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QUATTRO DECENNI DI PLAYS (il Teatro del Tempo tra la Pivano e la Von Franz) un ipertesto di Ottavio Rosati - 3° parte

 

   Terzo atto (sorprendente): GLI ANNI '90

- clicca per il  primo, o il secondo atto - 

Musica: come già avviene in altre discipline, dal cinema al teatro, il rock prende due direzioni opposte. Da un lato il mercato e dall’altro la ricerca. Attraverso l’elettronica (la vera novità in termini di ascolto) i Massive Attacck sono l’unico gruppo che riesce a tenere insieme le classifiche di vendita e la sperimentazione. Si parla ormai di post-rock.

Il divorzio Pivano-Sottsass - "Giocare il sogno Filmare il gioco" - Mary Pivano a Bogliasco - Ginsberg a Spoleto - "Da Storia Nasce Storia" - Marylin all'Opera di Roma - Fernanda si ammala - Lucio e Teto - L'allevamento dei cacatoa a Cervia . Il pappagallo mangiaspaghetti e la tv dei ragazzi di Tokyo - Micio Kushi e Valerio Di Carlo - Evasione di Fernanda dal San Raffaele - La Rondine liberata - Uno psicodramma macrobiotico - Harold Brodkey all'Ateneo Veneto - Dalla Dolto a "Mattino in famiglia" - Morte di Ginsberg . Un sogno con Sottsass - Il pazzariello a Trastevere - La Pivano Cavaliere di Gran Croce - Armani e Trilussa - Compleanno all'Opera - Teto versus Veltroni  - Una telefonata al Grande Gatsby.

1990
Sono passati molti anni dalla storia d'amore con la puttana di Barcellona.
Sottsass chiede il divorzio alla Pivano mentre si avvicina sempre più al critico d'arte Barbara Radice che sposerà otto anni dopo, nel 1998.

Per Fernanda il divorzio è un trauma. Ottavio ha una funzione antidepressiva alla quale - a torto o a ragione - non si sottrae.  Sia per il suo complesso di madre e la matrice riparativa di molte sue relazioni oggettuali. Sia perché con Fernanda ha vissuto momenti meravigliosi e continua a prendersi cura di lei.

Ettore Sottsass (che è stato aiutato da Fernanda agli inizi della sua professione prima del successo) subisce una forte colpevolizzazione e si assume i pesi economici del divorzio. Li gestirà così generosamente che, dopo la morte della Pivano, qualcuno a lei vicino - incredibile ma vero - arriverà al punto di portare alla signora Radice-vedova Sottsassi i conti della clinica di Fernanda. 

Ottavio è all'oscuro di tutto questo: ne verrà a conoscenza solo nel 2017 quando incontrerà la Radice,
alla mostra per il centenario della nascita di Sottsass THERE IS A PLANET alla Triennale di Milano.
Intanto nel 1990, quanto più Ettore esplicita la fine del matrimonio e invita Fernanda a sposarsi con il suo amico di Roma che reputa "una brava persona",
tanto più lei ritira il legame erotico-affettivo con Ottavio.
La Klein direbbe che lo trasforma in un contenitore para-terapeutico del suo dolore spostando su lui la sua vendetta inconscia.

SX: Per Ottavio Rosati, ormai sulla strada in uscita, Barbara - MI 24/IX/2017 - DX: A Barbara Radice, simpatica-mente in entrata, Ottavio - 26 Sept 2017

La riflessione sui risvolti segreti di questa dinamica fa pensare che nell'albero psicogenealogico di una persona senza figli e senza parenti viventi, un compagno segreto finisca per rivestire molti ruoli.
A meno che Le Mat a un certo punto smetta di fare il jolly per le vite degli altri e cambi vita muovendosi verso l'arcano de Le Bateleur.



Il modello di J. L. Moreno coi suoi concetti di atomo sociale e di gioco di ruolo permette di capire la tensione di un sistema simile assai meglio del modello psicoanalitico centrato sul conflitto intrapersonale.

Nel 1990 anche Ottavio si muove in una nuova direzione come prova il suo "divorzio" dallo psicodramma analitico dei Lemoine.
Nella primavera Rosati chiede a Emanuele Luzzati di disegnare la locandina del workshop
 "Giocare il Sogno Filmare il Gioco",
un nuovo genere di psicoplay bicamerale (anziché analitico) ispirato dal libro di Julian Jaynes.
Lo realizza al CeIS di Torino col Centro Studi del Teatro Stabile e il Festival Cinema Giovani
con le riprese video e il montaggio di Alfredo Muschietti. Rosati chiama come Ego Ausiliari gli attori Rosalia Maggio, Milena Vukotic e Alessandro Haber. 

Il workshop (con due gruppi) dura diversi giorni e si svolge nella palestra della comunità nel bosco di Superga
in una primavera che vibra di spontaneità, bellezza ed entusiasmo.

Per la prima volta nella storia dello psicodramma un gruppo di pazienti-giocatori può utilizzare un vasto repertorio di materiali scenografici ed attrezzerie. Rosati li ha selezionati dai magazzini del Teatro Stabile di Torino caricandoli su due tir diretti a Superga.
Arriva anche il musicista Fiorenzo Gianani che si offre di improvvisare i commenti musicali degli psicodrammi.
Il laboratorio ha successo e riscuote recensioni favorevoli sui giornali italiani.

Fernanda partecipa alla prima giornata, a condizione di non entrare nelle riprese di Muschietti:
Ho lavorato tutta la notte a un articolo per il Corriere. Magari un'altra volta sarò bicamerale anche io...
Torno a Milano, caro. Tanto tu hai la tua Rondinella che ti tiene compagnia.

Effettivamente la Rondine, oltre a essere dolce e intelligente, è tra le ragazze più belle del workshop.

 

Qualche mese dopo, O. accompagna F. alla prima di Hydrogen Jukebox con Allen Ginsberg e Philippe Glass al Festival di Spoleto, dove 23 anni prima, nel 1967, Ginsberg era stato arrestato davanti alla Pivano per aver letto una canzone con versi osceni.
Ottavio riabbraccia Allen per la prima volta dai tempi di Boulder e lo ospita a casa sua alla kasbah. 
La notte Ginsberg se ne va ai Fori Romani alla ricerca delle arene dove impazza il demone Pan.

1991
In una festa di lancio al Teatro Carignano di Torino, Fernanda presenta insieme a Carotenuto il programma di O. Da Storia Nasce Storia di Raitre con la regia di Claudio Bondì, nato dal successo di Giocare il Sogno Filmare il Gioco e basato su psicoplay degli spettatori. Il programma va in onda in prime time.

Questa volta Rosati aggiunge ai materiali scenici del Teatro Stabile quelli del Teatro dell'Opera di Torino
dove trova tre enormi pupazzi di stoffa di Emanuele Luzzati: il Re, la Regina e il Diavolo che diventano gli emblemi edipici del set.
Si realizza così per la prima volta nella storia dello psicodramma l'utopia dello psicocinema di Moreno.
Anche se la Pivano non ha collaborato concretamente alla produzione, Ottavio si rende conto di essere riuscito a farcela anche perché aveva Fernanda al suo fianco.

