rimasta sempre fedele a Sottsass.
Questa paura esploderà clamorosamente dieci anni dopo con le controversie su Generazioni d'amore. Sempre a Torino.

Al Carignano la Maggio porta molto rispetto alla grande Pivano anche se, con la sua Spontaneità, la chiama Ferdinanda anzi Ferdina'.
Aldo Carotenuto, da napoletano trapiantato a Roma, commenta:
Queste due donne sono come Napoli e Torino per l'Italia. Il popolo e la borghesia. La Madre e la Signora. La Vita e la Forma. 



Carotenuto spiega al suo allievo che Torino è la città dove l'ambasciatrice dei beat è cresciuta in una famiglia vittoriana per cui gli psicodrammi di Raitre sarebbero inconcepibili anzi mostruosi:
Un conto è celebrare il coraggio di Kerouac che si mette a nudo. E un conto è mettere a nudo se stessi...
Il commento di Carotenuto si rivelerà profetico. Un decennio dopo. Sempre a Torino. 

Vittorio Gassman invita Rosati a presentare lo psicodramma al programma di Rai Uno Tutto il mondo è Teatro
dove Fernanda gli suggerisce di trasmettere alcuni giochi del workshop Giocare il Sogno Filmare il Gioco. In studio Ottavio ha la gioia di trovare Rosalia a rappresentare l'avanspettacolo, un genere di teatro che tende a coinvolgere il pubblico e fa ricorso all'improvvisazione.



Durante il programma Ottavio si ritrova di fronte il giornalista barbuto che anni prima a Roma aveva infastidito Fernanda con le sue avances offrendole una ciambella di babà e chiedendole in cambio "un altro buco" (sic!). 
A un certo punto del programma, Ottavio si ritrova quasi in trance a sollevare un pilone della scena fatto di polistirolo, come per tirarglielo addosso ma si sveglia grazie a un colpo di gomito della sua amica analista Elena B. Croce seduta accanto a lui (che stai facendo?). Ottavio poggia il pilone e riprende il giusto contegno.

1992
Dopo il divorzio da Sottsass, F. si ammala. Ottavio la porta a un congresso a Parigi dal leader della macrobiotica Micio Kushi che,
solo guardandole gli occhi, diagnostica un tumore all'intestino dovuto all'abuso di cioccolata, ghiaccio e Coca Cola.



Il chirurgo Valerio Di Carlo al San Raffaele di Milano salva Fernanda con una lunga operazione a rischio.
Durante la lunga convalescenza O. entra sempre in ospedale col Teto nascosto sotto l'impermeabile. Poi organizza un paio di evasioni in pigiama e pelliccia che lo stesso primario apprezza per quanto tirano su il morale della sua paziente. Dalla cura al gioco. Rosati porta la Nanda a fare shopping, al cinema e a cena. I tre tornano nella stanza quando le infermiere stanno per chiamare la polizia. Fernanda è raggiante.
In un biglietto di auguri augura "al suo ciambrottino magico" 
ogni FORTUNA per sempre e parla di un amore da celebrare con un rito greco-ortodosso e con tutti i riti.
Una sera a Roma lo celebrano in chiave psicodrammatrica alla presenza di tutti i pappagalli davanti a una statuina del Buddha. 

 

Ottavio organizza a casa sua una cucina macrobiotica per la convalescenza di F. con un giovane cuoco taoista che viene due volte al giorno riempiendo lo studio del profumo di alghe, cipolla e cavolo.
Per due anni, tutti, ospiti compresi, si cibano di riso integrale, legumi, alghe e verdure. Fernanda si ristabilisce perfettamente e riacquista il sorriso.

Un giorno sotto Pasqua, passando sotto la magnolia di via Corsini davanti all'Orto Botanico 
Fernanda dirà a Ottavio di aver consegnato al suo avvocato 
una lettera con delle indicazioni:
Ho lasciato scritto che, alla mia morte, al teatro di psicodramma, per costruire il palcoscenico, andranno
assegnati cento milioni di lire o la maggior somma, secondo quello che ci sarà nella mia banca.

Ottavio entra in uno stato di esaltazione ma non lo manifesta. Per calmarsi va a Villa d'Este a Tivoli, in bicicletta, andata e ritorno pedalando nel cielo tra i rami degli alberi.


A destra la cocker Winnie e tre allievi della scuola Ipod. L'opera al centro è di Sidival Fila (cfr. "The struggle of Jacob" 2016)

Pivano e Rosati progettano di chiamare questo laboratorio di psicodramma: "Il Teatro del Tempo".
Non parleranno mai dei dettagli legali e della lettera all'avvocato di cui, alla morte della Pivano, non ci sarà nessuna traccia. 
In ogni caso la promessa di Fernanda resta viva e reale. Ottavio sente che il progetto si realizzerà comunque, grazie a lei ma anche ad altre persone che lo prenderanno a cuore. 
Tra gli architetti ideali per il progetto pensano a Tadao Andoarchitetto di due capolavori: La chiesa della Luce, realizzata a Osaka e l'Orto Botanico Awaji-Yumebutai detto "Un palcoscenico per i sogni" dove il flusso dei visitatori scorre tra quello delle piante e dell'acqua.

Come regalo di compleanno Fernanda offre a Ottavio la Marylin di Andy Wharol appesa nello studio dove lui dorme quando è a Milano:
Meglio che te lo prendi adesso, ciambrottino mio... Dio solo lo sa che fine faranno le mie cose... Alla mia morte si scateneranno gli sciacalli.

A torto o a ragione, Ottavio rifiuta la proposta dicendo che né Wharol né Marilyn gli piacciono troppo.
Non faccio complimenti, Nanda: un disegno di Keith Haring l'avrei preso. Però grazie davvero. E' molto bello da parte tua ma non mi va di prenderlo.

Non gli passa per la mente che il Wharol sarebbe una garanzia della promessa fatta da Fernanda  a via Corsini perché con la sua vendita un giorno si potrebbe finanziare il Teatro del Tempo.

O. invita F. all'apertura della Scala con 'Don Carlo' di Verdi (diretta da Muti e messa in scena da Zeffirelli),
All'aria 'Ella giammai m'amò' O. ha un attacco di tachicardia. Fernanda lo sente, gli prende la mano e sussurra: Tutto bene, Ciambrottino?
Questo turbamento del cuore sembra una premonizione di quanto sarebbe accaduto nel 2003 con l'assegnazione del Premio Pivano a Riccardo Muti e la seconda disconferma di Generazioni d'amore.

Nell'intervallo dell'opera F. indica a O. un fenomeno meneghino:
la procace consorte di un industriale del formaggio si aggira nel foyer compressa in un abito rosso Valentino e coperta di gioielli come un albero di Natale mentre un omino con gli occhiali distribuisce alla stampa dei volantini. Ne dà uno anche a Ottavio che non capisce.
Fernanda gli spiega che si tratta di PR cioè dell'elenco dei brillanti indossati dalla signora, con il loro costo: 
Milano è anche questo. Non lo sapevi? Ride lei, restituendogli il foglio. Ora capisci quanto è stato difficile introdurre i miei scrittori?

Fiorella Minervino ride anche lei e racconta una storia vera:
marito e moglie di mezza età, abbonati alle prime della Scala vedono passare davanti a loro una splendida ragazza in abito da sera. Riconoscendo in lei l'amante ufficiale di un loro amico di famiglia, la signora dice al marito:
Stai tranquillo, caro. La nostra è meglio.

Si verifica uno strano episodio:
un giorno che Ottavio va in auto al suo capanno nel bosco in Sabina, percorrendo una strada che ha fatto centinaia di volte,   
dopo una curva sbaglia strada e prende una salita che non ha mai fatto. Un po' alla volta
, anziché tra gli ulivi, si ritrova tra conifere che ricordano l'Abruzzo o il Trentino. Continua la strada con la sensazione che sia Natale. Quando ferma l'auto e osserva la valle, è il tramonto. Immagina di vedere all'orizzonte dei bagliori che associa al passaggio dei Re Magi. Si sente commosso e inquieto. Torna indietro.

Una settimana dopo, O. inizia l'esperienza descritta nel saggio "Uomini e pappagalli" e nel racconto "Il lago dei Teti": 
nel corso degli anni, aiuterà un ragazzo di talento, in grosse difficoltà, ad affermarsi come pittore e modellatore del cinema di animazione affermato sul piano internazionale.

Tutto inizia il giorno in cui Fabio (un giovane assistente regista che ha già lavorato in Germania con Gustav Kuhn) si rivolge a all'Ottavio critico teatrale (e non psicoanalista) per chiedergli quale ente lirico italiano potrebbe produrre la Carmen nella riduzione di Peter Brook. Dopo un po' di tempo che si incontrano, Fabio confessa: Mio padre è pazzo: vuole farmi fare l'infermiere come lui. Non so come fare. Ho bisogno di aiuto. Mi puoi aiutare? e Ottavio risponde di sì: gli può dare una mano con due dita da dramaturg e tre da coach.



