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IL PIOMBO E L'ORO DEL PERDONO ideato e condotto da Ottavio Rosati

UN SOCIODRAMMA
DEL "PARENTS CIRCLE" DI TEL AVIV
Roma 2005

 


Per scaricare il manifesto (clicca qui)

Il video di Silvia Giulietti (clicca qui)

Intervista a Luisa Morgantini, vice presidente del Parlamento Europeo (clicca qui) 

 

Il tema del sociodramma, diretto da Ottavio Rosati e ideato con Moreno Cerquetelli e Nicoletta Gaida, è l'esperienza del perdono tra israeliani e palestinesi. L’evento è promosso dal centro Dionysia per le Arti e le Culture con il Comune di Roma e la Cooperazione italiana allo sviluppo del Ministro degli Esteri. L'iniziativa vuole sostenere e diffondere l'attività di "The Parents Circle", l'associazione israelo-palestinese di 500 famiglie che hanno perso un parente stretto nel conflitto israelo-palestinese, ma che hanno scelto, proprio partendo dall'esperienza della perdita e del dolore, la via del perdono come unico strumento possibile di dialogo tra i due gruppi.

Accanto al sociodramma de "Il Piombo e l’Oro del perdono” si articolano a Villa Piccolomini momenti di teatro, musica, arte, convivialità (grazie a una cena preparata e imbandita dallo chef palestinese Hatem Taha con il collega israeliano Erez Komarovsky, e l’italiano Igles Corelli). Alla tavola rotonda finale partecipano il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, Yassine Jawad, della comunità palestinese in Italia e Riccardo Pacifici, vicepresidente della Comunità ebraica di Roma.

Il sociodramma del Parents Circle parla della pace tra i popoli, del dolore della perdita e della paura da esorcizzare. “Il dolore è dolore, sia in Palestina sia in Israele. Siamo un gruppo di due nazioni, Palestina e Israele, che stanno procedendo insieme verso la pace”. Così racconta Yamil Kassas, un palestinese che ha perso suo fratello di dodici anni, ucciso da un soldato israeliano in un campo profughi vicino Betlemme. A fargli da interprete dei ruoli nello psicodramma c'è Nir Oren, un israeliano che ha perso sua madre in un attentato kamikaze su un autobus dodici anni fa.  
Il dialogo teatrale si apre al linguaggio universale della musica con la voce di David De Or e la musica di Wisam Jibran. Sonorità affascinanti che coinvolgono il gruppo e fermano, nelle mani che battevano il ritmo, la gioia di superare il dolore e l’angoscia grazie all'incontro.

 

 

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