Il lavoro nasce in collaborazione con la Facoltà di Psicologia di Roma-Sapienza e la supervisione gruppoanalitica di Giusi Cuomo Napolitani
e riscuote un ampio successo di critica e pubblico:
Laura Carassai su La Stampa lo definisce il successo teatrale televisivo dell'anno.

+

L'attrice napoletana Rosalia Maggio, scritturata come Ego ausiliario, alla fine ottiene un trionfo personale
come protagonista di uno psicodramma dove fa la catarsi di un momento terribile della sua vita.
Rivela che anni prima, in un momento di crisi, era stata sul punto di fare la puttana per strada pur di dar da mangiare alle figlie ma che, subito dopo aver incrociato lo sguardo di Papa Giovanni in TV, le era arrivata una telefonata di De Laurentis con un'offerta di lavoro. Miracolosamente.

Dopo l'intervento della Maggio al Teatro Carignano, gli spettatori sono tutti innamorati di lei e rischia di cadere il soffitto del teatro dagli applausi.
Beniamino Placido su La Repubblica parla di una storia degna di De Sica e Balzac.

Fernanda è felice per il successo del programma di Ottavio ma pure sgomenta. Qualcosa sembra preoccuparla.
A Torino non dirà mai il suo Mantrananda (Giuro che se rinasco, rinasco puttana) forse a causa della storia sulla prosituzione raccontata da Rosalia che un po' la commuove e un po' la mette a disagio.
Emerge lentamente quello che Ottavio chiamerà il Complesso Vittoriano della Pivano: cioè il timore che, dopo il successo mediatico degli psicodrammi di Rosati, il suo legame con Ottavio possa diventare di pubblico dominio.
Questa paura esploderà clamorosamente dieci anni dopo con le controversie su Generazioni d'amore. Sempre a Torino.

Al Carignano la Maggio porta molto rispetto alla Pivano anche se, con la massima Spontaneità, la chiama Ferdinanda anzi Ferdina'.
Carotenuto, da napoletano trapiantato a Roma, dice:
Queste due donne sono due facce della stessa moneta. Come Napoli e Torino per l'Italia. Il popolo e la borghesia.  La madre e la signora.
Mercurio e Saturno...



Carotenuto spiega a Rosati che Torino è la città dove la Pivano è cresciuta in una famiglia vittoriana per cui gli psicodrammi di Raitre sarebbero inconcepibili anzi mostruosi. Questo commento si rivelerà profetico.

Vittorio Gassman invita Rosati a presentare lo psicoplay e l'opera di Moreno al programma di Rai Uno Tutto il mondo è Teatro
dove Fernanda gli suggerisce di trasmettere alcuni giochi del workshop Giocare il Sogno Filmare il Gioco. In studio Ottavio ha la gioia di trovare Rosalia a rappresentare l'avanspettacolo, un genere di teatro che, come lo psicodramma, tende a coinvolgere il pubblico e fa ricorso all'improvvisazione.



Durante il programma Ottavio si ritrova di fronte al giornalista barbutello e cicciotto che anni prima a Roma aveva infastidito Fernanda con le sue avances.
A un certo punto del programma, Ottavio si ritrova quasi in trance a sollevare un pilone della scena fatto di polistirolo.
Per fortuna lo ferma un colpo di gomito della sua amica analista Elena B. Croce seduta accanto a lui.

1992
Dopo il divorzio da Sottsass, F. si ammala gravemente. Ottavio la porta a un congresso a Parigi dal leader della macrobiotica Micio Kushi che,
guardandole gli occhi, diagnostica subito un tumore all'intestino e spiega che la malattia è causata dall'abuso di cioccolata, ghiaccio e Coca Cola.



Il chirurgo Valerio Di Carlo al San Raffaele di Milano salva Fernanda con un'operazione a rischio.
Durante la convalescenza O. introduce clandestinamente Teto nella stanza dell'ospedale e organizza un paio di evasioni in pigiama e pelliccia di Fernanda che lo stesso Di Carlo apprezza molto per quanto la tirano su di morale: Rosati la porta al cinema e a fare shopping e tornano per cena.
In un biglietto di auguri scritto in ospedale F. augura a O. ogni FORTUNA per sempre da celebrare con un rito greco-ortodosso e con tutti i riti.

 

A Roma O. organizza a casa sua una cucina macrobiotica per la convalescenza di F. con un ragazzo taoista che cucina due volte al giorno 
riempiendo lo studio di psicodramma del profumo di alghe, cipolla e cavolo.
Per due anni, tutti, ospiti compresi, si cibano di riso integrale, legumi, alghe e verdure ma F. si ristabilisce perfettamente e riacquista il sorriso.
Ottavio perde cinque chili.

Come regalo di compleanno F. invita O. a portare con sé a Roma la Marylin di Andy Wharol appesa nello studio dove lui dorme a casa di F. a Milano:
Meglio che te lo prendi adesso perché Dio solo lo sa che fine faranno le mie cose... si scateneranno gli sciacalli.
O. rifiuta dicendo che, a torto o a ragione, né Wharol né Marilyn gli piacciono troppo.
Un disegno di Keith Haring l'avrei preso. Però grazie, Nanda. 

Apertura della Scala con 'Don Carlo' di Verdi (diretta da Muti e messa in scena da Zeffirelli),
Alla romanza 'Ella giammai m'amò' O. ha un attacco di tachicardia ma non si muove. Fernanda si gira verso di lui e bisbiglia: Tutto bene, Ciambrottino?
A leggerlo come premonizione, l'episodio potrebbe essere legato a quanto sarebbe accaduto nel 2003 con l'assegnazione del Premio Pivano a Riccardo Muti e la seconda disconferma di Generazioni d'amore.

Nell'intervallo dell'opera F. indica a O. un fenomeno meneghino:
la moglie procace di un industriale del formaggio si aggira nel foyer compressa in un abito rosso Valentino, coperta di gioielli come un albero di Natale mentre un ometto con gli occhiali distribuisce alla stampa dei fogli. 
Fernanda spiega a Ottavio che si tratta dell'elenco dei brillanti della signora, con il loro costo: Milano è anche questo. 

A pochi mesi dal matrimonio con La Rondine,
O. aspetta il momento che les parents terribles di lei le diano una casa in dote. La fa intestare a lei e conclude la storia.
Le vuole troppo bene per metterla nei guai come sua moglie.
Rondine è un tipo di pensiero introvertito che ha bisogno di un marito più tranquillo e stabilizzante di O.
Lui ha deciso di far saltare il suo vecchio equilibrio perché inizia ad annoiarsi.

O. inizia la lunga esperienza parzialmente descritta nel saggio "Uomini e pappagalli" e nel racconto "Il lago dei Teti", 
con cui nel corso degli anni aiuterà un ragazzo povero e confuso, ricco di talenti ma costretto dal padre a fare l'infermiere,
a diventare un pittore e un professionista del cinema di animazione, affermato sul piano internazionale.
Il ragazzo si chiama Lucio e Fernanda lo detesta mentre Ottavio lo reputa un elemento chiave del loro equilibrio e del suo salutare squilibrio.