Dal punto di vista di ciò che Renzo Carli chiamerebbe l'analisi della domanda, la richiesta iniziale di Fabio riguarda una vocazione teatrale alla Wilhelm Meister che presto diventa vitale anche per Ottavio in quanto unisce alla scrittura (che lo lega a Fernanda) la creazione di disegni, bozzetti, ceramiche, fotografie, video. In questo senso Fabio è una specie di tramite transazionale per lavorare nel mondo delle immagini in cui opera Ettore Sottsass architetto.
Dal punto di vista dei sette istinti di base di Panksepp, Ottavio si sente attivato da Fabio sul piano del Gioco ma anche dell'Attrazione, della Ricerca e della Cura.
I quattro livelli emotivi emergono singolarmente o in combinazione come quando Fabio scatta decine di fotografie sul suo trauma della nascita (in cui il padre prese a calci la moglie incinta) mettendo Ottavio nel ruolo del bambino che si protegge la testa con le mani.
Molti anni dopo, rivedendo quelle foto, Rosati capirà che Fabio gli ha chiesto una mano ma ne ha prese due. O forse tre.



Il giovane artista in difficoltà arriva come un turning point in una sceneggiatura perché rappresenta il Sé creativo di Ottavio che, fino a quel momento, è rimasto in ombra, sopraffatto dal Sé intellettuale e da un approccio non favorevole del suo didatta che lo definisce riduttivamente come "il complesso Zeffirelli".
Dal punto di vista del modello di Moreno, Ottavio entra nel nuovo ruolo di tutore. Nel 1997 produrrà con Plays una piccola Carmen-Brook con la regia di Fabio investendo una parte dei soldi guadagnati col programma di Rai3.
Fabio e Ottavio si ammazzano di lavoro ma si divertono un mondo. Fanno cinque repliche e alla fine rientrano nelle spese. 
Intanto Fabio realizza una serie di grandi quadri ad olio ispirati al libro di Hillman Senex et Puer.


Al centro Fernanda allo Hassler venti anni dopo l'Intervista per ArcanA - ph Stefano Cavalli - © PLAYS

O. si rende conto che Fabio ha giusto l'età che avrebbe avuto un figlio nato dall'incontro con Fernanda nel 1972,
e sente che salvare il talento di un giovane dalla morte equivale a mettere al mondo una nuova vita.
Ma, quando racconta alla Pivano la sua visione del Natale e dei re Magi e parla di un loro possibile figlio psicodrammatico, lei non capisce anzi si infuria:
Tu sei impazzito. Ma di che parli? Non lo vedi che sei preda di un lupo? Riporta quel ragazzo ai bassifondi da dove è uscito...

O. parla del suo stato d'animo anche con Allen Ginsberg che, da Grande Padre dei beat, è d'accordo e benedice la situazione.
Non sono dello stesso avviso del grande poeta due amici di Ottavio che, da bravi docenti universitari, non lo invitano più alle loro feste.



Non è facile spiegare a Fernanda che per Ottavio l'integrazione del lupo ha qualcosa di numinoso e rientra nel suo processo di individuazione. Tanto più che questo bisogno non è del tutto chiaro nemmeno a lui. Intanto emerge che Fabio ama i lupi come Leo amava i gatti.
E quando Ottavio porta Fabio in Abruzzo, i lupi arrivano sotto gli stessi faggi dove Fernanda attirava le volpi. 

Per qualche anno tutto avrà lo stigma di un para-psicodramma con pet ausiliari imperniato sull'Anima animalis.
I primi mesi Fabio sogna spesso un grande uccello bianco simile allo Spirito Santo nelle fattezze di un Cacatoa Alba.
Vanno alla sua ricerca ma non lo trovano in nessun pet shop di Roma.

Fernanda ha nuovi problemi di salute. Per trovare l'energia di cui c'è bisogno alla kasbah, Ottavio incrementa le ore di tennis e la meditazione Vipassana con il Maestro Corrado Pensa.
Un po' alla volta trasforma casa sua in un laboratorio di iper-psicodramma affollato di pet ausiliari e dedica la stanza più luminosa a Fabio per farne uno studio da pittore. La camera da letto è anche una nursery per pulcini. A questo punto, l'eco-sistema della kasbah comprende tre persone (non facili) di età diverse, quattro pappagalli residenti (cacatoa, amazzoni, krameris ed eclectus) una gabbia di diamantini, due conigli d'angora, due scoiattoli e qualche Visiting Parrot. Ottavio e Fabio entrano nel mondo dei pappagallari italiani e visitano vari allevamenti del Nord dove finalmente trovano Teto un esemplare di Cacatoa Alba che, dopo essere stato abbandonato dal primo padrone, si è tutto spiumato dalla disperazione e becca tutti. Fabio entra nella sua grande gabbia e resta fermo per un'ora fin quando il pappagallo si avvicina, sale sul braccio e gli dice Ciao. Decidono di adottarlo e di rimetterlo in sesto.



I pazienti più simpatici ed elastici sono contenti del cambiamento. Quelli con disturbi ossessivi naturalmente cambiano analista.
Alla kasbah si passa dall'interno di Ottavio a quello di Nanda attraverso la terrazza e la porta sul retro che resta sempre accostata e si chude solo di notte.  Al centro del gioco ora c'è Teto, indomabile e giocoso come tutti i Cacatoa Alba.
Una funzione psicodrammatica e psicomagica di questo zoo domestico è che i pet divorano i libri sugli scaffali in salutare omaggio al detto alchemico citato da Jung in "Psicologia e Alchimia": Rumpite libros ne corda vestra rumpantur

Fernanda presenta a Ottavio un suo nuovo amico, lo scrittore Harold Brodkey che Time ha definito "il Proust americano" dedicandogli la copertina. 
Brodkey e sua moglie, la scrittrice  Hellen Schwmann, sono spesso ospiti alla kasbah dove un ragazzo cucina tutti i giorni in chiave macrobiotica. La Pivano in un articolo per il Corriere scrive:

Quando Brodkey è venuto qualche giorno a Roma ospite dello psicodrammatista Ottavio Rosati, con cui ha discusso a lungo del suo programma di RaiTre "Da Storia Nasce Storia", abbiamo passato ore deliziose fuori delle interviste preordinate, a discutere. I suoi libri sono pieni di sensibilità psicoanalitica e Brodkey ha confermato con divertimento osservazioni cliniche che nessuno gli aveva mai fatto.

L'ammirazione di Ottavio per Harold è tale che si verifica quello che Fernanda chiama l'effetto Brodkey:
ogni volta che lui ed Hellen arrivano alla kasbah, Rosati per almeno un'ora ha una crisi di identità: non riesce a parlare inglese, balbetta delle sciocchezze e non segue la conversazione. Brodkey se ne accorge e un giorno entra nel ruolo di psicodrammatista e dice:
Ottavio, reverse roles: now you are Harold and I am you. Go back to talking well!
Tutti ridono ma il gioco funziona davvero. Rosati torna in se stesso.

Per allargare l'atomo sociale di Fabio, Ottavio cerca e trova una figura materna in Gudi Fisherun'eccentrica signora tedesca che col marito Andrea Landi ha trasformato la sua villa di Cervia in un allevamento non commerciale con decine di Cacatoa tra cui i Cacatoa delle Molucche (rosa) e i Cacatoa delle Palme (nero). L'amicizia con Gudi durerà anni con numerose visite.  
O. invita anche Fernanda che però non verrà mai con loro a Cervia.

Ottavio e Fabio, muovendosi nel mondo dei pappagalli, fanno amicizia con Marco Fiori e gli agenti del CITES del Ministero Agricoltura e Foreste (successivamente incorporati nell'Arma dei Carabinieri) di cui Teto diventa una mascotte.
In questa fase animalista Rosati collabora a uno speciale del TG1 sul traffico illegale degli animali esotici dove denuncia il disturbo della personalità
di chi acquista illegalmente esemplari a rischio di estinzione.



Per i suoi meriti di animalista, O. ottiene in custodia giudiziaria dal CITES un esemplare di Cacatoa delle Palme (Probosciger aterrimus)
che sulla spalla pesa il doppio di Teto e ha un enorme becco a scimitarra.
Lo chiama Dalì e se lo porta dietro anche all'Università coinvolgendolo come pet-ausiliario a un seminario di axiodramma
(sociodramma a tema etico-morale)
su Bene e Male per la cattedra di Carotenuto alla Facoltà di Psicologia, ispirati alla xilografia di Escher Giorno e Notte del 1938 dove i confini tra luce e ombra e le loro direzioni non sono affatto chiari.

A differenza di Teto, Dalì suscita negli studenti, e soprattutto nei professori, reazioni di inquietudine e timore.
Fernanda non ne sopporta nemmeno la vista e O. si rassegna a portarlo nell'allevamento di Gudi Landi.



