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UN TEATRO FATTO IN CASA - 2011

 

 
La targa che la Fondazione Amici di PIrandello ha conferito a Ottavio Rosati e al prof. Accursio Gennaro per il sociodramma UN TEATRO FATTO IN CASA
realizzato nel 2011 in casa di Pierluigi Pirandello. A sinistra la foto di Pittré fatta a Parigi nel 1937 con la dedica: "Al mio Fausto, Papà".

Un anno prima di "Fantasmi al Valle", che conclude la ricerca avviata nel 2002 al Teatro Stabile di Catania, la Scuola di Specalizzazione IPOD organizza una giornata di psicoplay nel teatro di casa del pittore Fausto Pirandello (padre di Pierluigi) ubicato al quartiere Flaminio tra Lungotevere Matteotti e il gayissimo Museo Andersen. Partecipano. oltre agli psicologi in formazione, alcuni amici dei padroni di casa e il prof. Accursio Gennaro titolare della cattedra di Teorie della Personalità della Facoltà di Psicologia dell'Università Roma Sapienza con un paio di suoi assistenti. Il gruppo è appena stordito dal setting atipico e non solo per il carattere alto-alto borghese di un appartamento perfetto per ricevere, dipingere e far impazzire i figli, un appartamento inondato dal sole in un profluvio di divani di velluto, importanti quadri, fotografie e locandine e lampadari pompier gocciolanti di luce. Il socioplay romano accade nei giorni in cui l'avvocato Pierluigi cerca di organizzare a Londra una mostra congiunta di suo padre Fausto Pirandello e di Lucian Freud, il pittore nipote di Sigmund.

 

Il bello è è che nel teatro alloggiato sul fondo di un grande atrio buio dell'abitazione, Rosati in scena alcuni episodi dolorosi del rapporto tra Pierluigi, suo padre Fauso la madre Pompilia, accaduti nella sala da pranzo, nella cucina e nelle camere da letto di quell'appartamento mostruoso nato per far mostre. Come se quel piccolo teatro circondato da una balaustra per evitare che le persone si facciano male cadendo dal palcoscenico (sic) fosse stato costruito in attesa che un giorno degli allievi di Moreno lo utilizzassero per rappresentare gli episodi micro-traumatici e di trascuratezza affettiva che per decenni si sono verificati in tutta la casa con implacabile e inconsapevole insistenza: Fausto che fa ricadere sui figli il peso del difficile rapporto col padre e la madre Antonietta Portulano, il carattere dispotico della moglie di Fausto, Pompilia, una ragazza di grande avvenenza diventata signora ma senza nessuna sensibilità (né del cervello primario né di quello terziario) proveniente da Anticoli Corrado, il paesino laziale dove i pittori romani andavano alla ricerca di modelle bellissime.

Forse condizionato da fantasmi edipici, durante l'evento scoppia un conflitto teorico tra Ottavio Rosati difensore dei valori della Spontaneità e della mercurialità psicodrammatica e il prof. Accursio Gennaro che raccomanda a tutti l'importanza dell'esitazione di cui parla Jaspers nelle sue opere. Prima del pranzo siculo offerto dalla dolce padrona di casa Giovanna Carlino Pirandello, nasce un vero e proprio processo psicodrammatico con pubblico ministero, avvocati, magistrato e giuria popolare: una delle tecniche di psicodramma inventate da Moreno per elaborare i conflitti di natura politica, etica o spirituale. Al momento della votazione, Julia ('la donna che visse tre volte') ondivaga fidanzata di Ottavio, sparisce nel nulla per non prendere posizione a favore di lui. A riprova che il virus del tradimento e della vendetta (facendo corto circuito con un pacchetto di traumi anglosassoni) ha contaminato l'atomo sociale del regista.

Qualche settimana dopo l'evento, Pier Luigi Pirandello, Giovanna Carlino e la Fondazione "Amici di Luigi Pirandello" conferiscono a Gennaro e a Rosati, a ricordo dell'incontro, una targa con la riproduzione della foto che Luigi Pirandello commissionò a Pittré per donarla a Fausto. Il figlio che, quando viveva a spese del padre a Parigli per il suo apprendistato di pittore, era riuscito a tenergli nascosta per anni la nascita di Pierluigi, colpevole di portare (lui solo) il nome del nonno più fantasmatico d'Europa.

 

 

 

 

 

 

 

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