O. pensa che Lucio ha giusto l'età che avrebbe avuto un figlio se fosse nato dal loro incontro nel 1972
e che (in un algebra buddhista) salvare un ragazzo dalla morte equivale a dare vita a un bambino. Ma questa idea manda la Pivano su tutte le furie.
Un giorno che Ottavio cerca di spiegare a Fernanda le difficoltà socio-psicologiche di Lucio e il suo talento, lei lo interrompe e dice che Ottavio è impazzito ed è  preda di un lupo.
O. ne parla anche con Allen Ginsberg che naturalmente capisce e benedice.



Non è facile spiegare a Fernanda che l'integrazione del lupo per O. è una tappa di un processo di individuazione protetto da un rito Greco Eterodosso cioè dall'inconscio. Tanto più che questo bisogno non è del tutto chiaro nemmeno a Ottavio.
D'altra parte è vero che Lucio ama i lupi come Leo amava i gatti.
Quando Ottavio lo porta in Abruzzo, il ragazzo vede lupi sotto i faggi dove Fernanda attirava le volpi. 

L'avventura per un certo periodo avrà lo stigma di uno psicodramma numinoso i cui ego ausiliari saranno animali portatori di anima.
Per introdurre un terzo osservatore, Ottavio decide di finanziare l'analisi di Lucio con Mario Trevi che si rivelerà un terapeuta eccezionale.

Fernanda ha problemi di salute. Per sostenere sia lei che Lucio e trovare l'energia di cui hanno tutti bisogno,
Ottavio incrementa il tennis e la meditazione Vipassana con il Maestro Corrado Pensa.
Alla ricerca di vitalità, un po' alla volta trasforma il suo studio di psicoanalista in un laboratorio di psicodramma affollato di pet e dedica una stanza a Lucio per farne uno spazio dove dipingere.  
I suoi Ego ausiliari sono cinque pappagalli, una gabbia di diamantini, due conigli d'angora  e una coppia di scoiattoli
che passano dal suo appartamento a quello di Nanda attraverso la terrazza e il tetto della kasbah.

Protagonista assoluto del gruppo è Teto, irriverente e giocoso come i migliori Cacatoa Alba.
Una funzione psicodrammatica e psicomagica dello zoo domestico è che i pet divorano i libri delle due case in salutare omaggio al detto alchemico citato da Jung in "Psicologia e Alchimia": Rumpite libros ne corda vestra rumpantur



I due conigli d'angora fanno a pezzi i cartoni dove F. nasconde le enormi quantità di Coca Cola e tavolette Lindt al latte che rovinano la sua salute.

Per allargare l'atomo sociale di Lucio, Ottavio cerca e trova una figura materna in Gudi Landi Fisher, una straordinaria signora tedesca che col marito Andrea cura nella sua villa di Cervia un allevamento con decine di Cacatoa tra cui i Cacatoa delle Molucche (rosa) e i Cacatoa delle Palme (nero). L'amicizia con Gudi durerà anni con numerose visite.  
O. invita anche Fernanda che però non verrà mai con loro a Cervia.

Ottavio e Lucio, muovendosi nel mondo dei pappagalli, fanno amicizia con gli agenti del CITES del Ministero Agricoltura e Foreste  di cui Teto diventa una mascotte.
In questa fase animalista Rosati collabora a uno speciale del TG1 sul traffico illegale degli animali esotici dove denuncia il disturbo della personalità
di chi acquista illegalmente esemplari a rischio di estinzione.



Per un periodo O. ottiene in custodia giudiziaria un esemplare di Cacatoa delle Palme (Probosciger aterrimus)
che sulla spalla pesa il doppio di Teto e ha un enorme becco a scimitarra.
Lo chiama Dalì e se lo porta dietro anche all'Università coinvolgendolo come pet-ausiliario a un seminario di axiodramma
(sociodramma a tema etico-morale)
su Bene e Male per la cattedra di Carotenuto alla Facoltà di Psicologia, ispirati alla xilografia di Escher Giorno e Notte del 1938 dove i confini tra luce e ombra e le loro direzioni non sono affatto netti.

A differenza di Teto, Dalì suscita negli studenti, e soprattutto nei professori, reazioni di inquietudine e timore.
Fernanda non ne sopporta nemmeno la vista e O. deve trasferirlo nell'allevamento di Gudi Landi.



Alla kasbah Platona e Platone riempiono i pavimenti dei due appartamenti  di graziosi ciecotrofi con orore di lei:
 
Ma caro non è possibile che i tuoi bestiolini facciano cacca dappertutto dal mattino alla sera!

Queste palline non sono cacca, Fernanda. Non danno nessun cattivo odore e hanno un bel colore Armani.
Sono elementi organici che tutti i conigli tirano fuori e poi rimangiano per il ciclo digestivo... Prova a toccarle.

Muore , la madre di Lucio, una donna semplice e sfortunata.
Per i suoi funerali alla Garbatella O. sente il bisogno di fare un cuscino di rose bianche (con qualche penna di cacatoa) scrivendo sul nastro:
Da Ottavio, Teto e Fernanda Pivano.
In nome dell'interconnessione buddhista, Rosati vuole così rendere omaggio alla madre di un ragazzo
che, con la sua esistenza, aiuta Ottavio ad aiutare Fernanda e fa parte, come direbbe Moreno, del loro atomo sociale.

Quando parla a F. di questa "parentificazione psicodrammatica" lei non apprezza per niente l'idea e grida di tenerla fuori.
Ottavio porta ugualmente in chiesa il cuscino con i tre nomi. Fa la prima lettura e va alla comunione con Teto sulla spalla. 

1993


La fama del pappagallo mangiaspaghetti cresce e la redazione di una TV giapponese manda una troupe di dieci persone a riprenderlo mentre pranza sulla terrazza del ristorante 'Romolo'. Il servizio è per la tv dei ragazzi di Tokyo. La troupe nipponica si ferma a pranzo e chiede lo stesso piatto di Teto.

A Santa Maria in Trastevere O. e F. incontrano per strada un barbone con una femmina di cane lupo che ha una nidiata di cuccioli.
Pivano si commuove e regala dei soldi al barbone che le mette in mano un cucciolo puzzolente e dolcissimo.
Decidono di regalarlo ai genitori di Ottavio. Giovanni lo chiamerà Blitz e se ne prenderà cura benissimo per anni.

A Venezia, Pivano invita Rosati a presentare con lei all'Ateneo Veneto il romanzo Amicizie Profane di Harold Brodkey (Clicca qui).
Time ha definito Brodkey "il Proust americano" dedicandogli la copertina. Il nuovo libro descrive una storia d'amore gay tra due ragazzi veneziani.
Dopo la presentazione Ottavio dirige un librodramma come quello di Carotenuto per Da Storia Nasce Storia sul Diario di una segreta simmetria.
Oltre alla Pivano partecipano allo psicodramma di Venezia Lucio e la moglie di Brodkey, la scrittrice Ellen Schwamm. 