Alla kasbah i conigli Platona e Platone distruggono i cartoni di Coca Cola e cioccolata con cui F. si avvelena e riempiono i pavimenti dei due appartamenti  di graziosi ciecotrofi a forma di biglia. La Pivano non è affatto contenta:
 Ma Ottavio, non è possibile che i tuoi bestiolini facciano la cacca dappertutto dal mattino alla sera!
"Queste palline non sono cacca, Fernanda. Sono ciecotrofi. Non puzzano e, come vedi, hanno uno splendido colore Armani. Sono elementi organici che i conigli tirano fuori e poi rimangiano per il loro ciclo digestivo... Prova a toccarle, coraggio..."
Ma che orrore! Come ti viene in mente? Tu negli ultimi tempi sei proprio impazzito, tesoro! Cosa fai? No! Non mettermelo in braccio... Fermati!
"Non aver paura, Nanda. Il coniglio è lui... Rilassati."


Un giorno, inaspettatamente, muore la madre di Fabio, Silvana, una donna semplice e sfortunata.
Per i suoi funerali alla Garbatella O. fa fare un cuscino di rose bianche (con qualche penna di cacatoa) scrivendo sul nastro:
Da Ottavio, Teto e Fernanda Pivano.
Nel segno dell'interconnessione buddhista, Rosati intende così rendere omaggio alla madre di un ragazzo
che, vitalizzando e motivando la sua esistenza, aiuta Ottavio ad aiutare Fernanda. E che fa parte, come direbbe Moreno, del loro atomo sociale.
Quando le parla di questa "parentificazione psicodrammatica" la Pivano non capisce. Anzi si infuria e grida di tenerla fuori da "questa assurda idea".
Ottavio porta ugualmente in chiesa il cuscino con i tre nomi. Fa la prima lettura dal pulpito e va alla comunione con Teto che china la testa davanti all'Ostia. 

Per tirare su il morale di Fabio, Gudy Fisher ha un'idea: gli suggerisce di realizzare, anziché gli enormi ritratti ad olio che non si vendono,
delle miniature al olio su lastrine di rame incorniciate su legno d'ulivo.
Ottavio collabora al progetto simulando delle prime vendite "psicodrammatiche" che fanno crescere il numero delle miniature.
Dopo un mese i pappagalli su rame vanno a ruba. Fabio ne vende molti (anche per farne spille) e può comprare un grosso computer e il programma di animazione MAYA. Comincia a studiare animazione 3D per effetti speciali.
L'illusione psicodrammatica ha aperto la strada al lavoro di illusionismo cinematografico. 


 
1993



La fama del pappagallo mangiaspaghetti cresce e la redazione di una TV giapponese manda una troupe di dieci persone a riprenderlo sulla terrazza del ristorante 'Romolo' mentre mangia spaghetti al basilico. Il servizio è per la tv dei ragazzi di Tokyo. La troupe nipponica si ferma a pranzo e chiede lo stesso piatto di Teto.

Ogni tanto i pappagalli scappano dalla finestra e spariscono per giorni. Ottavio e Fabio girano per tutto il quartiere in un grave stato di angoscia di separazione: appendono avvisi sui muri e chiedono a chi abita in cima alle case di farli salire per scrutare col binocolo le terrazze di Trastevere e il Gianicolo.  Li ritrovano quasi sempre all'Orto Botanico o alla caserma dei carabinieri in fondo a via Corsini.



Questo meccanismo di perdita e ritrovamento di creature amate può essere letto nei termini di Jaak Panksepp: tutto parte da circuiti primari sottocorticali legati alle emozioni che attivano quelli secondari dell'area limbica dove risiede la memoria dei traumi. 
Il primo trauma di Fabio è prenatale perché fu colpito da un calcio del padre ossessionato dall'idea delirante che il bambino dentro il corpo di sua moglie non fosse figlio suo e si collega ai tentati suicidi di sua madre che Fabio da piccolo ha visto svenuta nella vasca da bagno nell'acqua insanguinata. 
Intuitivamente Ottavio cerca di gestire i primi due livelli sul piano terziario del Cervello neo-corticale grazie a una produzione di fotografie, racconti e quadri di un erotismo parossistico che esprimono le emozioni del cervello sotto-corticale.

Fabio rivive tutte le catastrofi della sua infanzia, attraverso Ottavio che condivide la sua angoscia di perdita ed elabora in supervisione perché si ritrova a gestire uno para-psicodramma a 360 gradi coinvolgente come questo. 
L'episodio più "psicodrammatico" (nel senso selvaggio del termine) è un incidente stradale avvenuto mentre Fabio guida una grande automobile con a bordo Ottavio e Teto. Per quattro volte O. chiede insistentemente a Fabio di cedergli il volante perché sente che sta per avvenire un incidente ma lui non si ferma.
Poco dopo che O. inizia a pregare, l'auto esce di strada a auna curva e cappotta in un prato ai bordi della Super Strada. Miracolosamente Fabio e Teto sono tramortiti ma salvi e O. (nel doppio ruolo di gemello nella placenta e di ostetrico) li tira fuori dall'auto distrutta.
Un analista commenterà che Fabio ha ri-vissuto il trauma della nascita tra vita e morte ma stavolta non più da solo.

Come dirà Nicoletta, una tirocinante di IPOD, commentando un video-bricconaggio su Fabio del 2018:
Anche se l'incontro era avvenuto nel mndo del teatro e non della psicoanalisi,
Rosati non si ritrova a gestire quello che Winnicott chiama holding in mind ma un continuo holding in everywhere.

Alessandro Cecchi Paone propone a Ottavio di condurre per il suo programma Mattina in Famiglia di Rai2 una rubrica di divulgazione della psicoanalisi 
intitolata Lo psicologo di famiglia. La trasmissione 
va in onda in diretta dagli studi della Dear sabato e domenica mattinaed ha un ascolto molto alto.

L'autore del programma (una specie di Andreotti della tv generalista) intende dare alla rubrica un profilo basso pensando che il pubblico sia più semplice di quello di Da Storia Nasce Storia. Addirittura vorrebbe fare dei piccoli quiz all'americana ma Rosati si rifiuta e riesce a creare una specie di versione televisiva del programma radiofonico sulla psicoanalisi dei bambini tenuto in Francia da Francoise Doltopsicoanalista profonda e popolare, chiamata la nonna dei francesi. 
Il pubblico segue la rubrica, capisce tutto, scrive e legge. Al punto che Mondadori ristampa i libri della Dolto in edizione tascabile.

La prima stagione de Lo psicologo di famiglia O. risponde alle lettere con Cecchi Paone che non ha ancora fatto il suo Coming Out e si è appena sposato con una ragazza spagnola. Il RadioCorriere TV annuncia che, tra i vari argomenti, una puntata farà luce con quelli che definisce "gli oscuri meandri dell'omosessualità." (sic!)
Il braccio di ferro tra Rosati e il regista del programma andrà avanti per anni. Ogni venerdì, prima di mandare in redazione il fax con la scaletta della rubrica, Ottavio chiede a Fernanda di controllare che il testo sia il meno accademico possibile.
Lei è bravissima: dove Rosati ha scritto enuresi corregge con fare la pipì a letto.

Il giorno 8 ottobre una signora di Milano-Montenapoleone, amica di Fernanda le racconta di aver visto il programma e che Ottavio, parlando sul tema "Il Tradimento" ha descritto il caso di una moglie vittimista che, essendo tradita dal marito, nasconde a tutti di averlo tradito a sua volta.
In realtà nel programma Rosati non ha raccontato nulla del genere.
F. però cade nella trappola e protesta con O. che, in quanto scrittrice, lei ha tutto il diritto di tramutare i fatti in fiction,
mentre lui, come psicologo e gentiluomo, non deve mai parlare di loro due in pubblico. Gli dice testualmente:
Cosa ti fa pensare che io debba permetterti di dire la verità?
O. risponde che non glielo deve permettere lei. Se lo permette da solo. Tanto più che l'etica e il modello teorico dello psicodramma sono all'opposto della psicoanalisi, in quanto gruppali, catartici e pubblici anziché duali ed ermetici:
E poi non sono il tuo analista. Sono uno scrittore sia di fiction che di anti-fiction, libero di scrivere e dire tutto quello che voglio. 

Quando la registrazione del programma prova che il racconto della signora amica è una menzogna, Fernanda piange di sollievo ma Ottavio non si commuove.
Sospetta che una parte inconscia di Fernanda lo stia provocando a fare proprio quello che un'altra parte gli dice di non fare. 
Alla fine del caso la signora milanese telefona a Rosati scusandosi di aver capito male perché il programma era in diretta, e lo invita con Nanda alla sua villa di Capri. Ottavio, come uomo, scrittore, psicologo e psicodrammatista, la manda a quel paese per direttissima assicurandosi che stavolta abbia capito bene.
Poi dedica la nuova puntata del programma al tema del Pettegolezzo come il lavoro di chi non ha niente da fare.