Come musica del gioco Ottavio sceglie il concertato della scena 8 (atto II) de La Cenerentola di Rossini:

Questo è un nodo avviluppato, Questo è un gruppo rintrecciato. Chi sviluppa più inviluppa, Chi più sgruppa, più raggruppa;

Pivano e Brodkey si divertono molto. Lucio è perplesso ma dà un suo contributo al librodramma.

Dopo lo psicoplay qualcuno si avvicina e chiede l'autografo a Rosati anziché alla Pivano.
Fernanda sorridere con dolcezza e dice: Finalmente ci siamo arrivati, tesoro: adesso guadagni più di me.
Tornati a Roma, gli regala un orologio in ricordo dellìepisodio di Venezia. E' veramente felice.

La Pivano si affeziona un po' alla volta ai pet che entrano in casa sua dalla terrazza della Kasbah, specialmente a Teto con cui si diverte a mangiare il cocomero in società: lei detesta i semi mentre Teto li predilige e li estrae dalla polpa col becco.
Fernanda e Teto sono le star della Grande Festa che gli inquilini organizzano nel giardino e nelle case per il 48° compleanno del portiere Gustavo, uno dei protagonisti de La mia kasbah.

Anche a Milano Teto diventa un gradito habitué del Girarrosto, il ristorante della Pivano. Quando c'è lui la Nanda sorride.

 

 
1994
La Pivano scrive la prefazione al libro di O. Da Storia Nasce Storia edito da Nuova Eri-Rai.
Maurizio Porro nella sua recensione sul Corriere della Sera  scrive che Rosati ha una faccia da actors studio e Fernanda commenta:
Porro non ti conosce: forse puoi fare il regista ma fare l'attore per te è impossibile. Sei troppo testardo per imparare una parte. Continua con lo psicodramma che è meglio.

O. dedica a F. una serie di scacchiere per superare un problema editoriale  tra lei e la Mondadori: un dirigente le aveva contestato il carattere troppo "alto" della sua introduzione alle Opere di Faulkner. La stessa cosa era accaduta nel 1973 con l'intervista per 'Il Mondo'.

La malattia di F. peggiora e O. parla con Sottsass delle questioni relative al ricovero in clinica. (clicca qui)

 

Franco Scaglia del DSE invita la Pivano a una puntata del suo programma La Biblioteca Ideale per raccontare i suoi ultimi incontri con Hemingway reduce dall'incidente aereo che gli aveva danneggiato i reni.
Prima dell'intervista Ottavio aiuta Nanda facendole fare una scacchiera con cui lei mette ordine e mentalizza una marea di immagini ed emozioni soverchianti. L'intervista per la Biblioteca Ideale riesce benissimo.
La Pivano con riconoscenza ed eleganza parla a Franco Scaglia della scacchiera e di Rosati e lui, che ha visto Da Storia Nasce Storia, fa amicizia con Ottavio.



Alessandro Cecchi Paone propone a Ottavio di condurre per Mattina in Famiglia (Rai2) una rubrica di divulgazione della psicoanalisi 
intitolata Lo psicologo di famiglia. 
Il lavoro è emozionante perché il programma va in onda in diretta dagli studi della Dear sabato e domenica mattina.
I dirigenti rai purtroppo intendono dare alla rubrica un profilo basso essendo convinti che il loro pubblico sia molto più semplice di quello di Da Storia Nasce Storia. Addirittura pensano di far fare alla gente dei piccoli quiz all'americana. Rosati si rifiuta e riesce a segnalare i libri ricavati dal programma radiofonico sulla psicoanalisi dei bambini tenuto in Francia da Francoise Dolto che è uno dei suoi idoli.



La prima stagione de Lo psicologo di famiglia O. è in studio con Alessandro Cecchi Paone che si è appena sposato con una ragazza spagnola.

Il RadioCorriere TV annuncia che, tra i vari argomenti, una puntata farà luce con quelli che definisce "gli oscuri meandri dell'omosessualità." (sic)

Il braccio di ferro tra Rosati e il regista andrà avanti a lungo. Ogni venerdì, prima di mandare in redazione il fax con la scaletta della rubrica
Ottavio chiede a Fernanda di controllare che il testo sia il meno accademico possibile.
Lei è implacabile: dove Rosati ha scritto enuresi, Pivano corregge a matita con fare la pipì a letto.

Il giorno 8 ottobre una signora di Milano-Montenapoleone, amica di Fernanda le racconta di aver visto il programma e che Ottavio, parlando sul tema "Il Tradimento" ha descritto il caso di una moglie vittimista che, essendo tradita dal marito, nasconde a tutti di averlo tradito a sua volta.
In realtà nel programma Rosati non ha raccontato nulla del genere.
F. però cade nella trappola e protesta con O. che, in quanto scrittrice, lei ha tutto il diritto di tramutare i fatti in fiction,
mentre lui, come psicologo e gentiluomo, non deve mai parlare di loro due in pubblico. Gli dice:
Cosa ti fa pensare che io debba permetterti di dire la verità?

O. risponde prima di tutto che l'etica e il modello teorico dello psicodramma sono all'opposto della psicoanalisi, 
in quanto gruppali, catartici e pubblici e non duali ed ermetici:
Non sono il tuo analista. Io mi sento uno scrittore sia di fiction che di anti-fiction. Come tale sono libero di scrivere e dire quello che voglio. 
Comunque il racconto della signora amica è falso come prova la registrazione del programma.

Fernanda piange di sollievo ma Ottavio non si commuove.
Sospetta che una parte inconscia di Fernanda lo stia provocando a fare proprio quello che un'altra parte gli dice di non fare. Alla fine del caso la signora milanese telefona a Rosati scusandosi di aver capito male perché il programma era in diretta, e lo invita con Nanda alla sua villa di Capri. Ottavio, come uomo, scrittore, psicologo e psicodrammatista, la sfankkkula per direttissima assicurandosi che stavolta abbia capito bene.
Poi dedica la nuova puntata del programma al tema del Pettegolezzo come passione di chi ha tempo da perdere.


L'Auditel de Lo psicologo di famiglia è alto, ma dopo la terza stagione gli autori fermano la rubrica perché non la ritengono omogenea al resto del programma. Quando Ottavio protesta la Pivano gli dice:

Meglio così. Un giornalista deve farsi capire ma non si può rincretinire. Fai le tue cose ora. Non spiegare agli altri, spiegati a te. 

 Questa storia avrà un nuovo finale diversi anni dopo, grazie a un colpo di scena della Cacatoa Iside
mentre O. è ospite di un programma del conduttore Magalli e improvvisamente si rende conto che si trova sul di Mattina in Famiglia.

1995

F. attraversa una fase depressiva (come mostra il disegno del quadrifoglio piangente)
e dedica il nuovo libro Amici Scrittori a Ottavio come se a lui non piacesse mentre lui lo trova bellissimo. La cosa è irritante e Rosati si domanda: "Che faccio? Mi fermo o reagisco? Reagisco". E tiene a bada i fantasmi pivaneschi con un suo wild psychodrama a 360°
fatto di interpretazioni sarcastiche e giochi più o meno bricconeschi.
Per Amici Scrittori Ottavio organizza un socioplay a sorpresa sotto il segno di Totò de L'Oro di Napoli.

Quando esce dalla kasbah sottobraccio a Water Pedullà per andare a presentare il libro al Teatro in Trastevere,
Fernanda trova una folla richiamata da un Pazzariello (come al Teatro Carignano nel 1986 per il socioplay su Pirandello e Moreno) 
 che si affaccia dagli spalti di Porta Settimiana e annuncia l'evento al suono di piatti, trombette e pitipù. Ottavio vestito da marinaio, batte il tamburo e grida:
Attenzione! Battaglione! Sta passando dal portone  
co' nu libr' nelle mani, di scrittori americani!
Milano-Roma, Roma-Milano, ci scassa e ci piace: Fernanda Pivano!

La Kasbah è sottosopra. Si ferma il traffico via lungara. Arrivano fotografi e turisti richiamati dal frastuono.
I clacsoni richiamano i carabinieri della caserma di via Corsini che pretendono di portare Rosati in questura ma si arrendono al fatto che l'nterno di Porta Settimiana è una terrazza della kasbah. Fernanda, felicissima, ride come una bambina.

Al teatro si esauriscono tutte le copie del libro. Lei si offre, invano, di pagare le spese della banda.
Rosalia Maggio applaude la regia. Carotenuto si complimenta per l'idea. Tito Schipa lo definisce un evento radical chock.



Lucio forse è geloso e dice a Rosati: Ma non ti sembra di esagerare? La Pivano non è mica una tua paziente!
Lo so che non è una paziente. Proprio per questo posso esagerare.
Ma come ti va? Perché lo fai?
Prima di tutto perché sono matto. Ma soprattutto perché se lo merita. 
In lei, al di là dei suoi problemi, c'è un universo culturale meraviglioso di artisti e scrittori. In un mondo pieno di mediocri la sua esistenza arricchisce la realtà di tutti.
Del resto anche tu mi sei molto caro anche se sei un casino vivente. Senza te, l'amore per lei non mi sarebbe più possibile. E viceversa.

 

O. partecipa anche alla presentazione di Amici scrittori a Napoli e al Teatro Armani di Milano dove, a nome della Kasbah, recita davanti al Tout-Milan la poesia di Trilussa "All'ombra". Fernanda sta al gioco. La reazione del pubblico però è l'opposto di quella di Roma: gelida ed elegante.



Sono passati 23 anni dal primo incontro: F. ha 78 anni, O. 45.
Francesco ha 10 anni e sta per finire le elementari.

1996
Una gattara vicina di casa informa la Pivano che, durante la sua assenza, Ottavio
ha permesso a Lucio di passare dall'interno 19 al 20 per suonare il pianoforte di Fernanda.

Lei si irrita e, dopo una scenata, dice a Ottavio di chiudere il passaggio aperto anni prima tra le due terrazze. 
Ottavio restringe il varco in modo che possano passare almeno i pet e compra a Lucio la sua prima tastiera.
Lucio a sua volta gli regala il quadro di un Cacatoa che vola di notte durante un temporale.
 
Alla kasbah la tensione aumenta e O. si rivolge all'analista freudiano Claudio Modigliani
per una supervisione della dinamica tra lui, Fernanda e Lucio.
Per tre anni O. registra tutte le sedute, le fa trascrivere e le studia.
L'intera operazione costa cara ma in futuro
permetterà di recuperare episodi e interpretazioni rimossi come quello di una seduta
durante la quale Modigliani dice a Rosati:

Dottore, Lei si illude che Sua madre la ami sempre ma si sbaglia: a certi livelli La odia e La invidia per tutta la pazienza
che ha dovuto dare ai figli e alla famiglia.

E questo spiega perché i Suoi amori hanno sempre forti implicazioni riparative.

In uno psicodramma Ottavio riesce a far emergere il fantasma di 
una sua identità spregevole, cialtronesca, miserabile e depressiva causata da
rispecchiamenti distorti, maligni e invidianti.
Questo personaggio tutto al negativo trae consistenza anche dall'ombra proiettata da Fernanda
soprattutto durante il suo divorzio da Sottsass.

In un sogno che fa seguito allo psicodramma O. immagina un grosso tronco d'albero piantato nel giardino della kasbah:
arrivano due tecnici botanici con accette, motoseghe e cavicchi
che non lo sradicano ma lo ripuliscono tagliando le sue parti malate.
Stranamente i due tecnici non permettono ad O. di aiutarli nell'operazione. Vogliono fare a modo loro.

Ad aprile O. partecipa col filosofo Silvio Ceccato a una trasmissione della Rai di Milano dedicata all'amore,
ponendo come condizione di non parlare del suo rapporto con la Pivano
e di portare sulla spalla il suo amabile Eclectus verde che, a differenza di Teto, non esce quasi mai di casa.

A riprova che "il colpo di fulmine" è fuori dal tempo, ricorda che il suo amico Mario Ubaldini (primo editore italiano di Freud)
aveva risposato una seconda volta la moglie da cui aveva divorziato.
In treno e in studio Clec si comporta benissimo e dopo il viaggio prende vigore.

1997
La Pivano pubblica con Bompiani due libri che saranno entrambi ripubblicati nel 2017:
la raccolta di saggi: Leggende Americane
(Edgar Lee Masters, Ernest Hemingway, Francis Scott Hemingway, Dorothy Parker, William Faulkner)
e Viaggio Americano
una selezione dei migliori tra i millecinquecento articoli pubblicati sui giornali.

Ottavio la festeggia in un sogno che indica quanto sia grande l'amore e l'ammirazione che sente per lei.
Fernanda gli risponde con una frase che lo turba molto:
Tesoro, tu fai psicodrammi e sedute come io scrivo articoli. Ma cerca di tenere qualche traccia.
Altrimenti quando farai le tue raccolte e come?

Muore Ginsberg e Fernanda da Milano telefona in piena notte a Ottavio in stato di devastazione.
Lui la contiene per due ore, circondato dal suo gruppo romano di pennuti. 
Lucio e i Pets sono degli Ego Ausiliari che, con la loro vitalità,
lo aiutano ad aiutare la Nanda che vede morire i suoi grandi amici e si sente depauperata dei suoi tesori.

A Roma, un giorno che non trova più la collana di corallo di Gertrude Stein che le aveva regalato Alice Toklas,
F. scatena il panico alla Kasbah accusando la cameriera e facendo accorrere i due portieri, la Polizia, i vicini, il medico e i Carabinieri. 
Quando O. arriva a casa, F. 
trova subito la collana al suo posto e lui esige che F. chieda scusa alla cameriera.