L'Auditel de Lo psicologo di famiglia è alto, ma dopo la terza stagione il regista ferma comunque la rubrica accusandola di non essere omogenea al resto del programma. Ottavio protesta e la Pivano gli dice una cosa giusta anche se (rispetto alle loro discussioni) si configura come un doppio legame:
Meglio così. Fai le tue cose ora. Non spiegare agli altri. Scrivi di te. Scrivi quello che vuoi e basta. 

Nel 2011 la storia de Lo psicologo di famiglia a Rai2 avrà un nuovo finale in forma di bricconaggio
Durante un'intervento a un programma del conduttore Magalli Ottavio improvvisamente si renderà conto di trovarsi negli studi di Mattina in Famiglia col balconcino del suo regista dittatore intitolato "Comitato". A quel punto Iside scatenerà un colpo di scena. Lo psicodramma perfetto. Il volo della Spontaneità.



A Santa Maria in Trastevere O. e F. incontrano per strada un barbone con una femmina di cane lupo che ha una nidiata di cuccioli.
Pivano si commuove e regala dei soldi al barbone che le mette in mano un cucciolo puzzolente e dolcissimo.
Decidono di regalarlo ai genitori di Ottavio. Giovanni lo chiamerà Blitz e se ne prenderà cura per anni.

La Pivano si affeziona un po' alla volta ai pet che entrano in casa sua dalla terrazza della Kasbah, specialmente a Teto con cui si diverte a mangiare il cocomero in società: lei detesta i semi mentre Teto li predilige e li estrae dalla polpa col becco.
Fernanda e Teto sono le star della festa che gli inquilini organizzano nel giardino e nelle case per il 48° compleanno del portiere Gustavo, uno dei protagonisti de La mia kasbah.

Anche a Milano Teto diventa un gradito habitué del Girarrosto, il ristorante della Pivano. Quando c'è lui Nanda sorride.

 

Harold Brodkey invita Rosati e Pivano a presentare all'Ateneo Veneto il suo romanzo Amicizie Profane (Clicca qui)
Il nuovo libro descrive una complessa e complessuata storia d'amore gay tra due ragazzi veneziani, Nino e Onni i cui nomi, secondo Rosati, sono l'uno l'anagramma dell'altro. 
Dopo la presentazione Ottavio dirige in albergo un libro-dramma come quello di Carotenuto per Da Storia Nasce Storia sul Diario di una segreta simmetria.
PDF delle note per lo psicodramma
Partecipano al gioco di Venezia, Fernanda, la moglie di Brodkey, Fabio e due giovani camerieri scritturati al volo come ego ausiliari che si divertono così tanto a fare uno psicodramma da rifiutare la mancia offerta da O. Alla fine Harold dona ai ragazzi una copia del suo libro.

 
Come musica del gioco Ottavio sceglie il concertato della scena 8 (atto II) de La Cenerentola di Rossini:
Questo è un nodo avviluppato, Questo è un gruppo rintrecciato. Chi sviluppa più inviluppa, Chi più sgruppa, più raggruppa...


Rosati vuole ricordare l'incontro con delle foto ma la Pivano preferisce non essere inquadrata perché non ha i capelli a posto.
Harold e Ottavio si divertono molto. Fernanda un po' meno. Fabio tace ma contribuisce al librodramma con la sua sola presenza.
La sera a cena si avvicina un telespettatore per chiedere un autografo ma, anziché al Proust americano o a Fernanda, porge la penna allo psicologo di famiglia.
La Pivano sorride e dice: Finalmente ci siamo arrivati, tesoro: adesso guadagni più di me. 
Il giorno dopo gli regala un orologio in ricordo e lo abbracca con molto affetto.


 
1994
La Pivano scrive la prefazione al libro di O. Da Storia Nasce Storia edito da Nuova Eri-Rai.
Maurizio Porro nella sua recensione sul Corriere della Sera  scrive che Rosati ha una faccia da Actors Studio Fernanda commenta:
Porro non ti conosce: tu puoi fare il regista ma fare l'attore per te è impossibile. Sei troppo testardo per imparare una parte che non hai scritto tu. Continua a fare il regista che è meglio.

O. aiuta F. facendole fare una serie di scacchiere con cui lei riesce a gestire una grande rabbia scatenata da un problema editoriale  tra lei e la Mondadori: un dirigente infatti le aveva contestato il carattere troppo "alto" della sua introduzione alle Opere di Faulkner e le aveva chiesto di semplificare il bellissimo testo.
Con Fernanda il gioco dei pupazzetti che sulla scacchiera danno vita a una nuova figura si rivela molto efficace per ridurre il suo stress: tre volte più potente delle classiche interpretazioni analitiche che le entrano da un orecchio ed escono dall'altro.
Purtroppo alla Pivano non piace fotografare le sue scacchiere e chiede a Ottavio di non farlo:
Sei stato bravissimo, Ciambrottino. Ho capito che le foto tornano utili ma ma meglio di no. Mi sembarno raggi X.

La malattia di F. peggiora e O. parla con Sottsass delle questioni economiche relative al ricovero in clinica. (clicca qui)

Franco Scaglia del Dipartimento Scuola Educazione della Rai nvita la Pivano a una puntata del suo programma La Biblioteca Ideale per raccontare i suoi ultimi incontri con Hemingway dopo l'incidente aereo che gli aveva danneggiato i reni.



Prima dell'intervista Nanda fa una scacchiera con cui mette in ordine una marea di immagini ed emozioni soverchianti. L'intervista per la Biblioteca Ideale riesce benissimo. La Pivano regala a O. un magnifico computer e parla di O. a Scaglia, che ha apprezzato Da Storia Nasce Storia  e diventa amico di Rosati.


Nel maggio del 1994 Rosati va in Sicilia (per la prima volta accompagnato da Fabio anziché da Fernanda) per dirigere a Piazza Armerina il primo axiodramma (sociodramma a tema etico-politico) di Plays: La Maleducazione Mafiosa di Ezio Donato con la partecipazione di magistrati, sociologi, scrittori, giornalisti.
Protagonista
Michela Buscemi, 'pentita di mafia' e collaboratrice di giustizia, una donna eroica, ripudiata dalla famiglia per aver rivelato alla giustizia la verità. 
(Pdf delle recensioni)

 

Quando torna a Roma, Ottavio stampa due copie della locandina del socioplay con la foto della Buscemi a destra e quella di Fernanda bambina a sinistra.
Pochi giorni dopo, Rosati va a prendere Fernanda all'aeroporto per portarla alla kasbah. Mentre apre le valige in camera da letto, lei si accorge del manifesto sopra un mazzo di rose bianche e rosse. Ottavio le spiega il bricconaggio:

Teto e io vogliamo solo ricordarti che anche tu puoi dissentire dalla tua Maleducazione Vittoriana se scrivi un nuovo romanzo dicendo la verità sui tuoi uomini e pappagalli. Saresti la prima pentita di mamma anziché di mafia. Ma la magistratura e io ti proteggeremmo da ogni persecutore esterno e interno. 

La Pivano si infuria ma prima di cena fanno pace. Tolgono il manifesto e, insieme a Teto, portano le rose alla chiesa di Santa Dorotea.
Nanda accende delle candeline per sua madre Mary. Ottavio sente di volerle ancora molto bene.


1995

F. attraversa una fase depressiva (come mostra il disegno del quadrifoglio piangente)
e dedica il nuovo libro Amici Scrittori a Ottavio con una dedica lamentosa, come se a lui non piacesse mentre lui in realtà lo trova bellissimo. Questo vittimismo è irritante e Rosati si domanda:
"Che faccio? Mi fermo o reagisco? Reagisco". E tiene a bada i fantasmi pivaneschi con un suo wild psychodrama a 360°
fatto di interpretazioni sarcastiche, giochi e bricconaggi vari.

Don Mario Picchi, presidente del CeIS di Roma conferisce a Zerka Toeman Moreno e Ottavio Rosati la medaglia JACOB LEVI MORENO, coniata da Ettore Frapiccini, per il loro contributo alla diffusione dello psicodramma in Italia. 

Durante l'incontro tutti restano colpiti dalla somiglianza del naso di Moreno e Picchi con il becco di Teto, immortalata da una foto di Stefano Cavalli.

Negli anni futuri l'assegnazione del Premio Moreno passa a PLAYS che lo conferisce tra gli altri ad Aldo CarotenutoRosalia Maggio, Fernanda Pivano, Vittorio Gassman, Vezio Ruggieri, Marco Greco.



Pivano invita Rosati alla presentazione di Amici scrittori a Napoli e al Teatro Armani di Milano dove Ottavio, a nome della Kasbah, recita davanti al Tout-Milan 
la poesia di Trilussa "All'ombra"
Fernanda sta al gioco ma la reazione del pubblico è all'opposto di quella di Roma: elegantemente priva di Spontaneità.



Sono passati 23 anni dal primo incontro: F. ha 78 anni, O. 45.



1996
Una gattara vicina di casa informa la Pivano che, durante la sua assenza, Ottavio
ha permesso a Fabio di passare dall'interno 19 al 20 per suonare il pianoforte di Fernanda.

La Pivano va su tutte le furie e impone a Ottavio di chiudere il passaggio aperto anni prima tra le due terrazze. 
Ottavio restringe il varco in modo che possano passare almeno i pet. Poi compra a Fabio la sua prima tastiera.
Fabio ricambia donandogli il quadro di un Cacatoa Alba che vola di notte come lo Spirito Santo, attraversando un temporale.
 
Ottavio decide di finanziare un'analisi di Fabio e lo presenta al dr. X., un importante analista 
che accetta il caso e, dopo qualche mese, dichiara a O. che Fabio è tra i più difficili pazienti che abbia mai avuto ma che la terapia, tutto sommato, procede bene. 
Qualche tempo dopo, il dr.X (che è sposato e ha due figli) attraversa una crisi di identità gay e - anziché fare un Coming Out nella sua vita erotica - fa un Acting Out nella sua professione. E lo fa con Fabio durante una seduta di due ore, in un contesto tale che O. non può non accorgersene. 

Rosati nel 2018 dedicherà a questo episodio traumatico il video-bricconaggio I cani dell'acqua marcia che (dopo aver mantenuto un silenzio protettivo per 24 anni) lo affranca dalle complesse conseguenze che ebbe su di lui il tradimento in stereofonia del maestro e di Fabio.

Il video di Cristiano Pinto
PDF del commento di Stupiggia e degli studenti IPOD durante una lezione sul trauma

A torto o a ragione Rosati, per non scatenare una tragedia, reagirà con una posizione di doppio holding in mind e si rivolge all'analista freudiano Claudio Modigliani, dotato di una straordinaria intelligenza clinica. 

Claudio Modigliani in una foto del 2001 - © PLAYS

Per tre anni O. registra tutte le sedute, le fa trascrivere e le studia. L'intera operazione costa un occhio della testa ma gli permetterà di recuperare episodi e interpretazioni. In una seduta Modigliani dice a Rosati:

Dottore, Lei si illude che Sua madre la ami sempre ma si sbaglia: a certi livelli La odia e La invidia per tutta la pazienza
che ha dovuto dare ai figli e alla famiglia, rinunciando a lavorare e a realizzarsi.
Tutto questo spiega perché i Suoi innamoramenti hanno sempre forti implicazioni riparative.

In uno psicodramma Ottavio riesce a far emergere il fantasma di una sua identità spregevole, cialtronesca, miserabile e depressiva causata da
rispecchiamenti distorti, malevoli e invidiosi.
Questo personaggio tutto al negativo trae consistenza anche dall'Animus negativo proiettato da Fernanda
soprattutto durante il suo divorzio da Sottsass.

In un sogno che fa seguito allo psicodramma O. immagina un grosso tronco d'albero piantato nel giardino della kasbah:
arrivano due tecnici botanici con accette, motoseghe e cavicchi
che non lo sradicano ma lo ripuliscono tagliando le sue parti malate.
Stranamente i due tecnici non permettono ad O. di aiutarli nell'operazione. Vogliono fare tutto a modo loro.

Rosati presenta la prima mostra di Fabio allestita in una galleria di via Margutta La scoperta del pappagallo.
A Fernanda il lavoro di Fabio sembra ingenuamente figurativo e non viene all'inaugurazione. Però la mostra è un successo: la gallerista vende molti quadri e qualche disegno. Fabio fa il suo primo viaggio in California alla PIXAR per studiare il lavoro di animazione 3D.

In primavera O. partecipa col filosofo Silvio Ceccato a varie trasmissioni della Rai di Milano dedicate all'amore,
alla leadership
ponendo come condizione di non parlare del suo rapporto con la Pivano
e di cambiare pappagallo come la cravatta. Oltre a Teto vanno in onda l'amazzone a testa azzurra e e Cleck l'Eclectus verde che, a differenza di Teto, non hanno mai lavorato con lui.

A riprova che "il colpo di fulmine" è fuori dal tempo, O. ricorda che il suo amico Mario Ubaldini (primo editore italiano di Freud)
aveva risposato una seconda volta la moglie da cui aveva divorziato.
In treno e in studio Cleck si comporta benissimo e dopo il viaggio prende vigore.






1997
La Pivano pubblica con Bompiani due libri che saranno entrambi ripubblicati nel 2017:
la raccolta di saggi: Leggende Americane
(Edgar Lee Masters, Ernest Hemingway, Francis Scott Hemingway, Dorothy Parker, William Faulkner) e Viaggio Americano 
una selezione dei migliori tra i millecinquecento articoli pubblicati sui giornali.

Ottavio la festeggia in un sogno che indica quanto sia grande l'amore e l'ammirazione che sente per lei.
Fernanda gli risponde con una frase incomprensibile:
Tesoro, tu fai psicodrammi e sedute come io scrivo articoli. Ma dovresti tenere qualche traccia scritta.
Altrimenti, il giorno che comincerai a scrivere i tuoi Diari, come farai?

Muore Allen Ginsberg e Fernanda da Milano telefona in piena notte a Ottavio in stato di devastazione.
Lui la contiene per tre ore, circondato dal suo gruppo romano di pennuti. 
Fabio e i Pets sono degli Ego Ausiliari che, con la loro vitalità,
lo aiutano ad aiutare la Nanda che vede morire i suoi grandi amici e si sente depauperata dei suoi tesori.

A Roma, un giorno che sembra sparita la collana di corallo di Gertrude Stein che aveva avuto da ragazza (o forse aveva comprato) da Alice Toklas,
F. scatena il panico alla Kasbah accusando la cameriera e facendo accorrere i due portieri, la Polizia, i vicini, il medico e i Carabinieri. Un incubo.
Quando Ottavio trova finalmente 
la collana (che era rimasta tranquilla nel cassetto giusto) esige che F. chieda scusa alla cameriera. Rosati spiega alla Pivano che una scenata pazzesca non è una catarsi psicodrammatica.

Alla fine lei è calma e sorridente ma non si capacita che lui sia furibondo:
Adesso basta, Ottavio, non prenderla male. 
Capisci: è la collana della Stein! Ho solo perso la testa... capita a tutti!


Alice Toklas e Gertrude Stein a Parigi (1940) - a dx il celebre ritratto della Stein di Picasso (1905-1906)

Intanto, dall'altra parte del muro, all'interno 19, Fabio rivive tutte le sue catastrofi, con Ottavio che condivide la sua angoscia di perdita ed elabora in supervisione cosa lo spinge a gestire uno para-psicodramma a 360 gradi coinvolgente come questo. 
O. recupera il ricordo di un aborto fatto da sua madre quando aveva sette anni e sognava a occhi aperti l'arrivo di un nuovo fratello che desiderava intensamente - grazie a una comunicazione da inconscio a inconscio - e sognava da mesi, senza nemmeno sapere che sua Mirella fosse incinta.

L'analisi aiuta Ottavio a elaborare il ricordo di un lungo periodo dell'infanzia, successivo all'aborto, durante il quale avvertì una forte ostilità verso sua madre, vivendola come una strega anche perché Mirella aveva rischiato di morire durante l'aborto.
Sembra evidente che l'amore protettivo per Fabio e la dinamica di perdita e ritorno dei pappagalli
costituiscono per lui un renactment di questo trauma nel tentativo di ripararlo dandogli un finale diverso:
Se Fernanda rappresenta Mirella che realizza i suoi sogni professionali, Fabio è il fratello di Ottavio salvato dall'aborto.

Di solito la prima a essere informata con gioia del ritrovamento dei pappagalli è Fernanda che un po' si commuove e un po' si irrita: 
Davvero non ti capisco. Perché perdi tanto tempo ed energia dietro a quel ragazzo che ti manda ai matti? 
- Non lo so ma devo farlo. Forse è per non sentirmi egoista. Jung direbbe che è una spinta 'numinosa'. E poi Fabio ha giusto l'età del bambino che doveva nascere l'anno che tu e io ci siamo incontrati. Non ricordi che un giorno mi hai detto che forse eri rimasta incinta di me?
Come sarebbe 'di me'?
Dopo aver fatto l'amore con me.
Per forza. E con chi altro? Non sono mica una smutandata! Però io non ti ho mai detto nulla del genere... Te lo sei sognato.
- Può darsi, Nanda. Infatti mi sembrò strano, stranissimo per via della tua età. Comunque io questo ragazzo lo voglio aiutare. Anzi lo devo salvare.