Ottavio spiega alla Nanda che una scenata pazzesca non è una catarsi psicodrammatica.
Alla fine lei è calma e sorridente e non si capacita che tutti sono rimasti sconvolti:
"Adesso basta, Ottavio, non prenderla male. Ho perso la testa... su... capita a tutti!"

O. scrive per Rai Cinema la sceneggiatura di 'Diario di una Segreta Simmetria' 
per un film di Nelo Risi tratto dal best seller di Carotenuto. 
Questa volta è F. che aiuta O. leggendo i dialoghi ad alta voce e controllando la versione inglese dello script.
La Pivano gli sta ancora più vicino quando (a sceneggiatura pagata) il film non entra in produzione
perché Liliana Cavani (che appoggia Nelo Risi) ha concluso la presidenza della RAI.


Il presidente Oscar Luigi Scalfaro respinge la candidatura della Pivano a Senatore a vita: 
infatti i senatori a vita per la costituzione possono essere non più di cinque e al momento ce ne sono otto.

Lucio (col Teto sulla spalla) va a Milano per il suo primo contratto di animazione 3D
e Ottavio gli consiglia di andare a pranzo col cliente al Girarrosto di corso Venezia.
Quando all'ingresso gli dicono che gli animali non sono ammessi, 
il cacatoa di famiglia riconosce alla cassa Cesarina e grida Ciaoteto!
"Ma è il Teto!" esclama il cameriere. "Mi pareva...
Prego, si accomodi. La Nanda viene sempre col dr. Rosati. Lei è il figlio, vero?

Questa storia della password Ciaoteto farà il giro di Milano ma non piacerà molto a Fernanda. 

 Il cavalier Giovanni, incontenibile padre novantenne di O. è politicamente orientato a destra.
Un giorno scrive  a Berlusconi "una lettera di fuoco" (sic) per sollecitare il permesso di soggiorno al marito della sua badante Maria.
Coglie l'occasione per sollecitare anche la nomina a Senatore a Vita 
"della grande professoressa Pivano trascurata in mezzo a tante nullità che non meriterebbero l'importante carica!".

F. un po' è stupefatta e un po' ride ma ringrazia Giovanni della sua "raccomandazione".
Giovanni risponde invitandola a un pranzo dove Mirella le farà le lasagnette al pesto come si usa a Genova
chiedendole se va evitato l'aglio.
Nell'occasione O. organizza in casa dei suoi uno psicoplay con suo padre Ego Ausiliario nel ruolo del Senatore a vita.
F. si diverte e si complimenta con Mirella per la sua cucina.

Poco dopo arriva il permesso di soggiorno per la badante Maria e combinazione vuole che la stessa settimana
il Presidente della Repubblica Scalfaro inviti la Pivano al Quirinale 
per conferirle l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana.

O. festeggia la medaglia regalando a Fernanda un servizio fotografico di Stefano Cavalli a Trinità de' Monti
dove lui e F. nel 1972 si incontrarono allo Hassler per l'intervista di ArcanA per il lancio di Beat Hippy Yippie.


Giovanni con trionfale "cavalleria" telegrafa:
BENVENUTA TRA NOI FERNANDA - STOP - COMPLIMENTI PER LA TUA NOMINA -
SEMPRE BASILICO PER TE IN CASA ROSATI - STOP -

Il Teatro dell'Opera di Genova organizza una Grande Festa per l'Ottantesimo Compleanno di Fernanda Pivano
con Daniel Oren che dirige l'orchestra in Un Americano a Parigi di Gershwin e quattromila spettatori in sala.

Ottavio è commosso. Si trova in Grecia ma prima di arrivare a Genova passa per Roma a prendere il Teto,
gli dà un sonnifero e lo porta in aereo di nascosto sotto il giaccone.
Dietro le quinte del teatro, Teto, sulla spalla di O. urla di gelosia per reclamare l'attenzione di Fernanda 
che, invece di mangiare l'anguria con lui, si permette di conversare con Walter Veltroni.
Al taglio della torta, Rosati evita per un pelo che Teto becchi l'orecchio del ministro e lanci un grido di trionfo.
Teto infatti tende a bucare l'orecchio dei maschi Alfa:
Carotenuto e il vet Amerio Croce sono stati colpiti più volte.


Da sinistra: Ottavio, Teto, Fernanda, Walter Veltroni.

Durante un week end alla villa di Gudi e Andrea accade una cosa incomprensibile:
tutti sono in giardino a prendere il caffè e O. sta raccontando la festa all'Opera di Genova per Fernanda
quando si avverte uno schianto vicino alle gabbie dell'allevamento:
la lastra di cristallo che poggia sul tavolino dove Gudi poggia la frutta per i pappagalli
 si è spaccata di colpo in una ventina di pezzi che ora poggiano sull'erba.

La cosa strana è che i frammenti del vetro sono slittati tutti verso destra
come se una gru prima avesse spostato il piano di vetro sollevandolo lateralmente
rispetto ai due appoggi e poi l'avesse fatto cadere.
Inoltre tre orologi (tra cui quello da polso di O.) si fermano alle quattro, cioè al momento dell'incidente.
Nella perplessità generale, Rosati fa un acquerello su quello che è successo.

La sera abbraccia il tronco di un albero per fantasticare un dialogo con la Von Franz
e, per tutta risposta, gli arrivano due incomprensibili parole:
Fox Pivano.

Tornato a Roma, O. rimugina sull'accaduto, poi l'inconscio gli bisbiglia: Cronometro, pendola, prassi...
le parole sono il titolo di un'intervista fatta nel 1974 (23 anni prima) al parapsicologo Wilhelm Tenhaeff
per il numero della Rivista di Psicologia Analitica dove Pivano aveva pubblicato l'articolo Denaro e jeans, Potere e Fiori. 
Temendo che la spaccatura del vetro simbolizzi un infarto, Ottavio non ne parla a Fernanda.

1998
Dopo molti anni che vivono insieme, Ettore Sottsass e la sua compagna Barbara Radice, il critico d'arte,
si sposano a Catania con molta discrezione.
Non è facile stabilire se la Pivano l'abbia mai saputo o se abbia fatto ricorso a una negazione difensiva.
Fatto sta che i suoi Diari non parleranno di questo matrimonio così come non menzioneranno la sua relazione con Ottavio

Per il compleanno di O. Fernanda gli scrive una lettera di lodi e riconoscimenti
ma, da grande scrittrice, evoca un sottotesto melanconico e manipolativo che la rende più triste che augurale. 

Per la prima volta, invece di fargli un regalo, F. manda a O. un assegno dicendo di comprarsi quello che più gli piace.
Lui sta per arrabbiarsi perché sente nel gesto un'identificazione proiettiva con cui Fernanda cerca di espellere dentro di lui una grande sofferenza "per dialisi". Poi però si calma e pensa di rispondere con un gioco o uno scherzo.
Gira l'assegno al fioraio Radaelli di via Manzoni perché recapiti alla Pivano un enorme mazzo di rose di quattro colori
col biglietto AUGURI ROSATI.