L'unico che non scappa mai è Teto che - quasi a riparare l'attaccamento originario di Fabio - addirittura dorme con una zampa sulla testa di Fabio e il collo piegato sotto l'ala. Non a caso, prima di chiamarlo Teto, Fabio lo chiamava Teta (un nome che fa pensare a due significanti chiave per il suo inconscio: testa e tetta). Quando Rosati mostra a Fernanda le foto psicodrammatiche del trauma di Fabio (dove tiene le mani sulla testa) lei commenta:
Che vuoi che ti dica, tesoro? Preferisco le fotografie dove sei con me al Teatro Armani. 



Una mattina, mentre Fabio dorme, Ottavio porta Fernanda a osservare la scena in camera da letto e le spiega che per Fabio il cacatoa ha la funzione di un (s)oggetto transizionale vitalizzante. A metà strada tra il mondo interno e quello esterno.



Sembra il fumetto di Watterson! bisbiglia la Pivano.
"Bravissima!" risponde Ottavio, chiudendo la porta. "Infatti Teto e Fabio sono come Calvin e Hobbes...
E poi è evidente la posizione autistico-contigua di Thomas Ogden. Cioè il contatto di Teto che dorme sulla testa di Fabio, un po' alla volta, ristruttura il trauma della nascita, quando suo padre lo colpì dando un calcio sulla pancia della madre." 
Cioé? Teto sarebbe sua madre?
"Non proprio. Teto diventa un'estensione del corpo di Fabio che si accarezza la testa."
Ma tu fai come Teto. Ora capisco perché gli analisti vanno a letto con le pazienti come Jung con la Spielrein.
"Mica tutti. Comunque, per quel che mi riguarda, Fabio è un amante trasformato in paziente. Non è un paziente trasformato in amante. Ma vedrai che successo avrà quando guarisce! Io sono già fiero di lui."
La Pivano ci pensa un attimo poi conclude:
Eh già. Come io lo ero di te. Quando eri piccolo.

O. scrive per Rai Cinema la sceneggiatura di Diario di una Segreta Simmetria
per un film di Nelo Risi tratto dal best seller di Carotenuto. 
Questa volta è F. che aiuta O. leggendo i dialoghi ad alta voce e controllando la versione inglese dello script.
La Pivano gli sta ancora più vicino quando (a sceneggiatura pagata) il film non entra in produzione
perché Liliana Cavani
, che appoggia Nelo Risi, ha concluso la sua presidenza alla RAI.


Plays assegna alla Pivano e ad Aldo Carotenuto il Premio Moreno per il loro contributo alla conoscenza dello psicodramma in Italia.



Il presidente Oscar Luigi S
calfaro respinge la candidatura della Pivano a Senatore a vita
infatti per la costituzione i senatori a vita possono essere non più di cinque e, al momento, ce ne sono otto.

Il cavalier Giovanni, incontenibile padre ottantenne di Rosati è politicamente orientato a destra.Un giorno scrive  a Berlusconi "una lettera di fuoco" (sic) per sollecitare il permesso di soggiorno al marito della sua badante Maria.
Coglie l'occasione per sollecitare anche la nomina a Senatore a Vita "della grande professoressa Pivano trascurata in mezzo a tante nullità che non meriterebbero l'importante carica!".

F. un po' è stupefatta e un po' ride ma ringrazia Giovanni della sua "raccomandazione".
Giovanni risponde invitandola a un pranzo dove Mirella le farà le lasagnette al pesto come si usa a Genova
chiedendole se gradisce l'aglio.
Nell'occasione O. organizza in casa dei suoi uno psicoplay con suo padre Ego Ausiliario nel ruolo del Senatore a vita.
F. si diverte e si complimenta con Mirella per la sua cucina. Le regala fiorie libri.

Poco dopo arriva il permesso di soggiorno per la badante Maria e combinazione vuole che la stessa settimana
il Presidente della Repubblica, Scalfaro inviti la Pivano al Quirinale 
per conferirle l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana.

O. festeggia la nomina offrendo a Fernanda un servizio fotografico di Stefano Cavalli a Trinità de' Monti
dove lui e F. nel 1972 si incontrarono allo Hassler per l'intervista di ArcanA per il lancio di Beat Hippy Yippie.

Il commendator Rosati con cavalleria telegrafa alla Pivano:
BENVENUTA TRA NOI FERNANDA - STOP - COMPLIMENTI PER LA TUA NOMINA -
SEMPRE BASILICO PER TE IN CASA NOSTRA - MIRELLA RALLEGRASI - STOP -

Il Teatro dell'Opera di Genova organizza una Grande Festa per l'Ottantesimo Compleanno di Fernanda Pivano
con Daniel Oren che dirige l'orchestra in Un Americano a Parigi di Gershwin e quattromila spettatori in sala.

Ottavio è commosso. Si trova in Grecia per lavoro ma prima di arrivare a Genova passa per Roma a prendere il Teto,
gli dà un sonnifero e lo porta in aereo di nascosto sotto il cappotto.
Dietro le quinte del teatro, Teto, sulla spalla di O. urla di gelosia per reclamare l'attenzione di Fernanda 
che, invece di mangiare l'anguria con lui, si permette di conversare con Walter Veltroni.
Al taglio della torta, Rosati evita per un pelo che Teto becchi l'orecchio del ministro e lanci un grido di trionfo.
Teto infatti tende a bucare l'orecchio dei maschi Alfa: Carotenuto e il vet Amerio Croce sono stati colpiti più volte.


Da sinistra: Ottavio, Teto, Fernanda, Walter Veltroni.

Durante un week end alla villa di Gudi e Andrea accade uno strano incidente: tutti sono in giardino a prendere il caffè e O. sta raccontando la festa all'Opera di Genova per Fernanda quando si avverte uno schianto vicino alle gabbie dell'allevamento.
Una lastra di cristallo che poggia sul tavolino dove Gudi poggia la frutta per i pappagalli
 si è spaccata di colpo in una ventina di pezzi che ora poggiano sull'erba.
La cosa strana è che tutti i frammenti del vetro sono slittati verso destra
come se qualcuno prima avesse spostato il piano di vetro sollevandolo lateralmente
dai due appoggi e poi l'avesse fatto cadere.
Inoltre tre orologi (tra cui quello da polso di O.) si fermano alle quattro, cioè al momento dell'incidente.
Tutti sono perplessi. Rosati fa un acquerello sul fenomeno.
La sera abbraccia il tronco di un albero per fantasticare un dialogo con la Von Franz che risponde con due misteriose parole:
Fox Pivano.

Tornato a Roma, O. rimugina sull'accaduto, poi l'inconscio gli bisbiglia: Cronometro, pendola, prassi...
le parole sono il titolo di un'intervista fatta nel 1974 (23 anni prima) al parapsicologo Wilhelm Tenhaeff
per il numero della Rivista di Psicologia Analitica dove Pivano aveva pubblicato l'articolo Denaro e jeans, Potere e Fiori. 
Temendo che la spaccatura del vetro simbolizzi un infarto, Ottavio non dice niente a Fernanda ma le fa fare un elettrocardiogramma.

1998
Dopo molti anni che vivono insieme, Ettore Sottsass e la sua compagna Barbara Radice, il critico d'arte,
si sposano a Catania con la massima discrezione.
Non è facile stabilire se la Pivano l'abbia mai saputo o se abbia fatto ricorso a una negazione difensiva.
Fatto sta che i suoi Diari non parleranno di questo matrimonio così come non menzioneranno la sua relazione con Ottavio

Per il compleanno di O. Fernanda gli scrive una lettera di lodi e riconoscimenti
ma, da grande scrittrice, crea un sottotesto melanconico e manipolativo che la rende più triste che augurale. 

Per la prima volta, invece di fargli un regalo, F. manda a O. un assegno dicendo di comprarsi quello che più gli piace.
Lui sente che Fernanda cerca di mettertgli addosso la sua sofferenza per dialisi e gira l'assegno al fioraio di via Manzoni perché recapiti alla Pivano un enorme mazzo di rose di quattro colori, col biglietto AUGURI ROSATI.

Subito dopo, Rosati si ricorda che la Pivano, ogni volta che riceve fiori, gli dice:
Per piacere, Trombolino, portameli via di casa, che io li faccio morire. Magari mandiamoli in Chiesa.

Pdf narrativo: "Lo sciroppo di Krishnamurti"

A dicembre Luciano Benetton inaugura a Milano la Biblioteca Pivano realizzata dalla Fondazione Benetton:
35.000 libri, lettere e riviste della scrittrice ai quali si aggiungono i 3.000 di suo padre, Riccardo Pivano (pdf della notizia)
Dopo anni di ricerche faticose e tentativi in cui O. e altri amici hanno rassicurato Fernanda che prima o poi ce l'avrebbe fatta,
la biblioteca, come dice Carotenuto in una scena di Genamore, rappresenta finalmente un sogno diventato realtà

Rosati si trova in Colombia a condurre un corso di psicodramma per un'associazione di psicologi e psichiatri
che si prolunga in volontariato per le comunità terapeutiche anti-narcos. 

Festeggia Fernanda per telefono e a Bogota crea per lei una collana di stile pre-colombiano (in oro e crisopazi, con piume di cacatoa). Fernanda la indossa spesso a Roma così come a Milano porta i gioielli di Sottsass e Arnaldo Pomodoro che saranno esposti e anche rubati
alla mostra "Viaggi, cose, persone" tenuta a Palazzo delle Stelline nel 2011. 

Una sera a Roma, l'attrice Caterina Boratto, interprete di Madama Pace  nei 'Sei personaggi' con la regia di Patroni Griffi, invita a cena Fernanda e Ottavio a casa sua dove incontrano Evgenij Evtusenko, il poeta russo, che resta colpito dalla collana del Pappagallo.
A tavola c'è pure Paolo Villaggio che coglie lo spunto per rifare una battuta di Paola Borboni (la prima attrice ad aver mostrato il seno nudo in teatro)
sul rapporto che corre tra i gioielli di una Diva e la parte del corpo che lei indica con le mani dicendo:
Li vedete questi? Li ho fatti con questa!


L'imitazione è esilarante però, mentre Villaggio spiega a tutti che il suo Fantozzi è una muova maschera della Commedia dell'Arte,
Fernanda-chat steté si incupisce e si rivolge a Ottavio con occhi disperati. Lui le prende la mano sotto il tavolo senza capire cosa le stia succedendo. 

Anni dopo verrà a sapere che un idiota aveva chiamato Fernanda "la nuova Borboni" per il fatto che Paola Borboni in tarda età aveva sposato Bruno Vilar,
un giovane attore di Strehler che lei, con humour, non presentava come suo "marito" ma come suo futuro "vedovo". 
Purtroppo il povero Vilar sarebbe morto prima di lei in un incidente d'auto dal quale la Borboni invece si salvò:
Chi poteva immaginare che la vedova sarei stata io?

Durante un viaggio a Milano per partecipare a una puntata de La Macchina del tempo di Cecchi Paone
l'inconscio di Ottavio realizza un passaggio all'atto autolesionistico che resterà incompresibile per anni.
Rosati arriva a casa Pivano a via Senato, dove da anni dorme sotto la Marilyn di Wharol, portando con sè un'antica tempera giapponese su seta comprata anni prima a Porta Portese.
Al centro del quadro c'è una donna puntata su un piede col braccio in alto che minaccia un'altra donna in ginocchio mentre un uomo con la barba e riccamente vestito osserva la scena con l'aria di essere il padrone di casa.

I frati di Grottaferrata che hanno restaurato il quadro spiegano a Rosati che si tratta di una pagina staccata con una lametta da un libro,
forse il testo di un dramma teatrale in cui una concubina scaccia di casa la moglie dell'uomo.
La scena sembra il fantasma contrario di Madama Butterfly dove invece è la moglie americana del tenente Pinkerton a separarlo dalla povera geisha fedele e in attesa che il pare del suo bambino ritorni a casa da lei.

A Milano Ottavio porta la tempera per un expertise a una galleria d'arte orientale dale parti di via Montenapoleone a due passi da via Senato dove abita Fernanda.
Lo invitano a lasciarla e gli danno la ricevuta del deposito.
Poi stranamente si dimentica per mesi di telefonare e non passa a riprenderla. Quando si decide a farlo non trova più la ricevuta né l'indirizzo, come in un sogno a occhi aperti.
Va a Milano apposta ma non trova più la galleria; la tempera sembra scomparsa per sempre, come per magia.
Una situazione assurda.


 
Anni dopo la morte di Fernanda uno psicoanalista formulerà un'interpretazione convincente di questo acting out di Ottavio
nei termini del modello di Ignacio Matte Blanco dell'inconscio bi-logico, fatto di sistemi infiniti:

Hai perso la tempera perché rappresentava il fantasma di cui ti volevi liberare. Una situazione apparentemente reale ma creata da te.
Il generale del quadro, padrone della scena, è il maschile di Fernanda in quanto identificata in suo padre banchiere.

Tu sei la povera moglie in ginocchio come Butterfly, come l'Anima di tua madre devota al bene altrui senza riguardo per se stessa.
La concubina trionfante che scaccia di casa la vera moglie sembra un parvenu, qualcuno che entra e ti scaccia dalla scena. 
Quindi cosa ha fatto il tuo inconscio?

Un sacrificio arcaico al persecutore interno che si andava organizzando a Milano in modi e contesti creati dal tuo persecutore interno.
Intendo l'inconscio non dicibile, non pensabile. Non l'inconscio di Freud ma quello di Matte Blanco.


E perché l'ha fatto?

Per anticipare la catastrofe, per controllare la parte di te che ti vuole far perdere.

Che altro avresti potuto fare?
Uno psicodramma anziché un passaggio all'atto.
Ma non ti rimproverare: credo che questi fantasmi fossero troppo potenti e impensabili perché tu potessi metterli in scena in un gruppo.
Forse potevi riuscirci usando la tua scacchiera. Forse.

Durante un incontro organizzato a Roma per il nuovo libro di Francesco Alberoni sull'amore
O. dichiara che, dopo aver perso un grande amore, ha superato la depressione grazie a Teto, Cacatoa abbandonato.
Quando Fernanda a Milano legge il sottotitolo "Rosati: non mi resta che il pappagallo" corre subito da lui a Roma.

Dopo pochi giorni vanno insieme in un allevamento dove trovano la bellissima Iside 
che coi suoi "occhioni meravigliosi" (come dice Nanda) gira come una trottola catatonica dentro una "gabbietta miserabile" (come dice Ottavio). Molti anni dopo (quando rinuncerà a tenere i pappagalli a Roma) Ottavio sistemerà Iside in un grande resort in Ciociaria dove sarà libera di scorrazzare tra animali di ogni genere e di passare ore sui rami di grandi alberi  che affacciano su prati e colline. 



Questa splendida cacatoa diverrà per Teto ciò che Alma Reville fu per Hitchcock: una compagna di vita e lavoro. 
Teto e Iside faranno insieme a O. molti socioplay, come Gli Sporcosauri (2008) per il Teatro di Catania e Il Rischio della Felicità (2011) a Siena. Hanno un loro impegno civile: a Roma per anni giocano, potano i rami degli alberi nell'Orto Botanico e vanno con lui a votare.

Sotto Natale Paolo Limiti invita Rosati al programma Io amo gli animali" su Rai2. Ottavio racconta il percorso di Fabio e Teto e mostra le foto dei grandi ritratti di Fabio.
Quando ne parla a Fernanda lei gli dice che interviste del genere rischiano di danneggiare la sua immagine professionale. Ottavio risponde:
Il mio lavoro consiste nel creare immagini vere e nel liberarsi di quelle false. Se lo faccio per i pazienti, a maggior ragione lo faccio per me! Non sono un beat ma posso essere peggio di loro.




Muore a Bollingen Marie-Louise Von Franz. 
Per Rosati è un dolore immenso anche se la grande analista delle fiabe e delle tipologie continuerà ad esistere negli alberi di lui e nei libri di lei. Per sempre.

Mentre realizza una serie di sociodrammi sulla trasmissione intergenerazionale dell'inconscio, ispirati alle teorie di Anne Ancelin Schützenberger
(che fu per Moreno ciò che Marie Louise Von Franz fu per Jung),  
Ottavio fa una serie di sogni che lo portano a scoprire una pagina della famiglia Rosati che suo padre gli ha tenuto nascosta e che, per certi versi, ignora egli stesso: il fratello di Giovanni, Annibale (membro delle SS italiane) tradì la promessa fatta al prozio, il filantropo Don Romeo Egizi,
di completare la costruzione della tomba di famiglia in cambio della nomina a suo erede universale.



Dopo mesi di detection tra anagrafi e parrocchie O. scopre la verità e inizia uno psicodramma architettonico: 
il lungo 
restauro della tomba Egizi-Rosati con la consulenza di un maestro cinese di Feng Shuei.
Gli darà tutta la risonanza possibile perché, da psicodrammatista, pensa che i panni sporchi non si lavano in famiglia ma in pubblico.

La Pivano è incuriosita e perplessa per il carattere travolgente e irresistibile di questa operazione.
Poiché Fernanda non ha nessun parente al mondo, Ottavio un giorno le dice che un giorno la cappella Rosati potrebbe accogliere anche le sue ceneri.
Pivano risponde che ha sempre pensato di riposare a Genova accanto a sua madre. Ottavio le domanda delle spoglie del padre e del fratello e propone di accogliere tutta la sua famiglia ma lei fa cadere il discorso.

 

1999
La Pivano, con l'aiuto di Arnoldo Mosca Mondadori, pubblica I miei quadrifogli, una serie di ritratti di amici e scrittori
con piccoli disegni fatti da Nanda che rendono il libro un'operina bicamerale, tra scrittura e immagine.
A sua volta, Sottsass, sull'esempio di un genio multitasking come Alberto Savinio, si è rivelato un eccellente scrittore.