Subito dopo, Rosati si ricorda che la Pivano, ogni volta che riceve fiori, gli dice:
Per piacere, Trombolino, portameli via di casa, che io li faccio morire. Magari mandiamoli in Chiesa.

A dicembre Luciano Benetton inaugura a Milano la Biblioteca Pivano realizzata dalla Fondazione Benetton:
35.000 libri, lettere e riviste della scrittrice ai quali si aggiungono i 3.000 di suo padre, Riccardo Pivano.
Dopo anni di ricerche faticose e tentativi inutili in cui O. e altri amici hanno rassicurato Fernanda che prima o poi ce l'avrebbe fatta,
la biblioteca, come dice Carotenuto in una scena di Genamore, rappresenta un sogno diventato realtà

Rosati non partecipa all'evento perché si trova in Colombia a condurre un corso di psicodramma per operatori di CCTT. 
Al suo ritorno le porta in regalo dal Museo del Oro di Bogota una collana precolombiana,
con ali di pappagallo, che a Roma diventa il gioiello preferito di Fernanda. 

  

Una sera a Roma, l'attrice Caterina Boratto, interprete di Madama Pace nei 'Sei personaggi' di Patroni Griffi, invita a cena Fernanda e Ottavio a casa
dove incontrano Evgenij Evtusenko, il poeta russo, che si complimenta con Fernanda per la sua strana collana.
Tra gli invitati c'è pure Paolo Villaggio che coglie lo spunto per rifare una battuta di Paola Borboni (la prima attrice ad aver mostrato il seno nudo in teatro)
sul rapporto che corre tra i gioielli di una Diva e le sue mani:
Li vedete questi? Li ho fatti con queste!



L'imitazione è esilarante però, mentre Villaggio spiega a tutti che il suo Fantozzi è una maschera della Commedia dell'Arte,
Fernanda si incupisce e si rivolge a O. con occhi disperati. Lui le prende la mano sotto il tavolo senza capire cosa stia succedendo. 

Molti anni dopo Rosati scoprirà che un idiota aveva chiamato Fernanda "la nuova Borboni" per il fatto che la celebre attrice aveva sposato Bruno Vilar,
il giovane attore che la amava molto e che presentava spiritosamente non come suo "marito" ma come suo futuro "vedovo". 
Purtroppo Vilar sarebbe morto prima di lei in un incidente d'auto dal quale la Borboni invece si salvò, per poi dire:
Chi poteva immaginare che la vedova sarei stata io?

Durante un viaggio a Milano per partecipare a una puntata de La Macchina del tempo di Cecchi Paone
l'inconscio di Ottavio realizza un passaggio all'atto autolesionistico che resterà incompresibile per anni.
Rosati arriva a casa Pivano a via Senato, dove da anni dorme sotto la Marilyn di Wharol, portando con sè un'antica tempera giapponese su seta comprata anni prima a Porta Portese.
Al centro del quadro c'è una donna puntata su un piede col braccio in alto che minaccia un'altra donna in ginocchio mentre un uomo con la barba e riccamente vestito osserva la scena con l'aria di essere il padrone di casa.

I frati di Grottaferrata che hanno restaurato il quadro spiegano a Rosati che si tratta di una pagina staccata con una lametta da un libro,
forse il testo di un dramma teatrale in cui una concubina scaccia di casa la moglie dell'uomo.
La scena sembra il contrario di Madama Butterfly dove invece è la moglie americana del tenente Pinkerton a separarlo dalla povera geisha.

A Milano Ottavio porta la tempera per un expertise a una galleria d'arte orientale dale parti di via Montenapoleone a due passi da via Senato.
Gli dicono che deve lasciarla e gli danno la ricevuta del deposito.
Poi Rosati dimentica per mesi di telefonare e non passa a riprenderla. Quando si decide a farlo non trova più la ricevuta.
Va a Milano apposta ma non trova più la galleria; la tempera sembra scomparsa per sempre, come per magia.
Una situazione assurda.


 
Anni dopo la morte di Fernanda uno psicoanalista formulerà un'interpretazione convincente dell'acting out di Ottavio
nei termini del modello di Ignacio Matte Blanco dell'inconscio bi-logico, fatto di sistemi infiniti:

La tempera rappresentava il fantasma di cui ti volevi liberare. Una situazione apparentemente reale ma creata da te.
Il generale del quadro, padrone della scena, è il maschile di Fernanda in quanto identificata in suo padre banchiere.

Tu sei la povera moglie in ginocchio come Liù, in quanto identificato in tua madre amorosa e devota al bene altrui senza riguardo per se stessa.
La concubina trionfante che scaccia di casa la vera moglie sembra un parvenu, qualcuno che entra e ti fa fuori dalla scena. 
Cosa ha fatto il tuo inconscio?

Un sacrificio arcaico al persecutore interno che si andava organizzando a Milano in modi e contesti creati dal tuo persecutore interno.
Intendo l'inconscio non dicibile, non pensabile. Non l'inconscio di Freud ma quello di Matte Blanco.


E perché l'ha fatto?

Per anticipare la catastrofe, per controllare la parte di te che ti vuole far perdere.

Che altro avresti potuto fare?
Uno psicodramma anziché un passaggio all'atto.
Ma non ti rimproverare: credo che questi fantasmi fossero troppo potenti e impensabili perché tu potessi metterli in scena in un gruppo.
Forse potevi riuscirci usando la tua scacchiera. Forse.

Durante un incontro organizzato a Roma per il nuovo libro di Francesco Alberoni
O. dichiara che, dopo aver perso un grande amore, ha superato la depressione conoscendo Teto, Cacatoa abbandonato.
Quando Fernanda a Milano legge il sottotitolo "Rosati: non mi resta che il pappagallo" corre subito da lui a Roma.

Dopo pochi giorni vanno insieme in un allevamento dove trovano la bellissima Iside 
che coi suoi "occhioni meravigliosi" (dice la Nanda) gira come una trottola catatonica in una "gabbietta miserabile" (dice Ottavio).



Questa cacatoa diverrà per Teto ciò che Alma Reville fu per Hitchcock: una compagna di vita e lavoro. 
Teto e Iside faranno insieme a O. molti socioplay,
come Gli Sporcosauri (2008) per il Teatro di Catania e Il Rischio della Felicità (2011) a Siena. 

Sotto Natale O. partecipa a "Io amo gli animali" su Rai2  insieme a Lucio che racconta il percorso terapeutico fatto con Teto
e parla della mostra La scoperta del pappagallo montata in una galleria di via Margutta.
Quando Fernanda critica l'iniziativa, Ottavio la accusa di snobismo e gelosia.



Muore a Bollingen Marie-Louise Von Franz. 
Per Rosati è un gran dolore anche se la grande analista delle fiabe e delle tipologie continuerà ad esistere per sempre negli alberi di lui e nei libri di lei.

Mentre realizza dei sociodrammi sulla trasmissione intergenerazionale dell'inconscio, ispirati alle teorie di Anne Ancelin Schützenberger
(che fu per Moreno ciò che Marie Louise Von Franz fu per Jung),  
Ottavio fa una serie di sogni che lo portano a scoprire una pagina della famiglia Rosati che suo padre gli ha nascosto.
Suo zio Annibale (membro delle SS italiane) tradì la promessa fatta al prozio, il filantropo Don Romeo Egizi,
di completare la costruzione della tomba di famiglia in cambio della nomina a erede universale.