 Quando vede i disegni della Pivano, Ottavio pensa che lei stia cercando di integrare in prima persona l'espressione figurativa in cui Ettore è un genio. Un poì come fa lui con Fabio. Mentre se la immagina, china sulla scrivania come una bambina soffocata dai troppi libri, Ottavio sente qualcosa che si scioglie sul plesso solare. Gli si altera il respiro finché dice a se stesso: 
Sto facendo una proiezione: La Pivano c'est moi.

Ottavio inizia a scrivere una raccolta di racconti sul rapporto con Fernanda. 
PDF narrativo: "Nanda a Calcutta"

Nel libro F. dedica a O. una pagina (con qualche doppio legame) sul loro lungo legame.
Ottavio proteta che il suo ritratto non assomiglia affatto a lui ma una foto giovanile di Fernanda dove lei sorride come Doris Day.
Senza contare che gli ha fatto un'apertura sulla testa e che Teto ha il becco di un piccione anziché di un pappagallo.
Lei gli dice che è un rompiscatole.


Poco dopo F. scrive a O. una lettera intitolata La dialisi (clicca qui).
La lettera è piena di riconoscenza e affetto ma  un amico "mentalista" di Ottavio, leggendo tra le righe, gli fa notare che il testo nasconde un'induzione ipnotica
:
Tu, Ottavio, da bravo psicoanalista, devi tacere.
Questo invito al silenzio è agli antipodi dello psicodramma e di ciò che Ottavio fa e si ripromette di fare a tutti i livelli.

Pdf narrativo: "Il cocomero della Grande Tragica" 


O. si sente oppresso dai genitori e decide di rendersi irreperibile al telefono. Inutile. Alla fine dice di essersi trasferito a Londra per qualche mese.
Prevedendo che suo padre non gli crederà e verrà a cercarlo, prega il portiere Gustavo di reggere il gioco.

Il Cavaliere-Ispettore-Amministratore (detto CIA) si presenta puntualmente alla Kasbah col suo cane pastore Blitz.
Ottavio scappa da un portone laterale su via Corsini ma Blitz col suo fiuto lo rintraccia
e si ferma davanti al cancello dell'Orto Botanico 
dove è vietato l'ingresso ai cani,
continuando ad abbaiare così forte che il custode rintraccia Ottavio e lo invita ad uscire.

Giovanni ha vinto:
Non crederai mica di fare fesso tuo padre!  
Mi serve una foto tua con Teto e sua moglie. Dammela e ti perdono. E ora andiamo a pranzo.

A dicembre Elda Ferri invita Fernanda e Ottavio a Gerusalemme
per la presentazione del film di Roberto Faenza tratto dal romanzo L'amante perduto di Abraham B. Yehoshua. 

Una mattina F., dopo un litigio estenuante, O. e F. posano per delle fotografie davanti a un'installazione di ghiaccio sotto il sole 
che allude al disgelo tra il presidente Israeliano e Arafat.

Questo spirito pacifista nel 2005 ispirerà a Ottavio Il Piombo e l'Oro del Perdono, 
il sociodramma sulla pace tra Israeliani e Palestinesi (ideato col suo amico Moreno Cerquetelli, critico teatrale del TG3)
che ha per protagonista il Parents Circle di Tel Aviv.
Un evento commuovente dove avviene che un israeliano dia a un palestinese il ruolo di suo figlio morto in guerra.

Ne Il Piombo e l'Oro del Perdono, Rosati utilizzerà per la prima volta in un gruppo  la Scacchiera, 
il gioco psicodrammatico da tavolo che ha inventato negli anni Ottanta per dare una mano a Fernanda.

Nel dicembre del 1999 F. regala a Ottavio Fernanda Furiosa un ritratto disegnato al volo da Roland Topor
che nel disegno mette in tasca alla Pivano una copia del Corriere della Sera di cui spunta fuori la parola ELLA.
Ottavio le dice:
Capisci? Topor vuole dire che tu sei molto BELLA.

Aumenta la spaccatura di F. tra l'identità melanconica di moglie tradita ma sempre fedele a Sottsass 
e la sua tendenza a muoversi tra giovani scrittori e musicisti trasgressivi. 
Nella galassia Pivano compare Vasco Rossi per il quale O. nutre un'antipatia
così infantile che lo porta a sabotare il registratore per un'intervista di F. al celebre rocker.

Improvvisamente F. sembra vivere una seconda (anzi una terza) giovinezza in un crescente clima neo-fitzgeraldiano di feste e mondanità.

Grazie a un corso di Analisi Fotografica nel Lavoro Clinico, O. si accorge che nelle sue ultime fotografie
F. appare spesso circondata da vari uomini di cui uno solo sorride con lei. Quando glielo fa notare lei risponde: 
Ma come, Trombolino, non vedi che nella foto porto la tua collana del Cacatoa, che ha la forma di un sorriso?
Ci sei anche tu.


Festa di compleanno di Nanda tra Arnoldo Mondadori jr. e Michele Concina con Adriana Ruvolo - a DX la collana per Fernanda Pivano di Ottavio Rosati- © PLAYS

Una mattina a casa di Rosati arriva uno sconcertante messaggio anonimo appeso alla porta: un sacchetto di Baci Perugina di Ottavio spillato a una doppia fotografia. La foto è stampata su una pagina battuta a macchina con un testo che è un vaniloquio. Rosati regala i cioccolatini alla portiera e mette le foto nell'archivio della scuola di psicodramma. 



Sembra la situazione del primo decennio, quando Fernanda a Roma riceveva telefonate anonime sulla ragazza spagnola di suo marito e a Milano Sottsass trovava biglietti con su scritto "Tua moglie è una puttana". 

Mario Trevi durante una seduta cita un aforisma  di Denis de la Rochefoucauld di cui Ottavio diviene un appassionato lettore:

In amicizia, come in amore, si è spesso più felici per quello che si ignora che per quello che si sa.

O. sente attacchi di gelosia (con rabbia e angoscia di separazione) e si vergogna (come spiega benissimo Roland Barthes) di provare sentimenti così bassi e comuni.
Si iscrive per la prima volta a un seminario sui Tarocchi di Alejandro Jodorowsky (che considera un genio come artista e come terapeuta) e gli chiede un modo per liberarsene.

il Maestro dichiara che nessuna analisi intellettuale e nessuno sforzo spirituale riescono a debellare un sentimento arcaico e istintivo come la gelosia e gli consiglia una psicomagia facile ma strana:
Procurati un boccale di vetro, foderalo con lettere che ti ha inviato la tua amata e poi mettici dentro una moneta o una banconota proporzionale alla violenza di ogni tuo attacco di gelosia. Quando il boccale sarà pieno, userai tutti i soldi per comprarle un regalo. (pdf. con citazione Jodorowsky) 

Ottavio esegue la prescrizione e, dopo un mese, coi soldi dentro il boccale regala a Fernanda un modellino di barca a vela.
Quando lo vede, Teto urla e in pochi giorni lo fa a pezzi come in una catarsi psicodrammatica per appalto.
L'emozione sottocorticale della gelosia, uscita dalla porta, è rientrata dalla finestra.



Una sera alla kasbah, Fernanda entra in casa di Ottavio dalla terazza e gli chiede se può prestare al suo amico Michele, arrivato improvvisamente dal mare, una cravatta per portarlo a una cena importante. Rosati mette a disposizione tutte le sue cravatte e la Pivano ne sceglie una di Hermes
che gli ha regalato lei stessa anni prima per Natale.

Ottavio, citando il libro di Lòpez-PedrazaHermes e i suoi figli, commenta che Ermes-Mercurio è il dio dei ladri e si muove con le ali ai piedi, Fernanda scoppia a ridere e dice: 
Ma come ti vengono in mente queste associazioni, Trombolino? Se proprio allievo di Carotenuto!
Non sono associazioni, Nanda. In psicologia analitica si chiamano 'amplificazioni'.

Rosati prende segretamente delle dosi di Hypericum come antidepressivo e parla della situazione con una collega di Napoli che, in riferimento al complesso de La Madre Morta di Green, gli dice:
Ringrazia il cielo. Per come sei fatto tu, è meno peggio una Malafemmena che una Madre Morta.

Ottavio risponde:
Ma ti rendi conto che la Madre Morta si sfogata con me per anni e che ora la Vedova Allegra balla col Grande Gatsby?

"Si capisce. Proprio per questo è una Malafemmena. Ti ricordi la canzone di Totò? Cantala e cantala bene."

Ottavio prende lezioni di solfeggio da una giovane maestra che viene alla kasbah. Fernanda mette a disposizione il suo pianoforte.

Sono passati 27 anni dal primo incontro: 
F. ha 82 anni, O. 49. 

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