Dopo mesi di detection tra anagrafi e parrocchie O. scopre la verità e realizza uno psicodramma architettonico: 
il restauro della tomba Egizi-Rosati con la consulenza di un maestro cinese di Feng Shuei.
Poiché pensa che i panni sporchi non si lavano in famiglia ma in tintoria,
Ottavio racconta la vicenda sul Giornale Storico di Psicolgia Dinamica di Carotenuto e le dedica un socioplay alla facoltà di Sociologia di Roma Sapienza.

 

1999
La Pivano, con l'aiuto di Arnoldo Mosca Mondadori, pubblica I miei quadrifogli, una serie di ritratti di amici e scrittori
con piccoli disegni fatti da Nanda che rendono il libro un'operina bicamerale, tra scrittura e immagine.
Da parte sua, Sottsass, sull'esempio di un genio multitasking come Alberto Savinio, si è rivelato un eccellente scrittore.

 Quando vede i disegni della Pivano, Ottavio pensa che lei, senza rendersene conto, ha cercato di integrare in prima persona l'espressione figurativa in cui Ettore è un genio.
Mentre se la immagina, china sulla scrivania come una bambina soffocata dai troppi libri, Ottavio sente qualcosa che gli si scioglie sul plesso solare.
Gli si altera il respiro e si commuove finché dice a se stesso:
Fernanda non c'entra con questo pathos. Sto facendo una proiezione: La Pivano c'est moi.

 

Nel libro F. dedica a O. una pagina (con qualche doppio legame) sul loro lungo legame.
Ottavio proteta che il suo ritratto non assomiglia a lui ma una foto giovanile di Fernanda dove lei sorride come Doris Day.
Senza contare che gli ha fatto un'apertura sulla testa e che Teto ha il becco di un piccione anziché di un pappagallo.
Lei gli dice che è un rompiscatole.


Poco dopo F. scrive a O. una lettera di ringraziamento intitolata La dialisi (clicca qui).
La lettera è piena di riconoscenza e affetto ma  un amico "mentalista" di Ottavio, leggendo tra le righe, gli fa notare che il testo nasconde un'induzione ipnotica
:
tu, da bravo psicoanalista, devi tacere.
Questo è agli antipodi di quello che Ottavio fa e si ripromette i fare sempre di più, sia come psicodrammatista che come scrittore e regista.


O. si sente oppresso dai genitori e decide di rendersi irreperibile al telefono. Inutile. Alla fine dice di essersi trasferito a Londra per qualche mese.
Prevedendo che suo padre non gli crederà e verrà a cercarlo, prega il portiere Gustavo di reggere il gioco.

Il Cavaliere-Ispettore-Amministratore (detto CIA) si presenta alla Kasbah col suo cane pastore Blitz.
Ottavio scappa da un portone laterale su via Corsini ma Blitz col suo fiuto lo rintraccia
e si ferma davanti al cancello dell'Orto Botanico 
dove è vietato l'ingresso ai cani,
continuando ad abbaiare così forte che il custode rintraccia Ottavio e gli dice di uscire.

Giovanni ha vinto: "Non crederai mica di fare fesso tuo padre! 
Mi serve una foto tua con Teto e la moglie. Dammela e ti perdono. E ora andiamo a pranzo."

A dicembre Roberto Faenza ed Elda Ferri invitano Fernanda e Ottavio a Gerusalemme
per la presentazione del film tratto da L'amante di Abraham B. Yehoshua.
Una mattina F., dopo un litigio estenuante, O. e F. posano per delle fotografie davanti a un'installazione di ghiaccio sotto il sole 
che allude al disgelo tra il presidente Israeliano e Arafat.

Questo spirito pacifista nel 2005 ispirerà a Ottavio Il Piombo e l'Oro del Perdono, 
il sociodramma sulla pace tra Israeliani e Palestinesi (ideato col suo amico Moreno Cerquetelli, critico teatrale del TG3)
che ha per protagonista il Parents Circle di Tel Aviv.
Un evento dove avviene che un israeliano dà il ruolo di suo figlio morto in guerra a un palestinese.

Ne Il Piombo e l'Oro del Perdono, Rosati utilizzerà per la prima volta in un gruppo  la Scacchiera, 
il gioco psicodrammatico da tavolo che ha inventato negli anni Ottanta per dare una mano a Fernanda.

Nel dicembre del 1999 F. regala a Ottavio Fernanda Furiosa un ritratto disegnato al volo da Roland Topor
che nel disegno mette in tasca alla Pivano una copia del 'Corriere della Sera' di cui spunta fuori la parola ELLA.
Ottavio dice "Capisci? Topor vuole dire che tu sei molto BELLA."

Aumenta la spaccatura di F. tra l'identità melanconica di moglie tradita ma sempre fedele a Sottsass 
e la sua tendenza a muoversi tra scrittori e musicisti trasgressivi. 
Nella galassia Pivano compare Vasco Rossi per il quale O. nutre una forte antipatia
e una gelosia così infantile e arcaica che lo porta a sabotare un'intervista di F. al celebre rocker.

Improvvisamente F. sembra vivere una seconda (anzi una terza) giovinezza in un crescente clima neo-fitzgeraldiano di feste e festeggiamenti a base di champagne.musica e gossip.



Grazie a un corso di Analisi Fotografica nel Lavoro Clinico, O. si accorge che nelle sue ultime fotografie
F. appare spesso circondata da vari uomini di cui uno solo sorride con lei. Quando glielo fa notare lei risponde: 
Ma come, Trombolino, non vedi che porto la tua collana che ha la forma di un sorriso? Tu sei sempre con me.
non ti devi dispiacere.

Una sera che un sospetto Gatsby arriva improvvisamente a Roma, F. chiede a O. se per favore può prestargli una cravatta per andare a cena.
Rosati apre il suo armadio e Pivano ne sceglie una di Hermes.
Quando O. commenta che Ermes-Mercurio è il dio dei ladri e ha le ali ai piedi, Fernanda scoppia a ridere e dice: 
Ma come ti vengono in mente questi giochi di parole? Se proprio un allievo di Wilcock!

O. è sconcertato della situazione e ne parla con una analista di Napoli che, in riferimento al complesso de 'La Madre Morta' di Green, gli dice:
Ringrazia il cielo. Per come sei fatto tu, meglio una Pivano Malafemmena che una Pivano Madre Morta.

Ottavio risponde:
Ma il problema sta nel gioco delle parti: ti rendi conto che 
la Madre Morta si è sfogata con me e che la Vedova Allegra va da Gatsby?

"Si capisce. Proprio per questo è una Malafemmena."

Sono passati 27 anni dal primo incontro: 
F. ha 82 anni, O. 49. Francesco ne ha 14.

- clicca per il quarto atto -

 

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